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Inviato: 15/01/2008, 9:05
da Mac La Mente
alanford50 ha scritto:UN SALUTO QUALUNQUE.
Alanford50
Grazie Alan!
...è un bel pensiero e le parole, quello che hai detto, mi piace! Non è un saluto "qualunque", ma un saluto inedito ed unico!
La fine di una giornata e l'arrivo della notte non sono altro che un'introduzione, una premessa, al giorno e al sole che arriveranno nelle ore successive! Un momento di quiete per ricaricarsi e ripartire più forti e determinati di prima!

Inviato: 14/02/2008, 2:06
da Mac La Mente
Questo pensiero notturno (visto che ore sono?

), queste poche righe che sto scrivendo in questo momento, forse risulteranno un po’ tristi, ma vi assicuro che non lo sono, posso esser condivise o meno...questo è normale, è solo pensiero!

...sono scritte per tutte le persone che hanno avuto la fortuna di trovare il vero il Amore, quello che con la “A” maiuscola, quello che fa battere sempre più forte il cuore e che regala emozioni e stati d’animo dolcissimi che onestamente non provo da tempo...anzi no...sbaglio a dire questo perché l’Amore ha diverse forme e diverse sfumature, è un arcobaleno che si estende su un cielo limpido che diventa sempre più sereno dopo un po' di pioggia...
L’Amore è troppo vasto, il sentimento più rappresentato in tutte le forme artistiche possibili ed inimmaginabili e anche oltre...di colore rosso come cuore, tenero come un cuscino o una coperta che ti avvolge, l’amore è lì!...non chiede niente in cambio se non altro amore...per crescere, diffondersi, moltiplicarsi e continuare a battere!
Non esiste un giorno riservato all’amore, non esistono regali che possano esprimerlo in pieno, l’unico regalo è quello che non costa niente, quello che si può manifestare 24 ore su 24 e 366 giorni l’anno anche se l’anno non è bisestile!...il vero regalo che si può fare è continuare ad amare chi si ama...
...però...però...indipendentemente dal pensiero e considerando che oggi è San Valentino...
Tanti tanti auguri a tutti gli innamoratiiiii!!!
...ehmmm...io festeggio il 15 con San Faustino, la festa di single!

Inviato: 18/02/2008, 23:57
da alanford50
CAMMINARE PER ANTICHE STRADE.
Nel camminare per queste antiche strade, odo il rumore dei miei
passi, nel silenzio rimbomba sui muri delle case, solo il vento si
insinua, solo il vento osa, la paura delle genti traspare dalle porte
socchiuse, il loro respiro si ferma sull'umido dei vetri, le tende
avvolgono e nascondono sguardi impauriti curiosi ed ostili, tutto si
muove e si dà da fare nell'ombra per renderti straniero, se non
fosse per il rumore dei miei passi che nel silenzio rimbomba sui
muri delle case, forse avrei paura.
Alanford50
Inviato: 19/02/2008, 12:11
da Mac La Mente
alanford50 ha scritto:CAMMINARE PER ANTICHE STRADE.
Alanford50
Che bello! E' bellissimo questo pensiero, Alan!
...per un attimo, per tutta la durata della sua lettura e anche oltre, ero lì a passegiare con te lungo questa antica strada ed ho sentito il rumore dei miei passi e che affiancava al tuo, che rompeva il silenzio di un tratto di strada dove un tempo si svolgeva la vita di tutti i giorni...
Grazie per averlo scritto!

Inviato: 19/02/2008, 15:24
da alanford50
Mac La Mente ha scritto:
Che bello! E' bellissimo questo pensiero, Alan!
...per un attimo, per tutta la durata della sua lettura e anche oltre, ero lì a passegiare con te lungo questa antica strada ed ho sentito il rumore dei miei passi e che affiancava al tuo, che rompeva il silenzio di un tratto di strada dove un tempo si svolgeva la vita di tutti i giorni...
Grazie per averlo scritto!

