Hostess di volo licenziate perchè sovrappeso di 1,9 kg
Inviato: 06/11/2006, 15:00
Le hostess? Pesano 63 chili E la compagnia le sospende
«Troppo grasse». Ricorso all’Alta corte contro l’Indian Airlines
MILANO—Sheela Joshi, 48 anni, professione hostess, sotto il tradizionale sari indossato come divisa nasconde un corpo di 64,9 chili: 1,9 in più rispetto al peso forma fissato dalla Indian Airlines. Così che, dopo un quarto di secolo di onorato servizio a diecimila metri di quota, è stata sospesa con altre dieci compagne. «Troppo grasse per volare», motiva l’Indian Airlines. Ma soprattutto: «Non adatte a ricoprire il ruolo di ambasciatrici della compagnia di bandiera ». Macché: «Soppiantate da supermodelle all’occidentale, che nulla hanno a che vedere con il modello di donna indiana», accusano le hostess. In una parola: «Discriminate ». Un anno fa erano stati i giudici americani a condannare il patron della Virgin Blue per aver selezionato solo signore del cielo giovani e belle. Ora sarà la Corte suprema di Nuova Delhi, alla quale le assistenti di volo indiane hanno presentato ricorso, a doversi pronunciare sul nuovo hostess- contenzioso. La clausola peso-forma era contenuta nel contratto della Indian da anni senza che fosse mai stata applicata. Da quando sul mercato hanno iniziato però ad affacciarsi vettori privati agguerritissimi, una domanda ha iniziato a tormentare i suoi dirigenti: «Perché volare con noi quando le assistenti di volo degli altri vettori sono così magre e attraenti?».
Uno per tutti la SpiceJet le cui ragazze si sono già aggiudicate il titolo di Spice Girls dell’aria. «I passeggeri le guardano per ore e così si formano un’opinione della compagnia attraverso di loro — sottolineano dalla Indian —. È una questione cosmetica, ma cruciale». Sheela Joshi si è messa dieta. Ma continua la sua battaglia: «I passeggeri vogliono un servizio attento e sono preoccupati più della sicurezza che del look». Una convinzione che ha spinto l’americana Homeland security a dare il via a una serie di controlli per verificare le capacità delle hostess: troppe le prepensionate rimpiazzate con venticinquenni di gradevole aspetto. La bella presenza è uno dei requisiti richiesti anche dalle compagnie nostrane. Mada «mamma»Alitalia alla low costMyAir ribadiscono: «Nessun limite di peso». Eurofly aggiunge: «E anche nessuna possibilità di lasciare a casa un’assistente che negli anni raggiunge i 150 chili». Ci sono requisiti per l’altezza (questione di sicurezza e accessibilità alle cappelliere).E ci sono requisiti di agilità (in caso di ammaraggio il brevetto di nuoto è indispensabile). Ed è anche per questo che da Airone non nascondono: «Una persona obesa non viene neppure presa in considerazione».
Cleofe Tolotta, hostess da 22 anni, ha un peso di 54 chili: «Se ne pesassi anche 63 non mi lascerebbero a casa. Non possiamo portare gioielli vistosi o capelli sciolti,ma qualche chilo in più...». Quindi aggiunge: «Bello non è per forza magro. E poi l’immagine della compagnia è anche l’immagine del Paese di cui batte bandiera».
Alessandra Mangiarotti
06 novembre 2006
Dal sito del Corriere della sera
«Troppo grasse». Ricorso all’Alta corte contro l’Indian Airlines
MILANO—Sheela Joshi, 48 anni, professione hostess, sotto il tradizionale sari indossato come divisa nasconde un corpo di 64,9 chili: 1,9 in più rispetto al peso forma fissato dalla Indian Airlines. Così che, dopo un quarto di secolo di onorato servizio a diecimila metri di quota, è stata sospesa con altre dieci compagne. «Troppo grasse per volare», motiva l’Indian Airlines. Ma soprattutto: «Non adatte a ricoprire il ruolo di ambasciatrici della compagnia di bandiera ». Macché: «Soppiantate da supermodelle all’occidentale, che nulla hanno a che vedere con il modello di donna indiana», accusano le hostess. In una parola: «Discriminate ». Un anno fa erano stati i giudici americani a condannare il patron della Virgin Blue per aver selezionato solo signore del cielo giovani e belle. Ora sarà la Corte suprema di Nuova Delhi, alla quale le assistenti di volo indiane hanno presentato ricorso, a doversi pronunciare sul nuovo hostess- contenzioso. La clausola peso-forma era contenuta nel contratto della Indian da anni senza che fosse mai stata applicata. Da quando sul mercato hanno iniziato però ad affacciarsi vettori privati agguerritissimi, una domanda ha iniziato a tormentare i suoi dirigenti: «Perché volare con noi quando le assistenti di volo degli altri vettori sono così magre e attraenti?».
Uno per tutti la SpiceJet le cui ragazze si sono già aggiudicate il titolo di Spice Girls dell’aria. «I passeggeri le guardano per ore e così si formano un’opinione della compagnia attraverso di loro — sottolineano dalla Indian —. È una questione cosmetica, ma cruciale». Sheela Joshi si è messa dieta. Ma continua la sua battaglia: «I passeggeri vogliono un servizio attento e sono preoccupati più della sicurezza che del look». Una convinzione che ha spinto l’americana Homeland security a dare il via a una serie di controlli per verificare le capacità delle hostess: troppe le prepensionate rimpiazzate con venticinquenni di gradevole aspetto. La bella presenza è uno dei requisiti richiesti anche dalle compagnie nostrane. Mada «mamma»Alitalia alla low costMyAir ribadiscono: «Nessun limite di peso». Eurofly aggiunge: «E anche nessuna possibilità di lasciare a casa un’assistente che negli anni raggiunge i 150 chili». Ci sono requisiti per l’altezza (questione di sicurezza e accessibilità alle cappelliere).E ci sono requisiti di agilità (in caso di ammaraggio il brevetto di nuoto è indispensabile). Ed è anche per questo che da Airone non nascondono: «Una persona obesa non viene neppure presa in considerazione».
Cleofe Tolotta, hostess da 22 anni, ha un peso di 54 chili: «Se ne pesassi anche 63 non mi lascerebbero a casa. Non possiamo portare gioielli vistosi o capelli sciolti,ma qualche chilo in più...». Quindi aggiunge: «Bello non è per forza magro. E poi l’immagine della compagnia è anche l’immagine del Paese di cui batte bandiera».
Alessandra Mangiarotti
06 novembre 2006
Dal sito del Corriere della sera