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Inviato: 15/03/2007, 21:34
da Vianne
bondgirl ha scritto:Di libri irrinunciabili ne ho diversi,tutti quelli di Marquez (anche lui irrinunciabile) Sopratutto Cent'anni di solitudine e Nessuno scrive al colonnello
e aggiungo Italo Calvino-Se una notte d'inverno un viaggiatore.......
Anche per me tutti i libri di Marquez sono irrinunciabili! :wub:

Io ho iniziato a leggerlo proprio da "Cent'anni di solitudine" e ricordo che mi era piaciuto così tanto che temevo che gli altri suoi libri non avrebbero retto il confronto. E invece non solo non sono stati una delusione, ma anzi, leggendoli, li ho aggiunti più o meno tutti al mio personale elenco di libri preferiti! :ok:

Inviato: 15/03/2007, 23:38
da Mac La Mente
Vianne ha scritto: Io ho iniziato a leggerlo proprio da "Cent'anni di solitudine" e ricordo che mi era piaciuto così tanto che temevo che gli altri suoi libri non avrebbero retto il confronto. E invece non solo non sono stati una delusione, ma anzi, leggendoli, li ho aggiunti più o meno tutti al mio personale elenco di libri preferiti! :ok:
Brava Vianne! :)
...però però...ora sono curioso di sapere su quali libri hai avuto dei dubbi se inserirli tra i preferiti oppure no! ;)

Inviato: 20/03/2007, 21:18
da Vianne
Mac La Mente ha scritto:Brava Vianne! :)
...però però...ora sono curioso di sapere su quali libri hai avuto dei dubbi se inserirli tra i preferiti oppure no! ;)
Grazie Mac! :)

Garcia Marquez, pur essendo uno scrittore straordinario e uno dei più grandi della Letteratura mondiale del Novecento, ha scritto così tanti libri (credo siano almeno una trentina) che imho sarebbe un po' difficile considerarli tutti allo stesso livello qualitativo e di interesse e tutti tra i propri "libri preferiti".

Tra quelli suoi che ho letto, considero tra i mie preferiti
- Cent'anni di solitudine
- L'amore ai tempi del colera
- Cronaca di una morte annunciata
- L'incredibile e triste storia della candida Erendira e della sua nonna snaturata
- L'autunno del patriarca
- Nessuno scrive al colonnello
- I funerali della Mamà grande
- La mala ora
- Foglie morte
- Occhi di cane azzurro

Vale a dire più o meno tutta la sua produzione narrativa caratterizzata dalla sua capacità di creare e raccontare un universo reale in cui succedono eventi tali per cui quel mondo assume connotazioni magiche, fantastiche, mitiche.


Tra gli altri che ho letto, pur essendomi piaciuti molto, non metto tra i miei preferiti alcuni suoi scritti a carattere giornalistico e cronachistico (per esempio Un giornalista felice e sconosciuto, Le avventure di Miguel Littin clandestino in Cile, A ruota libera) o un racconto come Racconto di un naufrago.
I primi proprio per il loro carattere prevalentemente cronachistico. Sono libri ben scritti, interessanti e utili per conoscere meglio Marquez e per conoscere la storia recente del Sudamerica, ma non sono le opere sue che sceglierei di rileggere o di portare con me su un'isola deserta.
Il secondo per un limite mio :( Non riesco ad appassionarmi ai racconti di mare e alle storie che descrivono la lotta per la sopravvivenza di chi sul mare ci vive o è costretto a viverci :sorry:

Inviato: 21/03/2007, 23:01
da Mac La Mente
Vianne ha scritto:
Mac La Mente ha scritto:Brava Vianne! :)
...però però...ora sono curioso di sapere su quali libri hai avuto dei dubbi se inserirli tra i preferiti oppure no! ;)
Grazie Mac! :)

Garcia Marquez, pur essendo uno scrittore straordinario e uno dei più grandi della Letteratura mondiale del Novecento, ha scritto così tanti libri (credo siano almeno una trentina) che imho sarebbe un po' difficile considerarli tutti allo stesso livello qualitativo e di interesse e tutti tra i propri "libri preferiti".

Vale a dire più o meno tutta la sua produzione narrativa caratterizzata dalla sua capacità di creare e raccontare un universo reale in cui succedono eventi tali per cui quel mondo assume connotazioni magiche, fantastiche, mitiche.