Hai ragione, ti ringrazio, mi hai fatto notare come sia facile ritrovarsi non soli dove invece pensavi di esserlo, hai ragione oltre al rumore dei miei passi ora sento anche il rumore dei tuoi, ed è una sensazione bella perchè da allegria e sicurezza.
Inviato: 19/02/2008, 18:01
da Mac La Mente
alanford50 ha scritto:
Hai ragione, ti ringrazio, mi hai fatto notare come sia facile ritrovarsi non soli dove invece pensavi di esserlo, hai ragione oltre al rumore dei miei passi ora sento anche il rumore dei tuoi, ed è una sensazione bella perchè da allegria e sicurezza.
Grazie Alan!
...apprezzo tantissimo quello che hai scritto! "Camminare" insieme lungo un percorso a tratti buio, a tratti illuminato è un piacere!

Inviato: 20/02/2008, 2:35
da alanford50
Mac La Mente ha scritto:
Grazie Alan!
...apprezzo tantissimo quello che hai scritto! "Camminare" insieme lungo un percorso a tratti buio, a tratti illuminato è un piacere!

In effetti se andiamo ad osservare più attentamente il nostro interloquire qui nel forum, quando commentiamo le medesime immagini, è un po' come il camminare fianco a fianco su di una strda lunga ed antica raccontandoci la nostra visione delle cose, è molto bello, e te ne sono grato.

Inviato: 20/02/2008, 18:19
da Mac La Mente
alanford50 ha scritto:
In effetti se andiamo ad osservare più attentamente il nostro interloquire qui nel forum, quando commentiamo le medesime immagini, è un po' come il camminare fianco a fianco su di una strda lunga ed antica raccontandoci la nostra visione delle cose, è molto bello, e te ne sono grato.

...si, l'ho notato anch'io!
Siamo sulla stessa lunghezza d'onda e molto spesso le sensazioni che proviamo sono simili...non è affatto male questo, anzi...è davvero bello e mi piace tantissimissimo!!!
E' un piacere Alan, non devi ringraziarmi!

Inviato: 23/02/2008, 4:13
da alanford50
LA BANALITA’ DELLA CASUALITA’
In natura ogni cosa serve per permettere ad una o più cose di sopravvivere, una vera e propria catena, tutto è riconducibile ad un freddo ingranaggio che consente alla macchina di girare e di funzionare, anche le cose belle non sono fini a se stesse, ma esistono per fare la loro parte in quel grande movimento cosmico della macchina umano/vegetale.
Alcuni fiori sono estremamente belli e profumati per il solo scopo della sopravvivenza, per attirare altri animali, insetti o simili che trasportino le loro spore su altri fiori, per continuare e perpetuare la specie, quello che è veramente incomprensibile è il perché tutto ciò deve avvenire, e come se fosse una macchina che una volta messa in moto non si ferma più, la vera domanda non è cosa fa la macchina per continuare a funzionare, ma perché è in moto?! qual'è il fine recondito, è anch'esso frutto di una casualità oppure no? questa è la grande domanda a cui nessuno se non tramite la fede ha saputo dare risposta, ma la fede ha risposto in modo sibillino chiedendoti a sua volta un atto di fede, ossia chiedendoti di credere senza farti troppe domande, e questo per me non va bene, perché una vera domanda senza una vera risposta genera solo altre domande che non danno mai risposte, e allora rieccoci punto e a capo al punto di partenza e alla ricerca di quella casualità che ha dato origine alle cose.
Il mondo è una creazione senza un senso compiuto, ma esso è talmente perfetto nella sua totale inutilità da mettere l'uomo in condizione di cercarne a tutti i costi un senso, incapaci di credere che tutta questa perfezione non abbia un fine, finendo così involontariamente per trovarvi nella sua illogicità, l'unico scopo, capirne il perché noi esseri che per vivere necessitiamo di logica e di un senso, siamo stati costretti ad attribuirgliene uno per potergli sopravvivere.
Alanford50
Inviato: 23/02/2008, 18:14
da Mac La Mente
alanford50 ha scritto:LA BANALITA’ DELLA CASUALITA’
Alanford50
Ti dico la verità Alan, sono un po’ spiazzato di fronte a quello che hai scritto, non perché non sia bello, ma al contrario! Lo trovo stimolante e profondo ed è per questo che nel mio piccolo, con la mia piccola e poco sviluppata filosofia - filosofia spicciola - proverò sicuramente a risponderti!...ti chiedo scusa se non lo faccio adesso, ma ti prometto che entro domani scriverò un mio pensiero su questo...devo pensarci un po' su!

