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Consigli di lettura

Tra gli scaffali cosa si trova e cosa si legge...

Messaggio 21/10/2007, 19:33
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Celtico ha scritto:
Grazie Frankenstein per i complimenti.

Se mi dici che sai che il libro citato e' molto datato
forse abbiamo la stessa età.

A questo punto i dubbi sono scomparsi, Celtico.

La certezza è arrivata.

Messaggio 12/11/2007, 23:35
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Ho letto Allegro ma non troppo un breve saggio dello storico Carlo Cipolla. Il volumetto scritto in tono molto ironico e divertito, ma con contenuti amaramente seri, riunisce due interventi, uno scanzonato excursus nella storia medioevale e un'apparentemente paradossale teoria della stupidità umana.

Carlo M. Cipolla
Allegro ma non troppo
Il Mulino 1988, pp. 84 € 8, 80


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Messaggio 12/11/2007, 23:37
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Il primo articolo si intitola Il ruolo delle spezie (e del pepe in particolare) nello sviluppo economico del Medioevo.

Non bisogna farsi ingannare dal titolo seriosamente accademico. In realtà il testo racconta in modo paradossale e scanzonato (ma non per questo meno vero!) le vicende storiche ed economiche del Medioevo. E ci dice che la ricerca del pepe, spezia di cui era ghiottissimo Pietro l'Eremita (il fautore della prima crociata) fu alla base della crescita economica, tecnologica e finanziaria europea.

In poche decine di paginette di godibilissima lettura l'articolo delinea una sintesi di quasi mille anni di storia, dalla caduta dell'impero romano all'avvento del Rinascimento, mostrandoci che dietro all'evoluzione umana nel bene (sviluppo tecnologico, viaggi e scoperte, sviluppo economico e miglioramento delle condizioni di vita) come nel male (guerre, distruzioni, disastri economici, epidemie) ci sono motivi spesso molto banali e spesso molto casuali.
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Messaggio 12/11/2007, 23:38
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Il secondo articolo è interessantissimo e a mio parere molto importante. Nelle sue poche pagine, permette di vedere (e capire) da un altro punto di vista tante situazioni e azioni della nostra vita quotidiana personale e collettiva. Credo che farebbe bene a tutti leggerlo :yes:

Si intitola Le leggi fondamentali della stupidità umana.
E' un delizioso, intelligente, utile e amarissimo saggio in cui, in meno di 40 pagine, si descrive un'ironica e a mio parere veridica teoria della stupidità umana.

Secondo questa teoria esistono 4 categorie umane
- gli sprovveduti: persone le cui azioni determinano danni a se stessi ma vantaggi agli altri
- gli intelligenti: persone le cui azioni producono vantaggi a se stessi e agli altri
- i banditi: persone le cui azioni producano vantaggi a se stessi e danni agli altri
- gli stupidi: persone le cui azioni producono danni agli altri e a se stessi

Questi ultimi rappresentano la categoria più numerosa, potente e dannosa che esista tra gli uomini.
Sono così dannosi perchè, a differenza delle altre categorie, compiono azioni del tutto prive di razionalità, azioni che, se apparentemente portano un vantaggio momentaneo a loro, procurano un danno talmento più grande e non comparabile al loro piccolo tornaconto da determinare, alla fine, svantaggi anche a se stessi.
Un esempio è lo scippatore che per rubare 10 euro butta a terra una persona e le fa rompere una gamba: è un'azione stupida perchè, in proporzione al danno provocato, il guadagno del ladro è pressochè inesistente.

La teoria della stupidità riguarda sia le vicende individuali, sia le vicende collettive. E in questo caso il rischio che corrono intere società è elevatissimo perchè pochi stupidi al potere determineranno situazioni che, dopo aver prodotto un piccolo e momentaneo e apparente vantaggio a loro, si ritorceranno producendo enormi danni a una se non addirittura più nazioni.
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Messaggio 12/11/2007, 23:41
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La teoria descrive le caratteristiche e le conseguenze della stupidità in 5 leggi fondamentali che il testo analizza e chiarisce con esempi e grafici.
Ecco le 5 leggi:

1 - Sempre e inevitabilmente ognuno di noi sottovaluta il numero di individui stupidi in circolazione.

2- La probabilità che una certa persona sia stupida è indipendente da qualsiasi altra caratteristica della stessa persona.

