E' questo che personalmente vorrei fare e riuscire a fare da grande!
Prima dell'ora di scadenza dell'ultimatum entrò a fare la sua lezione il professore di greco e latino.
Erano già passati alcuni giorni e non ci aveva detto una parola sulla faccenda, tranne al suo primo ingresso in auto dopo il putiferio. Era entrato, si era seduto, ma invece di aprire il registro ci aveva guardati tutti quanti a lungo, poi aveva giunte le enormi mani in preghiera e le aveva agitate in avanti e indietro, secondo quel gesticolare che sta per: "Cosa diavolo avete combinato?" era un gesto semplice, temperato di sollecitudine, con un piccolo accento buffo mischiato al rimprovero muto. L'accogliemmo con gratitudine. Subito dopo diede inizio alla sua lezione. Bisogna ora che io nomini quest'uomo: Giovanni La Magna. Siciliano, completo conoscitore della lingue greca della quale aveva redatto una grammatica e un vocabolario, mostrava un corpo massiccio, dal passo pesante. Il volto era aperto, cordiale e i tratti gli si spianavano quando con la sua grave voce di basso compitava i versi greci e latini facendo cadere l'accento sulle sillabe con suono incalzante di zoccolo di cavallo sul selciato.
Ci innamorò di Grecia antica perchè ne era innamorato.
Gli piaceva insegnare: questo verbo per lui si realizzava nell'accendere nei ragazzi la voglia di conoscere che sta in ognuno di loro e che aspetta a volte solo un invito sapiente. era alla fine della sua carriera, mostrava anche più dei suo sessanta.
da In alto a sinistra di Erri De Luca, pubblicato da La Feltrinelli, pagine 25-26






