Cronaca nera

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Mac La Mente
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Re: Cronaca nera

Messaggio da Mac La Mente »

Un alro episodio molto triste e consumato davanti all'ospedale di Prato dove un settantaduenne ha perso la vita dopo essre stato accoltellato! :( :(


Prato, ucciso davanti all'ospedale arrestata ragazza di 22 anni

Prato - Un uomo di 72 anni è stato ucciso la notte scorsa davanti al pronto soccorso dell'ospedale di Prato, dove aveva accompagnato la suocera per un ricovero. A colpirlo, con una coltellata, secondo la ricostruzione della polizia, è stata una giovane di 22 anni, nata e residente a Prato, di origine rom, che è stata arrestata con l'accusa di omicidio volontario. Secondo una prima ricostruzione, tra i due ci sarebbe stato prima un litigio, forse in seguito alla richiesta di soldi o altro da parte della giovane che stazionava davanti al pronto soccorso. Poi quest'ultima avrebbe tirato fuori il coltello e colpito l'uomo. Il settantaduenne è stato subito soccorso dai medici dell'ospedale, ma per lui non c'era più nulla da fare. Sul posto è poi intervenuta la squadra mobile di Prato che ha rintracciato la giovane sempre nell'area del'ospedale. Portata in questura e interrogata, la ventiduenne avrebbe ammesso le sue responsabilità.

fonte:Repubblica
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Nilleshna
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Re: Cronaca nera

Messaggio da Nilleshna »

Mac La Mente ha scritto:In serisco qui questa notizia molto triste sulla scomparsa di un bambino colpito da un fulmine! :(

La tragedia in Sicilia. Voleva sfuggire alla pioggia cercando riparo sotto un viadotto
Trasportato in ospedale su un elicottero del 118. Accompagnava uno zio ad una battuta di caccia

Gela, colpito da un fulmine muore bimbo di 12 anni

Caltanissetta - Un bambino di 12 anni è morto in Sicilia dopo esser stato colpito da un fulmine nelle campagne tra Caltanissetta e Riesi. Giuseppe Vitale accompagnava uno zio e un suo amico a una battuta di caccia. Un improvviso temporale lo ha spinto a rifugiarsi sotto un viadotto della Caltanissetta-Gela, in contrada Besaro. Il fulmine lo ha lasciato tramortito a terra. Trasportato all'ospedale Sant'Elia di Caltanissetta a bordo di un elicottero del 118, il bambino è morto poco dopo il ricovero.

fonte: Repubblica
:fiore:
Mac La Mente ha scritto:Un alro episodio molto triste e consumato davanti all'ospedale di Prato dove un settantaduenne ha perso la vita dopo essre stato accoltellato! :( :(


Prato, ucciso davanti all'ospedale arrestata ragazza di 22 anni

Prato - Un uomo di 72 anni è stato ucciso la notte scorsa davanti al pronto soccorso dell'ospedale di Prato, dove aveva accompagnato la suocera per un ricovero. A colpirlo, con una coltellata, secondo la ricostruzione della polizia, è stata una giovane di 22 anni, nata e residente a Prato, di origine rom, che è stata arrestata con l'accusa di omicidio volontario. Secondo una prima ricostruzione, tra i due ci sarebbe stato prima un litigio, forse in seguito alla richiesta di soldi o altro da parte della giovane che stazionava davanti al pronto soccorso. Poi quest'ultima avrebbe tirato fuori il coltello e colpito l'uomo. Il settantaduenne è stato subito soccorso dai medici dell'ospedale, ma per lui non c'era più nulla da fare. Sul posto è poi intervenuta la squadra mobile di Prato che ha rintracciato la giovane sempre nell'area del'ospedale. Portata in questura e interrogata, la ventiduenne avrebbe ammesso le sue responsabilità.

fonte:Repubblica
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Re: Cronaca nera

Messaggio da Nilleshna »

Montereale Valcellina (Pordenone), 16 settembre 2009 - Una ragazza marocchina di 18 anni, Sanaa Dafani (nella foto) è stata uccisa ieri con delle coltellate alla gola dal padre, contrario alla sua relazione con un italiano di 31 anni a causa della differenza di età e sopratutto della diversa religione.

La tragedia si è verificata a Grizzo, piccola frazione di Montereale Valcellina in provincia di Pordenone mentre la coppia si stava recando, in auto, nel ristorante dove la ragazza lavorava come cameriera e del quale il giovane è socio.


