Pagina 1 di 37

Incipit

Inviato: 26/08/2006, 18:51
da Vianne
L'incipit è la prima frase di un'opera ed è forse la cosa più difficile e rischiosa da scrivere per ogni autore.

In un incipit un autore deve riuscire a condensare in poche parole tutta la vicenda contenuta nel testo e fornircene la chiave di lettura, oltre che naturalmente cercare di colpire la nostra attenzione e catturare il nostro interesse.

Aluni incipit sono famosissimi e basta citarli per sapere che si sta parlando di un determinato autore e di una determinata opera, per esempio chi non ricorda - non foss'altro perchè ce li hanno fatti studiare a scuola - l'inizio dei Promessi sposi o della Divina Commedia?


Quali sono gli incipit che vi hanno colpiti e che vi sono piaciuti (o anche non piaciuti) di più?

Inviato: 26/08/2006, 19:15
da Vianne
Inizio io citando uno degli incipit a mio parere più ironici, divertenti e meglio riusciti della letteratura inglese.

"E' verità universalmente riconosciuta che uno scapolo largamente provvisto di beni di fortuna debba sentire il bisogno di prendere moglie"


In originale, per chi legge l'inglese:
It is a truth universally acknowledged, that a single man in possession of a good fortune, must be in want of a wife


E' l'apertura di Orgoglio e pregiudizio di Jane Austen e io la trovo folgorante per la capacità dell'Autrice di dirci che il suo romanzo ci racconterà sì una storia d'amore ma sarà anche e soprattutto una deliziosa presa in giro di tanti luoghi comuni ;)

Inviato: 26/08/2006, 21:18
da Grenouille
AAAAAAAAAAARGH!!! Vianne! Adesso DEVO vuotare la libreria e cercare l'incipit che mi hai fatto venire in mente..... :ouch:

Inviato: 26/08/2006, 21:25
da Grenouille
:) è stata meno dura del previsto


Macchiffastapuzza, si chiese Gabriel, arcistufo. dall'originale

Doukipudonktan, se demanda gabriel excédé.

Raymond Queneau, Zazie nel metrò :banana:

Inviato: 26/08/2006, 21:36
da Grenouille
Altro incipit di un libro che amo e mi è rimasto.




Perché è la perdita la misura dell'amore?


Scritto sul corpo Jeannette Winterson

Inviato: 27/08/2006, 1:43
da Rokka
Uh, il primo libro della Yoshimoto che ho letto, e quello che più mi è piaciuto, ha l'incipit che ricordo a memoria chissà perchè :)

"Non c'è posto al mondo che io ami più della cucina"
(da Kitchen di Banana Yoshimoto)

E x riallacciarmi a Myo e la letteratura inglese, voglio citare anche un cultissimo, da leggere assolutamente : Cime Tempestose di Emily Bronte :wub:

"1801. Sono appena tornato da una visita al mio padrone di casa, il solitario vicino di cui dovrò subire la presenza. "

Inviato: 28/08/2006, 0:10
da Mac La Mente
Uuuuuh! Ne ho recuperato un altro...

Potrei senza fatica datare dell'incontro. Risale già a un quarto di secolo fa. Più precisamente, all'anno in cui quel celebre filosofo, esiliato a Monaco, propose una definizione diventata presto di moda, un'espressione che i pensatori, i politici e perfino i comuni mortali avrebbero utilizzato per un buon decennio, nel mondo intero..."

da "La Musica Di Una Vita" di Andreї Makine

...anche questo non è tanto d'effetto! Boh! :sorry:
:)

Inviato: 28/08/2006, 17:19
da Vianne
Grenouille ha scritto::) è stata meno dura del previsto


Macchiffastapuzza, si chiese Gabriel, arcistufo. dall'originale

Doukipudonktan, se demanda gabriel excédé.

Raymond Queneau, Zazie nel metrò :banana:
Bell'incipit... e bel libro!!! :ok:

Inviato: 28/08/2006, 17:22
da Vianne
Rokka ha scritto:E x riallacciarmi a Myo e la letteratura inglese, voglio citare anche un cultissimo, da leggere assolutamente : Cime Tempestose di Emily Bronte :wub:

"1801. Sono appena tornato da una visita al mio padrone di casa, il solitario vicino di cui dovrò subire la presenza. "
Quoto, è un libro da non perdere! :yes:

Inviato: 28/08/2006, 17:40
da Vianne
Mac La Mente ha scritto:Uuuuuh! Ne ho recuperato un altro...

da "La Musica Di Una Vita" di Andreї Makine

...anche questo non è tanto d'effetto! Boh! :sorry:
:)
Tante volte ti rendi conto della bellezza della frase iniziale solo a libro finito... La bravura dello scrittore non sta solo nel creare un effetto, ma anche nell'introdurti nel modo più efficace nel mondo che sta per raccontarti :)

Inviato: 28/08/2006, 18:00
da Vianne
E a proposito di bravura di un autore a catturare l'attenzione e nello stesso tempo descrivere in poche parole un intero universo, presentarlo al lettore e farvelo entrare senza che lui se ne accorga, cito l'incipit di uno dei romanzi a mio parere più belli e inquietanti che siano mai stati scritti:

1984 di George Orwell

Purtroppo la traduzione italiana ha un errore che non è mai stato corretto :ouch: e che impedisce di comprendere come fin dalla prima riga Orwell ci faccia piombare nell'universo atroce e dalla logica distorta che descriverà nel suo libro.

