Google sfida Microsoft
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Re: Google sfida Microsoft
Il futuro è on-line, anche della televisione! 
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Re: Google sfida Microsoft
Non solo...di tutto direi! E questo alleggerirà la presenza di oggetti in casa e accrescerà l'uso dei pc!bancarella ha scritto:Il futuro è on-line, anche della televisione!
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Re: Google sfida Microsoft
Mah...ad essere sincero non mi piace molto questa novità e la notizia in sè...Google fornirà notizie e news a pagamento! 
News a pagamento, c'è Google
"Noi partner degli editori"
Entro la fine dell'anno il gigante di Mountain View lancerà Newspass. Acquistare con un solo click, con guadagni per il motore di ricerca e per le testate. Piattaforma in fase di test
Roma - Entro la fine dell'anno Google lancerà un sistema di pagamento integrato con la ricerca che consentirà agli utenti di acquistare con un solo click e agli editori di utilizzare un'infrastruttura unica per web, mobile e tablet per monetizzare i propri contenuti. Newspass, questo il nome della piattaforma, è già in fase di test, e Google sta contattando le imprese editoriali per vagliare la loro disponibilità a partecipare alla sperimentazione.
E' un nuovo passo nella strategia di attenzione da parte della società nei confronti dei produttori di contenuti, dopo le tensioni dei mesi scorsi, sfociate in Italia anche in un ricorso all'autorità Antitrust da parte della Fieg, l'organismo che riunisce gli editori di giornali, che aveva accusato il motore di ricerca di abuso di posizione dominante. "Da parte nostra", conferma ora Henrique De Castro, vicepresidente di Google per i global media, "c'è la volontà di diventare partner", e non avversari.
I dettagli tecnici del funzionamento di Newspass non sono ancora stati resi noti, ma qualcosa inizia a filtrare. Google già da qualche tempo ha cominciato a indicizzare anche i contenuti resi disponibili su web sotto chiave o, come si dice in gergo, dietro paywall. Ora a questa parte della piattaforma verrà affiancato checkout, il sistema di fatturazione già realizzato dalla società di Mountain View. In sostanza gli utenti potranno registrarsi su Google e fornire le proprie credenziali di addebito, come ad esempio il numero di carta di credito. Quando poi effettueranno una ricerca su web, nella pagina dei risultati compariranno anche i contenuti a pagamento, identificati con un simbolo ad hoc. Con un click sarà possibile selezionarli e decidere di acquistare.
Il sistema dunque avrà al proprio interno anche le funzioni di chiave universale, o di identificatore unico del web, entrando così in diretta concorrenza con Facebook, che attraverso Connect già da qualche tempo ha messo a disposizione di tutti gli utenti e dei siti la possibilità di integrare un single sign on, un passaporto globale con una sola password. Newspass sarà accessibile via computer ma anche attraverso piattaforme differenti come telefoni cellulari, iPad e tablet pc di nuova generazione, e si adatterà a qualsiasi metodo di pagamento scelto dai proprietari dei siti, sia che si tratti di sistemi a consumo, di micropagamenti o di abbonamenti. Quanto ai contenuti, si potrà trattare di testi, video, audio, fotografie.
A prevenire il pericolo di nuove accuse di egemonia, Google ha già fatto sapere ad alcuni editori di essere disponibile a condividere con le imprese che accetteranno di partecipare al sistema tutte le informazioni che deriveranno dal suo utilizzo: anche se i processi di autenticazione, assistenza e fatturazione saranno gestiti da Mountain View, i dati sul traffico e profili degli utenti saranno messi in comune con i partner. E, anche se il costo per l'uso della piattaforma non è ancora stato reso noto, Google lascia intendere che la maggior parte del ricavo rimarrà ai produttori di contenuti.
