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Inviato: 17/09/2006, 22:36
da Grenouille
Inviato: 20/09/2006, 21:19
da Vianne
Uno degli incipit a mio parere più belli, apertura che in poche righe racchiude in sè tutto il fascino, il mistero e la magia che per centinaia di pagine accompagneranno il lettore in un percorso straordinario, è questo:
"Molti anni dopo, di fronte al plotone di esecuzione, il colonnello Aureliano Buendia si sarebbe ricordato di quel remoto pomeriggio in cui suo padre lo aveva condotto a conoscere il ghiaccio. Macondo era allora un villaggio di venti case di argilla e di canna selvatica costruito sulla riva di un fiume dalle acque diafane che rovinavano per un letto di pietre levigate, bianche ed enormi come uova preistoriche. Il mondo era cosí recente, che molte cose erano prive di nome, e per citarle bisognava indicarle col dito."
(Traduzione di Enrico Cicogna)
Gabriel Garcia Marquez - Cent'anni di solitudine 
Inviato: 20/09/2006, 21:55
da Chantilly
Vianne ha scritto:
Gabriel Garcia Marquez - Cent'anni di solitudine 
Ecco, questo libro mi attira ma nel contempo ne fuggo ... forse perché troppo nominato e ho paura di rimanerne delusa...
Inviato: 21/09/2006, 21:30
da Vianne
Maybe ha scritto:Vianne ha scritto:
Gabriel Garcia Marquez - Cent'anni di solitudine 
Ecco, questo libro mi attira ma nel contempo ne fuggo ... forse perché troppo nominato e ho paura di rimanerne delusa...
Anch'io prima di leggerlo avevo qualche dubbio proprio per quanto veniva nominato, ma una volta che l'ho iniziato ne sono stata talmente catturata che l'ho divorato in due giorni, non riuscivo a staccarmene tanta era la voglia di continuare!!!
Io ti suggerirei di provare, secondo me è un ottimo libro, scritto benissimo e racconta una storia piena di fascino, di mistero e di magia.
Ritengo che meriti in pieno la fama e il successo che ha

Inviato: 21/09/2006, 21:45
da Chantilly
Vianne ha scritto:
Io ti suggerirei di provare, secondo me è un ottimo libro, scritto benissimo e racconta una storia piena di fascino, di mistero e di magia.
Ritengo che meriti in pieno la fama e il successo che ha

La tua passione per questo libro mi ha convinto! Devo ricordarmi di prenderlo la prossima volta che vado in libreria (insieme a uno di Calvino di cui si è parlato qualche post fa)

Inviato: 21/09/2006, 22:47
da Grenouille
Ti innamorerai della saga e dei personaggi che la animano, ci giurerei

Inviato: 29/09/2006, 22:40
da Vianne
Tra pochi giorni (il 16 ottobre) sarà il centenario della nascita di una dei massimi scrittori italiani contemporanei, Dino Buzzati.
Comincio a ricordarlo qui, citando le prime righe di uno dei sui libri più belli
Nominato ufficiale, Giovanni Drogo partì una mattina di settembre dalla città per raggiungere la Fortezza Bastiani, sua prima destinazione.
Si fece svegliare ch'era ancora notte e vestì per la prima volta la divisa da tenente. Come ebbe finito, al lume di una lampada a petrolio si guardò allo specchio, ma senza trovare la letizia che aveva sperato. Nella casa c'era un grande silenzio, si udivano solo piccoli rumori da una stanza vicina; sua mamma stava alzandosi per salutarlo.
Era quello il giorno atteso da anni, il principio della sua vera vita. Pensava alle giornate squallide dell'Accademia militare, si ricordò delle amare sere di studio quando sentiva fuori nelle vie passare la gente libera e presumibilmente felice; delle sveglie invernali nei cameroni gelati, dove ristagnava l'incubo delle punizioni. Ricordò la pena di contare i giorni ad uno ad uno, che sembrava non finissero mai.
Adesso era finalmente ufficiale, non aveva più da consumarsi sui libri né da tremare alla voce del sergente, eppure tutto questo era passato. Tutti quei giorni, che gli erano sembrati odiosi, si erano oramai consumati per sempre, formando mesi ed anni che non si sarebbero ripetuti mai.
Dino Buzzati - Il deserto dei tartari
Inviato: 30/09/2006, 11:56
da Mac La Mente
Vianne ha scritto:Tra pochi giorni (il 16 ottobre) sarà il centenario della nascita di una dei massimi scrittori italiani contemporanei, Dino Buzzati.
Comincio a ricordarlo qui, citando le prime righe di uno dei sui libri più belli
Dino Buzzati - Il deserto dei tartari
Non lo conosco!

