Poesia
Arrivederci fratello mare
(Varna, 1951)
Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un po' della tua ghiaia
un po' del tuo sale azzurro
un po' della tua infinità
e un pochino della tua luce
e della tua infelicità.
Ci hai saputo dir molte cose
sul tuo destino di mare
eccoci con un po' più di speranza
eccoci con un po' più di saggezza
e ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare.
Nazim Hikmet
E' la poesia in epigrafe al libro di Cristina Comencini "Il cappotto del turco"
(Varna, 1951)
Ed ecco ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare
mi porto un po' della tua ghiaia
un po' del tuo sale azzurro
un po' della tua infinità
e un pochino della tua luce
e della tua infelicità.
Ci hai saputo dir molte cose
sul tuo destino di mare
eccoci con un po' più di speranza
eccoci con un po' più di saggezza
e ce ne andiamo come siamo venuti
arrivederci fratello mare.
Nazim Hikmet
E' la poesia in epigrafe al libro di Cristina Comencini "Il cappotto del turco"
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Mooooolto ma molto bella!Elida ha scritto:Arrivederci fratello mare
(Varna, 1951)
Nazim Hikmet
E' la poesia in epigrafe al libro di Cristina Comencini "Il cappotto del turco"
...mi piace soprattutto il verso in cui dice che il mare possiede infelicità! La trovo profonda questa riflessione!
Grazie Elida!
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
un anziano che muore è una biblioteca che brucia
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- Frankenstein
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Sono cent'anni... di Nazim Hikmet (20 Novembre 1902 - Mosca, 3 giugno 1963)
Sono cent'anni che non ho visto il suo viso
che non ho passato il braccio
attorno alla sua vita
che non mi son fermato nei suoi occhi
che non ho interrogato
la chiarità del suo pensiero
che non ho toccato il suo ventre
eravamo sullo stesso ramo insieme
eravamo sullo stesso ramo
caduti dallo stesso ramo ci siamo separati
e tra noi il tempo è di cent'anni
di cent'anni la strada
e da cent'anni nella penombra
corro dietro a te.
Benvenuta Elida! Complimenti per la scelta dell'Autore e della Poesia.
Sono cent'anni che non ho visto il suo viso
che non ho passato il braccio
attorno alla sua vita
che non mi son fermato nei suoi occhi
che non ho interrogato
la chiarità del suo pensiero
che non ho toccato il suo ventre
eravamo sullo stesso ramo insieme
eravamo sullo stesso ramo
caduti dallo stesso ramo ci siamo separati
e tra noi il tempo è di cent'anni
di cent'anni la strada
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corro dietro a te.
Benvenuta Elida! Complimenti per la scelta dell'Autore e della Poesia.
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Mi piace!Frankenstein ha scritto:Sono cent'anni... di Nazim Hikmet (20 Novembre 1902 - Mosca, 3 giugno 1963)
Grazie per averla inserita!
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Che bella anche questa!Frankenstein ha scritto:Sono cent'anni... di Nazim Hikmet (20 Novembre 1902 - Mosca, 3 giugno 1963)
Non conosco molto Hikmet al di là di qualche poesia letta a scuola
You have to be trusted by the people that you lie to
So that when they turn their backs on you
You'll get the chance to put the knife in
So that when they turn their backs on you
You'll get the chance to put the knife in
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Wooooow! L'hai fatto a scuola? Io non sapevo neanche della sua esistenza! A scuola non l'abbiamo fatto!Vianne ha scritto: Non conosco molto Hikmet al di là di qualche poesia letta a scuolama con i testi che state inserendo mi sta venendo voglia di leggerlo!
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Non studiato come autore, però ci hanno fatto leggere alcune sue poesieMac La Mente ha scritto: Wooooow! L'hai fatto a scuola? Io non sapevo neanche della sua esistenza! A scuola non l'abbiamo fatto!