Divenuta un vero e proprio paradigma della conoscenza su web per la maggior parte degli utenti, la società fondata solo 12 anni fa da Sergey Brin e Larry Page si è poi trasformata in un colosso della pubblicità su internet, con un ricavo annuo pari al prodotto interno lordo della Costa D'Avorio. Ora per Google sembra arrivato il momento di un nuovo cambio di identità: da strumento di ricerca a banca e passaporto del web.
fonte:Repubblica
News a pagamento, c'è Google
"Noi partner degli editori"
Entro la fine dell'anno il gigante di Mountain View lancerà Newspass. Acquistare con un solo click, con guadagni per il motore di ricerca e per le testate. Piattaforma in fase di test
Roma - Entro la fine dell'anno Google lancerà un sistema di pagamento integrato con la ricerca che consentirà agli utenti di acquistare con un solo click e agli editori di utilizzare un'infrastruttura unica per web, mobile e tablet per monetizzare i propri contenuti. Newspass, questo il nome della piattaforma, è già in fase di test, e Google sta contattando le imprese editoriali per vagliare la loro disponibilità a partecipare alla sperimentazione.
E' un nuovo passo nella strategia di attenzione da parte della società nei confronti dei produttori di contenuti, dopo le tensioni dei mesi scorsi, sfociate in Italia anche in un ricorso all'autorità Antitrust da parte della Fieg, l'organismo che riunisce gli editori di giornali, che aveva accusato il motore di ricerca di abuso di posizione dominante. "Da parte nostra", conferma ora Henrique De Castro, vicepresidente di Google per i global media, "c'è la volontà di diventare partner", e non avversari.
I dettagli tecnici del funzionamento di Newspass non sono ancora stati resi noti, ma qualcosa inizia a filtrare. Google già da qualche tempo ha cominciato a indicizzare anche i contenuti resi disponibili su web sotto chiave o, come si dice in gergo, dietro paywall. Ora a questa parte della piattaforma verrà affiancato checkout, il sistema di fatturazione già realizzato dalla società di Mountain View. In sostanza gli utenti potranno registrarsi su Google e fornire le proprie credenziali di addebito, come ad esempio il numero di carta di credito. Quando poi effettueranno una ricerca su web, nella pagina dei risultati compariranno anche i contenuti a pagamento, identificati con un simbolo ad hoc. Con un click sarà possibile selezionarli e decidere di acquistare.
Il sistema dunque avrà al proprio interno anche le funzioni di chiave universale, o di identificatore unico del web, entrando così in diretta concorrenza con Facebook, che attraverso Connect già da qualche tempo ha messo a disposizione di tutti gli utenti e dei siti la possibilità di integrare un single sign on, un passaporto globale con una sola password. Newspass sarà accessibile via computer ma anche attraverso piattaforme differenti come telefoni cellulari, iPad e tablet pc di nuova generazione, e si adatterà a qualsiasi metodo di pagamento scelto dai proprietari dei siti, sia che si tratti di sistemi a consumo, di micropagamenti o di abbonamenti. Quanto ai contenuti, si potrà trattare di testi, video, audio, fotografie.
A prevenire il pericolo di nuove accuse di egemonia, Google ha già fatto sapere ad alcuni editori di essere disponibile a condividere con le imprese che accetteranno di partecipare al sistema tutte le informazioni che deriveranno dal suo utilizzo: anche se i processi di autenticazione, assistenza e fatturazione saranno gestiti da Mountain View, i dati sul traffico e profili degli utenti saranno messi in comune con i partner. E, anche se il costo per l'uso della piattaforma non è ancora stato reso noto, Google lascia intendere che la maggior parte del ricavo rimarrà ai produttori di contenuti.
Divenuta un vero e proprio paradigma della conoscenza su web per la maggior parte degli utenti, la società fondata solo 12 anni fa da Sergey Brin e Larry Page si è poi trasformata in un colosso della pubblicità su internet, con un ricavo annuo pari al prodotto interno lordo della Costa D'Avorio. Ora per Google sembra arrivato il momento di un nuovo cambio di identità: da strumento di ricerca a banca e passaporto del web.
fonte:Repubblica
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Re: Google sfida Microsoft
Pagare per essere informati non lo trovo giusto.
