Nill, ti capisco benissimo! E' troppo facile decidere di aumentare i prezzi se non si viene toccati in prima persona...per chi gestisce queste cose non cambia niente mentre per noi (consumatori di carburante) sì!Nilleshna ha scritto:Ma che gli venisse un "colpo", fanno le riunioni i "signorotti" per bere e mangiare, per confermare lo status quo non per migliorare...ma guardatevi in giro, cosa vedete miseria e normalità o ricchezza e benessere ovunque?! Miserabili!
Rincari e aumenti nella quotidianità
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
...e anche tanto! La cifra sembra bassa ma pensando alla situazione generale è altissima!bancarella ha scritto:Hai ragione la Codacons. Il rincaro peserà.
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
In autunno aumenterà ancora la benzina e anche l'acqua! 
Sono un Sagittario con quattro zampe, una coda, arco e freccia!
Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
Toh, che novità, aumentano il prezzo della benzina...bancarella ha scritto:In autunno aumenterà ancora la benzina e anche l'acqua!
You have to be trusted by the people that you lie to
So that when they turn their backs on you
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
E a seguire anche beni di prima necessità. 
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
Ahhhh! Questa notizia me l'ero persa! Era da un po' che non si segnalavano aumenti e stanno arrivando tutti in questo periodo...ma che vogliono recuperare il tempo perso?bancarella ha scritto:In autunno aumenterà ancora la benzina e anche l'acqua!
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
Ooooooh sisisis! Bene, bene, bene!
...in autunno insieme alla benzina e all'acqua (come è stato detto in precedenza) aumenteranno anche luce e gas! Praticamente tutto quello che serve! 
E' il calcolo effettuato dal Rie: bollette dell'elettricità +4%, gas +6%
Gli aumenti seguono quelli già registrati nel luglio scorso: +4,3% e +4,7%
Tariffe, da ottobre rincari luce e gas
Per le famiglie 100 euro in più l'anno
Oggi l'Autorità per l'energia ha multato 5 aziende del gas, tra cui Edison
Una sanzione totale di 130mila euro per le misurazioni e le fatture gonfiate
Roma - Nuovo salasso in arrivo per le famiglie italiane: a ottobre le bollette elettriche saranno più salate, nell'ordine del 6% per quelle del gas e del 4% per l'elettricità. Ad annunciarlo è l'economista Alberto Clò, che guida il Rie, la società Ricerche industriali ed energetiche, durante un incontro a Cortina nell'ambito di "Cortinaincontra". Cifre alla mano, questo significa che per la bolletta del gas una famiglia media pagherà 70 euro l'anno in più e circa 20 euro in più per la luce. Vale a dire, un rincaro che sfiora i 100 euro l'anno.
Gli aumenti di ottobre seguono quelli già registrati per luglio e quantificati dall'Authority in +4,3% per la luce e in +4,7% per il gas. Allora il Rie aveva stimato un rincaro in cifre di circa 60 euro l'anno, calcolando però soltanto gli aumenti registrati a luglio.
Una stangata, quella autunnale, che grava sui bilanci già "provati" degli italiani. "In Italia - spiega l'economista - abbiamo 2,5 milioni di famiglie sotto la soglia di povertà, questi rincari aggravano il problema: la politica deve dire quali meccanismi di solidarietà intende adottare per alleviare questa situazione".
[...continua...]
fonte completa: Repubblica
E' il calcolo effettuato dal Rie: bollette dell'elettricità +4%, gas +6%
Gli aumenti seguono quelli già registrati nel luglio scorso: +4,3% e +4,7%
Tariffe, da ottobre rincari luce e gas
Per le famiglie 100 euro in più l'anno
Oggi l'Autorità per l'energia ha multato 5 aziende del gas, tra cui Edison
Una sanzione totale di 130mila euro per le misurazioni e le fatture gonfiate
Roma - Nuovo salasso in arrivo per le famiglie italiane: a ottobre le bollette elettriche saranno più salate, nell'ordine del 6% per quelle del gas e del 4% per l'elettricità. Ad annunciarlo è l'economista Alberto Clò, che guida il Rie, la società Ricerche industriali ed energetiche, durante un incontro a Cortina nell'ambito di "Cortinaincontra". Cifre alla mano, questo significa che per la bolletta del gas una famiglia media pagherà 70 euro l'anno in più e circa 20 euro in più per la luce. Vale a dire, un rincaro che sfiora i 100 euro l'anno.
