Vero! Come in tutte le altre cose e in tutti gli altri aumenti, le tasche dei "soliti ignoti" si gonfieranno!bancarella ha scritto:La percentuale di aumento è elevata! Crescerà ancora, l'acqua è indispensabile e ci sarà chi speculererà.
Rincari e aumenti nella quotidianità
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
Oggi tutti i giornali hanno pubblicato una notizia che da' molto da pensare e fa anche capire molto bene che cosa siano le speculazioni.
La notizia riguarda i continui rincari al prezzo di pane e pasta, rincari del tutto immotivati perchè dall'inizio dell'anno il prezzo del grano è continuamente diminuito.
Se questo non è cartello e speculazione sporchissima da parte di tutti i produttori, che cos'è?
Caro-spaghetto: 140 euro in più nel 2008. La Coldiretti: “E’ speculazione”
redazione Sabato 25 Ottobre 2008
Se c’è un popolo cui si può togliere tutto, ma non la pasta, sono gli italiani. Eppure il costo del piatto più amato rischia paradossalmente di far stringere la cinghia al belpaese: gli italiani spenderanno solo per l’acquisto di pane, pasta e derivati dei cereali 3,4 miliardi in più nel 2008, per un valore di circa 140 euro per famiglia.
E’ quanto stima il rapporto Ref per Ancc-Coop, citato dalla Coldiretti, che ritiene “scandaloso” che il dimezzamento del prezzo del grano dall’inizio dell’anno non abbia portato alcun beneficio ai consumatori di pane e pasta. Ovvero: se il grano scende, perchè la pasta continua a salire? Non solo: per l’associazione degli agricoltori questo calo dei prezzi ha anche provocato una situazione drammatica nelle campagne dove non si riescono più a coprire i costi della coltivazione.
In occasione del ‘World Pasta Day’ la Coldiretti lancia l’allarme sul rischio dell’abbandono della coltivazione a partire dalle prossime semine con gravi conseguenze per maccheroni, fusilli e spaghetti. “La situazione” per l’associazione degli agricoltori “è drammatica con il grano tenero che è sceso sotto i 16 euro per quintale e quello duro sotto i 22 euro per quintale. Nel frattempo però si continua a registrare secondo l’Istat a settembre un record di aumenti della pasta (+24,9 per cento) che ha raggiunto valori medi di 1,6 euro al chilo, secondo il servizio Sms consumatori del Ministero delle Politiche Agricole. “I consumi medi in Italia” continua la Coldiretti “sono sui 28 chili a persona, tre volte superiori a quelli di uno statunitense, di un greco o di un francese”. Dalla fine del mese di marzo, quando le quotazioni al Chicago Board of Trade avevano raggiunto i 12,5 dollari per bushel, il prezzo del grano - precisa la Coldiretti - ha iniziato a crollare per raggiungere il valore minino di 5,2 dollari per bushel ad ottobre, con un calo del 60 per cento in sei mesi.
“Così come i governi mondiali stanno prendendo provvedimenti per limitare gli effetti della crisi finanziaria allo stesso modo, ci si deve rendere conto delle necessità di intervenire poiché” sostiene il Presidente della Coldiretti Sergio Marini ” le forte oscillazioni dei prezzi dei prodotti alimentari legati a fenomeni speculativi rendono ancora più drammatico il problema della fame”.
Per Marini l’emergenza alimentare “non si risolve con i prezzi bassi all’origine per gli agricoltori, perché di questi non beneficiano i consumatori e non consentono di coprire i costi di produzione” ma con una “maggiore stabilità per chiudere le porte alla speculazione e consentire una adeguata programmazione della produzione e una più equa distribuzione del valore nella filiera”.
Dal sito di Panorama
La notizia riguarda i continui rincari al prezzo di pane e pasta, rincari del tutto immotivati perchè dall'inizio dell'anno il prezzo del grano è continuamente diminuito.