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Re: Google sfida Microsoft
In effetti non ha molto senso...trovo abbastanza "strana" questa decisione di Google visto che in teoria dovrebbe essere per la libertà di informazione e per raccoglierne più possibile in giro per il web! E' anche vero però che di fronte al denaro...va beh, ci siamo capiti, no?bancarella ha scritto:Pagare per essere informati non lo trovo giusto.
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Re: Google sfida Microsoft
Se lo fan per soldi è una delusione.
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Re: Google sfida Microsoft
...di questo onestamente non mi meraviglio...tutto si fa per soldi ormai!bancarella ha scritto:Se lo fan per soldi è una delusione.
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Re: Google sfida Microsoft
Riprendiamo un discorso cominciato tempo fa e che riguarda il motore di ricerca più utilizzato e la sua situazione con un paese in particolare: la Cina.
Si era parlato di censura totale, ora invece è solo parziale...
Cina, scade l'autorizzazione
Google parzialmente bloccato
L'annuncio dell'azienda. Non è chiaro se il disservizio, limitato alle ricerche con completamento automatico, sia legato alla fine della licenza obbligatoria rilasciata dalle autorità di Pechino. Ieri la sospensione del reindirizzamento automatico dei navigatori verso Hong Kong
Mountain View (California) - Il motore di ricerca di Google risulta "parzialmente bloccato" in Cina. Lo annuncia l'azienda di Mountain View, osservando che alcune funzioni, come l'e-mail e le news, sono ancora accessibili.
Contattato dall'agenzia France Presse, Google ha precisato che il disservizio è limitato alla funzione di completamento automatico del motore di ricerca, particolarmente popolare in Cina vista la complessità della scrittura locale. Le ricerche effettuate scrivendo manualmente l'intera query sembrano funzionare regolarmente.
Il blocco arriva a poche ore dalla scadenza della licenza che il governo di Pechino rilascia agli internet provider che vogliano operare sul territorio cinese. Proprio temendo problemi per il rinnovo dell'autorizzazione, ieri Google aveva parzialmente rivisto 1 le procedure adottate nell'ultimo anno per aggirare i filtri imposti dalle autorità cinesi su internet. Fino a ieri, tutti i navigatori che si collegavano alle pagine di Google China venivano automaticamente reindirizzati a Google Hong Kong, sul quale non sono imposte restrizioni.
Le autorità cinesi avevano fatto arrivare a Mountain View il proprio disappunto per questa pratica e Google aveva quindi interrotto il reindirizzamento automatico, sostituendolo con un link che i navigatori avrebbero dovuto cliccare per accedere ai servizi non censurati sui server di Hong Kong.
Non è chiaro se il disservizio sia direttamente legato con la scadenza dell'autorizzazione visto che, spiega Google, blocchi simili si sono verificati anche dieci giorni fa.
Secondo l'ultimo aggiornamento del "Mainland China service avaliability" di Google, l'accessibilità del motore di ricerca si attesta tra il 10% e il 66%. Sui servizi News, Gmail e Images non si segnalano problemi.
fonte:Repubblica
Si era parlato di censura totale, ora invece è solo parziale...
Cina, scade l'autorizzazione
Google parzialmente bloccato
L'annuncio dell'azienda. Non è chiaro se il disservizio, limitato alle ricerche con completamento automatico, sia legato alla fine della licenza obbligatoria rilasciata dalle autorità di Pechino. Ieri la sospensione del reindirizzamento automatico dei navigatori verso Hong Kong
Mountain View (California) - Il motore di ricerca di Google risulta "parzialmente bloccato" in Cina. Lo annuncia l'azienda di Mountain View, osservando che alcune funzioni, come l'e-mail e le news, sono ancora accessibili.
Contattato dall'agenzia France Presse, Google ha precisato che il disservizio è limitato alla funzione di completamento automatico del motore di ricerca, particolarmente popolare in Cina vista la complessità della scrittura locale. Le ricerche effettuate scrivendo manualmente l'intera query sembrano funzionare regolarmente.
