Terremoto in Abruzzo
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Re: Terremoto in Abruzzo
Non hanno fatto niente. 
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Re: Terremoto in Abruzzo
E' trascorso troppo tempo e chi di dovere s'è dimenticato.
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Re: Terremoto in Abruzzo
Quoto Frank. Non è possibile che stia andando così! 
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Re: Terremoto in Abruzzo
Ancora scosse in provincia de L'Aquila!
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Re: Terremoto in Abruzzo
L'ho sentito...purtroppo tutto si muove ancora!bancarella ha scritto:Ancora scosse in provincia de L'Aquila!
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
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...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
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Re: Terremoto in Abruzzo
Purtroppo la terra trema ancora...
Spavento ma nessuna reale conseguenza per il sisma registrato poco prima di mezzanotte
Abruzzo, paura per una scossa nella notte
Terremoto di magnitudo 3,1 con epicentro tra Sulmona e la Valle Peligna. La gente si riversa nelle strade
L'Aquila - Una forte scossa di terremoto è stata avvertita a Sulmona e Val Peligna in Abruzzo. Non si hanno notizie di danni a persone o cose. La scossa, intensa, è stata avvertita prima della mezzanotte.
L'epicentro - L'epicentro dovrebbe essere stato tra la città di Sulmona e la Valle Peligna, a circa una sessantina di chilometri dall'Aquila da dove però non sono giunte particolari segnalazioni. Ad ogni modo, ovunque, benchè a prima vista non vi siano problemi - la scossa è stata di magnetudo 3,1, intorno quindi ai 4 gradi della scala mercalli - la gente della zona si è rovesciata in strada come le altre volte, molti hanno telefonato ai vigili del fuoco che per ora smentiscono danni e persone e cose e ritengono che la situazione sia sotto controllo.
Effetto paura - Peraltro, molte persone non hanno neppure avvertito nulla, ma sono scese in strada vedendo gli altri fuggire. Insomma, per ora solo tanto spavento e nulla più. La scossa è stata descritta come breve ma molto secca.
fonte:Corriere della sera
Spavento ma nessuna reale conseguenza per il sisma registrato poco prima di mezzanotte
Abruzzo, paura per una scossa nella notte
Terremoto di magnitudo 3,1 con epicentro tra Sulmona e la Valle Peligna. La gente si riversa nelle strade
L'Aquila - Una forte scossa di terremoto è stata avvertita a Sulmona e Val Peligna in Abruzzo. Non si hanno notizie di danni a persone o cose. La scossa, intensa, è stata avvertita prima della mezzanotte.
L'epicentro - L'epicentro dovrebbe essere stato tra la città di Sulmona e la Valle Peligna, a circa una sessantina di chilometri dall'Aquila da dove però non sono giunte particolari segnalazioni. Ad ogni modo, ovunque, benchè a prima vista non vi siano problemi - la scossa è stata di magnetudo 3,1, intorno quindi ai 4 gradi della scala mercalli - la gente della zona si è rovesciata in strada come le altre volte, molti hanno telefonato ai vigili del fuoco che per ora smentiscono danni e persone e cose e ritengono che la situazione sia sotto controllo.
Effetto paura - Peraltro, molte persone non hanno neppure avvertito nulla, ma sono scese in strada vedendo gli altri fuggire. Insomma, per ora solo tanto spavento e nulla più. La scossa è stata descritta come breve ma molto secca.
fonte:Corriere della sera
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Re: Terremoto in Abruzzo
Ormai si vive con la paura.
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Re: Terremoto in Abruzzo
...non so se riuscirei a vivere così! E' davvero tremendo!bancarella ha scritto:Ormai si vive con la paura.
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Re: Terremoto in Abruzzo
Segnalo un articolo molto interessante che mette in luce come non cambi mai niente in Italia...gli aquilani sono ancora in condizioni disagiate!