Se questo non è cartello e speculazione sporchissima da parte di tutti i produttori, che cos'è?
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redazione Sabato 25 Ottobre 2008
Se c’è un popolo cui si può togliere tutto, ma non la pasta, sono gli italiani. Eppure il costo del piatto più amato rischia paradossalmente di far stringere la cinghia al belpaese: gli italiani spenderanno solo per l’acquisto di pane, pasta e derivati dei cereali 3,4 miliardi in più nel 2008, per un valore di circa 140 euro per famiglia.
E’ quanto stima il rapporto Ref per Ancc-Coop, citato dalla Coldiretti, che ritiene “scandaloso” che il dimezzamento del prezzo del grano dall’inizio dell’anno non abbia portato alcun beneficio ai consumatori di pane e pasta. Ovvero: se il grano scende, perchè la pasta continua a salire? Non solo: per l’associazione degli agricoltori questo calo dei prezzi ha anche provocato una situazione drammatica nelle campagne dove non si riescono più a coprire i costi della coltivazione.
In occasione del ‘World Pasta Day’ la Coldiretti lancia l’allarme sul rischio dell’abbandono della coltivazione a partire dalle prossime semine con gravi conseguenze per maccheroni, fusilli e spaghetti. “La situazione” per l’associazione degli agricoltori “è drammatica con il grano tenero che è sceso sotto i 16 euro per quintale e quello duro sotto i 22 euro per quintale. Nel frattempo però si continua a registrare secondo l’Istat a settembre un record di aumenti della pasta (+24,9 per cento) che ha raggiunto valori medi di 1,6 euro al chilo, secondo il servizio Sms consumatori del Ministero delle Politiche Agricole. “I consumi medi in Italia” continua la Coldiretti “sono sui 28 chili a persona, tre volte superiori a quelli di uno statunitense, di un greco o di un francese”. Dalla fine del mese di marzo, quando le quotazioni al Chicago Board of Trade avevano raggiunto i 12,5 dollari per bushel, il prezzo del grano - precisa la Coldiretti - ha iniziato a crollare per raggiungere il valore minino di 5,2 dollari per bushel ad ottobre, con un calo del 60 per cento in sei mesi.
“Così come i governi mondiali stanno prendendo provvedimenti per limitare gli effetti della crisi finanziaria allo stesso modo, ci si deve rendere conto delle necessità di intervenire poiché” sostiene il Presidente della Coldiretti Sergio Marini ” le forte oscillazioni dei prezzi dei prodotti alimentari legati a fenomeni speculativi rendono ancora più drammatico il problema della fame”.
Per Marini l’emergenza alimentare “non si risolve con i prezzi bassi all’origine per gli agricoltori, perché di questi non beneficiano i consumatori e non consentono di coprire i costi di produzione” ma con una “maggiore stabilità per chiudere le porte alla speculazione e consentire una adeguata programmazione della produzione e una più equa distribuzione del valore nella filiera”.
Dal sito di Panorama
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
Ho letto tutto e sono davvero senza parole!Vianne ha scritto:Oggi tutti i giornali hanno pubblicato una notizia che da' molto da pensare e fa anche capire molto bene che cosa siano le speculazioni.
La notizia riguarda i continui rincari al prezzo di pane e pasta, rincari del tutto immotivati perchè dall'inizio dell'anno il prezzo del grano è continuamente diminuito.
Se questo non è cartello e speculazione sporchissima da parte di tutti i produttori, che cos'è?
Caro-spaghetto: 140 euro in più nel 2008. La Coldiretti: “E’ speculazione”
Quello che avviene per la pasta (e in generale sono sicuro avvenga anche per altri prodotti) è senza ombra di dubbio speculazione! Il prezzo di produzione e il guadagno per chi produce diminuisce mentre quello per "l'utente finale - noi" aumenta sempre più! Assurdo!
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
Ehhhhh sisisisi! Se ne sentiva la mancanza, vero?
