Milano, 21 settembre 2009 - Proseguono le attività da parte dei tecnici di Rete Ferroviaria Italiana (Gruppo FS) per ripristinare l’infrastruttura danneggiata nella serata di ieri in seguito al deragliamento di un treno a Milano Centrale, durante il ricovero delle vetture vuote nei binari del parco di sosta della stazione, in un'area completamente lontana dalle linee percorse dai convogli.
E’ tornato nuovamente operativo dalle 17.40 uno dei due binari (quello in direzione Genova) della linea fra Milano Centrale e Milano Lambrate. Lo rende noto un comunicato delle Ferrovie dello Stato nel quale si commenta che ‘’torna così progressivamente alla normalità la circolazione ferroviaria sui binari interessati dall’incidente di questa notte’’.
"I tecnici - è scritto nella nota delle Ferrovie - sono al lavoro per poter rendere operativo durante la notte anche l’altro binario, quello di accesso a Milano Centrale. Per tutta la durata delle operazioni di ripristino della linea (massicciata e linea di alimentazione elettrica dei treni), la circolazione non è mai stata interrotta. Infatti, i treni in arrivo ed in partenza da Milano Centrale hanno circolato con ritardi compresi tra i venti e trenta minuti, utilizzando gli altri binari. Sono stati una trentina - conclude la nota - i convogli limitati nelle stazioni di Milano Lambrate e Rogoredo, tre i treni cancellati’’.
Nel frattempo, le Ferrovie dello Stato hanno aperto un’inchiesta amministrativa per accertare la causa e la dinamica dell’incidente. Al momento del deragliamento - si legge in una nota delle Fs - tutte le apparecchiature di stazione funzionavano regolarmente e l’infrastruttura ferroviaria era in condizioni ottimali.
Da una prima ricostruzione sembrerebbe che nel corso delle operazioni di ricovero sia stato superato un segnale di servizio posizionato a terra disposto al rosso. In seguito all'incidente, il treno ha abbattuto alcuni pali della linea di alimentazione elettrica dei treni e per questo motivo tutti i convogli in arrivo a Milano Centrale, da Sud, sono stati fermati a Milano Rogoredo e Milano Lambrate.
Secondo una prima ricostruzione della polizia e dei vigili del fuoco, il treno finito fuori dai binari, un passeggeri vuoto, stava percorrendo un tratto ferroviario che dalla Stazione Centrale porta in deposito, verso Lambrate. Sarebbe stato ricoverato fino a domani, quando era prevista una sua nuova partenza. Contemporaneamente, un secondo treno era in arrivo alla stazione Centrale e si è trovato davanti l’altro convoglio: ma il segnale di sicurezza è scattato e il passeggeri (questo però pieno di viaggiatori), si è fermato a distanza, non rimanendo coinvolto nell'incidente.
Il deragliamento, per cause ancora tutte da accertare, è avvenuto intorno alle 22.45, all’altezza di viale Monza, tra i civici 90 e 101, dietro i quali scorre la massicciata sopraelevata. A uscire dai binari, poco prima di un ponte ferroviario, all’incrocio con via Popoli Uniti (dove si trova il palazzo nel cui cortile sono cadute le carrozze) sono state la motrice e cinque vagoni del treno vuoto. Due sole sono finite giù dal terrapieno, con un boato, e si sono accartocciate l’una sull’altra, avvolte da un denso fumo nero.
Naturalmente c’è stato molto spavento tra i passeggeri del treno non coinvolto, che hanno immaginato di trovarsi di fronte a un disastro con morti e feriti. Decine le chiamate ricevute da polizia e vigili del fuoco. Alla fine, comunque, il treno non coinvolto è stato trainato in stazione da una motrice diesel, dato che la linea elettrica era interrotta.
Il deragliamento avrebbe potuto avere un bilancio ben diverso se il convoglio fosse stato pieno di viaggiatori o se nel cortile del palazzo, nel quale sono finite due carrozze, ci fossero state persone.
Anche nel condominio c’è stato il panico: ‘’Eravamo a letto davanti alla tv - dice telefonicamente un’inquilina - quando è tremato tutto. Pensavamo al terremoto. Poi ci siamo affacciati e abbiamo visto tutto il cortile pieno di fumo. Quando si è diradato non credevamo ai nostri occhi. C’erano due vagoni davanti alla finestra, uno sull’altro’’.
Subito dopo l’incidente, il Gruppo FS ha comunicato che nella giornata odierna i treni in arrivo e in partenza da Milano Centrale potranno subire limitazioni e ritardi. In particolare, i treni che collegano il capoluogo lombardo con Genova, Bologna e Verona potranno avere origine e termine di corsa nella stazione di Milano Lambrate, invece che nella stazione di Milano Centrale. Il provvedimento è necessario per effettuare le operazioni tecniche di ripristino dell’infrastruttura ferroviaria danneggiata dal deragliamento.
Alle 16, verrà riattivato uno dei due binari che sono stati chiusi questa notte, dopo l'incidente. La circolazione dei treni tornerà così in gran parte regolare. Al momento, invece, una decina di treni sono stati limitati alle stazioni di Lambrate e Rogoredo, e i treni hanno dai 20 ai 40 minuti di ritardo.
“Nell’inchiesta annunciata dal presidente Formigoni chiediamo che venga verificata anche la natura dei rapporti di lavoro, perché sarebbe gravissimo che a lavorare sui treni, soli alla guida, ci fossero giovani macchinisti apprendisti, senza tutor, in assenza del secondo macchinista e senza ausili tecnologici per impedire errori”. E’ quanto chiedono i ferrovieri della storica rivista 'ancora In Marcia!'.
“Ieri sera solo per caso si è sfiorato il disastro” continuano i ferrovieri, denunciando come “grave il tentativo delle Ferrovie di minimizzare, come accaduto pochi giorni fa per il deragliamento di un merci a Chiusi”. “Siamo preoccupati perché si assiste ad un degrado complessivo della sicurezza sui nostri binari - proseguono i promotori della rivista - e gli incidenti di queste settimane, come quelli precedenti la strage di Viareggio, sono forti segnali di allarme che non dovevano e non devono essere ignorati”.
“Per l’incidente di ieri sera - concludono i ferrovieri - se si trattasse di errore umano, come ipotizzato dalle Fs, ci troveremmo con ogni probabilità in presenza di equipaggio ad un solo macchinista, quindi con una scelta aziendale volta a tagliare sul personale, lasciando alla guida una sola persona, aumentando le possibilità di errore e di incidente, incidente che non è stato evitato dalle apparecchiature ferroviarie e dai sistemi di bordo”.
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