I due - Sanaa Dafani e Massimo De Biasio - hanno incrociato il padre della ragazza - El Katawi Dafani, di 45 anni - che li stava aspettando su una stradina fuori del borgo, e, una volta scesi dalla macchina, una Audi A4, i giovani sono stati aggrediti. La ragazza ha tentato di fuggire verso un vicino boschetto ma il padre l’ha inseguita, raggiunta e uccisa con colpi di coltello alla gola. Il fidanzato è stato ferito in più punti, ma è riuscito a salvarsi. È stato soccorso e trasportato all’ospedale di Pordenone dove è ricoverato, ma non in pericolo di vita.


Il padre è stato poi fermato dai carabinieri della compagnia di Sacile nella sua abitazione di Piezzo di Azzano Decimo. Si era cambiato e - hanno riferito gli investigatori - stava tentando di cancellare le tracce del delitto. È indiziato di omicidio e tentativo di omicidio pluriaggravato.


El Ketawi Dafani avrebbe cominciato a parlare. Lui sulle scena del delitto ci sarebbe stato. Blocca tutto però il comandante dei Carabinieri Pierluigi Grosseto che dice: «Non ha ammesso niente e non c’è stato alcun interrogatorio diretto. Ci sarà un’udienza di convalida tra venerdì e sabato davanti ad un difensore d’ufficio. Lui infatti per il momento non si è nominato alcun legale. Tutto quello che viene detto e scritto al di fuori di questo non è roba mia. Aggiungo anche che l’arma del delitto non è stata trovata e che sono una quindicina gli uomini dell’arma che la stanno cercando».



DIFFERENZE RELIGIOSE

Resta chiaro il fatto che El Ketawi Dafani avrebbe ucciso la figlia perché non condivideva la relazione che aveva con un italiano di religione diversa dalla sua: lui cattolico lei musulmana. I rapporti fra padre e figlia sarebbero poi peggiorati, dopo la decisione della ragazza di andare a vivere con il giovane, una scelta incompatibile con lo stile di vita musulmano. Così sarebbe maturato l’accoltellamento di ieri sera. Un delitto già paragonato con quanto accaduto nel bresciano con la giovanissima pakistana Hina Saleem. Anche per Sanaa Dafani una morte orribile: sgozzata. Il colpo di coltello sferrato dal padre una volta raggiunta nel boschetto, le ha squarciato la gola.

La scena presentatasi ai Carabinieri di Sacile (Pordenone) è stata orribile e a nulla sono valse le cure dei sanitari del 118 per tentare di salvare la ragazza, mentre il fidanzato non versa in pericolo di vita. Intanto all’appartamento di El Ketaoui sono stati postii sigilli e per oggi è previsto un sopralluogo.

L’episodio ha riportato alla memoria la tragedia di Hina, la ragazza pakistana uccisa dal padre nel Bresciano nell’agosto del 2006 perché fidanzata con un italiano.



L'ARMA DEL DELITTO


El Ketawi Dafani aveva comprato un grosso coltello da cucina poche ore prima del delitto: il coltello è stato acquistato in un negozio di Montereale Valcellina e non è stato finora ritrovato dai Carabinieri che stanno indagando sul delitto.
L’ipotesi è che possa trattarsi dell’arma con la quale e’ stato compiuto il delitto.




IL RACCONTO DEGLI AMICI

Straziante il ricordo degli amici della ragazza, che dipingono Sanaa come una ragazza moderna, che vestiva all’ occidentale, ma che mai ostentava la sua bellezza, per rispetto dei precetti che le aveva insegnato il padre. La giovane era arrivata in Italia nel 2003, ha frequentato le scuole medie e, in quegli anni, ha conquistato le simpatie di tutti. I suoi ex compagni raccontano che durante la ricreazione, divorava panini, talvolta anche con qualche pezzo di salame o una fetta di prosciutto, ben attenta a evitare il piccolo strappo alla regola della religione musulmana (che vieta di mangiare carne di maiale) arrivasse alle orecchie del papà.



Sanaa ha vissuto fino a alcuni mesi fa con i genitori (la mamma e’ casalinga) e le due sorelline di dieci e quattro anni. Da qualche settimana - ha riferito la mamma agli investigatori - viveva a casa di un’amica a Fontanafredda (Pordenone).



