Mmmm...sì, ma con qualche funzione in più!bancarella ha scritto:Sono perplesso. Sarà un computer come tanti!
Google sfida Microsoft
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Re: Google sfida Microsoft
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Re: Google sfida Microsoft
Un pochetto di guai italiani per Google! La procura di Roma indaga su una presunta violazione della privacy! 
Dopo l'istruttoria eseguita nei mesi scorsi dal Garante
Violazione della privacy, la procura di Roma indaga su Google Street View
L'ipotesi di reato è interferenza illecita nella vita privata. L'azienda: «Ci scusiamo»
Roma - La procura di Roma ha aperto un'inchiesta su Google Street View, il sistema che consente di vedere dal proprio computer, in tre dimensioni, ogni parte del mondo. Il fascicolo, che contempla l'ipotesi di reato di interferenza illecita nella vita privata, è al momento contro ignoti.
L'inchiesta - L'inchiesta, che il procuratore Giovanni Ferrara ha affidato al pm Eugenio Albamonte, trae lo spunto dalle conclusioni dell'istruttoria eseguita nei mesi scorsi dal Garante della privacy. I magistrati intendono verificare se l'opzione presente sulle pagine internet del più diffuso motore di ricerca capti o meno informazioni sensibili e riservate durante il percorso fatto dalle auto di Google. I magistrati attendono che la società di Mountain View metta a disposizione, in tempi brevi, la prova che i dati raccolti sulle reti wi-fi non sono «completi» né mai utilizzati o comunicati a terzi, come la stessa Google ha fatto sapere: «La raccolta accidentale di dati wifi da parte delle auto di StreetView - ha detto Google - è stato un errore del quale siamo profondamente spiacenti e per cui ci scusiamo. Ribadiamo la nostra disponibilità a collaborare con le Autorità».
Il Garante - «La Procura di Roma ha agito su nostra segnalazione». Lo conferma all'ANSA il Garante della Privacy Francesco Pizzetti - impegnato a Gerusalemme in un convegno internazionale - riferendosi all'apertura di una indagine parte della Procura di Roma su Google Street View. «Il problema - ha spiegato - non riguarda tanto le immagini prese dalla macchine, quanto piuttosto il fatto che Google ha anche catturato segnali trasmessi da reti wireless, compresi frammenti di comunicazione. Non sappiamo se sono comunicazioni interpersonali; se lo fossero, a maggior ragione saremmo ancora più coinvolti come privacy». «Per questo - ha detto ancora - abbiamo fatto la segnalazione. In Italia per legge non è possibile usare apparecchiature che captino trasmissione di dati senza autorizzazione. Se avviene può costituire illecito penale. Da qui la nostra richiesta alla Procura che oggi ha agito». Pizzetti ha infine ricordato che il Garante privacy ha imposto a Google Street View di rendere visibili le macchine che vanno in giro e che ancora prima i giornali e le radio locali avvisino i cittadini di tutto ciò.
fonteCorriere della sera
Dopo l'istruttoria eseguita nei mesi scorsi dal Garante
Violazione della privacy, la procura di Roma indaga su Google Street View
L'ipotesi di reato è interferenza illecita nella vita privata. L'azienda: «Ci scusiamo»
Roma - La procura di Roma ha aperto un'inchiesta su Google Street View, il sistema che consente di vedere dal proprio computer, in tre dimensioni, ogni parte del mondo. Il fascicolo, che contempla l'ipotesi di reato di interferenza illecita nella vita privata, è al momento contro ignoti.
L'inchiesta - L'inchiesta, che il procuratore Giovanni Ferrara ha affidato al pm Eugenio Albamonte, trae lo spunto dalle conclusioni dell'istruttoria eseguita nei mesi scorsi dal Garante della privacy. I magistrati intendono verificare se l'opzione presente sulle pagine internet del più diffuso motore di ricerca capti o meno informazioni sensibili e riservate durante il percorso fatto dalle auto di Google. I magistrati attendono che la società di Mountain View metta a disposizione, in tempi brevi, la prova che i dati raccolti sulle reti wi-fi non sono «completi» né mai utilizzati o comunicati a terzi, come la stessa Google ha fatto sapere: «La raccolta accidentale di dati wifi da parte delle auto di StreetView - ha detto Google - è stato un errore del quale siamo profondamente spiacenti e per cui ci scusiamo. Ribadiamo la nostra disponibilità a collaborare con le Autorità».