Il blocco arriva a poche ore dalla scadenza della licenza che il governo di Pechino rilascia agli internet provider che vogliano operare sul territorio cinese. Proprio temendo problemi per il rinnovo dell'autorizzazione, ieri Google aveva parzialmente rivisto 1 le procedure adottate nell'ultimo anno per aggirare i filtri imposti dalle autorità cinesi su internet. Fino a ieri, tutti i navigatori che si collegavano alle pagine di Google China venivano automaticamente reindirizzati a Google Hong Kong, sul quale non sono imposte restrizioni.
Le autorità cinesi avevano fatto arrivare a Mountain View il proprio disappunto per questa pratica e Google aveva quindi interrotto il reindirizzamento automatico, sostituendolo con un link che i navigatori avrebbero dovuto cliccare per accedere ai servizi non censurati sui server di Hong Kong.
Non è chiaro se il disservizio sia direttamente legato con la scadenza dell'autorizzazione visto che, spiega Google, blocchi simili si sono verificati anche dieci giorni fa.
Secondo l'ultimo aggiornamento del "Mainland China service avaliability" di Google, l'accessibilità del motore di ricerca si attesta tra il 10% e il 66%. Sui servizi News, Gmail e Images non si segnalano problemi.
fonte:Repubblica
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Re: Google sfida Microsoft
Era solo questione di tempo...di sicuro Google non sarebbe stato a guardare il successo di Facebook e così, tra un po', lancerà anche lui un social-network: Google Me! 
Google, manovre social
In arrivo l'anti-Facebook
Il nuovo spazio comunitario si chiamerà Google Me, anche se l'azienda per ora non ne conferma l'esistenza, e nasce per attaccare Facebook su un terreno al momento inespugnabile
Google me è un nome troppo azzeccato perché le indiscrezioni che girano in questi giorni non trovino alla fine una conferma definitiva. Da quando la ragione sociale dell'azienda di Mountain View è diventata un verbo, "Google Me" significa "cercami su Google", sottintendendo che apparire nei risultati del motore di ricerca è ormai quasi una conferma della propria esistenza. E così "Google io" non poteva che essere il nome scelto per il nuovo social network con cui l'azienda punta verso le ricche e ancora inesplorate praterie del web comunitario. Un territorio ideale per veicolare l'ampia serie dei servizi targati Big G, tutti ovviamente sotto l'insegna della pubblicità di AdSense. Che non ha cittadinanza su Facebook, piattaforma chiusa nella sua autarchia pubblicitaria.
Bisbigli e conferme. Google Me non è al momento un'operazione ufficiale, ma c'è un 'tweet' d'autore che dona autorevolezza alle indiscrezioni. Kevin Rose, il fondatore di Digg, si è lasciato sfuggire twitterando sul web che Google starebbe lavorando a un social network con l'obbiettivo primario di contrastare Facebook, e che il servizio si chiamerà Google Me. Il tweet è naturalmente stato rimosso, non prima di rimbalzare per il pianeta e di trovare anche un "no comment" non proprio deciso da parte di Eric Schmidt, CEO di Google. Che alla domanda del Guardian, "State creando un social network" risponde "I won't say", un "non dirò nulla" che però dice abbastanza anche senza fantasticare granché.
L'indiscrezione sarebbe confermata anche da un ex dirigente di Facebook, Adam D'Angelo, ora responsabile della startup Quora. D'Angelo dichiara che "A Google, ci sono molte persone al lavoro su questo progetto. Hanno realizzato che Buzz non era abbastanza per competere con Facebook e stanno quindi realizzando una piattaforma totalmente nuova, ispirata proprio a Facebook".
Anti-Facebook. Per Google, il social è stato finora un discreto insuccesso. Orkut, il network di Big G, è un successo molto parziale, limitato a precise aree geografiche. E Buzz, l'estensione sociale di Gmail, è stata finora più un problema che un'opportunità. La creazione di uno spazio comunitario vero in questa era del web che va verso il 3.0, è irrinunciabile per Mountain View. E Google Me potrebbe funzionare proprio mettendo insieme Buzz e Orkut, prendendo le risorse e i contatti dal primo (milioni di utenti Gmail) e la tecnologia, riveduta e corretta, dal secondo. Foto e video si "embedderanno" praticamente da sole utilizzando Picasa e Youtube, mentre la condivisione di contenuti potrebbe puntare anche a prodotti editoriali a pagamento con Google Checkout e Newspass.
