Oggi tutti i giornali hanno pubblicato una notizia che da' molto da pensare e fa anche capire molto bene che cosa siano le speculazioni.
La notizia riguarda i continui rincari al prezzo di pane e pasta, rincari del tutto immotivati perchè dall'inizio dell'anno il prezzo del grano è continuamente diminuito.
Se questo non è cartello e speculazione sporchissima da parte di tutti i produttori, che cos'è?
Caro-spaghetto: 140 euro in più nel 2008. La Coldiretti: “E’ speculazione”
redazione Sabato 25 Ottobre 2008
Se c’è un popolo cui si può togliere tutto, ma non la pasta, sono gli italiani. Eppure il costo del piatto più amato rischia paradossalmente di far stringere la cinghia al belpaese: gli italiani spenderanno solo per l’acquisto di pane, pasta e derivati dei cereali 3,4 miliardi in più nel 2008, per un valore di circa 140 euro per famiglia.
E’ quanto stima il rapporto
Ref per Ancc-Coop, citato dalla Coldiretti, che ritiene
“scandaloso” che il dimezzamento del prezzo del grano dall’inizio dell’anno non abbia portato alcun beneficio ai consumatori di pane e pasta. Ovvero: se il grano scende, perchè la pasta continua a salire? Non solo: per l’associazione degli agricoltori questo calo dei prezzi ha anche provocato una situazione drammatica nelle campagne dove non si riescono più a coprire i costi della coltivazione.
In occasione del ‘World Pasta Day’ la
Coldiretti lancia l’allarme sul rischio dell’abbandono della coltivazione a partire dalle prossime semine con gravi conseguenze per maccheroni, fusilli e spaghetti. “La situazione” per l’associazione degli agricoltori “è drammatica con il grano tenero che è sceso sotto i 16 euro per quintale e quello duro sotto i 22 euro per quintale. Nel frattempo però si continua a registrare secondo l’Istat a settembre un record di aumenti della pasta (+24,9 per cento) che ha raggiunto valori medi di 1,6 euro al chilo, secondo il servizio Sms consumatori del Ministero delle Politiche Agricole. “I consumi medi in Italia” continua la Coldiretti “sono sui 28 chili a persona, tre volte superiori a quelli di uno statunitense, di un greco o di un francese”. Dalla fine del mese di marzo, quando le quotazioni al Chicago Board of Trade avevano raggiunto i 12,5 dollari per bushel, il prezzo del grano - precisa la Coldiretti - ha iniziato a crollare per raggiungere il valore minino di 5,2 dollari per bushel ad ottobre, con un calo del 60 per cento in sei mesi.
“Così come i governi mondiali stanno prendendo provvedimenti per limitare gli effetti della crisi finanziaria allo stesso modo, ci si deve rendere conto delle necessità di intervenire poiché” sostiene il Presidente della Coldiretti Sergio Marini ” le forte oscillazioni dei prezzi dei prodotti alimentari legati a fenomeni speculativi rendono ancora più drammatico il problema della fame”.
Per Marini l’emergenza alimentare “non si risolve con i prezzi bassi all’origine per gli agricoltori, perché di questi non beneficiano i consumatori e non consentono di coprire i costi di produzione” ma con una “maggiore stabilità per chiudere le porte alla speculazione e consentire una adeguata programmazione della produzione e una più equa distribuzione del valore nella filiera”.
Dal sito di
Panorama