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La vera storia di Syd Barrett raccontata oggi dagli altri Pink Floyd. - quinta parte -
A vederlo, Gilmour appare come il più felice e soddisfatto (ex?) Pink Floyd. Eppure, quando si tratta di addossarsi il peso di Barrett, Gilmour è, e lo si percepisce, non meno perseguitato di Waters. E la morte di Syd ha reso tutto ancora più pesante.
“Adesso rimpiangerò per sempre di essermi attenuto al volere della famiglia di non disturbare la sua tranquillità”, dice con il suo modo di parlare intelligente e garbato.
“Qualche anno fa mia moglie Polly mi disse “come ti sentiresti se morisse?”. Io risposi, “probabilmente pieno di rimorsi”. Ed è così. Avrei dovuto andarci, avrei dovuto bussare alla sua porta e dire “Hey, andiamo a farci un pinta”. Eravamo amici. Non vedo come incontrare un vecchio amico avrebbe potuto nuocere”. A differenza degli altri, che notarono il peggioramento di Syd solo nel luglio del 1967 dopo un misterioso esaurimento, con tutta probabilità indotto dagli acidi, Gilmour si accorse di una marcata differenza nel suo amico già due mesi prima.
“Aveva li occhi lucidi, fissi e non sembrava molto contento di vedermi. Sentii qualcosa dentro di lui era già cambiato, profondamente”. Di lì al Natale del 1967 Gilmour era stato invitato a unirsi al gruppo – all'inizio per sostituire l'instabile Barrett. Ma già nel febbraio del 1968 era ovvio che si trattava di un sostituto vero e proprio, in quanto la quasi completa incapacità o riluttanza di Syd, a comunicare rendeva difficile la possibilità di una band a cinque.
Da allora Gilmour ha lavorato sempre a favore di Barrett, aiutando a realizzare i suoi album solisti (The Madcap Laughs e Barrett, entrambi del 1970) e accertandosi che Syd ricevette regolarmente i suoi diritti d'autore. Ma , soprattutto, dopo la morte di Barrett Gilmour ha suonato durante tutto il suo tour solista il brano Dark Globe: una canzone tragica, ossessiva, che anche Waters indica come svolta cruciale, dal punto di vista psichico, nel repertorio troppo breve di Syd che proprio a quel brano aveva affidato, forse, la sua ultima, disperata richiesta d'aiuto e comprensione:
“ti prego, ti prego, porgimi una mano / non vi mancherò? / ma non vi mancherò proprio per niente?”.
Finito! Com'è? Piaciuto?