Tranquilli, i prezzi con l'arrivo del Natale aumenteranno ancora soprattutto per i prodotti che in questo periodo sono maggiormente utilizzati e ricercati, prodotti tipici come pandoro e torrone avranno un aumento che si aggira intorno al 7%!
Natale di rincari, per panettone e torrone aumenti del 7 per cento
Indagine Codacons tra i prodotti natalizi: molti registrano forti aumenti di prezzo.
Sarà un cenone difficile da digerire. Soprattutto per i portafogli dei romani. Per preparare il tradizionale banchetto della vigilia di Natale, infatti, secondo il Codacons quest´anno ogni famiglia spenderà in media circa 190 euro, circa 30 euro in più rispetto al 2007. «Rincari che, con la crisi, costringeranno molti romani a tirare la cinghia anche sul cenone» avverte il presidente del Codacons Carlo Rienzi.
Dall´indagine Codacons emerge che tra i prodotti che registrano i rincari maggiori spicca il torrone industriale: una confezione da 300 grammi, ad esempio, costa in media 5,50 euro ovvero il 7,8% in più rispetto al 2007. «Per un panettone di marca - si legge nel dossier dell´associazione per la tutela dei consumatori - si spenderanno almeno 7,30 euro, pari al 7,3% in più rispetto allo scorso anno».
Rincari contestati dalla Coldiretti, secondo cui «gli aumenti dei prezzi di pandoro e panettone non trovano giustificazione nell´andamento dei prezzi del grano, le cui quotazioni sono praticamente dimezzate, rispetto all´inizio dell´anno, su valori inferiori a quelli di vent´anni fa». Nonostante questo, per acquistare un pandoro di marca le famiglie romane nei prossimi giorni spenderanno il 5% in più (senza la "griffe", invece, il costo lieviterà solo del 4,5%), mentre per il cenone di Capodanno sarà il rincaro del prezzo delle lenticchie (per una confezione da un chilo si spenderà il 4% in più) e dello zampone (+3%) a pesare maggiormente sulle tasche dei romani. «In media i prodotti tradizionali registrano un rincaro del 5% - fa sapere il Codacons - e solo il prezzo del cotechino si attesta su un aumento inferiore al 2%».
E l´impennata dei costi non sembra voler risparmiare neanche il classico brindisi di mezzanotte del 31 dicembre, quasi annunciando l´inizio del nuovo anno all´insegna della crisi economica. «Nel 2007 il prezzo di uno spumante di marca si aggirava in media intorno ai 6,50 euro - spiega l´associazione per la tutela dei consumatori - oggi per una bottiglia della stessa quantità si spenderanno 6,99 euro, pari al 7,5% in più». Il costo del prosecco, invece, registra un aumento del 3,8%, mentre per una confezione di salmone confezionato si spenderà, al chilo, il 4,3% in più rispetto allo scorso Natale.
fonte:Repubblica
Tranquilli, i prezzi con l'arrivo del Natale aumenteranno ancora soprattutto per i prodotti che in questo periodo sono maggiormente utilizzati e ricercati, prodotti tipici come pandoro e torrone avranno un aumento che si aggira intorno al 7%!
Natale di rincari, per panettone e torrone aumenti del 7 per cento
Indagine Codacons tra i prodotti natalizi: molti registrano forti aumenti di prezzo.
Sarà un cenone difficile da digerire. Soprattutto per i portafogli dei romani. Per preparare il tradizionale banchetto della vigilia di Natale, infatti, secondo il Codacons quest´anno ogni famiglia spenderà in media circa 190 euro, circa 30 euro in più rispetto al 2007. «Rincari che, con la crisi, costringeranno molti romani a tirare la cinghia anche sul cenone» avverte il presidente del Codacons Carlo Rienzi.