....
fonte completa: Repubblica
Google, manovre social
In arrivo l'anti-Facebook
Il nuovo spazio comunitario si chiamerà Google Me, anche se l'azienda per ora non ne conferma l'esistenza, e nasce per attaccare Facebook su un terreno al momento inespugnabile
Google me è un nome troppo azzeccato perché le indiscrezioni che girano in questi giorni non trovino alla fine una conferma definitiva. Da quando la ragione sociale dell'azienda di Mountain View è diventata un verbo, "Google Me" significa "cercami su Google", sottintendendo che apparire nei risultati del motore di ricerca è ormai quasi una conferma della propria esistenza. E così "Google io" non poteva che essere il nome scelto per il nuovo social network con cui l'azienda punta verso le ricche e ancora inesplorate praterie del web comunitario. Un territorio ideale per veicolare l'ampia serie dei servizi targati Big G, tutti ovviamente sotto l'insegna della pubblicità di AdSense. Che non ha cittadinanza su Facebook, piattaforma chiusa nella sua autarchia pubblicitaria.
Bisbigli e conferme. Google Me non è al momento un'operazione ufficiale, ma c'è un 'tweet' d'autore che dona autorevolezza alle indiscrezioni. Kevin Rose, il fondatore di Digg, si è lasciato sfuggire twitterando sul web che Google starebbe lavorando a un social network con l'obbiettivo primario di contrastare Facebook, e che il servizio si chiamerà Google Me. Il tweet è naturalmente stato rimosso, non prima di rimbalzare per il pianeta e di trovare anche un "no comment" non proprio deciso da parte di Eric Schmidt, CEO di Google. Che alla domanda del Guardian, "State creando un social network" risponde "I won't say", un "non dirò nulla" che però dice abbastanza anche senza fantasticare granché.
L'indiscrezione sarebbe confermata anche da un ex dirigente di Facebook, Adam D'Angelo, ora responsabile della startup Quora. D'Angelo dichiara che "A Google, ci sono molte persone al lavoro su questo progetto. Hanno realizzato che Buzz non era abbastanza per competere con Facebook e stanno quindi realizzando una piattaforma totalmente nuova, ispirata proprio a Facebook".
Anti-Facebook. Per Google, il social è stato finora un discreto insuccesso. Orkut, il network di Big G, è un successo molto parziale, limitato a precise aree geografiche. E Buzz, l'estensione sociale di Gmail, è stata finora più un problema che un'opportunità. La creazione di uno spazio comunitario vero in questa era del web che va verso il 3.0, è irrinunciabile per Mountain View. E Google Me potrebbe funzionare proprio mettendo insieme Buzz e Orkut, prendendo le risorse e i contatti dal primo (milioni di utenti Gmail) e la tecnologia, riveduta e corretta, dal secondo. Foto e video si "embedderanno" praticamente da sole utilizzando Picasa e Youtube, mentre la condivisione di contenuti potrebbe puntare anche a prodotti editoriali a pagamento con Google Checkout e Newspass.
....
fonte completa: Repubblica
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Re: Google sfida Microsoft
Google non si arrende mai.
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Re: Google sfida Microsoft
No, mai! Vuole essere sempre il primo e onestamente son curiosissimo di cosa tirerà fuori dal cilindro!bancarella ha scritto:Google non si arrende mai.
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Re: Google sfida Microsoft
Google e la Cina hanno trovato un accordo.
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Re: Google sfida Microsoft
Davvero? Confesso di essermi perso e di non aver seguito tanto la notizia ma credo che la conclusione della vicenda sia la migliore per tutti e due!bancarella ha scritto:Google e la Cina hanno trovato un accordo.
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Re: Google sfida Microsoft
Domandina...non so se avete fatto caso...ma capita anche a voi di vedere le immagini, cercate su Google, tutte appiccicate, senza il sito di riferimento sotto e con altre diversità? Credo abbiano cambiato modo di visualizzazione me non mi piace tanto! 
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