Il Garante - «La Procura di Roma ha agito su nostra segnalazione». Lo conferma all'ANSA il Garante della Privacy Francesco Pizzetti - impegnato a Gerusalemme in un convegno internazionale - riferendosi all'apertura di una indagine parte della Procura di Roma su Google Street View. «Il problema - ha spiegato - non riguarda tanto le immagini prese dalla macchine, quanto piuttosto il fatto che Google ha anche catturato segnali trasmessi da reti wireless, compresi frammenti di comunicazione. Non sappiamo se sono comunicazioni interpersonali; se lo fossero, a maggior ragione saremmo ancora più coinvolti come privacy». «Per questo - ha detto ancora - abbiamo fatto la segnalazione. In Italia per legge non è possibile usare apparecchiature che captino trasmissione di dati senza autorizzazione. Se avviene può costituire illecito penale. Da qui la nostra richiesta alla Procura che oggi ha agito». Pizzetti ha infine ricordato che il Garante privacy ha imposto a Google Street View di rendere visibili le macchine che vanno in giro e che ancora prima i giornali e le radio locali avvisino i cittadini di tutto ciò.
fonteCorriere della sera
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Re: Google sfida Microsoft
Sono contrario alle mappe tridimensionali.
Sono un Sagittario con quattro zampe, una coda, arco e freccia!
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Re: Google sfida Microsoft
Onestamente le ho viste ma non mi hanno colpito così tanto!bancarella ha scritto:Sono contrario alle mappe tridimensionali.
...non so per quale motivo sia cominciato questo discorso sulla privacy, in fondo le cartine non riportano persone o altri dati "sensibili"!
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Re: Google sfida Microsoft
secondo me il Garante della privacy avrebbe cose molto più serie di cui occuparsi... per non parlare della procura che sta indagando su un fatto di cui Google si è dichiarato responsabile e di cui si scusato è già sei mesi fa sui giornali di tutto il mondo! ma cosa indagano? basta leggere un giornale (non italiano, magari...) a caso! mah
tra l'altro, ma qui il discorso è un altro, mi chiedo di che privacy si parla, quando si tratta di riprese fatte su strade pubbliche... si chiama "google StreetView" mica "google TinelloDiMarioView"...
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Re: Google sfida Microsoft
D'accordo con te sui compiti del Garante. La notizia distoglie da fatti più seri.
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Re: Google sfida Microsoft
Mi viene soltanto da dire "Siamo in Italia" oltre a sollevare polveroni per niente, ci si da da fare su cose che non servono a niente e che sono già risolte...praticamente uno spreco di energie e risolse!cuormente ha scritto:secondo me il Garante della privacy avrebbe cose molto più serie di cui occuparsi... per non parlare della procura che sta indagando su un fatto di cui Google si è dichiarato responsabile e di cui si scusato è già sei mesi fa sui giornali di tutto il mondo! ma cosa indagano? basta leggere un giornale (non italiano, magari...) a caso! mah
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Re: Google sfida Microsoft
Sono completamente d'accordo con te!cuormente ha scritto:secondo me il Garante della privacy avrebbe cose molto più serie di cui occuparsi... per non parlare della procura che sta indagando su un fatto di cui Google si è dichiarato responsabile e di cui si scusato è già sei mesi fa sui giornali di tutto il mondo! ma cosa indagano? basta leggere un giornale (non italiano, magari...) a caso! mah
tra l'altro, ma qui il discorso è un altro, mi chiedo di che privacy si parla, quando si tratta di riprese fatte su strade pubbliche... si chiama "google StreetView" mica "google TinelloDiMarioView"...