IL SUPERTESTIMONE

C’e’ un supertestimone nell’omicidio: si tratta di un cittadino che ieri sera si trovava nella frazione Grizzo di Montereale Valcellina, proprio nel momento in cui e’ stato compiuto il delitto.
Richiamato dalle urla della ragazza e del fidanzato - Massimo De Biasio, di 31 anni, ferito insieme alla giovane - il testimone ha visto un’automobile allontanarsi ed e’ riuscito anche a leggere i numeri e le lettere della targa.
E’ stato lui - secondo quanto trapelato nel pomeriggio a Pordenone - a chiamare i Carabinieri della Compagnia di Sacile (Pordenone) che, nel giro di pochi minuti, sono giunti sul posto.

Fonte
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Re: Cronaca nera

Messaggio da Mac La Mente »

Nilleshna ha scritto:Montereale Valcellina (Pordenone), 16 settembre 2009 - Una ragazza marocchina di 18 anni, Sanaa Dafani (nella foto) è stata uccisa ieri con delle coltellate alla gola dal padre, contrario alla sua relazione con un italiano di 31 anni a causa della differenza di età e sopratutto della diversa religione.
L'hanno data al telegiornale questa notizia e quando han fatto vedere alcune foto della ragazza che aveva un volto sorridente, a me è venuto da piangere! :cry: :cry:
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Re: Cronaca nera

Messaggio da Chantilly »

e la moglie lo ha pure perdonato. che schifo. una donna così mi provoca ribrezzo e pensieri cattivi.
Balleremo fino all'alba canteremo fino al mattino
Qualcuno dirà son fuori ed altri che c'è troppo vino
Ma c'è sangue nelle nostre vene
scorre l'acqua nei nostri fiumi
La rabbia invece quella è tutta chiusa nei nostri pugni (I LUF)
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Re: Cronaca nera

Messaggio da Nilleshna »

Chantilly ha scritto:e la moglie lo ha pure perdonato. che schifo. una donna così mi provoca ribrezzo e pensieri cattivi.
...e quanta ragione ti dò... :dvl:
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Re: Cronaca nera

Messaggio da Nilleshna »

Rio de Janeiro, 19 settembre 2009 - Un altro religioso cattolico vittima della violenza all'estero. Don Ruggero Ruvoletto (52 anni, originario di Padova), è stato ucciso con un colpo d’arma da fuoco alla testa, nella sua parrocchia alla periferia di Manaos, in Amazzonia.



Secondo il segretario della sicurezza pubblica l’uccisione del missionario risalirebbe alle 06:30 locali di stamani (le 11:30 in Italia). Non si esclude che si sia trattato di un tentativo di rapina. La diocesi di Padova ha appreso la notizia della tragica fine del missionario con dolore e sconcerto. Don Ruvoletto era molto amato, e in passato è stato direttore del Centro missionario della Diocesi di Padova.



Per lo spietato omicidio sarebbero già stati fermati tre ‘’sospetti’’, ma il capo della polizia militare di Manaus, colonnello Dan Camara, non ha reso noti altri dettagli. In base ad informazioni giunte da Manaus alla diocesi di Padova durante l’assalto nella parrocchia sarebbero stati rubati una cinquantina di reali (circa una quindicina di euro), ma molto altro denaro sarebbe stato lasciato nell’abitazione del sacerdote.



Il sacerdote era giunto nella parrocchia di Santa Evelina, nel 2006, dopo essere stato prima direttore del Centro missionario della diocesi di Padova. Era già stato a lungo impegnato in Brasile nella sua opera di missionario nella Baixada Fluminense, poverissimo quartiere di Rio de Janeiro.



La polizia è dovuta intervenire per disperdere la folla di parrocchiani, tra i quali Ruvoletto era molto popolare. "Era un buon sacerdote. Era molto ben voluto dalla comunità. C’è grande commozione in tutta la città", ha detto padre Danival de Oliveira, dell’arcidiocesi di Manaus.

