Eccomi! E' passato un po' di tempo, ma ce l'ho fatta! Continuo inserendo il secondo pseudo-capitolo, la seconda parte del racconto che ho scritto...
Una parentesi nella realtà - scritto da Mac - seconda puntata -
In un bar, sì! Ne sono certo! Ero lì quando vidi, seduto al bancone, questa figura vestita in un modo abbastanza strano per i miei gusti - cappello a bombetta colorato, giacca a quadri e pantaloni larghi che stonavano con tutto il resto e pensavo tra me e me
"ma quello lì come va vestito? Non ha per niente gusti e non sa fare neanche degli abbinamenti con i colori!"...più in là capii che non era così.
John era alto, magro e con un portamento comunque elegante e graziato...leggiadro...è questo il termine giusto per descriverlo e me ne accorsi solo in un secondo momento quando gli parlai per la prima volta; strano incontro quello che avemmo... in un bar, ma nel bagno del bar, dove io mi ero recato per aggiustarmi un po' e per ripulire quella macchia sui pantaloni che un mio amico mi aveva procurato (
"Grazie Pippo! Sei stato gentilissimo!") versandomi per sbaglio un po' di maionese... John mi vide ed io vidi lui... si avvicinò con un sorriso stampato sulla faccia e con aria non minacciosa, mi disse:
"Posso intingere una patatina sul tuo pantalone? Mi piace tanto la maionese!"...io lo guardai perplesso, quasi stravolto e pensai che mi stesse prendendo in giro...
"Vorrei che questa macchia andasse via! Sono allergico!" e lui onestamente non so se capì che stavo scherzando o se invece stessi parlando seriamente...fece un passo indietro e ritornò davanti allo specchio del lavandino. Dal rubinetto fuoriusciva dell'acqua calda che salendo verso l'alto appannò quell'accessorio del bagno...vidi che sollevò la mano destra e puntò il dito indice su di questo...iniziò a disegnare.
Stetti un bel po' prima di vedere scomparire quella macchia così odiosa dal mio pantalone, alzai lo sguardo un'altra volta e John era ancor lì, a disegnare! Mi avvicinai a lui per chiedergli scusa perché mi resi conto della scortesia dimostrata precedentemente...
"Le chiedo scusa! Sono stato scortese un minuto fa!" e lui
"Schhh!!! Che si spaventano!" "Chi?" chiesi io con aria sorpresa perché in quel bagno a parte noi due non c'era nessuno...
"Gli uccellini!" "Si sono appena posati su un ramo e cinguettano allegramente!" - rivolgendo il mio sguardo verso lo specchio appannato, vidi un bellissimo paesaggio disegnato a vapore...era Parigi! Sullo sfondo si vedeva la Torre Eiffel ed in primo piano un ramo e due passerotti con tanto di nuvoletta, tipo quella dei fumetti, con scritto
"Cip! Cip!".
Un pensiero mi sfiorò immediatamente, la persona al mio fianco non era normale – ammesso che un significato a questa parola esista...ne dubito fortemente.
Ed invece John si rivelò normalissimo nella sua stranezza. In quel momento stava sognando, era lì, sotto quell'albero ad osservare gli uccellini; quando ritornò per un attimo nella realtà, mi fissò con uno sguardo molto più sereno rispetto a quello che mi aveva fatto quando si avvicinò con la battuta sulla maionese ed io capii che grazie a quella piccola parentesi sognante, si era rasserenato.
"Li hai sentiti?!" "No, non esistono, come faccio ad averli sentiti?" "Ahi ahi ahi ragazzo! Non sai sognare!"...era proprio così, non sapevo sognare, vivevo nella realtà e anche quando mi addormentavo, non riuscivo ad evadere o forse non volevo... evadere.
...continua...