Dall´indagine Codacons emerge che tra i prodotti che registrano i rincari maggiori spicca il torrone industriale: una confezione da 300 grammi, ad esempio, costa in media 5,50 euro ovvero il 7,8% in più rispetto al 2007. «Per un panettone di marca - si legge nel dossier dell´associazione per la tutela dei consumatori - si spenderanno almeno 7,30 euro, pari al 7,3% in più rispetto allo scorso anno».
Rincari contestati dalla Coldiretti, secondo cui «gli aumenti dei prezzi di pandoro e panettone non trovano giustificazione nell´andamento dei prezzi del grano, le cui quotazioni sono praticamente dimezzate, rispetto all´inizio dell´anno, su valori inferiori a quelli di vent´anni fa». Nonostante questo, per acquistare un pandoro di marca le famiglie romane nei prossimi giorni spenderanno il 5% in più (senza la "griffe", invece, il costo lieviterà solo del 4,5%), mentre per il cenone di Capodanno sarà il rincaro del prezzo delle lenticchie (per una confezione da un chilo si spenderà il 4% in più) e dello zampone (+3%) a pesare maggiormente sulle tasche dei romani. «In media i prodotti tradizionali registrano un rincaro del 5% - fa sapere il Codacons - e solo il prezzo del cotechino si attesta su un aumento inferiore al 2%».
E l´impennata dei costi non sembra voler risparmiare neanche il classico brindisi di mezzanotte del 31 dicembre, quasi annunciando l´inizio del nuovo anno all´insegna della crisi economica. «Nel 2007 il prezzo di uno spumante di marca si aggirava in media intorno ai 6,50 euro - spiega l´associazione per la tutela dei consumatori - oggi per una bottiglia della stessa quantità si spenderanno 6,99 euro, pari al 7,5% in più». Il costo del prosecco, invece, registra un aumento del 3,8%, mentre per una confezione di salmone confezionato si spenderà, al chilo, il 4,3% in più rispetto allo scorso Natale.
fonte:Repubblica
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
Questi rincari rovinano la festa.
Giusta la contestazione della Coldiretti.
Giusta la contestazione della Coldiretti.
Sono un Sagittario con quattro zampe, una coda, arco e freccia!
Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
Il fatto che i prezzi continuino ad aumentare, nonostante il prezzo del grano e del petrolio - vale a dire di tutta la materia prima necessaria alla produzione e lavorazione e distribuzione dei prodotti - siano ai minimi storici da decenni, credo abbia un nome preciso: speculazioneMac La Mente ha scritto:Natale di rincari, per panettone e torrone aumenti del 7 per cento
Indagine Codacons tra i prodotti natalizi: molti registrano forti aumenti di prezzo.
Rincari contestati dalla Coldiretti, secondo cui «gli aumenti dei prezzi di pandoro e panettone non trovano giustificazione nell´andamento dei prezzi del grano, le cui quotazioni sono praticamente dimezzate, rispetto all´inizio dell´anno, su valori inferiori a quelli di vent´anni fa». Nonostante questo, per acquistare un pandoro di marca le famiglie romane nei prossimi giorni spenderanno il 5% in più (senza la "griffe", invece, il costo lieviterà solo del 4,5%),
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
Puoi dirlo forte! Nonostante ci sia la crisi e tutti parlino di quello che sta succedendo, i prezzi aumentano senza un motivo, assurdo!bancarella ha scritto:Questi rincari rovinano la festa.![]()
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
D'accordissimo con te, Vianne! L'unica parola che descrive bene questo e altri aumenti ingiustificati è "speculazione"! Speculazione a danno dei consumatori, come avviene normalmente, che fa arricchire sempre i "soliti ignoti"!Vianne ha scritto:Il fatto che i prezzi continuino ad aumentare, nonostante il prezzo del grano e del petrolio - vale a dire di tutta la materia prima necessaria alla produzione e lavorazione e distribuzione dei prodotti - siano ai minimi storici da decenni, credo abbia un nome preciso: speculazione
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
Riporto qui i risultati di un sondaggio che esprime i dubbi e le preoccupazioni degli italiani, delle famiglie, nei riguardi della crisi in atto. I numeri e le percentuali riportati danno molto da pensare perchè molti non riescono ad andare avanti e ad arrivare alla terza settimana del mese a causa delle spese, si fermano alla seconda settimana, periodo in cui i soldi sono già finiti!