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Re: Cronaca nera

Messaggio da Mac La Mente »

Nilleshna ha scritto:Rio de Janeiro, 19 settembre 2009 - Un altro religioso cattolico vittima della violenza all'estero. Don Ruggero Ruvoletto (52 anni, originario di Padova), è stato ucciso con un colpo d’arma da fuoco alla testa, nella sua parrocchia alla periferia di Manaos, in Amazzonia.
Mi dispiace molto per la scomparsa prematura di questo prete! Non riesco davvero ad immaginare, per quanto "scomoda" possa essere una figura religiosa (ammesso che lo sia), un episodio di così pura violenza! :( :fiore: :fiore:
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Re: Cronaca nera

Messaggio da Nilleshna »

Mac La Mente ha scritto:
Nilleshna ha scritto:Rio de Janeiro, 19 settembre 2009 - Un altro religioso cattolico vittima della violenza all'estero. Don Ruggero Ruvoletto (52 anni, originario di Padova), è stato ucciso con un colpo d’arma da fuoco alla testa, nella sua parrocchia alla periferia di Manaos, in Amazzonia.
Mi dispiace molto per la scomparsa prematura di questo prete! Non riesco davvero ad immaginare, per quanto "scomoda" possa essere una figura religiosa (ammesso che lo sia), un episodio di così pura violenza! :( :fiore: :fiore:
Anch'io davvero, e se scomodo è dire la verità e lottare contro la violenza quest'uomo era davvero coraggioso. :fiore:
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Re: Cronaca nera

Messaggio da Mac La Mente »

Allucinante questa notizia, da non credere! Per una lepre un uomo è stato ucciso! :wacko:


La vittima, un uomo di 50 anni, sembra che conoscesse il suo presunto assassino
Lecco: «Quella lepre è mia», cacciatore ucciso dalle fucilate del rivale
Lo sparatore è stato fermato e accusato di omicidio volontario

Lecco - Una lepre contesa tra due cacciatori è stata all'ori­gine di un omicidio ieri matti­na, nei boschi appena fuori dal­la città. Un uomo di 50 anni resi­dente nella zona è morto, rag­giunto al volto da un pallettone esploso dal fucile di un 48enne. L'assassino è stato fermato e ac­cusato di omicidio volontario. Sembra che conoscesse la vitti­ma e che tra i due ci fossero già motivi di rancore. Erano circa le 9 quando si è consumata la tragedia.

Secon­do quanto è stato possibile rico­struire, la vittima, Luigi Mazzo­leni, residente in città, meccani­co, sposato e padre di due bam­bini di pochi anni avrebbe liti­gato con altri due cacciatori, fra­telli, sulla proprietà di una pre­da, una lepre appena uccisa. I tre uomini, erano nella zona della «Madonna della rovina­ta », un santuario molto noto nel Lecchese. Il litigio è ben presto degene­rato in una violenta discussio­ne. Uno dei due fratelli ha im­bracciato il fucile da caccia e ha sparato. Il proiettile, esploso da distanza ravvicinata, ha colpito al volto il cinquantenne, che non ha avuto scampo. Abban­donato Mazzoleni a terra, esani­me, i due fratelli sono fuggiti a piedi nel bosco. A dare l'allar­me sono stati altri cacciatori im­pegnati in attività venatorie nel­la stessa zona. Alla «Madonna della rovina­ta » sono intervenuti i soccorri­tori del 118 e gli agenti della Questura di Lecco. Per il cin­quantenne però non c'era più nulla da fare, mentre dell'assas­sino e del fratello non c'era alcu­na traccia. La zona è stata subi­to isolata. Gli agenti della poli­zia hanno chiesto l'intervento di una squadra del Soccorso Al­pino, che ha guidato sul luogo dell'omicidio gli esperti della scientifica e il magistrato. I rilie­vi sono proseguiti per alcune ore e solo nel primo pomerig­gio i vigili del fuoco hanno po­tuto trasportare il corpo del cac­ciatore all'ospedale di Lecco, do­ve sarà effettuata l'autopsia.

Sul luogo dell'omicidio è stato recu­perato anche il cane della vitti­ma, rimasto rintanato in un ce­spuglio, a poca distanza dal pa­drone riverso a terra. Nelle ore successive alla sco­perta del cadavere intanto, gli inquirenti hanno rintracciato i due fratelli e hanno posto in sta­to di fermo il presunto assassi­no, accusato di omicidio volon­tario. L'uomo, 48 anni, residen­te nella zona, è stato ascoltato per ore dagli inquirenti, che stanno cercando di ricostruire l'esatta dinamica della lite e del successivo omicidio. Le indagi­ni dovranno accertare in parti­colare se si sia trattato di un ge­sto volontario oppure se il col­po di fucile sia partito acciden­talmente durante la discussio­ne. Sembra che i tre uomini si conoscessero e già in passato avessero avuto discussioni.

fonte: Corriere della sera
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Re: Cronaca nera

Messaggio da Nilleshna »

NEW DELHI - Una donna indiana, bruciata viva dopo essere stata stuprata da quattro uomini per non aver voluto tradire il marito, è morta ieri sera a Mumbai a causa della gravità delle ustioni riportate sul 90% del corpo. Lo scrive oggi il quotidiano Indian Express.

