In casi come questi, "medici" di questo tipo come prima cosa dovrebbero essere radiati dall'Ordine e poi giudicati in tribunale per tentato omicidioMac La Mente ha scritto:Vero! Ci vorrebbero provvedimenti molto molto più duri!
Malasanità!
Re: Malasanità!
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Re: Malasanità!
Un altro caso simile al precedente è avvenuto a Roma! Due ostetriche si sono messe a litigare...ma siamo impazziti?
Neonato morto, giallo a Roma
"C'è stata una lite tra ostetriche"
Il decesso in ospedale due giorni dopo il parto. I genitori hanno presentato una denuncia per negligenze da parte del personale medico
Roma - Un neonato due giorni dopo essere venuto alla luce è morto al Policlinico Casilino di Roma. I genitori, due romani di 30 e 26 anni, sospettano che dietro al decesso ci siano negligenze del personale medico. Hanno presentato ieri mattina una denuncia alla procura di Roma segnalando tra l´altro che poco prima del parto, avvenuto con un taglio cesareo, c´era anche stato un diverbio tra due ostetriche e un medico sulle modalità di intervento da eseguire.
«Le due donne volevano intervenire e tagliare subito - chiarisce il padre - ma il medico non ha voluto. Ho sentito che c´era di mezzo un cambio di turno». E ancora: «Se c´è qualcuno che ha sbagliato paghi» si è sfogato il padre del bimbo. «Ci sono tante cose che già dal primo giorno sono andate storte. A oggi io non so perché mio figlio è morto. Non mi sembra sia stato fatto il massimo: ci sono state negligenze». Tutto succede la scorsa settimana. «Il 26 agosto - ha subito raccontato il padre ad una cronista dell´Ansa - mia moglie ha partorito con un cesareo, circa 14 giorni prima dell´intervento programmato, perché aveva dei dolori. Ho insistito perché venisse fatto il cesareo. Alle 20.47 è nato il bimbo».
Il bimbo, che si chiama Jacopo, sta bene. Viene messo nella culletta termica e non presenta problemi. Il padre raggiunge la moglie in camera e scende al nido dopo un ora. Il bimbo è intubato. «Aveva problemi respiratori - continua il padre - la mattina dopo ci hanno detto che durante la notte mio figlio si era tolto il tubo da solo. Nel pomeriggio sembrava che le condizioni stessero migliorando ma la mattina del 28 agosto la situazione era peggiorata per una crisi respiratoria: è un problema metabolico. Hanno parlato di trasferirlo prima al Bambino Gesù, poi all´Umberto I. Mentre aspettavamo l´ambulanza per il trasporto le condizioni del bimbo sono diventate critiche. Poi ci hanno comunicato che non c´era più niente da fare».
fonteRepubblica
Neonato morto, giallo a Roma
"C'è stata una lite tra ostetriche"
Il decesso in ospedale due giorni dopo il parto. I genitori hanno presentato una denuncia per negligenze da parte del personale medico
Roma - Un neonato due giorni dopo essere venuto alla luce è morto al Policlinico Casilino di Roma. I genitori, due romani di 30 e 26 anni, sospettano che dietro al decesso ci siano negligenze del personale medico. Hanno presentato ieri mattina una denuncia alla procura di Roma segnalando tra l´altro che poco prima del parto, avvenuto con un taglio cesareo, c´era anche stato un diverbio tra due ostetriche e un medico sulle modalità di intervento da eseguire.
«Le due donne volevano intervenire e tagliare subito - chiarisce il padre - ma il medico non ha voluto. Ho sentito che c´era di mezzo un cambio di turno». E ancora: «Se c´è qualcuno che ha sbagliato paghi» si è sfogato il padre del bimbo. «Ci sono tante cose che già dal primo giorno sono andate storte. A oggi io non so perché mio figlio è morto. Non mi sembra sia stato fatto il massimo: ci sono state negligenze». Tutto succede la scorsa settimana. «Il 26 agosto - ha subito raccontato il padre ad una cronista dell´Ansa - mia moglie ha partorito con un cesareo, circa 14 giorni prima dell´intervento programmato, perché aveva dei dolori. Ho insistito perché venisse fatto il cesareo. Alle 20.47 è nato il bimbo».
Il bimbo, che si chiama Jacopo, sta bene. Viene messo nella culletta termica e non presenta problemi. Il padre raggiunge la moglie in camera e scende al nido dopo un ora. Il bimbo è intubato. «Aveva problemi respiratori - continua il padre - la mattina dopo ci hanno detto che durante la notte mio figlio si era tolto il tubo da solo. Nel pomeriggio sembrava che le condizioni stessero migliorando ma la mattina del 28 agosto la situazione era peggiorata per una crisi respiratoria: è un problema metabolico. Hanno parlato di trasferirlo prima al Bambino Gesù, poi all´Umberto I. Mentre aspettavamo l´ambulanza per il trasporto le condizioni del bimbo sono diventate critiche. Poi ci hanno comunicato che non c´era più niente da fare».
fonteRepubblica
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Re: Malasanità!