La mia sensazione, ogni volta che leggo notizie di questo genere è che, nella migliore delle ipotesi, chi apre queste inchieste non abbia mai visto in vita sua non solo Internet e i suoi contenuti, ma neppure un computer e pertanto non sappia nemmeno su cosa abbia deciso di "indagare"...
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So that when they turn their backs on you
You'll get the chance to put the knife in
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Re: Google sfida Microsoft
Figuriamoci se google non sfruttava l'occasione! Comincerà a indicizzare meglio i negozi di abbigliamento...praticamente l'idea è quella di costruire una boutique online!
Google, boutique per utenti modaioli
Annunciato il lancio di una piattaforma che funzioni come un grande aggregatore di negozi virtuali. Aperti da firme prestigiose e star di Hollywood. Così BigG ha sfruttato il visual search di Like.com
Roma - Una nuova piattaforma online, che permetterà al gigante del search Google di entrare in uno dei mercati più redditizi del Pianeta. Un nuovo avamposto del commercio elettronico, che aprirà una serie di prestigiose boutique ai seguaci più scrupolosi delle varie firme legate alla moda internazionale. Boutiques.com costituirà così l'ultima sfida per l'azienda di Mountain View, tuffatasi ora in un business da circa 500 miliardi di dollari.
Attualmente disponibile in beta privata, la nuova piattaforma di BigG ha già iniziato a raccogliere adesioni tra i personaggi più in vista del settore più fashion dell'abbigliamento. Note firme come Oscar de la Renta e Isaac Mizrahi apriranno così il proprio negozio virtuale, a disposizione degli utenti per il conseguente acquisto sui siti di grandi retailer come Saks Fifth Avenue, Net-a-porter e Barneys New York.
Google ha infatti sottolineato come Boutiques.com non sarà un sito per gli acquisti, ma semplicemente un grande aggregatore di negozi virtuali. Aperti online non soltanto da grandi firme della moda, ma anche da celebrità dello spettacolo come Sarah Jessica Parker e Katie Holmes. Queste ultime metteranno a disposizione degli utenti una serie di capi, come una sorta di consigli per rimanere sempre al passo con le nuove tendenze.
E Boutiques.com costituirà anche un'occasione per osservare gli ultimi risultati acquisiti dalla Grande G nel campo del visual search, soprattutto in seguito all'acquisizione del motore Like.com. Sul sito sarà infatti possibile effettuare ricerche in base a parametri come il colore, la taglia, il modello. O magari cercare un completo simile - ma più economico - a quello proposto da facoltose star di Hollywood.
Gli utenti potranno quindi votare i propri abbinamenti preferiti, per poi eventualmente sceglierli su piattaforme terze come quelle dei vari retailer specializzati. Un'opportunità non del tutto originale: siti come ShopStyle e Polyvore offrono già da tempo la possibilità di condividere gusti modaioli e fare shopping sul web. L'obiettivo di Google sembra però essere chiaro: attirare le grandi masse con i nomi più altisonanti e fashion.
Mauro Vecchio
fonte:Punto Informatico
Google, boutique per utenti modaioli
Annunciato il lancio di una piattaforma che funzioni come un grande aggregatore di negozi virtuali. Aperti da firme prestigiose e star di Hollywood. Così BigG ha sfruttato il visual search di Like.com
Roma - Una nuova piattaforma online, che permetterà al gigante del search Google di entrare in uno dei mercati più redditizi del Pianeta. Un nuovo avamposto del commercio elettronico, che aprirà una serie di prestigiose boutique ai seguaci più scrupolosi delle varie firme legate alla moda internazionale. Boutiques.com costituirà così l'ultima sfida per l'azienda di Mountain View, tuffatasi ora in un business da circa 500 miliardi di dollari.
Attualmente disponibile in beta privata, la nuova piattaforma di BigG ha già iniziato a raccogliere adesioni tra i personaggi più in vista del settore più fashion dell'abbigliamento. Note firme come Oscar de la Renta e Isaac Mizrahi apriranno così il proprio negozio virtuale, a disposizione degli utenti per il conseguente acquisto sui siti di grandi retailer come Saks Fifth Avenue, Net-a-porter e Barneys New York.