Il sondaggio di Confesercenti-Swg
Il 9% delle famiglie italiane finisce i soldi a seconda settimana del mese
Il 26% alla terza. Per un quarto degli intervistati la crisi durerà due anni. L'82% ha ridotto le spese
Roma - Soldi finiti dopo due settimane per 2,2 milioni di famiglie italiane (il 9%), dopo tre per altre 6,3 milioni (26%). Sono quindi ben il 35% (oltre una su tre) le famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese con il reddito disponibile. Sono i dati che emergono da un sondaggio effettuato dalla Swg per conto della Confesercenti.
Durata - Per 8,3 milioni di famiglia (34%) la fase recessiva durerà da un minimo di un anno fino a due anni. Per altri 6 milioni invece (26%) potrebbe superare anche la soglia dei due anni. C'è poi un 12% che ritiene la crisi un problema di 6-12 mesi, mentre i più ottimisti (9%) la giudicano superabile entro i sei mesi (il 19% non risponde). Ma il 58% degli intervistati teme che la situazione economica peggiori nei prossimi dodici mesi. Rispetto al 2007 raddoppia (dal 16 al 32%) la percentuale di chi guarda con maggiore preoccupazione alla situazione della sua famiglia.
Riduzione spese - Se nel 2007 erano più di due terzi gli italiani che affermavano di aver ridotto le spese, nel 2008 la percentuale sale all'82%. In testa alle rinunce abbigliamento e calzature con un taglio rispetto al 2007 di quattro punti (dal 48% al 52%). Costanti i risparmi per beni domestici e alimentari.
Giudizi - Il 74% del campione giudica poco o per niente adeguati gli interventi del governo per fronteggiare la crisi, mentre il 22% esprime giudizi positivi. Solo il 2% promuove a pieni voti l'esecutivo. Il 76% degli intervistati non giudica positivamente il comportamento dell'opposizione nella crisi, il 18% invece ritiene che è stato corretto.
fonte: Corriere della sera
Il sondaggio di Confesercenti-Swg
Il 9% delle famiglie italiane finisce i soldi a seconda settimana del mese
Il 26% alla terza. Per un quarto degli intervistati la crisi durerà due anni. L'82% ha ridotto le spese
Roma - Soldi finiti dopo due settimane per 2,2 milioni di famiglie italiane (il 9%), dopo tre per altre 6,3 milioni (26%). Sono quindi ben il 35% (oltre una su tre) le famiglie che non riescono ad arrivare alla fine del mese con il reddito disponibile. Sono i dati che emergono da un sondaggio effettuato dalla Swg per conto della Confesercenti.
Durata - Per 8,3 milioni di famiglia (34%) la fase recessiva durerà da un minimo di un anno fino a due anni. Per altri 6 milioni invece (26%) potrebbe superare anche la soglia dei due anni. C'è poi un 12% che ritiene la crisi un problema di 6-12 mesi, mentre i più ottimisti (9%) la giudicano superabile entro i sei mesi (il 19% non risponde). Ma il 58% degli intervistati teme che la situazione economica peggiori nei prossimi dodici mesi. Rispetto al 2007 raddoppia (dal 16 al 32%) la percentuale di chi guarda con maggiore preoccupazione alla situazione della sua famiglia.
Riduzione spese - Se nel 2007 erano più di due terzi gli italiani che affermavano di aver ridotto le spese, nel 2008 la percentuale sale all'82%. In testa alle rinunce abbigliamento e calzature con un taglio rispetto al 2007 di quattro punti (dal 48% al 52%). Costanti i risparmi per beni domestici e alimentari.