...l'incipit è molto bello e descrittivo fa immaginare l'ambiente!

Inviato: 30/09/2006, 22:58
da Chantilly
L'incipit del libro che sto leggendo (Tropico del Cancro di Henry Miller)
Abito a Villa Borghese. Non un granello di polvere, non una sedia fuori posto. Siamo soli, e siamo morti.
Ieri sera Boris si è accorto di avere i pidocchi. Gli ho dovuto radere le ascelle, ma il prurito non ha smesso. Come si fa a prendere i pidocchi in un posto bello come questo? Ma non pensiamoci.
Non ci saremmo mai conosciuti così intimamente, Boris e io, se non fosse stato per i pidocchi.
Boris mi ha fornito poco fa un compendio di come la vede. E' un profeta del tempo. Farà brutto ancora, dice. Ci saranno ancora calamità, ancora morte, disperazione. Non c'è il minimo indizio di cambiamento. Il cancro del tempo ci divora. I nostri eroi si sono uccisi, o s'uccidono.
Protagonista, dunque, non è il Tempo, ma l'Atemporalità. Dobbiamo metterci al passo, passo serrato, verso la prigione della morte.
Non c'è scampo. Non cambierà stagione.
E' l'autunno del mio secondo anno a Parigi. Ci sono stato mandato per una ragione che ancora non sono riuscito a penetrare.
Non ho né soldi, né risorse, né speranze. Sono l'uomo più felice del mondo. Un anno, sei mesi fa, pensavo d'essere un artista. Ora non lo penso più. Lo sono.
Tutto quel che era letteratura, mi è cascata di dosso. Non ci sono più libri da scrivere, grazie a Dio.
E questo allora? Questo non è un libro. E' libello, calunnia, diffamazione. Ma non è un libro, nel senso usuale della parola.
No, questo è un insulto proloungato, uno scaracchio in faccia all'Arte, un calcio alla Divinità, all'Uomo, al Destino, al Tempo, all'Amore, alla Bellezza... a quel che vi pare.
Canterò per voi forse stonando un po', ma canterò. Canterò mentre crepate, danzerò sulla vostra sporca carogna...
Per cantare bisogna prima aprire la bocca. Ci vogliono un paio di polmoni, e qualche nozione di musica. Non occorre avere fisarmonica, o chitarra.
Quel che conta è voler cantare.
E dunque questo è canto.
Io canto.
Inviato: 01/10/2006, 15:41
da Chantilly
NANA' - Emile Zola-
Alle nove, la sala del teatro delle Variétés era ancora vuota. Poche persone, in balconata e in platea, aspettavano, sperse in mezzo alle poltrone di velluto granata, nella scarsa luce del lampadario a fiamma abbassata.
Un'ombra copriva la grande macchia rossa del sipario; e dal palcoscenico non proveniva nessu rumore, la ribalta era spenta, i leggii dei suonatori sparsi qua e là. Soltanto in alto, nella galleria di terz'ordine, intorno alla rotonda del soffitto su cui donne e bambini spiccavano nudi spiccavano il volo in un cielo inverdito dal gas, da un brusio continuo di voci si alzavano risa e richiami, e teste coperte da cuffiette e da berretti si assiepavano sotto gli ampi vani concavi, incorniciati d'oro.
Di tanto in tanto si scorgeva una maschera, indaffarata, con dei biglietti in mano, che faceva passare davanti a sé un signore e una signora, i quali prendevano posto, l'uomo in frac. la donna sottile e flessuosa, che lentamente lasciava vagare intorno lo sguardo.
Inviato: 01/10/2006, 15:54
da Chantilly
PANINO AL PROSCIUTTO - Charles Bukowski -
La prima sensazione che ricordo è di essere sotto qualcosa. Era un tavolo, vedevo la gamba di un tavolo, vedevo le gambe della gente, e un pezzetto di tovaglia che pendeva. Era buio, lì sotto, mi piaceva stare lì sotto. Dovevamo essere in Germania. Dovevo avere uno o due anni. Era il 1922. Stavo bene sotto il tavolo. Pareva che nessuno si fosse accorto che ero lì sotto.Il sole illuminava il tappeto e le gambe della gente. Il sole mi piaceva. Le gambe della gente non erano molto interessanti, non quanto quel pezzetto di tovaglia che pendeva, non quanto la gamba del tavolo, non quanto la luce del sole.
Poi più nulla... poi un albero di Natale. Candeline. Ornamenti: uccellini con ramoscelli pieni di bacche nel becco. Un stella. Due grandi che litigavano, urlando. Gente che mangiava, sempre gente che mangiava. Anch'io mangiavo. Avevo un cucchiaio piegato in modo che se volevo mangiare dovevo prenderlo con la destra. Se lo prendevo con la sinistra non riuscivo a metterlo in bocca. Io volevo prenderlo con la sinistra.
Inviato: 03/10/2006, 2:19
da Vianne
Mac La Mente ha scritto:Vianne ha scritto:Tra pochi giorni (il 16 ottobre) sarà il centenario della nascita di una dei massimi scrittori italiani contemporanei, Dino Buzzati.
Comincio a ricordarlo qui, citando le prime righe di uno dei sui libri più belli
Dino Buzzati - Il deserto dei tartari
Non lo conosco!

...l'incipit è molto bello e descrittivo fa immaginare l'ambiente!

E' un libro molto bello Mac, e le prime righe raccontano già tutta la storia, l'attesa di qualche cosa che si desidera e nello stesso tempo si teme.
Non ti racconto la trama, ti dico solo che è un romanzo fantastico ambientato in una fortezza ai bordi del deserto da cui dovrebbe arrivare un atteso e temuto attacco da parte dei Tartari...
Inviato: 03/10/2006, 23:49
da Mac La Mente
Vianne ha scritto:Mac La Mente ha scritto:Vianne ha scritto:Tra pochi giorni (il 16 ottobre) sarà il centenario della nascita di una dei massimi scrittori italiani contemporanei, Dino Buzzati.
Comincio a ricordarlo qui, citando le prime righe di uno dei sui libri più belli
Dino Buzzati - Il deserto dei tartari
Non lo conosco!

...l'incipit è molto bello e descrittivo fa immaginare l'ambiente!

E' un libro molto bello Mac, e le prime righe raccontano già tutta la storia, l'attesa di qualche cosa che si desidera e nello stesso tempo si teme.
Non ti racconto la trama, ti dico solo che è un romanzo fantastico ambientato in una fortezza ai bordi del deserto da cui dovrebbe arrivare un atteso e temuto attacco da parte dei Tartari...
Lo immagino! Infatti è proprio questa la sensazione che ho avuto leggendole!...spiega quasi tutto!
Nononono, non raccontare, non si sa mai, dopo le letture che sto facendo potrei passare a questo!

Inviato: 04/10/2006, 18:02
da Mac La Mente
Un bel libricino, scritto molto bene e in maniera semplice...
"Il gabbiano Jonathan Livingston" di
Richard Bach...ecco l'incipit!
E' bellissimo!
Era il primo mattino,
e il sole appena sorto luccicava tremolando sulle scaglie del mare appena increspato.
A un miglio dalla costa un peschereccio arrancava verso il largo. E fu data la voce allo Stormo. E in men che non si dica tutto lo Stormo Buonappetito si adunò, si diedero a giostrare ed accanirsi per beccare qualcosa da mangiare. Cominciava così una nuova dura giornata.
Ma lontano di là solo soletto, lontano dalla costa e dalla barca, un gabbiano si stava allenando per suo conto: era il gabbiano Jonathan Livingston. Si trovava a una trentina di metri d'altezza: distese le zampette palmate, aderse il becco, si tese in uno sforzo doloroso per imprimere alle ali una torsione tale da consentirgli di volare lento. E infatti rallentò tanto che il vento divenne un fruscìo lieve intorno a lui, tanto che il mare ristava immoto sotto le sue ali. Strinse gli occhi, si concentrò intensamente, trattenne il fiato, compì ancora uno sforzo per accrescere solo...d'un paio...di centimetri...quella...penosa torsione e...D'un tratto gli si arruffano le penne, entra in stallo e precipita giù.
Inviato: 05/10/2006, 1:37
da Vianne
Mac La Mente ha scritto:Vianne ha scritto:E' un libro molto bello Mac, e le prime righe raccontano già tutta la storia, l'attesa di qualche cosa che si desidera e nello stesso tempo si teme.
Non ti racconto la trama, ti dico solo che è un romanzo fantastico ambientato in una fortezza ai bordi del deserto da cui dovrebbe arrivare un atteso e temuto attacco da parte dei Tartari...
Lo immagino! Infatti è proprio questa la sensazione che ho avuto leggendole!...spiega quasi tutto!
Nononono, non raccontare, non si sa mai, dopo le letture che sto facendo potrei passare a questo!

Ed è proprio l'impressione che quelle poche righe vogliono dare!
In effetti credo che l'inizio del
Deserto dei tartari sia un ottimo incipit che ha in se' già tutto il contenuto, lo stile e lo spirito del romanzo.
Mac se già queste prime righe ti sono piaciute, leggilo, è un libro davvero molto bello!
