E inserisco anche un articolo, tratto sempre dal Corriere, sulla serata di presentazione del libro:
Con Vecchioni, don Ciotti, De Luca, Cusani
Festa senza nostalgia con letture e musica
Lunedì serata aperta per «Volammo davvero» primo libro della Fondazione che porta il nome di De André. In vendita dal 7
«L'illusione di poter partecipare al cambiamento del mondo». È con questo spirito che è nato il dialogo ininterrotto tra Fabrizio De André e tutte quelle persone che, ascoltando i suoi versi, hanno iniziato a riflettere sui temi della giustizia, della diversità, dell'integrazione tra le culture tanto cari al cantautore genovese. Un'eredità importante quella lasciata dal grande Faber che ha mobilitato un gran numero di persone in convegni, incontri, dibattiti. Oggi questa eredità è stata racchiusa in un libro che prende il nome dalle parole della canzone «Il sogno di Maria» e si intitola «Volammo davvero» (edizioni Bur, in uscita mercoledì 7), il primo della Fondazione a lui dedicata. Il volume, curato da Elena Valdini, con la postfazione di Dario Fo, è un viaggio attraverso tutte le parole dette nel corso di cinque anni di incontri, giornate di studio e dibattiti organizzati attorno alla figura di Faber in giro per l'Italia. Un libro dove voci anonime e illustri (Antonio Tabucchi, Lella Costa, Roberto Vecchioni, Adriano Sofri) dialogano insieme al grande cantautore.
Alcuni passi di «Volammo davvero» verranno letti lunedì nel corso di un reading organizzato al Teatro Dal Verme con musiche dal vivo di Nicola Piovani, Danilo Rea e Giammaria Testa. A condurre la serata ci saranno Lella Costa e Neri Marcorè e a parlare del grande cantautore genovese arriveranno alcuni amici di Faber e alcuni degli autori del libro tra cui Mimmo Candito, Franz Di Cioccio, Sergio Cusani, Erri De Luca, don Andrea Gallo, don Luigi Ciotti, Norma Martelli Piovani, Roberto Vecchioni e Paolo Rossi. Sono ricordi colmi di affetto e gratitudine quelli contenuti nel libro, come i pensieri scritti dall'attrice Lella Costa: «Faber non smette mai di sorprendermi e mi emoziona ancora tanto. Tra le sue doti più grandi la straordinaria capacità di guardare le donne. Da Bocca di Rosa a Maria, da Franziska a Marinella: tutte queste storie sono raccontate con grande affetto e con grande rispetto, senza pregiudizi». Pensieri che però non vogliono essere nostalgici — e questo non sarà lo spirito della serata dedicata a Faber — come sottolinea Neri Marcorè che per l'occasione canterà una delle canzoni a cui è più legato, «Rimini».
«De André è stato una personalità fuori dal comune: rientra in quella categoria di persone che si sono poste delle domande che altri avevano paura di porsi. Figure guida che, a differenza dei filosofi, parlano attraverso il canale privilegiato della canzone», ha detto Marcorè. Ma De André non è solo rievocazione, è uno spunto per guardare al presente: il suo essere originale risiede nella capacità di occuparsi degli ultimi, degli emarginati e dei perdenti. Don Andrea Gallo, fondatore della comunità genovese di San Benedetto al Porto, rappresenta proprio queste persone. Anche lui è tra gli autori del nuovo libro dedicato a Faber: «La sua musica è stata la colonna sonora della nostra comunità — sottolinea il prete genovese —. Se per la Chiesa i vangeli sono quattro, per noi quello di Faber è senza dubbio il quinto. Lui ha saputo creare un'antologia dell'amore da cui abbiamo tratto la forza per aiutare i più deboli».
VOLAMMO DAVVERO, lunedì ore 20.30, Teatro Dal Verme, via San Giovanni sul Muro 2, ingr. libero, info tel. 02.43.91.20.16
di Stefania Angelini
Dal sito del
Corriere della Sera