Inviato: 24/02/2008, 18:52
da Mac La Mente
alanford50 ha scritto:LA BANALITA’ DELLA CASUALITA’
Alanford50
...eccomi! Come promesso cerco di rispondere, continuare il discorso e di esprimere quello che penso sulla Banalità della Casualità! Non mi dilungherò molto anche perché ho paura di perdermi e non credo di essere tanto all’altezza per questi discorsi, ma ci provo molto volentieri!
E’ difficile rispondere alle domande che ti sei posto e che ci hai trasmesso per il semplice motivo che è davvero indispensabile per trovare un senso a questo
"moto perpetuo della macchina" ricorrere alla fede e alla concezione che essa ha inculcato in ognuno di noi fin da bambini...si, la fede – in teoria – dovrebbe essere una porta aperta a 360° su tutto, essere in grado di dare delle risposte a delle domande...risposte concrete, vere e non raggirare il contenuto della domanda stessa...purtroppo ci sono casi in cui non riesce a far questo perché anche "lei" (la fede) non ha risposte ed essendo generata dall’uomo – in un certo senso – a tratti risulta limitata...anche se l'uomo non è così!
La macchina è in funzione perché è nella sua natura ed è nella natura delle cose evolversi, progredire e cambiare, rivoluzionarsi senza avere un traguardo preciso oppure, nel caso in cui ci fosse questo traguardo, una volta raggiunto, superarlo!
Il mondo (secondo me) è costituito da logicità e illogicità e il confine tra questi aspetti è molto sottile, a volte si scambiano, altre si sovrappongono, ma una cosa è certa...difficile distinguere questi due aspetti e fare una distinzione netta; quello che può essere logico per me risulta illogico per qualcun altro e così via...forse è proprio questo il bello e forse proprio questo da un senso a tutto ciò che ci circonda...
Alan, è molto molto probabile che il mio discorso risulti poco chiaro e mi dispiace, ma in tutta onestà...meglio di così non so fare!