I primi proprio per il loro carattere prevalentemente cronachistico. Sono libri ben scritti, interessanti e utili per conoscere meglio Marquez e per conoscere la storia recente del Sudamerica, ma non sono le opere sue che sceglierei di rileggere o di portare con me su un'isola deserta.
Il secondo per un limite mio :( Non riesco ad appassionarmi ai racconti di mare e alle storie che descrivono la lotta per la sopravvivenza di chi sul mare ci vive o è costretto a viverci :sorry:
Viaaaaaaanne!!! Grazieeeeee!!! :k: :k:

...mi hai steso! Hai letto tantissimo di Marquez! Wow! Davvero, davvero tanto! :eeek:

Da quello che hai scritto sui tuoi libri preferiti, quelli che ti hanno colpito di più, mi piace tantissimo come gli eventi vengono raccontati e come si trasformano assumendo forme magiche, fantastiche ecc... Interessanti!

...ora capisco il perchè non ti abbiano colpito più di tanto gli altri lavori! :yes:



...non ho mai letto Marchez, è una lacuna che mi porto dietro da un bel po' e che prima o poi cercherò di colmare perchè mi perdo un Grandissimo Scrittore! :ouch:

Inviato: 24/03/2007, 19:41
da Vianne
Mac La Mente ha scritto: Viaaaaaaanne!!! Grazieeeeee!!! :k: :k:

...mi hai steso! Hai letto tantissimo di Marquez! Wow! Davvero, davvero tanto! :eeek:
Mac non sono io ad avere letto tanto, è lui che ha scritto tanto! ;)

Battute a parte, in genere quando leggo un autore cerco di legger tutto quello che ha scritto perchè penso sia il modo migliore per capirlo e per cercarne di comprenderne il mistero e la magia.
E Marquez è uno scrittore che di magia ne ha davvero tanta! :wub:

Se ti capita leggilo Mac, ogni sua pagina è una scoperta e una rivelazione dell'esistenza di interi e straordinari universi :yes:

Inviato: 25/03/2007, 14:15
da Mac La Mente
Vianne ha scritto: Mac non sono io ad avere letto tanto, è lui che ha scritto tanto! ;)

Battute a parte, in genere quando leggo un autore cerco di legger tutto quello che ha scritto perchè penso sia il modo migliore per capirlo e per cercarne di comprenderne il mistero e la magia.
E Marquez è uno scrittore che di magia ne ha davvero tanta! :wub:

Se ti capita leggilo Mac, ogni sua pagina è una scoperta e una rivelazione dell'esistenza di interi e straordinari universi :yes:
Ehehehehe si! Anche questo è vero! ;)

Fai bene Vianne! Credo sia la cosa più giusta da fare per approfondire non solo la conoscenza, ma anche per capire meglio lo stile che ha uno scrittore! :yes:

Seguirò il tuo consiglio!...il problema è che sono un pochetto sfaticato nella lettura! Ho tantissimi arretratiiiii!!! :(

Inviato: 01/04/2007, 15:25
da bondgirl
Concordo con Vianne anch'io ho iniziato con Cent'anni,letto più volte tra l'altro,ma io ho amato molto anche Dall'amore e altri demoni,e nessuno scrive al colonnello,quelli che hai citato li ho letti anch'io,anche quelli di cui parlavi cioè di cronaca giornalistica :)

Inviato: 02/05/2007, 12:28
da Chantilly
Un altro libro a mio avviso irrinunciabile: "Un uomo" di Oriana Fallaci

E' un romanzo-verità su Alekos Panagulis, l'eroe della resistenza greca contro il regime dei colonnelli. Una cronaca fedele di eventi realmente accaduti, il ritratto di un uomo che ha pagato con la vita il suo sogno di libertà. Panagulis è stato il compagno della Fallaci: il suo amante, l'unico amore della sua vita.

Inviato: 02/05/2007, 18:49
da Mac La Mente
Chantilly ha scritto:Un altro libro a mio avviso irrinunciabile: "Un uomo" di Oriana Fallaci
...sono indeciso se dirlo o meno... :f: ...va beh, lo dico...tanto per cambiare non lo conosco! :(

...in verità non ho mai letto libri della Fallaci, non mi ha mai attirato! :sorry:

Inviato: 27/06/2007, 15:05
da Vianne
Approfitto di un anniversario per segnalare un libro a mio giudizio davvero irrinunciabile, IL capolavoro assoluto del genere letterario definito distopico (la descrizione di un mondo di fantasia terribile e invivibile) ma prima di tutto un capolavoro della letteratura di tutti i tempi.