Ecco il testo in inglese:

It was a bright cold day in April, and the clocks were striking thirteen.

Vale a dire "Era una limpida fredda giornata d'aprile e gli orologi battevano le tredici".

... nessun orologio al mondo, se non in un univero dalla logica capovolta, batte le 13, al massimo può battere le 12 (12 colpi) o l'1 (1 colpo).
E con queste poche parole Orwell ci ha detto subito che siamo in un mondo dove c'è qualcosa che non va.

La traduzione accreditata italiana di Gabriele Baldini invece ha tralasciato completamente questo particolare e ha trasformato gli orologi che battono le tredici in normali orologi che segnano l'una, togliendo così qualcosa d'importante ai lettori italiani :(
"Era una fresca limpida giornata d'aprile e gli orologi segnavano l'una"

Inviato: 28/08/2006, 18:11
da Mac La Mente
Vianne ha scritto:
Mac La Mente ha scritto:Uuuuuh! Ne ho recuperato un altro...

da "La Musica Di Una Vita" di Andreї Makine

...anche questo non è tanto d'effetto! Boh! :sorry:
:)
Tante volte ti rendi conto della bellezza della frase iniziale solo a libro finito... La bravura dello scrittore non sta solo nel creare un effetto, ma anche nell'introdurti nel modo più efficace nel mondo che sta per raccontarti :)
Verissimo! :yes:
...se devo essere sincero, se fossi stato l'autore le prime pagine di questo libro le avrei eliminate! :ok:

Ok, non sarò mai uno scrittore! :bigsmile:

Inviato: 28/08/2006, 18:16
da Mac La Mente
Vianne ha scritto:
1984 di George Orwell

Ecco il testo in inglese:

It was a bright cold day in April, and the clocks were striking thirteen.

Vale a dire "Era una limpida fredda giornata d'aprile e gli orologi battevano le tredici".

...
La traduzione accreditata italiana di Gabriele Baldini invece ha tralasciato completamente questo particolare e ha trasformato gli orologi che battono le tredici in normali orologi che segnano l'una, togliendo così qualcosa d'importante ai lettori italiani :(
"Era una fresca limpida giornata d'aprile e gli orologi segnavano l'una"
Nooooo! Ma questo è un errore imperdonabile! :ouch: :ouch:

Tradotta in questo modo ha senso ma sfasa completamente il vero significato che l'autore gli voleva dare! :(

Inviato: 28/08/2006, 18:31
da Vianne
Mac La Mente ha scritto:
Vianne ha scritto:
Mac La Mente ha scritto:da "La Musica Di Una Vita" di Andreї Makine
...anche questo non è tanto d'effetto! Boh! :sorry:
:)
Tante volte ti rendi conto della bellezza della frase iniziale solo a libro finito... La bravura dello scrittore non sta solo nel creare un effetto, ma anche nell'introdurti nel modo più efficace nel mondo che sta per raccontarti :)
Verissimo! :yes:
...se devo essere sincero, se fossi stato l'autore le prime pagine di questo libro le avrei eliminate! :ok:

Ok, non sarò mai uno scrittore! :bigsmile:
Non ho letto il libro e quindi non posso esprimermi, ma se a te lettore ha fatto questo effetto, qualcosa che non va nel testo forse c'è :)


Mai dire mai Mac! :cool:

Inviato: 28/08/2006, 18:36
da Vianne
Mac La Mente ha scritto:
Vianne ha scritto:1984 di George Orwell
La traduzione accreditata italiana di Gabriele Baldini invece ha tralasciato completamente questo particolare e ha trasformato gli orologi che battono le tredici in normali orologi che segnano l'una, togliendo così qualcosa d'importante ai lettori italiani :(
Nooooo! Ma questo è un errore imperdonabile! :ouch: :ouch:

Tradotta in questo modo ha senso ma sfasa completamente il vero significato che l'autore gli voleva dare! :(
E' un errore che è stato segnalato decine di volte all'editore che ha i diritti di traduzione, ma non è mai stato corretto :(

Sì, la traduzione accreditata ha senso, ma fraintende e tradisce il modo in cui Orwell ci introduce nel suo capolavoro :ouch: