Re: Volta pagina...
Inviato: 02/03/2010, 14:55
Sto leggendo In Siberia saggio dello scrittore britannico di viaggi Colin Thubron. E' uno splendidoo e interessantissimo resoconto del viaggio fatto dall'Autore in lungo e in largo nell'immensità della Siberia (territorio che da solo occupa 1/12 di tutte le terre emerse) nell'estate del 1997.
La descrizione degli ambienti naturali - dall'immensità della pianure occidentali e dei fiumi larghi come mari e lunghi migliaia e migliaia di chilometri, alla tundra artica e ai paesaggia di ghiaccio a nord del Circolo polare, alle sterminate foreste di larici degli altopiani orientali - è a dir poco affascinante e fa venire voglia di salire sul primo aereo per andare a visitare quei luoghi terribili e bellissimi.
Per contro, le descrizione di una civiltà che cade a pezzi, degli ambienti umani allo sfascio - la desolazione e lo sfacelo dello Russia degli anni '90, la vita di una popolazione che ha perso tutte le sue certezze e i suoi punti di riferimento ed è piombata in una totale crisi di identità e precipitata nella miseria più nera in un ambiente naturale ostile e difficilissimo -, per non parlare della descrizione di alcuni dei luoghi terribili dove avevano sede i gulag staliniani, fanno veramente stringere il cuore.
A quanto ne so oggi, a distanza di una decina d'anni, la situazione dovrebbe essere un po' migliorata. Me lo auguro e soprattutto lo auguro a una popolazione che ha sofferto tantissimo nel corso di tutta la sua storia.
Un libro veramente bello e di cui consiglio a tutti la lettura.
La descrizione degli ambienti naturali - dall'immensità della pianure occidentali e dei fiumi larghi come mari e lunghi migliaia e migliaia di chilometri, alla tundra artica e ai paesaggia di ghiaccio a nord del Circolo polare, alle sterminate foreste di larici degli altopiani orientali - è a dir poco affascinante e fa venire voglia di salire sul primo aereo per andare a visitare quei luoghi terribili e bellissimi.
Per contro, le descrizione di una civiltà che cade a pezzi, degli ambienti umani allo sfascio - la desolazione e lo sfacelo dello Russia degli anni '90, la vita di una popolazione che ha perso tutte le sue certezze e i suoi punti di riferimento ed è piombata in una totale crisi di identità e precipitata nella miseria più nera in un ambiente naturale ostile e difficilissimo -, per non parlare della descrizione di alcuni dei luoghi terribili dove avevano sede i gulag staliniani, fanno veramente stringere il cuore.
A quanto ne so oggi, a distanza di una decina d'anni, la situazione dovrebbe essere un po' migliorata. Me lo auguro e soprattutto lo auguro a una popolazione che ha sofferto tantissimo nel corso di tutta la sua storia.
Un libro veramente bello e di cui consiglio a tutti la lettura.