Inviato: 24/02/2008, 22:44
da Celtico
alanford50 ha scritto:LA BANALITA’ DELLA CASUALITA’
Buonasera Alan!
Inizio il commento da molto lontano; premetto che non
ho studiato né filosofia né teologia, però ricordo che un
filosofo-teologo (forse Sant'Agostino) affermò che
non possiamo contenere nella nostra mente il
concetto di Dio in quanto il nostro essere limitato non
arriva a concepire l'Eterno.
In questo nostro tempo (forse a una certa età)
molti si domandano il perché dell'esistenza...
Ho letto recentemente su un noto quotidiano il
commento a due libri che ritengo molto interessanti:
Preghiera darwiniana, di Michele Luzzatto (che ho
prenotato in libreria), che paragona l'evoluzione
con la religione.
L'uomo dei dadi, di Luke Rhinehart, il cui inizio è
"In principio era il Caso,
e il Caso era Dio", variazione dell'incipit del Vangelo di San Giovanni.
Quindi possiamo affermare che il Caso è la banalità della casualità?
E’ una domanda a cui non mi sento di dare una risposta,
io essere insignificante nel cosmo, piccolo granello di una ruota di un ingranaggio
in moto, eppure considerato importante da un Essere infinitamente
più grande di noi, a cui diamo il nome Dio.
Certo la fede ci sostiene in questi nostri dubbi
esistenziali e forse proprio per darci un piccolo aiuto concreto
ci ha mandato suo figlio Gesù, che a noi dell'anno 2000
ci ha permesso di studiare un enigma (per i nostri scienziati)
la sua Sindone impressa da una forza sconosciuta col Suo ritratto.
Possiamo solo sperare in un'altra vita non materiale
e non difettosa come l'attuale, una vita che ci ha preparato Dio.
Inviato: 09/03/2008, 2:03
da alanford50
Ciao Celtico, perdona se ti rispondo solo ora, ma è un periodaccio, ma è troppo bello leggere le espressioni del tuo pensiero.
Circa questa tua frase:
Inizio il commento da molto lontano; premetto che non ho studiato né filosofia né teologia, però ricordo che un filosofo-teologo (forse Sant'Agostino) affermò che non possiamo contenere nella nostra mente il concetto di Dio in quanto il nostro essere limitato non arriva a concepire l'Eterno.
In questo nostro tempo (forse a una certa età) molti si domandano il perché dell'esistenza...
Anche io non ho studiato né filosofia né teologia, sono unicamente una persona che ha sempre vissuto di domande, la maggior parte delle quali è rimasta senza risposta.
Per quella che è la mia realtà sofferta dalle mille domande senza risposta, mi è impossibile accettare quasta affermazione, che esprime il concetto supremo DI FEDE, ossia solo la fede, solo chi ha il dono della fede può accettare e concepire l'eterno, ma qui salta fuori la mia caratteristica che mi contraddistingue e che mi rende quello che sono, per me questa affermazione racchiude la sua risposta in una domanda che non potrà mai avere risposta, e questo per me è inaccettabile e inconcepibile, non solo, mi pone in uno stato di sofferenza, perchè sono ben conscio che il fatto che io non riesco a trovare risposta non significa che non possa esistere risposta, ma allora mi chiedo, se la fede è la risposta e la fede è un dono, come mi è sempre stato detto da quando ho l'età di comprendere, perchè questo dono non mi è stato dato, non lo meritavo?, oppure sono destinato come giacobbe a fare una vita di ricerca e di domande per poi scoprire che la verità sta proprio nel fatto che non potrò mai possedere la verità, sarebbe troppo bello, ma non è per me, una non risposta per me non potrà mai essere la risposta, quindi potrei essere condannato, io sono un uomo dotato di intelligenza e l'usare questa intelligenza mi mette in condizione di non potere accettare le cose che non comprendo quindi automaticamente sono e/o mi sono condannato.
Certo la fede ci sostiene in questi nostri dubbi esistenziali e forse proprio per darci un piccolo aiuto concreto ci ha mandato suo figlio Gesù, che a noi dell'anno 2000 ci ha permesso di studiare un enigma (per i nostri scienziati) la sua Sindone impressa da una forza sconosciuta col Suo ritratto.
Vedi io credo in molte cose, ma non nell'uomo e nelle sue espressioni, perchè le ritengo sempre asservite ad un bisogno, di conseguenza conoscendo molto bene l'animo umano lo ritengo molto capace di fare e disfare qualsiasi cosa, lo ritengo capace di mentire su qualsiasi cosa anche sul sacro, perchè l'uomo usa il sacro per appagare i suoi bisogni e non come secondo me dovrebbe essere esattamente il contrario.
Inviato: 09/03/2008, 2:11
da alanford50
IL CASO E IL CAOS.