Il centro storico è rimasto come dopo la scossa
Terremoto, i ritardi e le speranze
Ancora 37mila in case provvisorie
In questi due anni le imprese sono aumentate ma la disoccupazione è salita dal 7,5 all'11%
L'Aquila - «Ma perché gli aquilani si lamentano?». Se lo chiedono in molti, a volte con aria infastidita, ricordando il «miracolo» delle casette costruite a tempi record e fornite, con tanto di champagne in frigo, ai terremotati. Il problema è che c'è una ferita che ancora sanguina, da quella notte tra il 5 e il 6 aprile del 2009, quando alle 3.32 del mattino, un boato agghiacciò l'anima e poi tutto venne giù assieme ai muri: gli affetti, le case, le storie, il futuro. È che il centro, cuore pulsante sociale, culturale, economico dell'Aquila, ma anche dei piccoli paesini attorno, è rimasto com'era. A parte i puntellamenti di legno che sono costati moltissimo, anche per case che forse dovranno essere demolite, e che ora, dopo due anni di pioggia e neve e assenza di lavori, sono già destinati alla sostituzione. Per la gioia delle imprese appaltanti e la rabbia dei terremotati.
Fuori dalla zona rossa, in periferia, i cantieri aperti si vedono. Sono quelli delle case meno danneggiate. Si è partiti da quelle. E già c'è una pioggia di esposti. Imprese che, magari con l'assenso degli inquilini, gonfiano i costi dei progetti con lavori non necessari. O lavori fatturati molto ma compiuti male. «Devono venire a controllare. Non l'hanno fatto all'inizio e c'è chi se ne è approfittato. Almeno lo facessero ora. Perché qui sono milioni di euro, mica uno scherzo» protesta Luciano, autore di un esposto. «A casa mia c'era solo una piccola crepa, ma la volevano far passare per gravemente danneggiata».
A due anni di distanza, sono ancora 37.733 (15 mila in meno rispetto al 2010) le persone assistite. Poco meno di 23mila risiedono in alloggi Map (le famose casette), in 19 new town; circa 13 mila sono beneficiarie del contributo di autonoma sistemazione (200 euro a persona ogni mese) e 1.328 sono ancora in strutture ricettive abruzzesi e nelle caserme. In questi giorni sono tutti in fermento. Si attende l'ordinanza. L'ennesima che dovrebbe finalmente chiarire tutti i dubbi su come debbano essere i progetti da presentare all'approvazione, per aver poi i rimborsi. Da due anni la burocrazia ha infierito sugli aquilani. E se in Giappone sono bastati 6 giorni per costruire un'autostrada qui ci sono voluti in media 8-10 mesi, con punte di un anno e due mesi, per avere il via libera a ricostruire. Con l'ordinanza i 15mila della fascia E (i proprietari delle case più danneggiate) potranno presentare le richieste. Ma ad attenderle nell'ufficio comunale che deve valutare la correttezza formale delle pratiche ci sono un impiegato, spesso fuori per incombenze, e una ragazza con contratto a tempo determinato sempre in scadenza. Peggio ancora nell'ufficio ricavato nella caserma della Finanza. Un corridoio angusto con la parete fasciata da migliaia di progetti accatastati. Per fortuna è di vetro. Così gli impiegati possono leggere dal cortile i numeri delle pratiche.
La cartolina che ritrae la ricostruzione che non decolla arriva da Cagnano Amiterno, appena 15 km dal «cantiere più grande d'Europa». Qui sorge lo storico cementificio Sacci: dovrebbe essere un fermento di produzione. Invece dal prossimo gennaio almeno 12 operai saranno messi in mobilità. Perché - ha spiegato l'azienda nella lunga trattativa con i sindacati - «non c'è lavoro a sufficienza».
Da queste parti la disoccupazione è balzata dal 7,5% di prima del sisma all'attuale 11%, dato che però, come spiega Umberto Trasatti, segretario provinciale della Cgil, «non comprende i lavoratori in cassa integrazione, mobilità o comunque che usufruiscono di ammortizzatori sociali». Altre migliaia di persone rimaste senza lavoro. Il prodotto interno lordo è fermo: bloccato sulla crescita zero. «Altro che ripresa», incalza la Cgil, «e dal governo tante promesse, ma poche azioni concrete».