3 (Legge Aurea) - Una persona stupida è una persona che causa un danno ad un’altra persona o gruppo di persone senza nel contempo realizzare alcun vantaggio per sé o addirittura subendo una perdita.

4 -Le persone non stupide sottovalutano sempre il potenziale nocivo delle persone stupide. In particolare i non stupidi dimenticano costantemente che in qualsiasi momento e luogo, e in qualunque circostanza, trattare e/o associarsi con individui stupidi si dimostra infallibilmente un costosissimo errore.

5 -La persona stupida è il tipo di persona più pericoloso che esista.
Corollario: Lo stupido è più pericoloso del bandito.

La citazione delle 5 leggi è tratta ripsettivamnete dalle pagine 45, 48, 58, 72 e 73 del volume
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Messaggio 13/11/2007, 2:11
alanford50 Pensieri
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Quando il vento le pagine sfoglia.
di Ettore Serafino,
edito da Chiaramonte Roberto Produzioni Grafiche
Collegno (TO)



Il libro tratta della vita dello scrittore nel periodo bellico Italiano della seconda guerra mondiale, sottufficiale degli alpini nella campagna d'Albania e di Grecia, e poi capo partigiano dopo l'8 Settembre 43 nelle montagne Cuneesi e della valle Chisone (TO).

E' un libro che mi ha colpito moltissimo, per il modo pacato di raccontare quei momenti tragici, anche dovuto al fatto che il protagonista è di religione Valdese, una religione molto praticata e vissuta dalle popolazioni di queste valli, difatti ci sono molti riferimenti e citazioni al suo essere valdese credente, il suo modo di vivere la religione sicuramente ne ha condizionato la vita e il suo modo di viverla, ma il lettore non si deve spaventare non è un libro che parla di religione ma non sfuggirà la profonda devozione che ha accompagnato tutte le vicissitudini e le gesta del protagonista.
E' un uomo che ha vissuto l'orrore della guerra perchè non ha potuto sottrarsi e ha vissuto l'orrore sucessivo ai fatti di guerra nel periodo della lotta partigiana perchè non ha voluto sottrarsi, ma lo ha fatto sempre con una serenità e rassegnazione che solo una forte fede religiosa ed una forte appartememza alle zone che sono poi diventate teatro delle vicessitudini partigiane, ha potuto dargli, una forte sacralità ed appartenenza anche alla propria famiglia e alle genti delle sue valli per i quali ha continuato a combattere prendendo il comando di una tra le più grandi formazioni partigiane del nord/ovest.
E' un libro che scorre leggero proprio come il vento che le pagine sfoglia.......
Questo libro non è una cronaca che racconta i fatti di una vita "a futura memoria": l'autore ha scelto alcuni episodi particolarmente significativi, e in tutta semplicità li presenta al lettore.

Messaggio 13/11/2007, 2:28
alanford50 Pensieri
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ROSALBA MICELI

Se questo è un uomo di Primo Levi, ha rivelato al mondo intero l’infinito orrore dell’Olocausto ma anche la forza d’animo di quanti hanno cercato di resistere. L’opera di Levi è imperniata fondamentalmente su questi due aspetti. Se ancora si discute sul primo - una delle maggiori resistenze all’accettazione e alla diffusione dei libri di Levi in Israele riguarda la personale concezione che egli aveva dell’Olocausto come una estensione del “normale” comportamento umano e non “un altro pianeta” - non c’è dubbio che lo scrittore abbia dato, consapevolmente, un impulso straordinario alle ricerche sul fenomeno della “resilienza”, ovvero sulla capacità di far fronte alle situazioni avverse. Quanto può sopportare un essere umano senza perdere la propria integrità psichica? Quali strategie mette in atto per mantenere viva la speranza, per confortarsi e non essere sopraffatto? Che senso può dare alla sofferenza?

“La facoltà umana di scavarsi una nicchia, di secernere un guscio, di erigersi intorno una tenue barriera di difesa, anche in circostanze apparentemente disperate, è stupefacente, e meriterebbe uno studio più approfondito” (Se questo è un uomo. La tregua, Einaudi, 1958). Ed egli, per primo prova a cercare delle risposte, individuando un elemento chiave nell’aver fede in qualcosa, qualunque cosa sia ciò in cui si ha fede.