Vittima di questa violenza è stata Radiya Raja Devendra, 24 anni, madre di due figlie e sposata con uno spazzino comunale della capitale industriale dell'India. La vicenda, nonostante la sua gravità, è riportata in una pagina interna del giornale a riprova di un fenomeno che evidentemente in India non risulta eccezionale. La polizia ha immediatamente arrestato quattro uomini sulla base sia della denuncia fatta dalla stessa vittima prima di morire sia del racconto della sorella minore della donna che è stata testimone oculare della furia della banda. Secondo la ricostruzione fatta dagli investigatori, Radiya aveva ripetutamente rifiutato di avere "una storia" con un uomo, Nitya Devendra, che nel 2004 aveva cercato di sposarla, senza ottenere il consenso dei genitori di lei. Da allora il pretendente respinto ha continuato a insidiare la donna, che ha taciuto per paura, e lunedì scorso, di fronte a un ennesimo no, ha chiamato due suoi fratelli e un amico per organizzare l'aggressione finita in tragedia.

Fonte

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Re: Cronaca nera

Messaggio da Mac La Mente »

Nilleshna ha scritto:NEW DELHI - Una donna indiana, bruciata viva dopo essere stata stuprata da quattro uomini per non aver voluto tradire il marito, è morta ieri sera a Mumbai a causa della gravità delle ustioni riportate sul 90% del corpo. Lo scrive oggi il quotidiano Indian Express.
Sono sconvolto da questa notizia! Non riesco davvero ad immaginare come sia possibile che in alcune parti del mondo la situazione sia così drammatica e fuori da ogni logica e civiltà da permettere questo...è assurdo! :angry:
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Re: Cronaca nera

Messaggio da Nilleshna »

Mac La Mente ha scritto:Allucinante questa notizia, da non credere! Per una lepre un uomo è stato ucciso! :wacko:


La vittima, un uomo di 50 anni, sembra che conoscesse il suo presunto assassino
Lecco: «Quella lepre è mia», cacciatore ucciso dalle fucilate del rivale
Lo sparatore è stato fermato e accusato di omicidio volontario
A me sembra assurdo che esista la caccia...la civiltà dovrebbe progredire nell'uso del tempo libero enell'impegnare il proprio cervello.
Ripeto: "Armate le lepri".
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Re: Cronaca nera

Messaggio da Nilleshna »

Bologna, 24 settembre 2009 - Una donna di 34 anni, separata dal marito, ha ucciso i suoi due figli - un maschio di sei anni e una femmina di cinque anni - e poi si è tolta la vita gettandosi dal terrazzo del secondo piano di una palazzina in via Mazzini in una zona residenziale e centrale di Castenaso, alle porte di Bologna.

Secondo le prime indagini il fatto è avvenuto durante la notte; la donna avrebbe accoltellato e poi affogato i bambini ma le dinamiche sono ancora tutte da chiarire. Probabile causa della tragedia familiare, uno stato di depressione in cui la donna sarebbe caduta dopo la separazione.



Pare che la donna abbia ucciso i suoi bambini prima accoltellandoli nel sonno e poi affogandoli, ma la dinamica esatta è ancora da chiarire. A dare l'allarme è stata una vicina, che in piena notte ha sentito il tonfo del corpo della madre assassina sul selciato. I corpi sono ora stati trasferiti all'istituto di medicina legaledi Bologna.



I carabinieri sono intervenuti sul posto intorno a mezzanotte e mezzo, chiamati dalla vicina per il suicidio della donna. Quando sono entrati nell’appartamento hanno trovato, sul letto della camera matrimoniale, i corpi dei due bambini. I militari della compagnia di Medicina e del Reparto operativo di Bologna hanno anche trovato una lettera in cui la donna, impiegata in una ditta e in fase di separazione dal marito, esprimeva la sua intenzione di uccidersi e portare con sè i due figli, che vivevano con lei.