E per una volta anche gli industriali sono in sintonia con il sindacato». «Nell'emergenza - dice Antonio Cappelli, direttore di Confindustria - sono state fatte cose straordinarie. Poi però tutto si è fermato. Aver dato un tetto alla gente realizzando una periferia diffusa non vuol dire rilanciare l'economia. La ricostruzione "pesante" non è neanche partita». Oltre 1.200 piccole aziende e imprese artigianali del centro storico hanno chiuso: rappresentavano una delle ricchezze svanite della città. «Il sistema-università, fra affitti di fuorisede, consumi, servizi, generava un flusso finanziario compreso fra i 220 e i 230 milioni di euro all'anno. Adesso si è quasi azzerato», aggiunge Antonio Cappelli. Gli iscritti sono scesi da 27 mila a poco più di 21 mila, nonostante l'azzeramento delle tasse universitarie. Sono venuti a mancare proprio i fuorisede che erano quelli che movimentavano più denaro.
fonte:Corriere della sera
Il centro storico è rimasto come dopo la scossa
Terremoto, i ritardi e le speranze
Ancora 37mila in case provvisorie
In questi due anni le imprese sono aumentate ma la disoccupazione è salita dal 7,5 all'11%
L'Aquila - «Ma perché gli aquilani si lamentano?». Se lo chiedono in molti, a volte con aria infastidita, ricordando il «miracolo» delle casette costruite a tempi record e fornite, con tanto di champagne in frigo, ai terremotati. Il problema è che c'è una ferita che ancora sanguina, da quella notte tra il 5 e il 6 aprile del 2009, quando alle 3.32 del mattino, un boato agghiacciò l'anima e poi tutto venne giù assieme ai muri: gli affetti, le case, le storie, il futuro. È che il centro, cuore pulsante sociale, culturale, economico dell'Aquila, ma anche dei piccoli paesini attorno, è rimasto com'era. A parte i puntellamenti di legno che sono costati moltissimo, anche per case che forse dovranno essere demolite, e che ora, dopo due anni di pioggia e neve e assenza di lavori, sono già destinati alla sostituzione. Per la gioia delle imprese appaltanti e la rabbia dei terremotati.
Fuori dalla zona rossa, in periferia, i cantieri aperti si vedono. Sono quelli delle case meno danneggiate. Si è partiti da quelle. E già c'è una pioggia di esposti. Imprese che, magari con l'assenso degli inquilini, gonfiano i costi dei progetti con lavori non necessari. O lavori fatturati molto ma compiuti male. «Devono venire a controllare. Non l'hanno fatto all'inizio e c'è chi se ne è approfittato. Almeno lo facessero ora. Perché qui sono milioni di euro, mica uno scherzo» protesta Luciano, autore di un esposto. «A casa mia c'era solo una piccola crepa, ma la volevano far passare per gravemente danneggiata».
A due anni di distanza, sono ancora 37.733 (15 mila in meno rispetto al 2010) le persone assistite. Poco meno di 23mila risiedono in alloggi Map (le famose casette), in 19 new town; circa 13 mila sono beneficiarie del contributo di autonoma sistemazione (200 euro a persona ogni mese) e 1.328 sono ancora in strutture ricettive abruzzesi e nelle caserme. In questi giorni sono tutti in fermento. Si attende l'ordinanza. L'ennesima che dovrebbe finalmente chiarire tutti i dubbi su come debbano essere i progetti da presentare all'approvazione, per aver poi i rimborsi. Da due anni la burocrazia ha infierito sugli aquilani. E se in Giappone sono bastati 6 giorni per costruire un'autostrada qui ci sono voluti in media 8-10 mesi, con punte di un anno e due mesi, per avere il via libera a ricostruire. Con l'ordinanza i 15mila della fascia E (i proprietari delle case più danneggiate) potranno presentare le richieste. Ma ad attenderle nell'ufficio comunale che deve valutare la correttezza formale delle pratiche ci sono un impiegato, spesso fuori per incombenze, e una ragazza con contratto a tempo determinato sempre in scadenza. Peggio ancora nell'ufficio ricavato nella caserma della Finanza. Un corridoio angusto con la parete fasciata da migliaia di progetti accatastati. Per fortuna è di vetro. Così gli impiegati possono leggere dal cortile i numeri delle pratiche.
La cartolina che ritrae la ricostruzione che non decolla arriva da Cagnano Amiterno, appena 15 km dal «cantiere più grande d'Europa». Qui sorge lo storico cementificio Sacci: dovrebbe essere un fermento di produzione. Invece dal prossimo gennaio almeno 12 operai saranno messi in mobilità. Perché - ha spiegato l'azienda nella lunga trattativa con i sindacati - «non c'è lavoro a sufficienza».