Giudizi - Il 74% del campione giudica poco o per niente adeguati gli interventi del governo per fronteggiare la crisi, mentre il 22% esprime giudizi positivi. Solo il 2% promuove a pieni voti l'esecutivo. Il 76% degli intervistati non giudica positivamente il comportamento dell'opposizione nella crisi, il 18% invece ritiene che è stato corretto.
fonte: Corriere della sera
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
Oggi si parla tanto di crisi, ma la crisi non è nata negli ultimi mesi.Mac La Mente ha scritto:Il sondaggio di Confesercenti-Swg
Il 9% delle famiglie italiane finisce i soldi a seconda settimana del mese
Il 26% alla terza. Per un quarto degli intervistati la crisi durerà due anni. L'82% ha ridotto le spese
E' nata quando, chi doveva vigilare che l'introduzione dell'euro non generasse speculazione, non l'ha fatto e ha anzi permesso che la speculazione non solo fosse selvaggia, col raddoppio immediato di tutti i prezzi in tutti i negozi perchè i simpatici commercianti e produttori hanno applicato il cambio 1000 lire = 1 euro, invece di poco più di 50 centesimi.
Ma anche che fosse continua e ininterrotta: i prezzi sono stati sistematicamente ritoccati al rialzo almeno un paio di volte l'anno, senza alcun motivo se non aumentare all'inverosimile i profitti dei soliti ignoti.
Nell'ultimo anno e mezzo, poi, se ne sono approfittati tutti nel modo più vergognoso, aumentando i prezzi di tutto in media una volta al mese.
Era logico che la situazione prima o poi dovesse precipitare.
Domanda: dove sono stati i nostri fantastici parlamentari da 15.000 euro al mese di stipendio, i nostri fantastici uomini politici, i nostri fantastici sindacalisti, le nostre fantastiche associazioni di consumatori, negli ultimi 6 anni?
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
I parlamentari? A spasso a far compere. Loro la crisi non la sentono.
Quoto il ragionamento Vianne.
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
Riporto una notizia letta pochi minuti fa che annuncia altri rncari a partire dal 2009. A differenza delle altre volte però - e questo lo dice anche l'articolo - è la prima volta che questi rincari vengono differenziati...cioè, colpiranno principalmente le attività come bar, industrie ecc... dove il consumo di acqua è maggiore e non le famiglie! 
Onestamente la trovo una cosa giusta...chi consuma di più deve pagare qualcosa di più, mentre chi non arriva alla quantità limite potrà risparmiare qualcosa!
Acqua, aumenti da gennaio solo per più di 500 litri al giorno
Niente rincari per famiglie con redditi medio-bassi
Acqua, dal 1° gennaio arrivano gli aumenti. «Ma saranno contenuti e salveranno le famiglie con reddito medio basso», assicurano Provincia e Comune. «I rincari - spiega Michele Civita, assessore provinciale al Territorio - scatteranno solo oltre un consumo di 150 metri cubi all´anno, che equivale a 500 litri al giorno. Per una famiglia di tre persone, dunque, l´aumento corrisponderà per la sola acqua a 2 euro all´anno, a 7 euro se consideriamo anche la tariffa per le fognature e la depurazione».
«E´ la prima volta - sottolinea l´assessore comunale ai Lavori pubblici Fabrizio Ghera - che gli aumenti vengono differenziati per salvaguardare le famiglie in difficoltà e premiare chi non spreca». Il nuovo piano tariffario verrà presentato stamattina da Nicola Zingaretti, presidente della Provincia e presidente di Ato2, l´Ambito territoriale ottimale che raccoglie i 112 comuni della provincia che trattano con Acea, gestore unico dei servizi idrici. Lo vuole la legge Galli, che per il 2008 impone la revisione delle tariffe per il triennio successivo. «Le proposte - spiega Civita - sono il frutto di un lavoro istruttorio svolto in questi mesi dalla Provincia e dalla segreteria dell´Ato 2 con tutti i 112 comuni della Provincia, compreso il comune di Roma. Come l´assessore Ghera, siamo ottimisti sul buon esito della conferenza».