Google ha infatti sottolineato come Boutiques.com non sarà un sito per gli acquisti, ma semplicemente un grande aggregatore di negozi virtuali. Aperti online non soltanto da grandi firme della moda, ma anche da celebrità dello spettacolo come Sarah Jessica Parker e Katie Holmes. Queste ultime metteranno a disposizione degli utenti una serie di capi, come una sorta di consigli per rimanere sempre al passo con le nuove tendenze.
E Boutiques.com costituirà anche un'occasione per osservare gli ultimi risultati acquisiti dalla Grande G nel campo del visual search, soprattutto in seguito all'acquisizione del motore Like.com. Sul sito sarà infatti possibile effettuare ricerche in base a parametri come il colore, la taglia, il modello. O magari cercare un completo simile - ma più economico - a quello proposto da facoltose star di Hollywood.
Gli utenti potranno quindi votare i propri abbinamenti preferiti, per poi eventualmente sceglierli su piattaforme terze come quelle dei vari retailer specializzati. Un'opportunità non del tutto originale: siti come ShopStyle e Polyvore offrono già da tempo la possibilità di condividere gusti modaioli e fare shopping sul web. L'obiettivo di Google sembra però essere chiaro: attirare le grandi masse con i nomi più altisonanti e fashion.
Mauro Vecchio
fonte:Punto Informatico
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Re: Google sfida Microsoft
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Re: Google sfida Microsoft
Lo penso anch'io ma a qualcuno sicuramente piacerà!bancarella ha scritto:E' un servizio inutile.
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Re: Google sfida Microsoft
Una ne pensa, cento ne fa! Arriva un'altra novità dal mondo Google! 
Google lancia Editions
i libri arrivano nel browser
Il motore di ricerca sta per lanciare il suo servizio di vendita di e-book. Con una differenza rispetto ai concorrenti: i volumi non saranno scaricabili, ma leggibili da qualunque browser, da pc o smartphone. E gli editori indipendenti potranno dividere i guadagni con l'azienda
Le voci di un'entrata di Google nel mercato dei libri elettronici, parecchie negli ultimi tempi, trovano una conferma. Entro l'anno Big G lancerà Editions, la sua personale interpretazione del concetto di negozio di e-book. Che mette insieme un servizio di biblioteca digitale (che potrà contare sin dall'apertura su oltre mezzo milione di titoli) e tre modalità possibili di acquisto. Un modello di fruizione del libro elettronico diversa rispetto a quella offerta dai concorrenti, su tutti Amazon, da poco sbarcato anche in Italia, che vende e-book e anche un ottimo lettore, il Kindle. E che al momento è il leader del settore, con oltre il 60% del mercato. Inizialmente, Editions verrà lanciato in Usa, per arrivare in Europa entro la primavera del 2011.
Come funziona. Il concetto dietro Editions è che l'utente non acquista una copia digitale scaricabile del libro, ma una versione che rimane sempre a disposizione nella propria libreria elettronica. Niente file Pdf insomma, o marcature antipirateria DRM nei file degli ebook: sarà necessario essere connessi a internet per leggere i propri libri acquistati su Editions, attraverso un comune browser web. In apparenza un limite, in realtà una strategia che differenzia l'offerta di Big G da quella di Amazon, Barnes & Noble e gli altri, e non inficia la portabilità dei propri acquisti su qualunque piattaforma. E che lascia a Google la libertà di trasformare ogni libro in un'applicazione web. In pratica si acquista un libro in "streaming", sempre disponibile quando connessi, e nella memoria cache del browser quando disconnessi, ma non un file "fisico".