...due o tre eh, non di più, giusto per sapere che esiste un poeta turco di nome Hikmet
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Capito!...giusto un'infarinatura di questo poeta per sapere che c'è anche lui!Vianne ha scritto: Non studiato come autore, però ci hanno fatto leggere alcune sue poesie
...due o tre eh, non di più, giusto per sapere che esiste un poeta turco di nome Hikmet
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Varna 1952
Impossibile dormire la notte qui a Varna
impossibile dormire
per via di queste stelle che son troppe
troppo lucide troppo vicine
per via del mornorio sul greto dell'ode morte
il loro sussurro
le loro perle
i loro ciottoli
le alghe salate
per via del rumore di un motore
sul mare come un cuore che batte
per via dei fantasmi
venuti da Istanbul
sorti dal Bosforo
che invadono la stanza
gli occhi verdi dell'uno
le manette ai polsi dell'altro
un fazzoletto
nelle mani del terzo
un fazzoletto che sa di lavanda.
Impossibile dormire la notte qui a Varna, mio amore,
qui a Varna, all'albergo Bor.
Nazim Hikmet
Impossibile dormire la notte qui a Varna
impossibile dormire
per via di queste stelle che son troppe
troppo lucide troppo vicine
per via del mornorio sul greto dell'ode morte
il loro sussurro
le loro perle
i loro ciottoli
le alghe salate
per via del rumore di un motore
sul mare come un cuore che batte
per via dei fantasmi
venuti da Istanbul
sorti dal Bosforo
che invadono la stanza
gli occhi verdi dell'uno
le manette ai polsi dell'altro
un fazzoletto
nelle mani del terzo
un fazzoletto che sa di lavanda.
Impossibile dormire la notte qui a Varna, mio amore,
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Nazim Hikmet
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Bella poesia! Molto descrittiva!Elida ha scritto:Varna 1952
Nazim Hikmet
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Avevo intuito una cosa del genere! Ha parole molto tristi che fan pensare a qualcosa di altrettanto triste!Elida ha scritto:E' il racconto delle notti del poeta in esilio dopo la fuga dalla Turchia
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
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...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
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Scrutando negli archivi polverosi della mia libreria, è comparsa, nel giorno del suo anniversario, questa poesia di William Blake (28 novembre 1757 – 12 agosto 1827).
The garden of love
I went to the Garden of Love,
And saw what I never had seen:
A Chapel was built in the midst,
Where I used to play on the green.
And the gates of this Chapel were shut,
And "Thou shalt not" writ over the door;
So I turn'd to the Garden of Love
That so many sweet flowers bore;
And I saw it was filled with graves,
And tomb-stones where flowers should be,
And Priests in black gowns were walking their round,
And binding with briars my joys & desires.
Il testo originale è meglio, ma inserisco anche la traduzione.
Il giardino dell'Amore
Sono andato al Giardino dell'Amore,
E ho visto ciò che non avevo mai visto:
Una Cappella era costruita nel centro,
Nel luogo in cui io ero solito giocare sull'erba (verde).
E i cancelli di questa Cappella erano chiusi,
E "Tu non devi" era scritto sull'ingresso;
Così sono tornato al Giardino dell'Amore
Che è fecondo di così tanti e dolci fiori;
E ho visto che era pieno di tombe,
E pietre sepolcrali dove avrebbero dovuto esseci fiori,
E Preti in vesti nere vi giravano attorno,
E incatenavano con rovi le mie gioie e i miei desideri.
The garden of love
I went to the Garden of Love,
And saw what I never had seen:
A Chapel was built in the midst,
Where I used to play on the green.
And the gates of this Chapel were shut,
And "Thou shalt not" writ over the door;
So I turn'd to the Garden of Love
That so many sweet flowers bore;
And I saw it was filled with graves,
And tomb-stones where flowers should be,
And Priests in black gowns were walking their round,
And binding with briars my joys & desires.
Il testo originale è meglio, ma inserisco anche la traduzione.
Il giardino dell'Amore
Sono andato al Giardino dell'Amore,
E ho visto ciò che non avevo mai visto:
Una Cappella era costruita nel centro,
Nel luogo in cui io ero solito giocare sull'erba (verde).
E i cancelli di questa Cappella erano chiusi,
E "Tu non devi" era scritto sull'ingresso;
Così sono tornato al Giardino dell'Amore
Che è fecondo di così tanti e dolci fiori;
E ho visto che era pieno di tombe,
E pietre sepolcrali dove avrebbero dovuto esseci fiori,
E Preti in vesti nere vi giravano attorno,
E incatenavano con rovi le mie gioie e i miei desideri.
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