E' impressionante come certi argomenti - in questo caso legati alla sanità - ritornino con frequenza! In questo caso si è notata una mancanza di personale, lunghi tempi di attesa che non fanno altro che peggiorare la situazione di chi sta male e altri aspetti negativi...
Ospedale Riuniti:ennesimo caso di malasanità
La sera di lunedì 30 marzo la ragazza S.C. colta da malore è giunta poco prima delle venti, accompagnata dai genitori al pronto Soccorso dell'ospedale Riuniti di Reggio Calabria, ove è stata fatta accomodare su una scomodissima sedia per ben due lunghissime ed interminabili ore prima di essere visitata.
E’ bene dire che al momento nel pronto soccorso vi erano numerosi utenti in attesa di ricevere le cure, mentre i parenti fuori dal pronto soccorso protestavano per i lunghi tempi di attesa. Evidenziamo il rilevante afflusso di cittadini che proprio in questa struttura vedono un punto di sicuro riferimento per l’assistenza più immediata.
Ad inasprire gli animi ha contribuito l’atteggiamento verso i presenti di un addetto al servizio di vigilanza che ha dimostrato di svolgere il proprio compito in modo non impeccabile, ma soprattutto di non possedere le doti necessarie per svolgere il proprio servizio a contatto con il pubblico. Ciò ha stimolato una prima richiesta d’intervento degli agenti di polizia in servizio presso l’Ospedale.
Sia ben chiaro che nulla vi è da eccepire sull’operato dei medici e del personale paramedico, ai quali va senz’altro riconosciuta l’elevata capacità professionale e il notevole impegno posto nell’attività quotidiana svolta tra tante difficoltà.
Tuttavia la carenza organica, la mancanza di mezzi, la scarsa disponibilità di posti letto, “inducono” in molti casi, i medici a dover dimettere i pazienti senza che venga eseguito alcun tipo d'esame, tanto meno accertamenti strumentali approfonditi. Da subito si percepiva una non buona organizzazione.
Per misurare alla paziente la pressione arteriosa sono stati utilizzati tre misuratori, in quanto due non funzionanti. Siamo sicuri che il terzo funzionava? per accompagnare i pazienti non deambulanti il personale sanitario invitava i parenti a ritirare le carrozzelle presso i barellieri della “Misericordia”. Mentre la mancanza del personale per accogliere ed accompagnare all’interno del pronto soccorso gli utenti che giungevano con mezzi propri, era confermata dall’ammirevole supporto fornito dal personale addetto alla vigilanza che,nell’occasione, provvedeva a sistemare sulla carrozzella un paziente giunto col mezzo privato e a condurlo all’interno della struttura aiutato dal conducente dell’auto.
Successivamente, i genitori della ragazza S.C. visto che non venivano date le apposite cure alla propria figlia, le cui condizioni di salute apparentemente sembravano peggiorare e visto che nella ragazza lo stato d’ansia aumentava decisamente, richiedevano attraverso il “113” l’intervento di una pattuglia della polizia che giungeva prontamente e prendeva atto di quanto le veniva rappresentato. Nella stessa serata anche altre persone presenti nel pronto soccorso richiedevano l’intervento del 113, per analoghe problematiche.
Così mentre gli agenti giungevano al pronto soccorso la ragazza, alla quale era stato attribuito il codice verde, (casi in cui il paziente, pur versando in condizioni critiche, non è in pericolo di vita) veniva valutata dal medico e dopo avere eseguito soltanto un elettrocardiogramma, sulla base di una presunta diagnosi veniva dimessa, sebbene ancora accusava vertigini e si trovava in leggero stato confusionale, e comunque senza aver ricevuto risposte risolutive al problema sanitario.
Questa volta è andata bene. Ma quante volte leggiamo “Dimessa dal pronto soccorso donna muore il giorno dopo”. Per evitare che queste tragedie si ripetano è necessario che gli accertamenti e le cure al paziente vengono iniziate appena giunto in Pronto Soccorso.
Ci risulta che sullo stato di fatto esistente in merito al sistema sanitario calabrese, con particolare riferimento alle disfunzioni del Pronto Soccorso dell'Ospedale Riuniti di Reggio Calabria, nel gennaio 2007 è stata presentata un interrogazione al Presidente della Giunta regionale e all’assessore alla tutela della salute e alle politiche sanitarie e sociali, con la quale si chiedeva, tra l’altro, di sapere se fosse intendimento della Giunta regionale intervenire sullo stato di abbandono in cui versa il sistema sanitario calabrese, anche in merito alle problematiche esistenti all'interno del pronto soccorso degli OO.RR. di Reggio di Calabria, ove per assenza di strutture e risorse, nonché per mancanza di personale medico e paramedico, ci si trova nell'assoluta impossibilità di sopperire alle reali esigenze legate a situazioni di emergenza sanitaria in una realtà popolosa come quella di Reggio di Calabria e della sua provincia.
fonte:
Telegiornalecalabria