Ci sono ulteriori sviluppi su questa notizia...le indagini proseguono come è giusto che sia!Mac La Mente ha scritto:Aperta un'inchiesta. La donna ha avuto un'emorragia, il piccolo due arresti cardiaci
Messina, lite tra medici in sala parto: gravissimi la mamma e il bambino
I sanitari si stavano picchiando quando sono iniziate le complicazioni. Il marito: intervento in ritardo
Policlinico, litigio in sala parto
Ispezione dei Nas: "Pericolose carenze"
I militari hanno controllato i reparti della struttura sanitaria al centro della bufera degli ultimi giorni. Nell'inchiesta anche la morte sospetta di una paziente sessantenne. In procura iniziati interrogatori degli indagati
Messina - "Pericolose" carenze igienico-sanitarie sono state riscontrate dai carabinieri del Nas al termine di un'ispezione nei reparti del policlinico di Messina, su incarico del ministro alla Salute, Ferruccio Fazio, dopo la vicenda della lite in sala parto 1 che ha avuto conseguenze su una donna e sul neonato che aveva appena dato alla luce.
I militari hanno rilevato anche carenze strutturali e tecnico impiantistiche tali da "costituire pericolo per la salute dei degenti e del personale operante, in violazione alla normativa sulla sicurezza dei luoghi di lavoro e di degenza", nonché presenza di farmaci accantonati nelle corsie dei vari reparti "e mancato rispetto dei percorsi sporco-pulito". Ed è solo la prima parte dell'ispezione, iniziata questa mattina, e che andrà avanti nei prossimi giorni. Nel pronto soccorso pediatrico è stata riscontrata la presenza di cinquanta confezioni di farmaci scaduti da circa due anni. Non è tutto: è stata chiusa dalla direzione sanitaria dell'ospedale una delle tre sale operatorie di chirurgia vascolare.
L'operazione è diretta dal comandante del gruppo dei Nas dell'Italia meridionale, il tenente colonnello Ernesto Di Gregorio. I militari hanno controllato tutti i reparti, compreso quello di Ostetricia e ginecologia, al centro delle cronache di questi giorni per la lite tra i medici in sala parto e per la denuncia di una donna che ha espulso il feto in bagno per la mancata assistenza dei medici che, secondo l'accusa, non sarebbero intervenuti perché obiettori di coscienza. Al centro di un'inchiesta anche la morte sospetta di una sessantenne.
Sempre stamani è iniziata in procura la sfilata degli indagati per l'incredibile lite tra medici avvenuta nel reparto di Ostetricia. Il primo dei cinque a parlare con i magistrati titolari dell'inchiesta, il procuratore aggiunto Ada Merrino e il sostituto Federica Rende, è Vincenzo Benedetto, uno dei due litiganti, ginecologo di turno quel giovedì mattina, sospeso dall'attività. Era stato lui stesso - che ripete di essere sereno - due giorni fa a chiedere di essere sentito. Questo pomeriggio, peraltro, Benedetto sarà ascoltato dall'Ordine dei medici di Messina che dovrà valutare la sua sospensione dall'albo professionale.
fonte:Repubblica
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Re: Malasanità!
E' impossibile andare avanti così! Un altro caso di malasanità, un altro errore che ha causato la morte di un'anziana signora! 
Da un'indagine è emerso il venire meno delle procedure di identificazione della paziente
Trasfusione sbagliata: muore un'anziana
Irene G, 76 anni, era stata ricoverata sabato alle Molinette di Torino per difficoltà respiratorie
Milano - Ora indagherà anche la magistratura. Una trasfusione di sangue sbagliata, alle Molinette di Torino, potrebbe essere la causa della morte di Irene G., 76 anni. L'errore sabato scorso, quando la paziente è stata ricoverata per difficoltà respiratorie e una anemia cronica acuta; questa notte il decesso. «Sono venute meno le procedure per l'identificazione del paziente», spiega il dottor Marco Rapellino, direttore della struttura qualità e gestione del rischio delle Molinette, l'ospedale più grande del Piemonte. «Un gravissimo errore - aggiunge - ma occorre aspettare l'autopsia per evidenziare il rapporto causa-effetto tra la trasfusione sbagliata e la morte».
Indagine ninterna - Le condizioni cliniche dell'anziana erano infatti «fortemente compromesse». «Ma se c'è stata la responsabilità di qualcuno - sottolinea Rapellino - noi l'ammettiamo». L'ospedale ha già condotto una indagine interna dalla quale è emerso il venire meno delle procedure di identificazione del paziente. La documentazione è stata consegnata alla Procura, informata dallo stesso ospedale, e presto la direzione sanitaria delle Molinette deciderà se sospendere in via cautelativa il medico responsabile della trasfusione, da questa mattina in ferie. «Un ottimo professionista - precisa Rapellino - che ora si sente distrutto».
fonte: Corriere della sera
Da un'indagine è emerso il venire meno delle procedure di identificazione della paziente
Trasfusione sbagliata: muore un'anziana
Irene G, 76 anni, era stata ricoverata sabato alle Molinette di Torino per difficoltà respiratorie
Milano - Ora indagherà anche la magistratura. Una trasfusione di sangue sbagliata, alle Molinette di Torino, potrebbe essere la causa della morte di Irene G., 76 anni. L'errore sabato scorso, quando la paziente è stata ricoverata per difficoltà respiratorie e una anemia cronica acuta; questa notte il decesso. «Sono venute meno le procedure per l'identificazione del paziente», spiega il dottor Marco Rapellino, direttore della struttura qualità e gestione del rischio delle Molinette, l'ospedale più grande del Piemonte. «Un gravissimo errore - aggiunge - ma occorre aspettare l'autopsia per evidenziare il rapporto causa-effetto tra la trasfusione sbagliata e la morte».