Da queste parti la disoccupazione è balzata dal 7,5% di prima del sisma all'attuale 11%, dato che però, come spiega Umberto Trasatti, segretario provinciale della Cgil, «non comprende i lavoratori in cassa integrazione, mobilità o comunque che usufruiscono di ammortizzatori sociali». Altre migliaia di persone rimaste senza lavoro. Il prodotto interno lordo è fermo: bloccato sulla crescita zero. «Altro che ripresa», incalza la Cgil, «e dal governo tante promesse, ma poche azioni concrete».
E per una volta anche gli industriali sono in sintonia con il sindacato». «Nell'emergenza - dice Antonio Cappelli, direttore di Confindustria - sono state fatte cose straordinarie. Poi però tutto si è fermato. Aver dato un tetto alla gente realizzando una periferia diffusa non vuol dire rilanciare l'economia. La ricostruzione "pesante" non è neanche partita». Oltre 1.200 piccole aziende e imprese artigianali del centro storico hanno chiuso: rappresentavano una delle ricchezze svanite della città. «Il sistema-università, fra affitti di fuorisede, consumi, servizi, generava un flusso finanziario compreso fra i 220 e i 230 milioni di euro all'anno. Adesso si è quasi azzerato», aggiunge Antonio Cappelli. Gli iscritti sono scesi da 27 mila a poco più di 21 mila, nonostante l'azzeramento delle tasse universitarie. Sono venuti a mancare proprio i fuorisede che erano quelli che movimentavano più denaro.
fonte:Corriere della sera
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Re: Terremoto in Abruzzo
Non sembra vero eppure sono trascorsi due anni!
Visita del Presidente della Repubblica sui luoghi del disastro
Napolitano: «A L'Aquila deve rinascere il centro storico»
A due anni dal terremoto del 6 aprile 2009 migliaia di fiaccole percorrono quello che resta della città
Milano - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sottolinea la necessità per il tessuto sociale aquilano della rinascita del centro storico della città, sventrato dal terremoto di due anni fa. Al suo arrivo a Collemaggio, per la messa solenne in basilica, accolto dal sindaco, Cialente, e dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, il presidente della Repubblica ricorda che «L'Aquila non ha solo bisogno di lavoro, di studio e delle attività quotidiane dei suoi cittadini, ma anche della rinascita del suo bellissimo centro storico». Il capo dello Stato invita a proseguire sulla strada della condivisione per affrontare il resto del percorso della ricostruzione dando atto a tutti i soggetti istituzionali in campo che «sappiamo che le questioni di prospettiva sono complesse, ma deve essere chiaro che per noi L'Aquila vale quanto la più grande delle città storiche del nostro paese». «Abbiamo città storiche - prosegue Napolitano - di grandi dimensioni, medie e anche piccole e tutte costituiscono un tesoro del nostro paese, riconosciuto in ambito internazionale ed è anche con questo occhio che guardiamo a L'Aquila». È per questo che il presidente della Repubblica riassume così il confronto, anche aspro che i temi della ricostruzione hanno suscitato sia in Abruzzo che in ambito nazionale: «i termini della situazione sono noti, e lo è a chi ha responsabilità, sia a livello comunale che regionale che nazionale, e parlo di autorità di governo e amministrative, quindi è giusto discutere quali siano i termini dei programmi, i tempi e le prospettive di soluzione dei problemi. Penso - puntualizza - che su questo tema le divisioni siano state minime. Nel fuoco dell'emergenza - è l'elemento che Napolitano mette in risalto - c'è stata la massima unità».