Gli aumenti di ottobre seguono quelli già registrati per luglio e quantificati dall'Authority in +4,3% per la luce e in +4,7% per il gas. Allora il Rie aveva stimato un rincaro in cifre di circa 60 euro l'anno, calcolando però soltanto gli aumenti registrati a luglio.
Una stangata, quella autunnale, che grava sui bilanci già "provati" degli italiani. "In Italia - spiega l'economista - abbiamo 2,5 milioni di famiglie sotto la soglia di povertà, questi rincari aggravano il problema: la politica deve dire quali meccanismi di solidarietà intende adottare per alleviare questa situazione".
[...continua...]
fonte completa: Repubblica
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
Fuck fuck fuck!!! 
Per aspera sic itur ad astra
Jane Eyre\ Charlotte Brontë “Oltre questo mondo,
oltre la razza degli uomini,
esiste un mondo invisibile e un regno degli spiriti.
Quel mondo ci circonda ed è dappertutto;
e quegli spiriti ci vegliano, perché hanno l’incarico di custodirci…”

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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
Chiaro e conciso questo commento Nill, non potrei essere più d'accordo!Nilleshna ha scritto:Fuck fuck fuck!!!
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
Riporto una notizia che ho letto qualche minuto fa e pubblicata da La Stampa dove si parla di rincari! Eh sì, era da un po' che venivano segnalate notizie ma anche se in silenzio, i rincari ci sono sempre e i dati e gli aumenti riportati qui di seguito sono allucinanti! Il prezzo dal produttore al consumatore lievita in maniera esponenziale!
"Dai campi alla tavola prezzi quintuplicati"
Coldiretti accusa il monopolio della grande distribuzione
«Dal campo alla tavola i prezzi degli alimenti aumentano in media cinque volte, con rincari che sono superiori per nove al valore medio dell’inflazione. E questo, nonostante l’anno abbia visto crollare drammaticamente i prezzi alla produzione». La denuncia è di Coldiretti, che indica anche la causa di tale meccanismo: «la grande distribuzione, che controlla una quota di mercato nei generi alimentari del 71% e rappresenta una vera e propria strozzatura nel passaggio dei prodotti dai campi alla tavola».
Lo scenario, secondo la confederazione dei coltivatori, è quello di «poche grandi piattaforme di acquisto che trattano sul mercato in condizioni di quasi monopolio». Da qui, anche l’appello all’Antitrust perché verifichi «se la grande distribuzione in Italia operi - come la Coldiretti ritiene - in abuso di posizione dominante e con prevaricazione delle migliaia di imprese agricole che non hanno nessun potere contrattuale per opporsi ad un diritto di accesso, pagando dazi per l’ingresso sul mercato».
Un «meccanismo infernale», per i produttori, ma anche per i consumatori. Coldiretti calcola - sulla base di rilevazioni della Camera di Commercio, Ismea e Smsconsumatori - che il 2009 sia «l’anno record dei rincari sugli alimenti». Qualche esempio? Un chilo di pesche ha un prezzo alla fonte di 35 cent e noi lo paghiamo 1,75 euro. Un ricarico, dunque, nel passaggio lungo la filiera che dai campi arriva alla tavola, del 465%. E questo, nonostante lo stesso prezzo del chilo di pesche alla produzione sia crollato, rispetto al 2008, del 53%.
La tabella di Coldiretti riporta altri esempi. L’uva a 47 cent al chilo che viene venduta nel negozio a 2 euro (+326%). La lattuga, da 26 cent a 1,6 euro al chilo (+515%). Le carote, il cui prezzo aumenta addirittura del 1.100%: da 10 cent al chilo a 1,2 euro (mentre il prezzo alla fonte è crollato sul 2008 del 71%). E poi, la pasta di grano duro, la cui forbice è compresa tra 20 cent e 1,4 euro (+400%). Oppure il pane, ricavato dal grano tenero: da 14 cent a 2,7 euro (+1.828%). Infine, il latte, il cui prezzo alla produzione è di 30 cent al litro e noi lo paghiamo 1,35 euro (+350%).
