...una piccola news sul prossimo torneo che si disputerà tra una settimana...Wimbledon...è giusto che se ne cominci a parlare, no?
A una settimana dall'inizio dei Championships incognita circa le condizioni di Federer e Nadal. Lo svizzero ha rinunciato al torneo di Halle, dove ha sempre vinto dal 2003. Lo spagnolo, che comunque non è giocatore da erba, ha preferito seguire il Real Madrid
Milano -
Come accade da più di un secolo, un solo battito di ciglia separa la terra del Roland Garros dall'erba di Wimbledon. Otto giorni fa Nadal alzava al cielo di Parigi la sua terza coppa dei Moschettieri, tra sette giorni esatti Roger Federer aprirà ufficialmente la 121ª edizione dei Championships, puntando dritto al pokerissimo. In quale stato di forma, lo svizzero e lo spagnolo, arriveranno a Wimbledon è rigorosamente top secret.
Federer - Lo svizzero ha pagato caro lo stress e la delusione per la finale persa a Parigi tanto da rinunciare ad Halle, diventato un suo feudo dal 2003 in avanti. In Germania Federer era solito scaldare il motore, rodare quei meccanismi per natura già fluidi, per poi presentarsi a Londra e fare la lepre. A sostegno della scelta di Federer ci sono due precedenti incoraggianti; Borg, durante i suoi cinque assalti vittoriosi a Wimbledon (tre dei quali dopo la vittoria al Roland Garros) non ha mai giocato altri tornei sull'erba. Passava dal rosso al verde con una naturalezza disarmante, allenandosi con il suo mentore Lennart Bergelin nei club inglesi senza cimentarsi al Queen's, all'epoca il solo torneo su erba in preparazione a Wimbledon. Ma il secondo aspetto riguarda proprio lo svizzero che quest'anno si è presentato in Australia senza giocare un solo quindici ufficiale. E il risultato è stato identico se non superiore al passato poiché Federer ha vinto l'Open d'Australia senza neppure perdere un set. L'unica incognita per Federer, che non perde sull'erba da 48 match di fila, è rappresentata dal sorteggio; trovare al primo turno gente come Olivier Rochus, Max Mirnyi, Ivo Karlovic, Nicolas Mahut o Robert Kendrick potrebbe costringere lo svizzero ai tempi supplementari e magari a fargli perdere energie preziose per il prosieguo del torneo.
Nadal -
Il discorso di Nadal è differente perché lo spagnolo, per certi versi, non ha bisogno di oliare i meccanismi da erba. Lui questi meccanismi non li possiede, va per istinto inventandosi giocatore su questa superficie due settimane all'anno. Dopo il primo successo a Parigi, nel 2005, perse ad Halle dal tedesco Waske e poi al secondo turno di Wimbledon da Gilles Muller, lo scorso anno invece arrivò nei quarti al Queen's (sconfitto da Hewitt) e addirittura in finale a Wimbledon. Quest'anno si è presentato di nuovo al Queen's due giorni dopo la vittoria di Parigi, ha regolato con un doppio 6-4 l'emergente argentino Juan Martin Del Potro e poi il bombardiere bielorusso Max Mirnyi con un robusto 7-6 6-3. E' vero che a un tipo come Nadal non piace perdere neppure a carte, ma la leggenda metropolitana che aleggiava questa settimana nel clan dello spagnolo racconta che lo spagnolo non volesse perdere l'ultima giornata della Liga per incitare il suo Real e che, tutto sommato, giocare a carte coperte lo intriga ancor di più che vincere il Queen's. Detto fatto, Nadal ha perso nei quarti dal francese Nicolas Mahut, è volato a Madrid per festeggiare il 30° scudetto delle merengues e apparirà di nuovo in pubblico a Wimbledon per difendere quanto meno la finale dello scorso anno.
Italiani -
Per quanto riguarda gli italiani, la nostra sarà una partecipazione di quantità più che di qualità; avremo non meno di 15 giocatori in tabellone e altrettanti in campo nelle qualificazione che sono iniziate oggi a Roehampton. Nessuno dei nostri giocatori fa una preparazione specifica per Wimbledon ma, a seconda del sorteggio, potremo sperare di superare qualche turno grazie a Mara Santangelo, Roberta Vinci, Flavia Pennetta e Daniele Bracciali (al via dalle qualificazioni), i più dotati per il gioco su erba.
fonte:
Gazzetta dello sport