Indagine ninterna - Le condizioni cliniche dell'anziana erano infatti «fortemente compromesse». «Ma se c'è stata la responsabilità di qualcuno - sottolinea Rapellino - noi l'ammettiamo». L'ospedale ha già condotto una indagine interna dalla quale è emerso il venire meno delle procedure di identificazione del paziente. La documentazione è stata consegnata alla Procura, informata dallo stesso ospedale, e presto la direzione sanitaria delle Molinette deciderà se sospendere in via cautelativa il medico responsabile della trasfusione, da questa mattina in ferie. «Un ottimo professionista - precisa Rapellino - che ora si sente distrutto».
fonte: Corriere della sera
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Re: Malasanità!
C'è qualcosa che con va! Mai come in questo periodo sto leggendo così tante notizie e dimostrazioni di malasanità! 
Morta a 32 anni dopo parto gemellare
Avviata inchiesta e ispezione regionale
La donna, si legge nel comunicato dell'Asm, "è deceduta alle ore 9.10. A seguito delle complicanze dell'intervento era stata immediatamente trasferita in rianimazione". L'ospedale era stato al centro di polemiche già nei primi mesi estivi. Sospeso in via cautelativa il medico che ha eseguito l'intervento
Policoro - Muore a 32 anni dopo aver dato alla luce durante la notte due gemelli con un parto cesareo. E' successo questa mattina nell'ospedale Giovanni Paolo II di Policoro e l'Azienda sanitaria di Matera ha avviato un'inchiesta "per individuare le ragioni del decesso" mentre il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, e l'assessore regionale lucano alla Sanità, Attilio Martorano, hanno concordato un'ispezione congiunta all'ospedale con ispettori ministeriali e regionali "per fare luce sull'accaduto".
Secondo quanto riferisce la Asl materana, la donna "è morta alle ore 9.10. A seguito delle complicanze dell'intervento era stata immediatamente trasferita nella rianimazione delle stessa struttura ospedaliera, ma a nulla sono valsi tutti i tentativi esperiti dai sanitari per ripristinare le funzioni vitali".
Il direttore generale dell'Asm, Vito Gaudiano, ha comunicato "la sospensione in via cautelare del medico che ha eseguito l'intervento" e ha incontrato i famigliari della donna "rassicurandoli circa la verifica dell'intero percorso e delle eventuali singole responsabilità". Gaudiano ha visto anche i responsabili delle unità operative "che a vario titolo hanno preso parte all'assistenza e all'intervento chirurgico, per verificare il percorso clinico diagnostico seguito e individuare le ragioni del decesso. Ad ogni responsabile - spiega il comunicato - il direttore generale ha chiesto una urgente e dettagliata relazione scritta".
"Dobbiamo accertare quanto successo col massimo rigore e con solo due obiettivi: garantire i cittadini e far emergere una verità senza se e senza ma", ha detto, in una dichiarazione diffusa dall'ufficio stampa, il presidente della Regione, Vito De Filippo. "Non bisogna dare vita a una caccia alle streghe. Per giungere a certezze è possibile che servano tempi lunghi mentre il solo dubbio che qualcosa non abbia funzionato basta ad adottare misure cautelari incisive da subito". Anche il sindaco di Policoro, Nicolino Lopatriello è intervenuto sull'accaduto dicendo che "questi episodi danneggiano l'immagine di tutto il settore, dove ci sono delle buone professionalità" e "gli sforzi fatti in passato per rendere l'ospedale di Policoro terzo polo sanitario lucano non possono essere vanificati da episodi di malasanità puntando sugli investimenti e sulla qualità delle attrezzature e delle risorse umane".
L'ospedale del centro jonico Giovanni Paolo II era stato al centro di polemiche già durante i primi mesi dell'estate. Il 5 luglio il Pronto Soccorso del nosocomio non aveva più a disposizione l'ambulanza con il medico a bordo. L'Asm era intervenuta subito dopo la denuncia del Quotidiano della Basilicata. Il 25 agosto era stato poi annunciato l'incontro tra il sindaco Lopatriello, e il direttore generale dell'Asm di Matera, Vito Gaudiano, per le lamentele sul comportamento di alcuni dipendenti dell'ospedale, in particolare personale Oss (Operatori socio sanitari).
fonte: Repubblica
Morta a 32 anni dopo parto gemellare
Avviata inchiesta e ispezione regionale
La donna, si legge nel comunicato dell'Asm, "è deceduta alle ore 9.10. A seguito delle complicanze dell'intervento era stata immediatamente trasferita in rianimazione". L'ospedale era stato al centro di polemiche già nei primi mesi estivi. Sospeso in via cautelativa il medico che ha eseguito l'intervento
Policoro - Muore a 32 anni dopo aver dato alla luce durante la notte due gemelli con un parto cesareo. E' successo questa mattina nell'ospedale Giovanni Paolo II di Policoro e l'Azienda sanitaria di Matera ha avviato un'inchiesta "per individuare le ragioni del decesso" mentre il ministro della Salute, Ferruccio Fazio, e l'assessore regionale lucano alla Sanità, Attilio Martorano, hanno concordato un'ispezione congiunta all'ospedale con ispettori ministeriali e regionali "per fare luce sull'accaduto".
Secondo quanto riferisce la Asl materana, la donna "è morta alle ore 9.10. A seguito delle complicanze dell'intervento era stata immediatamente trasferita nella rianimazione delle stessa struttura ospedaliera, ma a nulla sono valsi tutti i tentativi esperiti dai sanitari per ripristinare le funzioni vitali".
Il direttore generale dell'Asm, Vito Gaudiano, ha comunicato "la sospensione in via cautelare del medico che ha eseguito l'intervento" e ha incontrato i famigliari della donna "rassicurandoli circa la verifica dell'intero percorso e delle eventuali singole responsabilità". Gaudiano ha visto anche i responsabili delle unità operative "che a vario titolo hanno preso parte all'assistenza e all'intervento chirurgico, per verificare il percorso clinico diagnostico seguito e individuare le ragioni del decesso. Ad ogni responsabile - spiega il comunicato - il direttore generale ha chiesto una urgente e dettagliata relazione scritta".
"Dobbiamo accertare quanto successo col massimo rigore e con solo due obiettivi: garantire i cittadini e far emergere una verità senza se e senza ma", ha detto, in una dichiarazione diffusa dall'ufficio stampa, il presidente della Regione, Vito De Filippo. "Non bisogna dare vita a una caccia alle streghe. Per giungere a certezze è possibile che servano tempi lunghi mentre il solo dubbio che qualcosa non abbia funzionato basta ad adottare misure cautelari incisive da subito". Anche il sindaco di Policoro, Nicolino Lopatriello è intervenuto sull'accaduto dicendo che "questi episodi danneggiano l'immagine di tutto il settore, dove ci sono delle buone professionalità" e "gli sforzi fatti in passato per rendere l'ospedale di Policoro terzo polo sanitario lucano non possono essere vanificati da episodi di malasanità puntando sugli investimenti e sulla qualità delle attrezzature e delle risorse umane".
L'ospedale del centro jonico Giovanni Paolo II era stato al centro di polemiche già durante i primi mesi dell'estate. Il 5 luglio il Pronto Soccorso del nosocomio non aveva più a disposizione l'ambulanza con il medico a bordo. L'Asm era intervenuta subito dopo la denuncia del Quotidiano della Basilicata. Il 25 agosto era stato poi annunciato l'incontro tra il sindaco Lopatriello, e il direttore generale dell'Asm di Matera, Vito Gaudiano, per le lamentele sul comportamento di alcuni dipendenti dell'ospedale, in particolare personale Oss (Operatori socio sanitari).
fonte: Repubblica
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Re: Malasanità!
Sta succedendo un finimondo nella sanità. 
Sono un Sagittario con quattro zampe, una coda, arco e freccia!
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Re: Malasanità!
Qualcosa che non va c'è ed è innegabile...speriamo solo che mettano un freno, che chi di dovere intervenga e che chi lavora per garantire la nostra salute non commetta ulteriori errori!bancarella ha scritto:Sta succedendo un finimondo nella sanità.
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Re: Malasanità!
Personalmente togliere la parola "presunta" accanto a malasanità...è un caso vero e proprio di negligenza che ha portato solo dolore!
Neonato muore, madre in coma
"Gli hanno negato l'ambulanza"
Il caso di presunta malasanità è avvenuto il 3 settembre nel Veneziano, che è stata rifiutata da un ospedale prima di essere sottoposta, in un'altra struttura, a un parto cesareo d'urgenza. L'esposto presentato dal marito, costretto a raggiungere in auto il nosocomio. Sequestrate le cartelle cliniche. Zaia: "Saremo inflessibili"
Venezia - Un'ambulanza negata, un bambino nato morto, una madre in coma farmacologico. Adesso su questo caso di presunta malasanità, indaga la magistratura padovana. Al centro della vicenda una donna di 27 anni che, al settimo mese, ha perso il bimbo che aspettava dopo essere stata da una gravissima emorragia. Il tutto dopo essere stata rifiutata da un ospedale per essere poi sottoposta, in un'altra struttura raggiunta a bordo dell'auto del marito, a un parto cesareo d'urgenza. Adesso è ricoverata in coma all'ospedale di Padova.
Colta da forti dolori la donna, residente a Piove di Sacco, si era rivolta, ieri, all'ospedale della zona. I medici hanno ritenuto che non avesse nulla di grave. Sulla base delle insistenze della coppia la donna sarebbe stata indirizzata a Padova dove avrebbe potuto partorire prematuramente. Il marito 28enne della ragazza, secondo quanto ricostruito dalla stampa locale, avrebbe chiesto una ambulanza per raggiungere il nosocomio: al diniego la donna e l'uomo si sono visti costretti a fare autonomamente. Una volta arrivati al pronto soccorso sono stati rimbalzati al pronto soccorso ginecologico. Una volta arrivati, senza l'aiuto di alcuno, i medici hanno rilevato le gravissime condizioni della donna: operata immediatamente i medici non sono riusciti a fare nulla per salvare il piccolo. Drammatica la situazione della donna che si è anche vista asportare l'utero. In coma farmacologico rischia la vita.
Ora la Procura indaga e il Pm Sergio Dini, che ieri ha ascoltato il marito, ha ordinato il sequestro delle cartelle cliniche e disposto una perizia tecnica per accertare eventuali responsabilità.