Prezzi e guadagni. Ogni editore potrà liberamente scegliere il prezzo di copertina dei propri e-book. Per i libri venduti attraverso il bookstore di Google, gli editori avranno diritto al 63% del guadagno, mentre il 37% andrà a Google. Mountain View prevede come seconda possibilità di vendita anche la diffusione attraverso altri negozi di ebook, e in questo caso le percentuali passano dal 45% per gli editori, il 55% al negozio online e una commissione per Google. La terza è l'acquisto del volume direttamente attraverso il sito dell'editore, e in questo caso lo schema delle percentuali è ancora in definizione e, secondo l'azienda, si manterrà piuttosto fluido. In questa pagina 1, l'azienda spiega nel dettaglio schemi e accordi commerciali e di distribuzione. Google punta ad un negozio elettronico con prezzi e cataloghi in linea con la concorrenza, ma la possibilità offerta ai piccoli editori di decidere quanto far pagare un libro e come distribuirlo apre uno scenario nuovo per il mercato. La fruizione attraverso il browser permette di non dover acquistare un lettore di ebook appositamente per le Google Editions.
fonte: Repubblica
Google lancia Editions
i libri arrivano nel browser
Il motore di ricerca sta per lanciare il suo servizio di vendita di e-book. Con una differenza rispetto ai concorrenti: i volumi non saranno scaricabili, ma leggibili da qualunque browser, da pc o smartphone. E gli editori indipendenti potranno dividere i guadagni con l'azienda
Le voci di un'entrata di Google nel mercato dei libri elettronici, parecchie negli ultimi tempi, trovano una conferma. Entro l'anno Big G lancerà Editions, la sua personale interpretazione del concetto di negozio di e-book. Che mette insieme un servizio di biblioteca digitale (che potrà contare sin dall'apertura su oltre mezzo milione di titoli) e tre modalità possibili di acquisto. Un modello di fruizione del libro elettronico diversa rispetto a quella offerta dai concorrenti, su tutti Amazon, da poco sbarcato anche in Italia, che vende e-book e anche un ottimo lettore, il Kindle. E che al momento è il leader del settore, con oltre il 60% del mercato. Inizialmente, Editions verrà lanciato in Usa, per arrivare in Europa entro la primavera del 2011.
Come funziona. Il concetto dietro Editions è che l'utente non acquista una copia digitale scaricabile del libro, ma una versione che rimane sempre a disposizione nella propria libreria elettronica. Niente file Pdf insomma, o marcature antipirateria DRM nei file degli ebook: sarà necessario essere connessi a internet per leggere i propri libri acquistati su Editions, attraverso un comune browser web. In apparenza un limite, in realtà una strategia che differenzia l'offerta di Big G da quella di Amazon, Barnes & Noble e gli altri, e non inficia la portabilità dei propri acquisti su qualunque piattaforma. E che lascia a Google la libertà di trasformare ogni libro in un'applicazione web. In pratica si acquista un libro in "streaming", sempre disponibile quando connessi, e nella memoria cache del browser quando disconnessi, ma non un file "fisico".
Prezzi e guadagni. Ogni editore potrà liberamente scegliere il prezzo di copertina dei propri e-book. Per i libri venduti attraverso il bookstore di Google, gli editori avranno diritto al 63% del guadagno, mentre il 37% andrà a Google. Mountain View prevede come seconda possibilità di vendita anche la diffusione attraverso altri negozi di ebook, e in questo caso le percentuali passano dal 45% per gli editori, il 55% al negozio online e una commissione per Google. La terza è l'acquisto del volume direttamente attraverso il sito dell'editore, e in questo caso lo schema delle percentuali è ancora in definizione e, secondo l'azienda, si manterrà piuttosto fluido. In questa pagina 1, l'azienda spiega nel dettaglio schemi e accordi commerciali e di distribuzione. Google punta ad un negozio elettronico con prezzi e cataloghi in linea con la concorrenza, ma la possibilità offerta ai piccoli editori di decidere quanto far pagare un libro e come distribuirlo apre uno scenario nuovo per il mercato. La fruizione attraverso il browser permette di non dover acquistare un lettore di ebook appositamente per le Google Editions.
fonte: Repubblica
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