I rincari, dunque, colpiranno soprattutto le utenze non domestiche, vale a dire bar, ristoranti, aziende agricole, industrie, e saranno distribuiti in tre anni, dal 2009 al 2011. Vediamo come funzioneranno invece con le utenze domestiche. Nessun aumento per le prime due categorie previste dalla bolletta, tariffa agevolata e tariffa base. Nel 2009 aumento del 5,9% per le categorie successive, vale a dire prima, seconda e terza eccedenza. Nel 2010 il rincaro sarà del 2,9% applicato con lo stesso criterio dell´anno precedente. Nel 2011 l´aumento sarà pari all´1,5%, sempre in riferimento alla prima, seconda e terza eccedenza. Secondo una stima della Provincia, con gli aumenti del 2009 entreranno all´Acea almeno 15 milioni di euro. Di più, secondo la stessa azienda. In cambio l´Acea investirà 318 milioni nel prossimo triennio, di cui oltre 200 solo per Roma, per la realizzazione di fognature e depuratori e per servire le zone non allacciate dagli impianti.
Se i rincari saranno gli stessi per tutti, non tutti i comuni pagheranno la stessa tariffa. L´unificazione dei canoni, infatti, è il prossimo obiettivo da raggiungere. Il Codici lo chiede con insistenza. «In provincia - ricorda Ivano Giacomelli, segretario nazionale - sono in vigore 67 tariffe. La conferenza dei sindaci deve provvedere a stabilire la tariffa unica». L´associazione annuncia «azioni di responsabilità nei confronti di tutti i sindaci che non provvederanno ad approvare la tariffa unica. Questa frammentazione, che configura una situazione non conforme alla legge, ormai non trova più alcuna giustificazione». «Il presidente Zingaretti - fa sapere Civita - chiederà ad Acea un tempo certo entro il quale stabilire la tariffa unica».
fonte: Repubblica
Onestamente la trovo una cosa giusta...chi consuma di più deve pagare qualcosa di più, mentre chi non arriva alla quantità limite potrà risparmiare qualcosa!
Acqua, aumenti da gennaio solo per più di 500 litri al giorno
Niente rincari per famiglie con redditi medio-bassi
Acqua, dal 1° gennaio arrivano gli aumenti. «Ma saranno contenuti e salveranno le famiglie con reddito medio basso», assicurano Provincia e Comune. «I rincari - spiega Michele Civita, assessore provinciale al Territorio - scatteranno solo oltre un consumo di 150 metri cubi all´anno, che equivale a 500 litri al giorno. Per una famiglia di tre persone, dunque, l´aumento corrisponderà per la sola acqua a 2 euro all´anno, a 7 euro se consideriamo anche la tariffa per le fognature e la depurazione».
«E´ la prima volta - sottolinea l´assessore comunale ai Lavori pubblici Fabrizio Ghera - che gli aumenti vengono differenziati per salvaguardare le famiglie in difficoltà e premiare chi non spreca». Il nuovo piano tariffario verrà presentato stamattina da Nicola Zingaretti, presidente della Provincia e presidente di Ato2, l´Ambito territoriale ottimale che raccoglie i 112 comuni della provincia che trattano con Acea, gestore unico dei servizi idrici. Lo vuole la legge Galli, che per il 2008 impone la revisione delle tariffe per il triennio successivo. «Le proposte - spiega Civita - sono il frutto di un lavoro istruttorio svolto in questi mesi dalla Provincia e dalla segreteria dell´Ato 2 con tutti i 112 comuni della Provincia, compreso il comune di Roma. Come l´assessore Ghera, siamo ottimisti sul buon esito della conferenza».