''Seguiro' - ha detto il presidente della regione del Veneto Luca Zaia - con la massima attenzione il lavoro della magistratura. Qualora emergessero negligenze, leggerezze, omissioni o peggio saremo inflessibili nel colpire duramente i responsabili della morte di un neonato e dei danni irreversibili subiti dalla madre''. ''Ai familiari della piccola vittima - prosegue Zaia - va il mio personale cordoglio e l'affetto mio e di tutti i cittadini del Veneto''.
fonte: Repubblica
Neonato muore, madre in coma
"Gli hanno negato l'ambulanza"
Il caso di presunta malasanità è avvenuto il 3 settembre nel Veneziano, che è stata rifiutata da un ospedale prima di essere sottoposta, in un'altra struttura, a un parto cesareo d'urgenza. L'esposto presentato dal marito, costretto a raggiungere in auto il nosocomio. Sequestrate le cartelle cliniche. Zaia: "Saremo inflessibili"
Venezia - Un'ambulanza negata, un bambino nato morto, una madre in coma farmacologico. Adesso su questo caso di presunta malasanità, indaga la magistratura padovana. Al centro della vicenda una donna di 27 anni che, al settimo mese, ha perso il bimbo che aspettava dopo essere stata da una gravissima emorragia. Il tutto dopo essere stata rifiutata da un ospedale per essere poi sottoposta, in un'altra struttura raggiunta a bordo dell'auto del marito, a un parto cesareo d'urgenza. Adesso è ricoverata in coma all'ospedale di Padova.
Colta da forti dolori la donna, residente a Piove di Sacco, si era rivolta, ieri, all'ospedale della zona. I medici hanno ritenuto che non avesse nulla di grave. Sulla base delle insistenze della coppia la donna sarebbe stata indirizzata a Padova dove avrebbe potuto partorire prematuramente. Il marito 28enne della ragazza, secondo quanto ricostruito dalla stampa locale, avrebbe chiesto una ambulanza per raggiungere il nosocomio: al diniego la donna e l'uomo si sono visti costretti a fare autonomamente. Una volta arrivati al pronto soccorso sono stati rimbalzati al pronto soccorso ginecologico. Una volta arrivati, senza l'aiuto di alcuno, i medici hanno rilevato le gravissime condizioni della donna: operata immediatamente i medici non sono riusciti a fare nulla per salvare il piccolo. Drammatica la situazione della donna che si è anche vista asportare l'utero. In coma farmacologico rischia la vita.
Ora la Procura indaga e il Pm Sergio Dini, che ieri ha ascoltato il marito, ha ordinato il sequestro delle cartelle cliniche e disposto una perizia tecnica per accertare eventuali responsabilità.
''Seguiro' - ha detto il presidente della regione del Veneto Luca Zaia - con la massima attenzione il lavoro della magistratura. Qualora emergessero negligenze, leggerezze, omissioni o peggio saremo inflessibili nel colpire duramente i responsabili della morte di un neonato e dei danni irreversibili subiti dalla madre''. ''Ai familiari della piccola vittima - prosegue Zaia - va il mio personale cordoglio e l'affetto mio e di tutti i cittadini del Veneto''.
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Re: Malasanità!
I medici sono impazziti! Ma ci rendiamo conto di quello che stanno facendo? Anzi, si rendono conto? 
Altra lite tra medici a Messina, neonato in coma
Messina - Un'altra lite tra due medici, questa volta all'ospedale Papardo di Messina, avrebbe provocato lesioni a un nascituro. Il diverbio, secondo i genitori del neonato, che una settimana fa hanno presentato una denuncia ai carabinieri, sarebbe sorto per decidere se procedere con un cesareo o parto naturale. Il sostituto procuratore di Messina Anna Maria Arena ha aperto un'inchiesta. Il neonato e' stato trasferito al Policlinico Universitario, dove si trova tuttora ricoverato nel reparto di terapia intensiva neonatale in coma farmacologico.
Gli accertamenti sulla vicenda sono stati affidati ai carabinieri. Nella denuncia la puerpera Ivana Rigano, di 24 anni, e il marito Nicola Mangraviti, di 34, spiegano che il bambino ha sofferto per una mancata ossigenazione al cervello perché nato con ritardo dopo ore di travaglio. I medici, secondo i genitori, avrebbero litigato su come procedere, se col cesareo o con il parto naturale. Il ginecologo Rosario Pino sarebbe stato favorevole al cesareo, ma quando tutto sembrava pronto sarebbe intervenuto il primario Francesco Abate e il suo aiuto Saverio Esposito, che hanno ordinato che si procedesse con parto naturale. Il bimbo è nato dopo quattro ore dal travaglio, e il padre, che dice di aver subito capito che il figlio aveva problemi, ha aggredito il primario. Soltanto tre settimane fa, il 26 agosto, al Policlinico di Messina era accaduto un caso analogo: altri due medici avevano litigato in sala parto, ritardando la nascita di un bimbo e provocando problemi al neonato e alla madre.
Bimbo grave ma migliora - "Il bambino ha avuto una sofferenza post ischemica. Abbiamo proceduto con la ventilazione e l'abbiamo sedato e intubato ed è in coma farmacologico". A dirlo è il professor Ignazio Barberi, direttore dell'unità operativa di terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina, a proposito del neonato trasferito dal Papardo. "Il bambino - spiega Barberi - ha sofferto perché gli è mancato l'ossigeno ed è andato in asfissia. Al momento le condizioni sono serie ma in netto miglioramento, qualcosa di più preciso si potra dire tra una settimana".
fonte:Libero - Tempo reale
Altra lite tra medici a Messina, neonato in coma
Messina - Un'altra lite tra due medici, questa volta all'ospedale Papardo di Messina, avrebbe provocato lesioni a un nascituro. Il diverbio, secondo i genitori del neonato, che una settimana fa hanno presentato una denuncia ai carabinieri, sarebbe sorto per decidere se procedere con un cesareo o parto naturale. Il sostituto procuratore di Messina Anna Maria Arena ha aperto un'inchiesta. Il neonato e' stato trasferito al Policlinico Universitario, dove si trova tuttora ricoverato nel reparto di terapia intensiva neonatale in coma farmacologico.