Il concetto di resilienza è mutuato dalla fisica dei materiali ed indica la capacità, propria di alcuni metalli, di resistere ad un urto senza spezzarsi. In ambito psicologico non si tratta di semplice resistenza ai colpi dissestanti della vita, quanto di riuscire a ricostruire positivamente un percorso nonostante l’aver vissuto (o il vivere) situazioni difficili che fanno pensare ad un esito negativo. Significa spezzare un rapporto di causa-effetto. Gli studi sul fenomeno della resilienza hanno assunto consistenza scientifica dai risultati di alcune ricerche condotte a partire dagli anni Cinquanta in USA su bambini ed adolescenti appartenenti a contesti familiari svantaggiati: la presenza di fattori di rischio (disoccupazione o disturbi psichiatrici dei genitori, povertà o basso livello di reddito familiare, lutti, conflitti familiari cronici, disabilità fisiche, e altro) non si traduce automaticamente in uno sviluppo negativo, a livello affettivo o professionale. Analizzando le caratteristiche dei bambini resilienti e quelle dei bambini che di contro manifestano difficoltà di adattamento si è cercato di mettere a fuoco i fattori interni (variabili psicologiche dell’individuo) ed esterni (ambientali) responsabili dei percorsi di resilienza.

“Qualcosa che non si può capire costituisce un vuoto doloroso, una puntura, uno stimolo permanente che chiede di essere soddisfatto” si legge nella prefazione alla versione tedesca di Se questo è un uomo. L’attitudine alla resilienza richiede fondamentalmente la capacità di dare un senso a ciò che è accaduto, la gestione delle emozioni, la cura di sé e il mantenimento di un livello sufficiente di autostima, anche in condizioni oggettivamente degradanti. Essenziali sono le capacità di introspezione ma anche di astrazione, di immaginazione, la creazione di uno spazio mentale che funga da riserva psichica, la speranza, l’umorismo, i legami significativi, l’iniziativa, le competenze comunicative, il senso di appartenenza ad una comunità, ad un sistema di valori, una fede religiosa.

Le linee più attuali di ricerca, rivolte principalmente all’educazione alla resilienza e alla prevenzione del disagio psichico, danno grande enfasi ai fattori di protezione, ossia a quelle risorse esterne - relazioni affettive, istituzioni sociali o culturali, figure come i tutori di resilienza - in grado di attivare e sostenere il percorso di sviluppo, mitigando gli effetti di situazioni sfavorevoli. Gli studi sono molto avanzati in Medio Oriente, proprio per il notevole carico di sofferenza che esiste in quell’area di crisi e stanno riscuotendo un notevole successo nei Paesi di lingua francese (Francia, Canada, Belgio e Svizzera) e di lingua spagnola, sull’onda del grande interesse suscitato dalle ricerche di Boris Cyrulnik, neuropsichiatria ed etologo francese, direttore dell’Osservatorio internazionale sulla resilienza. In Italia cominciano ad affermarsi grazie all’opera di Elena Malaguti, docente di pedagogia speciale all’Università di Bologna, e autrice, insieme a Cyrulnik, di diversi testi divulgativi.

Se è vero che un comportamento problematico presentato da un individuo in un determinato momento non comporta inevitabilmente un destino di disadattamento, è pur vero anche il contrario: la resilienza non è una capacità acquisita una volta per tutte, il metallo che ha assorbito tanti urti può improvvisamente spezzarsi. La vita di Primo Levi, conclusasi tragicamente con il suicidio, lo dimostra. Ma la sua testimonianza va oltre il gesto finale, lascia in eredità degli interrogativi sulla complessità della natura umana, ancora senza risposta.

fonte: La Stampa

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Pensierino Alanesco:

Uno dei miei autori preferiti, si evincono quindi le mie preferenze in fatto di genere di lettura, amo tutta la letteratura sui due periodici bellici, dalla prima alla seconda querra mondiale, con una grande predilizione per la seconda, amo unicamente quei testi che raccontano fatti reali, quindi non le storie romanzate, ma le storie raccontate in prima persona da chi i fatti descritti li ha vissuti e sofferti, amo moltissimo tutta la letteratura sull'epopea partigiana, specialmente quella verificatasi nelle zone dove io abito ossia nelle montagne del nord/ovest, dove i fatti i luoghi e le usanze mi sono assolutamente familiari, e dove posso trarre riscontri con i racconti di mio padre di mio suocero e tutti i parenti della generazione precedente alla mia che quei fatti me li hanno raccontati avendoli vissuti in prima persona, molti di quei fatti li ho ritrovati fedelmente descritti da personaggi noti della zona per essere stati capi di varie formazioni partigiane, tra cui quell'Ettore Serafino descritto nel post precedente.
:ciao:

Messaggio 14/11/2007, 12:37
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Vianne ha scritto:
Ho letto Allegro ma non troppo un breve saggio dello storico Carlo Cipolla. Il volumetto scritto in tono molto ironico e divertito, ma con contenuti amaramente seri, riunisce due interventi, uno scanzonato excursus nella storia medioevale e un'apparentemente paradossale teoria della stupidità umana.