Ogni secondo della nostra esistenza ci pone di fronte a delle scelte continue, il nostro cammino è costellato di crocevia, la maggior parte della gente sceglie di non scegliere, ossia percorre la strada più dritta che apparentemente è la più facile e la meno faticosa, non solo è quella che richiede meno decisioni, meno domande, meno risposte, meno sacrifici, meno doveri, meno rischi, ma è anche quello che ci porta a sentirci esseri meno dotati di intelligenza e l'intelligenza è quello che ci distingue da tutto il resto degli esseri viventi, questa differenza andrebbe sempre coltivata per portarci al meglio verso un senso di ipotetica perfezione, ma è una strada lunghissima della quale non se ne vede mai la fine, questi infiniti crocevia andrebbero sempre valutati e non attraversati, lo scegliere sempre senza mai smettere oltre che darci qualche possibilità ragionata di essere e di sentirci veramente vivi e nel giusto, dona un senso a tutta la strada fatta in precedenza, e percorrere la vita forti della consapevolezza di avere e di vivere un senso è una cosa molto appagante che oltre a darci la consapevolezza di quello che siamo ci dona la sicurezza che ci aiuterà nelle scelte successive e soprattutto ci aiuterà a sapere come e cosa fare quando ci accorgeremo eventualmente di avere fatto una scelta sbagliata, il tornare indietro al crocevia precedente non è mai una sconfitta, ma bensì un senso di grande umanità di consapevolezza di se e di forza, di fronte ad una scelta sbagliata il sapere ritornare sui propri passi con l'intento di non ripetere l'errore è un grande senso di umanità ed intelligenza e non può che aiutare a fare la strada giusta o per lo meno quella meno sbagliata.
Alanford50
Inviato: 09/03/2008, 22:54
da Celtico
alanford50 ha scritto:Ciao Celtico, perdona se ti rispondo solo ora, ma è un periodaccio, ma è troppo bello leggere le espressioni del tuo pensiero.
Ciao Alan, ti ringrazio per il termine "bello" che usi per le mie espressioni.
Io sono molto limitato (l'italiano,forse mi ripeto, non era la mia materia preferita), tu vai molto forte con l'indagine introspettiva.
Io ricordo vagamente ciò che ho letto, ma spesso una parola funziona come da chiave per aprire uno scrigno di considerazioni che però sono costretto a ricopiare da ciò che ho letto.
Infatti ho sbagliato a citare Sant'Agostino, volevo invece citare Sant'Anselmo d'Aosta, arcivescovo di Canterbury, che in una notte insonne del 1077 risolse la prova ontologica sull'esistenza di Dio con questo pensiero (che riporto da una lettura che conservavo fra le mie carte).
La mente concepisce Dio come
"ciò di cui nulla può pensarsi di più grande". Ma
"ciò di cui nulla può pensarsi di più grande" non può trovarsi solo nel pensiero, perché un ente di cui
"nulla può pensarsi di più grande" che esistesse nella realtà sarebbe più grande di quello solo pensato. Dunque, per essere
"ciò di cui nulla può pensarsi di più grande" deve esistere anche nella realtà. Dunque, Dio esiste, anche per chi non creda per fede.
Ammetto che mi è molto difficile sviluppare e comprendere in pieno il pensiero di Sant'Anselmo, ma mi consola che esso è oggetto di studio fino dalle scuole superiori.
La fede ci sostiene nei nostri dubbi, però come dici tu è una risposta, ma non è la risposta finale, bisogna fermarsi perché altrimenti si pongono altre domande. E' naturale che essendo Dio concepito come
Alfa e Omega non possiamo sapere tutto noi esseri limitati.
Ho finito di leggere :
"Il cerchio si chiude" di
Tom Egeland e ti assicuro che il libro pone domande-risposte che sconvolgono e potrebbero far deragliare se la nostra fede è debole.
La lettura tiene sospeso il lettore fino alla fine, tutto nasce dalla scoperta di uno scrigno che potrebbe custodire uno dei segreti della cristianità. Solo da pag.375 cominciano le domande sulla natura ed esistenza di Gesù Cristo.
Ti consiglio di leggerlo, cito alcune frasi del libro:
Se Gesù non morì sulla croce e se la resurrezione è un falso, chi era lui allora? Perché Gesù è morto così velocemente? Scaltri come erano, i boia allungavano spesso la sofferenza creando un appoggio su cui il condannato poteva riposare. Lo stesso Ponzio Pilato fu sorpreso dalla velocità con cui Gesù morì. Ma Gesù era un uomo giovane e sano. Aveva troppa resistenza fisica per giustificare una morte per sfinimento. La crocifissione era un metodo di eliminazione lento e dolorosissimo.
Mi fermo perché le domande sono molte...
Il libro cita nella parte finale una serie di altri testi per approfondire le questione di carattere storico-teologico.
Un ultimo pensiero: saranno stati i canti nelle navate delle abbazie chiamati "Gregoriani" a illuminare sant'Anselmo?.
Lo sapevi che secondo la leggenda il papa Gregorio Magno dettò a un monaco i canti e questo mentre scriveva, sollevò il velo che lo nascondeva dal Papa e vide vicino alle sue orecchie una colomba (lo Spirito Santo) che gli dettava i canti, ispirati da Dio?.
Penso che ascoltare oggi quei canti possa aprire ancora di più la nostra mente.
Se dalle tue parti vi sono antiche abbazie, ascolta da parte mia se vuoi (dalle mie parti è difficile) quelle voci dei monaci che rimbombano nelle volte per innalzarsi al cielo, forse ti potranno dare uno slancio di positività.
Un saluto cordiale.