Gli accertamenti sulla vicenda sono stati affidati ai carabinieri. Nella denuncia la puerpera Ivana Rigano, di 24 anni, e il marito Nicola Mangraviti, di 34, spiegano che il bambino ha sofferto per una mancata ossigenazione al cervello perché nato con ritardo dopo ore di travaglio. I medici, secondo i genitori, avrebbero litigato su come procedere, se col cesareo o con il parto naturale. Il ginecologo Rosario Pino sarebbe stato favorevole al cesareo, ma quando tutto sembrava pronto sarebbe intervenuto il primario Francesco Abate e il suo aiuto Saverio Esposito, che hanno ordinato che si procedesse con parto naturale. Il bimbo è nato dopo quattro ore dal travaglio, e il padre, che dice di aver subito capito che il figlio aveva problemi, ha aggredito il primario. Soltanto tre settimane fa, il 26 agosto, al Policlinico di Messina era accaduto un caso analogo: altri due medici avevano litigato in sala parto, ritardando la nascita di un bimbo e provocando problemi al neonato e alla madre.
Bimbo grave ma migliora - "Il bambino ha avuto una sofferenza post ischemica. Abbiamo proceduto con la ventilazione e l'abbiamo sedato e intubato ed è in coma farmacologico". A dirlo è il professor Ignazio Barberi, direttore dell'unità operativa di terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina, a proposito del neonato trasferito dal Papardo. "Il bambino - spiega Barberi - ha sofferto perché gli è mancato l'ossigeno ed è andato in asfissia. Al momento le condizioni sono serie ma in netto miglioramento, qualcosa di più preciso si potra dire tra una settimana".
fonte:Libero - Tempo reale
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Re: Malasanità!
Una notizia un po' lunga ma che vale la pena di segnalare...il neonato sta meglio anche se le sue condizioni continuano a essere osservate! 
Neonato in coma dopo lite tra medici.
Ora Giosuè respira da solo
Diversità di vedute tra i sanitari sulla scelta tra parto naturale e taglio cesareo, ma il primario smentisce
Messina - Migliorano le condizioni di salute del piccolo Giosuè, il bimbo nato nei giorni scorsi all'ospedale Papardo di Messina e che per una grave sofferenza fetale al momento del parto, avrebbe riportato danni cerebrali. Fino a poche ore fa il bimbo era tenuto in coma farmacologico, ma adesso respira da solo. Anch e se è ancora presto per una diagnosi definitiva. I genitori hanno parlato di una lite tra medici, ma la direzione sanitaria ha negato parlando di «psicosi». «Il bimbo - dice il prof. Ignazio Barberi, direttore dell'unità operativa di terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina- respira da solo, stiamo naturalmente continuando la terapia prevista. Sapremo dire qualcosa di più sulle sue condizioni nei prossimi giorni».
Il diverbio - Giosuè era stato ricoverato in coma farmacologico nel reparto di Terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina, dove è nato, la settimana scorsa, dopo un diverbio tra due medici nella Ginecologia dell'ospedale «Papardo». La discussione - come la rissa avvenuta lo scorso 28 agosto per il caso del piccolo Antonio Molonia al Policlinico - è legata a diversità di vedute sulla scelta tra parto naturale e taglio cesareo per la puerpera 24enne, Ivana Rigano, già in avanzata fase di travaglio. Due giorni fa la donna e il marito 34 anni, Nicola Mangraviti, hanno deciso di presentare una denuncia-querela ai carabinieri e il sostituto della procura, Anna Maria Arena, ha aperto un'inchiesta, al momento, contro ignoti. Già acquisite dai carabinieri le cartelle cliniche.
Il parto - Il neonato - nato di oltre 4 chili - era stato intubato e tenuto in coma farmacologico dopo il parto naturale. Proprio per le sue dimensioni il piccolo sarebbe rimasto incastrato, al momento di venire al mondo, e quei secondi di mancanza di ossigenazione avrebbe creato lesioni cerebrali, e agli arti. Il parto è avvenuto dopo molte ore di travaglio della madre 24enne. La puerpera, alla sua prima gravidanza, era in attesa del taglio cesareo deciso dal ginecologo Rosario Pino quando sarebbe intervenuto il primario Francesco Abate ed il suo aiuto Saverio Esposito che avrebbero addirittura strappato i moduli del consenso già firmato dai genitori ordinando che si procedesse invece col parto naturale. La donna ha poi potuto partorire soltanto 4 ore dopo.
L'ordine dei medici smentisce la lite - Una smentita in merito al presunto caso di malasanità avvenuto nel reparto di ginecologia arriva dall'ordine dei medici: «Ho parlato al telefono con il primario Francesco Abate, che smentisce qualunque lite e aggiunge che i parenti della partoriente hanno aggredito i medici». È quanto afferma il presidente dell'Ordine dei medici di Messina, Giacomo Caudo, dopo quanto successo all'ospedale Papardo: una presunta lite tra medici che avrebbe procurato lesioni ad un neonato. Secondo i genitori del nascituro, il diverbio sarebbe sorto per decidere se procedere con un taglio cesareo o con un parto naturale ma anche secondo il loro avvocato il presunto caso di malasanità non sarebbe dipeso da questa divergenza di opinioni. «Il mio collega mi ha assicurato che la notizia è infondata. Ormai - conclude Caudo - in città si è diffusa una sorta di psicosi dopo la vicenda del Policlinico».