Carlo M. Cipolla
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Grazie Vianne per averlo segnalato e per averne parlato! :)

...è un libro che non conoscevo e leggendo quello che contiene, come si sviluppano i vari articoli e le cinque leggi fondamentali, intuisco che si tratta di un libro molto molto divertente...anche se amaro! :yes:

Le leggi mi fan ridere tantissimo! Alcune sono così vere da far quasi pausa! Acc! :eeek:

Mi segno il titolo perchè una lettura su questo argomento non l'ho ancora fatta...credo sia necessaria! :)
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
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Messaggio 14/11/2007, 14:33
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alanford50 ha scritto:
Quando il vento le pagine sfoglia.
di Ettore Serafino,
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Grazie Alan per questa segnalazione! :)

Ho letto con attenzione quello che hai scritto e la storia raccontata, i frammenti-fatti estrapolati oltre che il periodo in cui sono ambientati, mi hanno colpito! :yes:

...in tutta onestà, ci farò un pensierino sull'acquisto! Ho segnato il titolo e l'autore! Prossimamente farò delle buone compere e son contento! ;)
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Messaggio 14/11/2007, 14:40
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alanford50 ha scritto:
ROSALBA MICELI

Se questo è un uomo di Primo Levi, ha rivelato al mondo intero l’infinito orrore dell’Olocausto ma anche la forza d’animo di quanti hanno cercato di resistere.

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Pensierino Alanesco:

Uno dei miei autori preferiti, si evincono quindi le mie preferenze in fatto di genere di lettura, amo tutta la letteratura sui due periodici bellici, dalla prima alla seconda querra mondiale, con una grande predilizione per la seconda, amo unicamente quei testi che raccontano fatti reali, quindi non le storie romanzate, ma le storie raccontate in prima persona da chi i fatti descritti li ha vissuti e sofferti, amo moltissimo tutta la letteratura sull'epopea partigiana, specialmente quella verificatasi nelle zone dove io abito ossia nelle montagne del nord/ovest, dove i fatti i luoghi e le usanze mi sono assolutamente familiari, e dove posso trarre riscontri con i racconti di mio padre di mio suocero e tutti i parenti della generazione precedente alla mia che quei fatti me li hanno raccontati avendoli vissuti in prima persona, molti di quei fatti li ho ritrovati fedelmente descritti da personaggi noti della zona per essere stati capi di varie formazioni partigiane, tra cui quell'Ettore Serafino descritto nel post precedente.
:ciao:

L'articolo è molto molto bello ed interessante! Riporta un'analisi accurata sui contenuti e li utilizza come punto di partenza per descrivere i comportamenti, le reazioni e la nascita di determinati tipi di pensieri che si hanno di fronte a certi fatti (terribili come l'Olocausto). :yes:

Sono affascinato anch'io dal periodo della guerra anche se preferisco - forse perchè ho letto di più libri di questo tipo (vedi Heinrich Böll) - le storie narrate dagli autori non in prima persona, ma indirettamente! In tutte queste storie comunque si mette in evidenza il lato triste ed assurdo della guerra, le condizioni in cui si viveva e quello che si provava! :(
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Messaggio 01/02/2008, 18:55
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Un piccolo libricino, una storia ambientata nel passato, uno stile di scrittura semplice, conciso, chiaro ma allo stesso tempo forte perché quello che viene raccontato è un periodo abbastanza difficile per le persone che l'hanno vissuto, rendono questo libro attraente e sicuramente un buon consiglio di lettura...sto parlando de "Il compagno di viaggio" di Curzio Malaparte. :)

...ehmmm...divido il messaggio in due parti...

- Prima parte -

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La storia narrata trova la sua ambientazione nel Settembre del 1943 in Italia - Calabria - prima e dopo l'arrivo delle truppe alleate ovvero degli inglesi!

Il protagonista principale - anche se il libro comincia con un'altra figura che in un certo senso mantiene un ruolo importante fino alla fine del libro - è il soldato, l'alpino originario di un paesino in provincia di Bergamo - Calusia.

Calusia è un soldato che obbedisce a tutti gli ordini che gli vengono impartiti, ha un elevato senso del dovere e un onore per la patria davvero grande...è un esempio per tutti i soldati della sua compagnia! :)
La storia e la sua evoluzione gli impongono di obbedire ad una promessa fatta al suo tenente prima di morire; egli esprime il desiderio di essere sepolto nella sua terra natia, Napoli, che risulta distante dall’accampamento, ma questo per Calusia non è un problema...anzi...cercherà in tutti i modi di rendere omaggio al suo tenente e di riportarlo tra le persone ad egli care!
Terminato l'ultimo attacco quindi, costruisce una cassa e ripone dentro il corpo del tenente; questa cassa per lui è un tesoro e non permetterà a nessuno - durante il viaggio - di profanarla!

...continua nel post successivo...
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Messaggio 01/02/2008, 18:56
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- Seconda parte de "Il compagno di viaggio" di Curzio Malaparte -

...e comincia il viaggio...

Diversi sono gli incontri che Calusia fa, diverse le situazioni che si trova ad affrontare e tutte rispecchiano il periodo, la situazione in cui sono costrette a vivere le persone, la miseria quotidiana e le difficoltà...è questo lo scenario descritto e gli aspetti che risaltano! :yes:

...

Per non appesantire troppo il racconto, preferisco fermarmi qui...anche perché altrimenti racconterei la fine! ;) ...aggiungo in chiusura che Curzio Malaparte è uno scrittore che non conoscevo e che ora apprezzo! Il suo modo di scrivere - anche se un solo libro letto è poco per giudicare (forse) - porta il lettore ad appassionarsi alla storia e ai personaggi che piano piano vengono descritti, un dettaglio alla volta - direi - e questo particolare mi è piaciuto tantissimo! :)

...e se siete curiosi, in Incipit e in Un frase, un rigo appena sono inseriti dei brevi passaggi tratti dal libro! :)
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Messaggio 01/02/2008, 22:53
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Mac La Mente ha scritto:
Un piccolo libricino, una storia ambientata nel passato, uno stile di scrittura semplice, conciso, chiaro ma allo stesso tempo forte perché quello che viene raccontato è un periodo abbastanza difficile per le persone che l'hanno vissuto, rendono questo libro attraente e sicuramente un buon consiglio di lettura...sto parlando de "Il compagno di viaggio" di Curzio Malaparte. :)

Grazie Mac! :k:
Come ho già scritto in un altro topic, non conosco Malaparte se non di nome ed è quindi doppiamente interessante per me leggere la presentazione di un suo libro.

Oltretutto il racconto tocca una tematica che mi appassiona molto - la seconda guerra mondiale - e penso che non appena ne avrò l'occasione seguirò il tuo consiglio e cercherò di leggerlo :yes:
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Messaggio 02/02/2008, 14:38
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Mac La Mente ha scritto:
...sto parlando de "Il compagno di viaggio" di Curzio Malaparte. :)

Questa volta sono io a gradire il tuo consiglio. La presentazione del libro e la sinossi scritta hanno incrementato anche la mia curiosità.

Messaggio 02/02/2008, 18:11
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Vianne ha scritto:
Grazie Mac! :k:
Come ho già scritto in un altro topic, non conosco Malaparte se non di nome ed è quindi doppiamente interessante per me leggere la presentazione di un suo libro.

Oltretutto il racconto tocca una tematica che mi appassiona molto - la seconda guerra mondiale - e penso che non appena ne avrò l'occasione seguirò il tuo consiglio e cercherò di leggerlo :yes:

Vianne! :k:
...sono contento che ti sia piaciuto quello che ho scritto! Grasssie a te! :fiore: :fiore:

Anch'io non conosco molto bene Malaparte ed è per questo che l'ho apprezzato tanto! E' stata una scoperta interessante e in futuro sicuramente leggerò qualche altro suo libro! :yes:

Sisisi, il periodo in cui vengono descritti i fatti è molto bello anche se triste e lo scenario si riesce ad immaginare bene...i particolari ci sono e fanno rivivivere quegli anni! :yes:
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