Pasta e pane sono indicati come casi limite. Coldiretti calcola che il prezzo al chilo attuale del grano è più basso di 25 anni fa: è passato infatti dai 23 cent del 1985 ai 14 cent. Eppure, la pasta costa notevolmente di più: dai 52 cent ha raggiunto quota 2,7 euro. Nel contempo, rispetto al 2008, i prezzi di grano duro e tenero alla produzione sono diminuiti rispettivamente del 30 e 33%.
«Pochi centesimi pagati agli agricoltori nei campi diventano euro al consumo», dice Coldiretti. Il risultato è che sia i consumatori (gli italiani spendono 205 miliardi di euro l’anno in alimenti e bevande, dei quali 141 miliardi in famiglia)), sia gli agricoltori s’impoveriscono. «I primi non possono beneficiare della forte riduzione dei prezzi agricoli in atto», mentre i secondi vedono crollare le quotazioni alla produzione, che «nell’ultimo anno sono calate in media del 16% (con punte di -71%)», e avendo scarsi margini, abbandonano i campi.
fonte: La Stampa
"Dai campi alla tavola prezzi quintuplicati"
Coldiretti accusa il monopolio della grande distribuzione
«Dal campo alla tavola i prezzi degli alimenti aumentano in media cinque volte, con rincari che sono superiori per nove al valore medio dell’inflazione. E questo, nonostante l’anno abbia visto crollare drammaticamente i prezzi alla produzione». La denuncia è di Coldiretti, che indica anche la causa di tale meccanismo: «la grande distribuzione, che controlla una quota di mercato nei generi alimentari del 71% e rappresenta una vera e propria strozzatura nel passaggio dei prodotti dai campi alla tavola».
Lo scenario, secondo la confederazione dei coltivatori, è quello di «poche grandi piattaforme di acquisto che trattano sul mercato in condizioni di quasi monopolio». Da qui, anche l’appello all’Antitrust perché verifichi «se la grande distribuzione in Italia operi - come la Coldiretti ritiene - in abuso di posizione dominante e con prevaricazione delle migliaia di imprese agricole che non hanno nessun potere contrattuale per opporsi ad un diritto di accesso, pagando dazi per l’ingresso sul mercato».
Un «meccanismo infernale», per i produttori, ma anche per i consumatori. Coldiretti calcola - sulla base di rilevazioni della Camera di Commercio, Ismea e Smsconsumatori - che il 2009 sia «l’anno record dei rincari sugli alimenti». Qualche esempio? Un chilo di pesche ha un prezzo alla fonte di 35 cent e noi lo paghiamo 1,75 euro. Un ricarico, dunque, nel passaggio lungo la filiera che dai campi arriva alla tavola, del 465%. E questo, nonostante lo stesso prezzo del chilo di pesche alla produzione sia crollato, rispetto al 2008, del 53%.
La tabella di Coldiretti riporta altri esempi. L’uva a 47 cent al chilo che viene venduta nel negozio a 2 euro (+326%). La lattuga, da 26 cent a 1,6 euro al chilo (+515%). Le carote, il cui prezzo aumenta addirittura del 1.100%: da 10 cent al chilo a 1,2 euro (mentre il prezzo alla fonte è crollato sul 2008 del 71%). E poi, la pasta di grano duro, la cui forbice è compresa tra 20 cent e 1,4 euro (+400%). Oppure il pane, ricavato dal grano tenero: da 14 cent a 2,7 euro (+1.828%). Infine, il latte, il cui prezzo alla produzione è di 30 cent al litro e noi lo paghiamo 1,35 euro (+350%).
Pasta e pane sono indicati come casi limite. Coldiretti calcola che il prezzo al chilo attuale del grano è più basso di 25 anni fa: è passato infatti dai 23 cent del 1985 ai 14 cent. Eppure, la pasta costa notevolmente di più: dai 52 cent ha raggiunto quota 2,7 euro. Nel contempo, rispetto al 2008, i prezzi di grano duro e tenero alla produzione sono diminuiti rispettivamente del 30 e 33%.
