Inviato: 08/04/2008, 0:54
Mac, che bella immagine che hai messo, e che belle parole nel tuo pensiero;
Lo spaventapasseri.
Che bella immagine, stupenda, mille ricordi di quando ero fanciullo e correvo nei campi pieni di colori e di vita, tutto era vita compresa la mia giovanissima età, ed ora rinasce il ricordo di una sensazione molto particolare che mi prendeva nel ritrovarmi di fronte ad uno spaventapasseri nascosto nel grano o nel granoturco alto, schietto quasi a sembrare orgoglioso delle sue pannocchie dorate, che senso di tristezza ed anche un po’ di paura incuteva quella cosa che sembrava un uomo, che faceva paura più di un uomo, perché in fondo del suo essere lì non se ne capiva bene ne l’utile ne la ragione, e nel contempo un gran senso di tristezza, pensavo agli abiti smessi, logori da una vita di dure fatiche, di carri tirati dai buoi, di fatica, di sudore, di mille gesti ripetuti, ecco in fondo più che lo spaventapasseri in se, che oltretutto era generalmente segnato dalla polvere, dal sole e dalla pioggia, era il senso di grande povertà e fatica legati all'uomo che quegli abiti li aveva indossati, e smessi, e come capitava da sempre in campagna nulla andava sprecato, quindi anche quell'abito liso e mille volte rattoppato, troppo utilizzato, anche dopo la sua dismissione era ancora servito, per un'altro compito ancora, anche se di lui nessuno se ne sarebbe mai più curato fino a quando lo sfinimento del tempo non ne avesse decretato la fine ed il suo ricambio, povero spaventapasseri sempre poco e malvestito, così poco considerato, sempre abbandonato a compiere il suo dovere senza mai un pensiero gratuito e leggero, un saluto, va bene che in fondo la sua aria non era poi così minacciosa, lo sanno bene gli uccelli che sembravano deriderlo tanto non incuteva loro paura, che brutta fine povero spaventapasseri così poco considerato e così poco temuto se non da un fanciullo che nel suo veloce rincorrere la vita lungo i campi e i prati, gli ha più di una volta sbattuto contro il muso.
Alanford50
Lo spaventapasseri.
Che bella immagine, stupenda, mille ricordi di quando ero fanciullo e correvo nei campi pieni di colori e di vita, tutto era vita compresa la mia giovanissima età, ed ora rinasce il ricordo di una sensazione molto particolare che mi prendeva nel ritrovarmi di fronte ad uno spaventapasseri nascosto nel grano o nel granoturco alto, schietto quasi a sembrare orgoglioso delle sue pannocchie dorate, che senso di tristezza ed anche un po’ di paura incuteva quella cosa che sembrava un uomo, che faceva paura più di un uomo, perché in fondo del suo essere lì non se ne capiva bene ne l’utile ne la ragione, e nel contempo un gran senso di tristezza, pensavo agli abiti smessi, logori da una vita di dure fatiche, di carri tirati dai buoi, di fatica, di sudore, di mille gesti ripetuti, ecco in fondo più che lo spaventapasseri in se, che oltretutto era generalmente segnato dalla polvere, dal sole e dalla pioggia, era il senso di grande povertà e fatica legati all'uomo che quegli abiti li aveva indossati, e smessi, e come capitava da sempre in campagna nulla andava sprecato, quindi anche quell'abito liso e mille volte rattoppato, troppo utilizzato, anche dopo la sua dismissione era ancora servito, per un'altro compito ancora, anche se di lui nessuno se ne sarebbe mai più curato fino a quando lo sfinimento del tempo non ne avesse decretato la fine ed il suo ricambio, povero spaventapasseri sempre poco e malvestito, così poco considerato, sempre abbandonato a compiere il suo dovere senza mai un pensiero gratuito e leggero, un saluto, va bene che in fondo la sua aria non era poi così minacciosa, lo sanno bene gli uccelli che sembravano deriderlo tanto non incuteva loro paura, che brutta fine povero spaventapasseri così poco considerato e così poco temuto se non da un fanciullo che nel suo veloce rincorrere la vita lungo i campi e i prati, gli ha più di una volta sbattuto contro il muso.
Alanford50
