Svegliarsi in Novembre in questa pianura
affacciandosi alla finestra di casa
provando più volte a cambiare canale
con il telecomando inchiodato alla nebbia
Bisogna nascere in questa fossa
per riuscire ad assorbire la pazienza
di non potere vedere il giardino vicino
e le foglie bagnate ammucchiarsi da sole
Luogo di vittorie e sconfitte come tanti
terra da coltivare ormai per pochi
evoluzione è il nuovo ordine imposto
da chi mai è stato anche solo in un prato
Io forse perchè nato tra quattro mura
invidio gli amici nati all'aperto
mi manca il latte di vacca appena munto
e quella libertà di correre senza attenzioni
Passano gli anni tutto si muove
anche le cose che vorremmo immobili
dagli occhi sudano gocce spontanee
dal capo escono lacrime color ciliegia
Per quanto sia radicato al Novembre
un filo di speranza mi mette fretta
che per una volta possa guardare
il giardino rifiorire ancora una volta
