Ho impiegato un bel po' per scriverlo purtroppo il tempo è così poco

...però recupero subito descrivendo brevemente l'episodio, sempre di questa serie, intitolato
“Terapia d'urto”. Scritto da
Giorgio Faletti, il film ha come ambientazione principale l'Isola d'Elba, un bello scenario, caratteristico, dove le vicende dei protagonisti si snodano attraverso le vie dell' “isoletta! :-)
“Terapia d'urto” ha come protagonista principale
Roberto, un uomo di 30 anni, che soffre di disturbi da panico...all'inizio del film proprio lui, assorto nei suoi pensieri e quindi con voce fuori scena, li descrive tutti! In pratica soffre di 13 disturbi o fobie (si possono chiamare anche così) che non gli permettono di svolgere una vita normale, infatti, vive sempre in casa, con la madre, non esce mai!
Purtroppo alla morte delle madre, per Roberto è giunto il momento di affrontare il suo passato, un passato che riaffiora attraverso la visione di alcune fotografie trovate in un armadio...fotografie che svelano l'esistenza di un fratello che lui non ha mai conosciuto e che dovrebbe vivere sull'Isola d'Elba.
Nonostante le sue paure, Roberto affronta il viaggio in nave...durante il viaggio ha un attacco di panico, l'ennesimo attacco...
Sulla nave ha il primo incontro con
Marina, una ragazza che ritornava a casa, sull'isola, e che lo accompagna o meglio lo soccorre portandolo dal dottore del luogo.
Roberto ha un dialogo con il dottore, chiede di suo fratello e il dottore gli svela che è morto da anni, assassinato.
Scoperto questo particolare decide allora di tornare a casa anche se dovrà aspettare il prossimo traghetto, il giorno dopo!
Nella stanza d'albergo Roberto, per evitare ulteriori crisi, riproduce la sua stanza: appende poster, posiziona gli oggetti nello stesso ordine ecc...ma non serve! Ha paura! Ha il panico! Chiede aiuto durante la notte a Marina grazie al numero di telefono che lei gli ha lasciato quando era svenuto...lei decide di aiutarlo.
Marina, viene a conoscenza del motivo per cui Roberto è sull'Isola e gli spiega quello che lei ha scoperto sulla morte del fratello in quanto giornalista nonché figlia del presunto assassino...questa volta è lei che chiede aiuto a Roberto per discolpare il padre. Si mettono al lavoro, con l'unico particolare che Roberto non vuole uscire dalla sua stanza...tutto dovrebbe svolgersi lì.
Con l'evolversi dei fatti, questo però non avviene perchè i due trascorrono momenti anche al di fuori dell'albergo, incontrano persone all'epoca interrogate e sentono la loro versione dei fatti...incontrano alcuni ostacoli durante le “indagini”, vengono anche minacciati...ma questo alla fine non influenza perchè l'intero puzzle viene risolto, il colpevole preso e per giunta, a causa di tutto questo movimento, Roberto guarisce da tutte le sue fobie...
...una frase che mi ha colpito in chiusura è stata quella che Roberto ha pensato tra sè...più o meno faceva così...
”Io, l'uomo dalle mille paure, adesso non ho più paura!”...frase “pronunciata” mentre i due si salutano appassionatamente!
Molto bravi i due protagonisti:
Samuela Sardo e
Rolando Ravello! Espressivi e molto trasmissivi durante i loro dialoghi e in generale durante tutto il film!
...presto, qualche parola sull'episodio successivo...
"Il bambino e la Befana"!