Qualche giono fa, il 25 giugno era l'anniversario della nascita di George Orwell, il geniale scrittore inglese autore di uno dei romanzi più belli, intensi, inquietanti e disperati su un mondo futuro governato da una spaventosa dittatura dove i crimini peggiori consistono nel non avere la più cieca devozione al regime e nel voler pensare con la propria testa.

Parlo naturalmente dello splendido 1984, libro scritto nel 1948 (Orwell ricavò il titolo capovolgendo le cifre dell'anno di stesura) e teso a denunciare il rischio della più totale deriva autoritaria. Deriva che in quegli anni era esistita ed era ancora tristemente reale con l'esistenza di totalitarismi tesi a creare il consenso mediante il controllo delle menti ottenuto con l'uso indiscriminato di propaganda e terrore. Controllo già tentato nella Germania nazista e nell'Italia fascista e allora in pieno corso nell'Unione Sovietica staliniana, quest'ultima probabile modello esplicito per l'idea del romanzo.
Quei tentativi fortunatamente non si realizzarono, forse anche per i limiti tecnologici dell'epoca.
Limiti tecnologici che oggi non esistono più e che proprio per questo rendono il romanzo di Orwell più inquietante e attuale che mai...


George Orwell (25 giugno 1903 - 21 gennaio 1950)

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1984
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Inviato: 27/06/2007, 15:06
da Vianne
Nello spaventoso universo descritto in 1984, il mondo è diviso in 3 parti, Oceania, Estasia e Eurasia, continuamente in guerra tra loro. In Oceania, dove si svolge il romanzo, la società è rigidamente divisa in caste e la vita di ogni persona è interamente controllata e determinata dal potere assoluto del partito guidato da un dittatore chiamato Grande Fratello.
Per strada, nei luoghi di lavoro e in tutte le case ci sono teleschermi sempre accesi a diffondere gli slogan e le idee del Grande Fratello e nello stesso tempo a registrare e trasmettere a una centrale tutto quello che avviene. La polizia e ancor più la polizia segreta (la Polizia del Pensiero) controllano con tutti gli apparecchi tecnici a disposizione e ancor più attraverso la delazione e lo spionaggio, ogni azione compiuta e ogni parola pronunciata in ogni momento e in ogni luogo dai cittadini.

Cittadini la cui vita quotidiana è dunque minutamente sorvegliata e spiata dal Grande Fratello, sottoposti al divieto di leggere e scrivere tutto ciò che non sia controllato dal regime; e all'ancor più rigoroso divieto di pensare e ricordare, se non ciò che il regime vuole.
Cittadini che vivono in perenne stato di miseria a causa delle continue guerre contro gli altri paesi.
Cittadini conformisti e terrorizzati che in qualunque momento possono trasformarsi in delatori o vittime della più brutale repressione della Polizia del Pensiero per una parola pronunciata, per un pensiero inespresso o anche solo per il proprio modo di camminare per strada...


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Winston Smith di fronte a uno dei teleschermi che trasmettono ininterrottamente gli slogan del Grande Fratello (immagine tratta da "Orwell 1984", trasposizione cinematografica del romanzo girata nel 1984 da Michael Radford e interpretato da John Hurt e Richard Burton)

Inviato: 27/06/2007, 15:12
da Vianne
Nel corso del romanzo scopriamo che il regime del Grande Fratello opera tramite lavaggio del cervello attuato prevalentemente in 3 modi:

- mediante martellamento continuo e ininterrotto di slogan:
“Il Grande Fratello vi guarda”
“La guerra è pace”
“La libertà è schiavitù”
“L'ignoranza è forza”

e soprattutto
“Chi controlla il passato, controlla il futuro; chi controlla il presente, controlla il passato”


- Mediante controllo totale e distorsione di ogni fonte e forma di informazione, istruzione e intrattenimento. Gli eventi del passato, i libri di storia e le pagine dei giornali vengono continuamente alterati e riscritti per corrispondere alle tesi del momento del regime.