«Pochi centesimi pagati agli agricoltori nei campi diventano euro al consumo», dice Coldiretti. Il risultato è che sia i consumatori (gli italiani spendono 205 miliardi di euro l’anno in alimenti e bevande, dei quali 141 miliardi in famiglia)), sia gli agricoltori s’impoveriscono. «I primi non possono beneficiare della forte riduzione dei prezzi agricoli in atto», mentre i secondi vedono crollare le quotazioni alla produzione, che «nell’ultimo anno sono calate in media del 16% (con punte di -71%)», e avendo scarsi margini, abbandonano i campi.
fonte: La Stampa
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
Oltre ai beni di prima necessità, aumenta anche il costo dei biglietti aerei. 
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
Mah siiii! Aumentiamo tutto e non se ne parla più!bancarella ha scritto:Oltre ai beni di prima necessità, aumenta anche il costo dei biglietti aerei.
Chiedo scusa per il tono sarcastico ma davvero questi aumenti han stancato...di questo passo non so dove andremo a finire!
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
Tanto vale mettere un coprifuoco e chiuderci in casa...basta dirlo.bancarella ha scritto:Oltre ai beni di prima necessità, aumenta anche il costo dei biglietti aerei.
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
Ehhhh...ma cosa la si darebbe vinta a questi signori!Nilleshna ha scritto:Tanto vale mettere un coprifuoco e chiuderci in casa...basta dirlo.![]()
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
Ancona, 15 ottobre 2009 - Più che bene primario verrebbe da definirla un bene di lusso. L'acqua è sempre più cara. Nel 2008 il costo dell`acqua ha registrato un incremento medio del 5,4% rispetto al 2007, con aumenti a due cifre in 15 città: nelle Marche vanno segnalate Urbino (+14,4%) e Ancona (+11,5% ). Record a Salerno, dove l'aumento fa segnare un incredibile +34,3%. In generale, gli incrementi si sono registrati in ben 68 capoluoghi di provincia.
Secondo dati Istat, da gennaio 2000 a luglio 2009 l`aumento è stato del 47%. In altre parole, in un anno una famiglia sostiene in media una spesa di 253 euro per il servizio idrico integrato. L`indagine, svolta dall`Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, è stata realizzata in tutti i capoluoghi, relativamente all`anno 2008. L`attenzione si è focalizzata sul servizio idrico integrato per uso domestico (acquedotto, canone di fognatura, canone di depurazione, e quota fissa o ex nolo contatori). Come campione è stata presa una famiglia tipo di tre persone con un consumo annuo di 192 metri cubi di acqua e i dati sono comprensivi di Iva al 10%.
Nelle Marche si riscontrano costi più elevati rispetto alla media nazionale. Stessa situazione in Puglia, Umbria, Emilia Romagna, Basilicata e Sicilia. La Toscana, con ben 7 tra le prime 10 città più care, si conferma la regione con le tariffe mediamente più alte.
Fonte
Secondo dati Istat, da gennaio 2000 a luglio 2009 l`aumento è stato del 47%. In altre parole, in un anno una famiglia sostiene in media una spesa di 253 euro per il servizio idrico integrato. L`indagine, svolta dall`Osservatorio Prezzi e Tariffe di Cittadinanzattiva, è stata realizzata in tutti i capoluoghi, relativamente all`anno 2008. L`attenzione si è focalizzata sul servizio idrico integrato per uso domestico (acquedotto, canone di fognatura, canone di depurazione, e quota fissa o ex nolo contatori). Come campione è stata presa una famiglia tipo di tre persone con un consumo annuo di 192 metri cubi di acqua e i dati sono comprensivi di Iva al 10%.
Nelle Marche si riscontrano costi più elevati rispetto alla media nazionale. Stessa situazione in Puglia, Umbria, Emilia Romagna, Basilicata e Sicilia. La Toscana, con ben 7 tra le prime 10 città più care, si conferma la regione con le tariffe mediamente più alte.
Fonte
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