Le condizioni del bimbo - Il bambino intanto ha avuto una sofferenza post ischemica. «Abbiamo proceduto con la ventilazione e l'abbiamo sedato e intubato ed è in coma farmacologico», ha detto il professor Ignazio Barberi, direttore dell'unità operativa di terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina. «Il bambino - spiega Barberi - ha sofferto perché gli è mancato l'ossigeno ed è andato in asfissia. Al momento le condizioni sono serie ma in netto miglioramento, qualcosa di più preciso si potrà dire tra una settimana».
Il padre di Antonio - Sull'argomento è stato interpellato anche Matteo Molonia, padre del bambino nato in sala parto al Policlinico di Messina mentre due medici litigavano. «È un dolore che si rinnova, un'esperienza che si ripete e sulla quale occorre che l'informazione resti con i riflettori accesi. È come vivere nuovamente quella drammatica esperienza - aggiunte Molonia - e come se quello che è accaduto fosse stato già dimenticato. Per questo continuo la mia battaglia per ottenere giustizia e affinchè il mondo dell'informazione continui a fare luce su quello che accade: non è per me o mia moglie, ma per le madri e i bambini di Messina».
Marino - Sul fronte politico non mancano le reazioni al nuovo caso di malasanità: «In un mese due liti tra medici, due vite compromesse e due madri traumatizzate e sofferenti nella stessa città. Le notizie che arrivano dall'ospedale «Papardo»di Messina mi lasciano allibito e scioccato: ho avviato un'ulteriore istruttoria attraverso i carabinieri appartenenti al nucleo Nas della Commissione d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale», dice in una nota, Ignazio Marino senatore del Pd e Presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale. Poi aggiunge: «I documenti che ne deriveranno andranno ad aggiungersi agli atti acquisiti dopo le tragiche vicende del Policlinico di Messina e di Policoro, Piove di Sacco e Reggio Emilia. Chi parla di errori umani e minimizza dovrebbe - aggiunge - cambiare idea definitivamente. È una emergenza, una falla del sistema che sta diventando letale per il nostro Paese. C'è bisogno di azioni concrete: la regolazione dell'intramoenia (già disciplinata con la legge 120 del 2007, di cui questo Governo ha ritardato l'applicazione fino all'inizio del 2013) e il mancato rispetto dei protocolli hanno fatto già abbastanza vittime, attendere ancora potrebbe soltanto lasciare spazio a nuove tragedie».
fonte:Corriere della sera
Neonato in coma dopo lite tra medici.
Ora Giosuè respira da solo
Diversità di vedute tra i sanitari sulla scelta tra parto naturale e taglio cesareo, ma il primario smentisce
Messina - Migliorano le condizioni di salute del piccolo Giosuè, il bimbo nato nei giorni scorsi all'ospedale Papardo di Messina e che per una grave sofferenza fetale al momento del parto, avrebbe riportato danni cerebrali. Fino a poche ore fa il bimbo era tenuto in coma farmacologico, ma adesso respira da solo. Anch e se è ancora presto per una diagnosi definitiva. I genitori hanno parlato di una lite tra medici, ma la direzione sanitaria ha negato parlando di «psicosi». «Il bimbo - dice il prof. Ignazio Barberi, direttore dell'unità operativa di terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina- respira da solo, stiamo naturalmente continuando la terapia prevista. Sapremo dire qualcosa di più sulle sue condizioni nei prossimi giorni».
Il diverbio - Giosuè era stato ricoverato in coma farmacologico nel reparto di Terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina, dove è nato, la settimana scorsa, dopo un diverbio tra due medici nella Ginecologia dell'ospedale «Papardo». La discussione - come la rissa avvenuta lo scorso 28 agosto per il caso del piccolo Antonio Molonia al Policlinico - è legata a diversità di vedute sulla scelta tra parto naturale e taglio cesareo per la puerpera 24enne, Ivana Rigano, già in avanzata fase di travaglio. Due giorni fa la donna e il marito 34 anni, Nicola Mangraviti, hanno deciso di presentare una denuncia-querela ai carabinieri e il sostituto della procura, Anna Maria Arena, ha aperto un'inchiesta, al momento, contro ignoti. Già acquisite dai carabinieri le cartelle cliniche.
Il parto - Il neonato - nato di oltre 4 chili - era stato intubato e tenuto in coma farmacologico dopo il parto naturale. Proprio per le sue dimensioni il piccolo sarebbe rimasto incastrato, al momento di venire al mondo, e quei secondi di mancanza di ossigenazione avrebbe creato lesioni cerebrali, e agli arti. Il parto è avvenuto dopo molte ore di travaglio della madre 24enne. La puerpera, alla sua prima gravidanza, era in attesa del taglio cesareo deciso dal ginecologo Rosario Pino quando sarebbe intervenuto il primario Francesco Abate ed il suo aiuto Saverio Esposito che avrebbero addirittura strappato i moduli del consenso già firmato dai genitori ordinando che si procedesse invece col parto naturale. La donna ha poi potuto partorire soltanto 4 ore dopo.