- Mediante controllo del pensiero, ottenuto attraverso il “bipensiero”, consistente nell'affermazione simultanea, da parte del regime, di un'idea e del suo esatto contrario.
E mediante controllo del linguaggio, ottenuto attraverso lo svuotamento di significato delle parole e la creazione di una lingua artificiale, la Neolingua, che distorce completamente le regole e l'utilizzo della comunicazione.
La geniale scoperta di Orwell consiste nell'immaginare che la più profonda e irreversibile forma di lavaggio, e quindi controllo del cervello, stia nell'imporre un uso distorto e devastato della logica e del linguaggio, tale da rendere di fatto impossibile ogni forma di pensiero autentico e di reale comunicazione.

E così' nel mondo del Grande Fratello le cose non sono più designate col loro nome, ma con un sostantivo teso a capovolgerne e alterarne il significato e a svuotarne il senso: la propaganda viene chiamata “verità”, la guerra viene chiamata “pace”, le carestie e i problemi economici vengono chiamati “abbondanza”, la repressione viene chiamata “amore”...


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Lo slogan "Il Grande Fratello vi guarda" (Immagine tratta dal film "1984", trasposizione cinematografica del romanzo girata nel 1956 da Michael Anderson e interpretata da Edmond O'Brien e Michael Redgrave)

Inviato: 27/06/2007, 15:17
da Vianne
In questa società da incubo si muove il protagonista, Winston Smith, un impiegato addetto alla riscrittura degli articoli di giornali del passato e che a poco a poco e quasi per caso si rende conto dello stato di menzogna e di miseria del mondo in cui vive e si ribella compiendo quelli che nel mondo di 1984 rappresentano gli atti di sovversione più vietati. Comincia a pensare con la sua testa e a scrivere i suoi pensieri su un diario. Tenta di conoscere la verità leggendo testi diversi da quelli imposti dal regime e cercando di frequentare altri che la pensino come lui. Si innamora e cerca di avere una vita intima che non sia quella rigidamente predisposta e controllata dalla dittatura.

Ma la sua ribellione e il suo tentativo di fuga dal controllo del Grande Fratello non possono che fallire...

L'ultima e terribile parte del romanzo è dedicata all'arresto e al "recupero" di Winston alla vita del regime. Di più non dico, se non che ritengo quelle pagine tra le più potenti, profonde, impressionanti e indimenticabili che abbia mai letto :(


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Winston Smith in una delle scene finali del film "Orwell 1984"

Inviato: 27/06/2007, 17:46
da Mac La Mente
Vianne ha scritto:Approfitto di un anniversario per segnalare un libro a mio giudizio davvero irrinunciabile, IL capolavoro assoluto del genere letterario definito distopico (la descrizione di un mondo di fantasia terribile e invivibile) ma prima di tutto un capolavoro della letteratura di tutti i tempi.

Qualche giono fa, il 25 giugno era l'anniversario della nascita di George Orwell, il geniale scrittore inglese autore di uno dei romanzi più belli, intensi, inquietanti e disperati su un mondo futuro governato da una spaventosa dittatura dove i crimini peggiori consistono nel non avere la più cieca devozione al regime e nel voler pensare con la propria testa.

Parlo naturalmente dello splendido 1984, libro scritto nel 1948 (Orwell ricavò il titolo capovolgendo le cifre dell'anno di stesura) e teso a denunciare il rischio della più totale deriva autoritaria.
Hai scritto meravigliosamente bene, Vianne! Ho letto tutti i post con molta molta attenzione...considerali quotati in pieno! ;) ...e man mano che la lettura procedeva, mi sono appassionato anch'io, che non ho letto il libro, alla storia raccontata da Orwell nel suo Capolavoro! :yes:

Cattura, cattura tanto nella sua tristezza! Si, la considero una storia triste perchè non c'è cosa peggiore che uniformare il pensiero ed imporre canoni che fanno soltanto male!
Ho immaginato questa realtà ed i suoi schemi o meglio schermi...ho immaginato persone che si muovono come robot senz'anima e che non provano sentimenti! :( ...ho viaggiato leggendo la storia e spero di continuare resto a farlo leggendo il libro!

...è di sicuro un Capolavoro della letteratura!...altra definizione non c'è! :)

Inviato: 27/06/2007, 19:23
da Chantilly
Concordo! UN CA-PO-LA-VO-RO!!!!