Non è escluso che la donna possa aver addormentato i piccoli utilizzando sonnifero prima di ucciderli. Poi si sarebbe tagliata le vene e quindi si e' gettata dal balcone.


Secondo le prime ricostruzioni la signora, prima di gettarsi dal secondo piano, avrebbe tentato di tagliarsi le vene. I due bambini avevano ferite da arma da taglio alla gola: i corpi sono stati portati a Bologna per l’autopsia, che chiarirà le cause della morte.


Sul posto sono intervenuti i carabinieri della compagnia di Medicina e del Reparto operativo di Bologna. L’inchiesta sulla tragedia familiare è coordinata dal sostituto procuratore di turno, Marco Imparato.



IL VICESINDACO: NON SI ERA RIVOLTA AI SERVIZI

Non si era mai rivolta ai servizi sociali del Comune di Castenaso, la mamma omicida. Al Comune, invece, si era rivolto a metà dello scorso marzo, il marito della donna che, dopo la separazione, era rimasto senza casa. L’uomo, che ha un negozio di biciclette a Bologna, aveva chiesto allo sportello casa una soluzione abitativa, visto che l’appartamento era stato assegnato alla moglie, così come a lei erano stati affidati i bambini.


«Abbiamo capito che è stata una separazione molto difficile, - ha spiegato il vicesindaco di Castenaso con delega ai Servizi sociali Andrea Biagi - alcune persone che la conoscevano ci hanno parlato di una donna in stato di profondissima depressione».
«Noi non abbiamo mai conosciuto la signora, ma avevamo ricevuto la richiesta di aiuto per la casa che ci è giunta dal marito - conferma Biagi - Questo è un dramma che ci colpisce tutti. Tutti ci stiamo facendo delle domande su come sia stato possibile che non siano straspariti dei segnali. Siamo costernati».

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Re: Cronaca nera

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Una tragedia familiare s'è consumata vicino Varese! Pare che tutto sia nato per qustioni eonomiche... :ouch:


A Busto Arsizio, in provincia di Varese
Uccide il nonno e ferisce la nonna
Ventenne arrestato con madre e amico

I tre sono in carcere, il ragazzo ha precedenti penali.
Le vittime forse colpite alla testa con una spranga


Varese - Un ventenne è stato arrestato insieme alla madre e a un amico per l'omicidio del nonno acquisito Giuseppe Sporchia, 60 anni, e per il grave ferimento della nonna 59enne. La tragedia è avvenuta domenica sera nella villetta degli Sporchia a Busto Arsizio (Varese), nel quartiere Borsano. Cristian Palatella, che ha dei precedenti penali, è accusato di omicidio volontario, tentato omicidio e lesioni gravi. Sia la vittima che la moglie hanno riportato profonde ferite alla testa, forse dovute a colpi di spranga. Da subito l'attenzione si era rivolta al ragazzo, che vive con la madre nella stessa villa dove è avvenuto il delitto.

Ricostruzione - I tre interrogati, chiusi in carcere, si sono avvalsi della facoltà di non rispondere. Oltre a Cristian Palatella (20 anni, nipote acquisito della vittima, nato da una precedente relazione della madre sposata in seconde nozze con un figlio di Giuseppe Sporchia), la madre Daniela Craici, e un amico di Cristian, Luca Modena di 25 anni. Secondo quanto ricostruito dai carabinieri, i tre erano nella villetta degli Sporchia, in via Novara. Il marito di Daniela Craici, figlio della vittima, non c'era. Pare che da tempo tra i due gruppi familiari ci fossero dissidi per questioni economiche. Domenica sera, durante una lite violenta, il giovane Palatella avrebbe preso una spranga e colpito ripetutamente i nonni acquisiti, uccidendo Giuseppe e ferendo gravemente la moglie, Bambina Berra di 59 anni, ricoverata in prognosi riservata all'ospedale di Busto. Da definire il ruolo dell'amico e della madre. Luca Modena avrebbe partecipato attivamente al delitto, mentre la donna avrebbe aiutato il figlio a scappare. Ma i tre non hanno fatto alcuna ammissione. Inoltre non è stata trovata l'arma del delitto, probabilmente una spranga. Giuseppe Sporchia era noto per il suo impegno sociale e apparteneva alla sezione di Turbigo della Protezione civile.

fonte: Corriere della sera
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