I rincari, dunque, colpiranno soprattutto le utenze non domestiche, vale a dire bar, ristoranti, aziende agricole, industrie, e saranno distribuiti in tre anni, dal 2009 al 2011. Vediamo come funzioneranno invece con le utenze domestiche. Nessun aumento per le prime due categorie previste dalla bolletta, tariffa agevolata e tariffa base. Nel 2009 aumento del 5,9% per le categorie successive, vale a dire prima, seconda e terza eccedenza. Nel 2010 il rincaro sarà del 2,9% applicato con lo stesso criterio dell´anno precedente. Nel 2011 l´aumento sarà pari all´1,5%, sempre in riferimento alla prima, seconda e terza eccedenza. Secondo una stima della Provincia, con gli aumenti del 2009 entreranno all´Acea almeno 15 milioni di euro. Di più, secondo la stessa azienda. In cambio l´Acea investirà 318 milioni nel prossimo triennio, di cui oltre 200 solo per Roma, per la realizzazione di fognature e depuratori e per servire le zone non allacciate dagli impianti.
Se i rincari saranno gli stessi per tutti, non tutti i comuni pagheranno la stessa tariffa. L´unificazione dei canoni, infatti, è il prossimo obiettivo da raggiungere. Il Codici lo chiede con insistenza. «In provincia - ricorda Ivano Giacomelli, segretario nazionale - sono in vigore 67 tariffe. La conferenza dei sindaci deve provvedere a stabilire la tariffa unica». L´associazione annuncia «azioni di responsabilità nei confronti di tutti i sindaci che non provvederanno ad approvare la tariffa unica. Questa frammentazione, che configura una situazione non conforme alla legge, ormai non trova più alcuna giustificazione». «Il presidente Zingaretti - fa sapere Civita - chiederà ad Acea un tempo certo entro il quale stabilire la tariffa unica».
fonte: Repubblica
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
E' una buona cosa che si stiano finalmente decidendo a differenziare le tariffe per famiglie da quelle per aziende. Anche perchè le aziende possono detrarre dalle tasse le bollette, e la famiglie no.Mac La Mente ha scritto:Acqua, aumenti da gennaio solo per più di 500 litri al giorno
Niente rincari per famiglie con redditi medio-bassi
Credo comunque che questo articolo e questa inizativa riguardino solo Roma e la sua provincia, non il resto d'Italia. Per qualche bizzarro motivo, in Italia l'acqua non ha nè fornitori, nè tarifari, nè regole nazionali ma è gestita a livello di singole province o addirittura gruppi di comuni all'interno di una stessa provincia
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
Giustissimo Vianne! Le aziende, forti della detrazione di cui godono, consumano consumano e non si fanno molti problemi quando il "prodotto acqua" è fondamentale per la loro attività...farla pagare allo stesso prezzo imposto alle famiglie era una cosa che non andava bene!Vianne ha scritto:E' una buona cosa che si stiano finalmente decidendo a differenziare le tariffe per famiglie da quelle per aziende. Anche perchè le aziende possono detrarre dalle tasse le bollette, e la famiglie no.
Credo comunque che questo articolo e questa inizativa riguardino solo Roma e la sua provincia, non il resto d'Italia. Per qualche bizzarro motivo, in Italia l'acqua non ha nè fornitori, nè tarifari, nè regole nazionali ma è gestita a livello di singole province o addirittura gruppi di comuni all'interno di una stessa provincia
Si, per il momento l'iniziativa riguarda la sola provincia di Roma e onestamente spero tanto che venga adottata anche dagli altri comuni.
Non so perchè venga gestita così questa risorsa...il suo utilizzo è lasciato libero e una piccola regolamentazione ci vorrebbe!
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Re: Rincari e aumenti nella quotidianità
500 litri al giorno sono una soglia ragionevole. Anche se fossero meno andrebbe bene, le famiglie non consumano tanto.
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