L'ordine dei medici smentisce la lite - Una smentita in merito al presunto caso di malasanità avvenuto nel reparto di ginecologia arriva dall'ordine dei medici: «Ho parlato al telefono con il primario Francesco Abate, che smentisce qualunque lite e aggiunge che i parenti della partoriente hanno aggredito i medici». È quanto afferma il presidente dell'Ordine dei medici di Messina, Giacomo Caudo, dopo quanto successo all'ospedale Papardo: una presunta lite tra medici che avrebbe procurato lesioni ad un neonato. Secondo i genitori del nascituro, il diverbio sarebbe sorto per decidere se procedere con un taglio cesareo o con un parto naturale ma anche secondo il loro avvocato il presunto caso di malasanità non sarebbe dipeso da questa divergenza di opinioni. «Il mio collega mi ha assicurato che la notizia è infondata. Ormai - conclude Caudo - in città si è diffusa una sorta di psicosi dopo la vicenda del Policlinico».
Le condizioni del bimbo - Il bambino intanto ha avuto una sofferenza post ischemica. «Abbiamo proceduto con la ventilazione e l'abbiamo sedato e intubato ed è in coma farmacologico», ha detto il professor Ignazio Barberi, direttore dell'unità operativa di terapia intensiva neonatale del Policlinico di Messina. «Il bambino - spiega Barberi - ha sofferto perché gli è mancato l'ossigeno ed è andato in asfissia. Al momento le condizioni sono serie ma in netto miglioramento, qualcosa di più preciso si potrà dire tra una settimana».
Il padre di Antonio - Sull'argomento è stato interpellato anche Matteo Molonia, padre del bambino nato in sala parto al Policlinico di Messina mentre due medici litigavano. «È un dolore che si rinnova, un'esperienza che si ripete e sulla quale occorre che l'informazione resti con i riflettori accesi. È come vivere nuovamente quella drammatica esperienza - aggiunte Molonia - e come se quello che è accaduto fosse stato già dimenticato. Per questo continuo la mia battaglia per ottenere giustizia e affinchè il mondo dell'informazione continui a fare luce su quello che accade: non è per me o mia moglie, ma per le madri e i bambini di Messina».
Marino - Sul fronte politico non mancano le reazioni al nuovo caso di malasanità: «In un mese due liti tra medici, due vite compromesse e due madri traumatizzate e sofferenti nella stessa città. Le notizie che arrivano dall'ospedale «Papardo»di Messina mi lasciano allibito e scioccato: ho avviato un'ulteriore istruttoria attraverso i carabinieri appartenenti al nucleo Nas della Commissione d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale», dice in una nota, Ignazio Marino senatore del Pd e Presidente della Commissione d'inchiesta sul Servizio Sanitario Nazionale. Poi aggiunge: «I documenti che ne deriveranno andranno ad aggiungersi agli atti acquisiti dopo le tragiche vicende del Policlinico di Messina e di Policoro, Piove di Sacco e Reggio Emilia. Chi parla di errori umani e minimizza dovrebbe - aggiunge - cambiare idea definitivamente. È una emergenza, una falla del sistema che sta diventando letale per il nostro Paese. C'è bisogno di azioni concrete: la regolazione dell'intramoenia (già disciplinata con la legge 120 del 2007, di cui questo Governo ha ritardato l'applicazione fino all'inizio del 2013) e il mancato rispetto dei protocolli hanno fatto già abbastanza vittime, attendere ancora potrebbe soltanto lasciare spazio a nuove tragedie».
fonte:Corriere della sera
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
un anziano che muore è una biblioteca che brucia
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- bancarella
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Re: Malasanità!
Certo, ora non ci sono colpe! 
Sono un Sagittario con quattro zampe, una coda, arco e freccia!
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Re: Malasanità!
...non avevo dubbi che l'avrebbero detto! Dopo il fattaccio si tenta sempre di coprire!bancarella ha scritto:Certo, ora non ci sono colpe!
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
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Re: Malasanità!
Che dire..."benissimo, continuiamo così"!
Sanita':Sicilia,truffa Ssn,26 indagati
False erogazioni ad assistiti per ottenere rimborsi Asl
Palermo - Decine di perquisizioni a 21 farmacisti, 3 titolari di sanitarie e due di ditte ortopediche indagati per truffa ai danni del Ssn. L'indagine riguarda le province di Palermo, Agrigento e Trapani. Gli indagati avrebbero applicato fustelle contraffatte con il marchio di una nota ditta farmaceutica alle autorizzazioni per la fornitura di dispositivi per l'incontinenza urinaria. E attestato falsamente l'erogazione agli assistiti di articoli per ottenere rimborsi dall'Asl.
fonte:Ansa
Sanita':Sicilia,truffa Ssn,26 indagati
False erogazioni ad assistiti per ottenere rimborsi Asl
Palermo - Decine di perquisizioni a 21 farmacisti, 3 titolari di sanitarie e due di ditte ortopediche indagati per truffa ai danni del Ssn. L'indagine riguarda le province di Palermo, Agrigento e Trapani. Gli indagati avrebbero applicato fustelle contraffatte con il marchio di una nota ditta farmaceutica alle autorizzazioni per la fornitura di dispositivi per l'incontinenza urinaria. E attestato falsamente l'erogazione agli assistiti di articoli per ottenere rimborsi dall'Asl.
fonte:Ansa
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
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Re: Malasanità!
Oltre agli incidenti, anche le truffe! 
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Re: Malasanità!
Già! Sta accadendo di tutto all'interno della sanità, è un periodo (anche se non solo un periodo) di quelli che dovrebbero far riflettere e pensare che il sistema in generale non funziona ed è pieno di avvoltoi!bancarella ha scritto:Oltre agli incidenti, anche le truffe!
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