Inviato: 15/04/2008, 1:14
Ciao Nill. stavo guardando la frase contenuta nella tua firma,
Tu vedi cose che esistono e ti chiedi:
"Perchè?"
Ma io sogno cose mai esistite e mi chiedo:
"Perchè no?"
G.B.Shaw
e mi sono chiesto come mi ponevo di fronte a queste due affermazioni, e sono giunto a trovarmi in un certo senso a convalidare le due affermazioni, anche io vedo le cose che esistono e mi chiedo perchè e sogno le cose che non trovo tra le cose che esistono, e a forza di ripetermele dentro di me mi sto chiedendo cosa hanno di così strano queste due affermazioni, praticamente nulla, sono di una logicità disarmante, mi chiedo cosa le ha fatte diventare così importanti, il nome di chi le ha esposte? probabilmente è la risposta più logica, quella che probabilmente è la più realistica, nel senso che è ovvio che tutto quello che mi circonda, che esiste mi richiede e provoca domande che abbisognano di una risposta, tutto quello che appartiene alla realtà oggettiva richiede una identificazione ed una esatta collocazione del contesto, quindi la mia domanda nel loro riguardo è d'obbligo.
Più variegata è la constatazione della seconda affermazione, che banalità e senso di povertà mi lascia l'idea di sognare quello che già normalmente e quotidinamente vivo, un doppione, una inutile confusione di spazi e di modalità, è ovvio che nell'universo di libertà che mi mette a disposizione la mia fantasia, e quindi anche il sogno, è giusto che io percorra quello che la realtà oggettiva per i più disparati motivi mi nega, non solo il sogno mi aiuta a separare bene i due mondi, il reale dall'irreale, in modo da non confonderli mai, sarebbe veramente una serie di situazioni insane mischiare le due realtà, io nel sogno posso fare qualsiasi cosa, anche cose che nella vita non farei mai e poi mai e questa consapevolezza fa si che nel reale non entrino mai i fantasmi dei sogni e viceversa.
Quindi le due affermazioni di G.B.Shaw le posso definire persino per certi versi banali, nel senso che perdono quell'aria di parole importanti legate al fatto che sono frasi emesse da un personaggio a cui viene riconosciuto un rango.
Boh, sto diventando banale anche io, quindi nell'affermare che questo mio sfogo non aveva nessuna presunzione di nessun genere se non l'esprimere il mio più banale punto di vista.
Ciaooooo Nill. è sempre un gran piacere leggere le tue espressioni.
Tu vedi cose che esistono e ti chiedi:
"Perchè?"
Ma io sogno cose mai esistite e mi chiedo:
"Perchè no?"
G.B.Shaw
e mi sono chiesto come mi ponevo di fronte a queste due affermazioni, e sono giunto a trovarmi in un certo senso a convalidare le due affermazioni, anche io vedo le cose che esistono e mi chiedo perchè e sogno le cose che non trovo tra le cose che esistono, e a forza di ripetermele dentro di me mi sto chiedendo cosa hanno di così strano queste due affermazioni, praticamente nulla, sono di una logicità disarmante, mi chiedo cosa le ha fatte diventare così importanti, il nome di chi le ha esposte? probabilmente è la risposta più logica, quella che probabilmente è la più realistica, nel senso che è ovvio che tutto quello che mi circonda, che esiste mi richiede e provoca domande che abbisognano di una risposta, tutto quello che appartiene alla realtà oggettiva richiede una identificazione ed una esatta collocazione del contesto, quindi la mia domanda nel loro riguardo è d'obbligo.
Più variegata è la constatazione della seconda affermazione, che banalità e senso di povertà mi lascia l'idea di sognare quello che già normalmente e quotidinamente vivo, un doppione, una inutile confusione di spazi e di modalità, è ovvio che nell'universo di libertà che mi mette a disposizione la mia fantasia, e quindi anche il sogno, è giusto che io percorra quello che la realtà oggettiva per i più disparati motivi mi nega, non solo il sogno mi aiuta a separare bene i due mondi, il reale dall'irreale, in modo da non confonderli mai, sarebbe veramente una serie di situazioni insane mischiare le due realtà, io nel sogno posso fare qualsiasi cosa, anche cose che nella vita non farei mai e poi mai e questa consapevolezza fa si che nel reale non entrino mai i fantasmi dei sogni e viceversa.
Quindi le due affermazioni di G.B.Shaw le posso definire persino per certi versi banali, nel senso che perdono quell'aria di parole importanti legate al fatto che sono frasi emesse da un personaggio a cui viene riconosciuto un rango.
Boh, sto diventando banale anche io, quindi nell'affermare che questo mio sfogo non aveva nessuna presunzione di nessun genere se non l'esprimere il mio più banale punto di vista.
Ciaooooo Nill. è sempre un gran piacere leggere le tue espressioni.