L'Aquila due anni dopo
Corteo notturnoO - In precedenza migliaia di fiaccole avevano illuminato il lunghissimo e silenzioso corteo degli aquilani. Ventimila persone e un silenzio assordante. Dopo avere percorso alcune delle strade del centro, alle 3.32 la città, o meglio quello che resta della città, la gente si è ritrovata in Piazza Duomo per la veglia di commemorazione delle 309 vittime del terremoto che il 6 aprile 2009 rase al suolo L'Aquila. Dalla Fontana Luminosa il corteo, aperto dai gonfaloni dell'Aquila e del Giappone - nazione che ha dato un notevole contributo di solidarietà - è arrivato alla Casa dello Studente e poi nella piazza centrale. Tra i partecipanti, anche il capo della protezione civile, Franco Gabrielli, che prima di subentrare a Guido Bertolaso fu prefetto dell'Aquila e la notte del sisma solo per un puro caso non rimase travolto dalle macerie.
fonte:Corriere della sera
Visita del Presidente della Repubblica sui luoghi del disastro
Napolitano: «A L'Aquila deve rinascere il centro storico»
A due anni dal terremoto del 6 aprile 2009 migliaia di fiaccole percorrono quello che resta della città
Milano - Il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano sottolinea la necessità per il tessuto sociale aquilano della rinascita del centro storico della città, sventrato dal terremoto di due anni fa. Al suo arrivo a Collemaggio, per la messa solenne in basilica, accolto dal sindaco, Cialente, e dal sottosegretario alla presidenza del consiglio, Gianni Letta, il presidente della Repubblica ricorda che «L'Aquila non ha solo bisogno di lavoro, di studio e delle attività quotidiane dei suoi cittadini, ma anche della rinascita del suo bellissimo centro storico». Il capo dello Stato invita a proseguire sulla strada della condivisione per affrontare il resto del percorso della ricostruzione dando atto a tutti i soggetti istituzionali in campo che «sappiamo che le questioni di prospettiva sono complesse, ma deve essere chiaro che per noi L'Aquila vale quanto la più grande delle città storiche del nostro paese». «Abbiamo città storiche - prosegue Napolitano - di grandi dimensioni, medie e anche piccole e tutte costituiscono un tesoro del nostro paese, riconosciuto in ambito internazionale ed è anche con questo occhio che guardiamo a L'Aquila». È per questo che il presidente della Repubblica riassume così il confronto, anche aspro che i temi della ricostruzione hanno suscitato sia in Abruzzo che in ambito nazionale: «i termini della situazione sono noti, e lo è a chi ha responsabilità, sia a livello comunale che regionale che nazionale, e parlo di autorità di governo e amministrative, quindi è giusto discutere quali siano i termini dei programmi, i tempi e le prospettive di soluzione dei problemi. Penso - puntualizza - che su questo tema le divisioni siano state minime. Nel fuoco dell'emergenza - è l'elemento che Napolitano mette in risalto - c'è stata la massima unità».
L'Aquila due anni dopo
Corteo notturnoO - In precedenza migliaia di fiaccole avevano illuminato il lunghissimo e silenzioso corteo degli aquilani. Ventimila persone e un silenzio assordante. Dopo avere percorso alcune delle strade del centro, alle 3.32 la città, o meglio quello che resta della città, la gente si è ritrovata in Piazza Duomo per la veglia di commemorazione delle 309 vittime del terremoto che il 6 aprile 2009 rase al suolo L'Aquila. Dalla Fontana Luminosa il corteo, aperto dai gonfaloni dell'Aquila e del Giappone - nazione che ha dato un notevole contributo di solidarietà - è arrivato alla Casa dello Studente e poi nella piazza centrale. Tra i partecipanti, anche il capo della protezione civile, Franco Gabrielli, che prima di subentrare a Guido Bertolaso fu prefetto dell'Aquila e la notte del sisma solo per un puro caso non rimase travolto dalle macerie.
fonte:Corriere della sera
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Re: Terremoto in Abruzzo
Tutti fanno visita ma la situazione non cambia.
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Re: Terremoto in Abruzzo
In effetti, a pensarci bene, sta andando così...è vero che ci vuole tempo però mi sembra che quello avuto a disposizione, per lo meno per ricostruire parte della struttura della città de L'Aquila (ad esempio), sia stato sufficiente...e invece niente!bancarella ha scritto:Tutti fanno visita ma la situazione non cambia.
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Re: Terremoto in Abruzzo
guardate se penso che a 2 anni dal terrmoto non é cambiato niente mi viene da piangere. quella cittá era un vero e proprio gioellino medioevale, io ho un sacco di ricordi poiché mio padre vié nato e cresciuto, sentire che i miei parenti vivono ancora in quei prefrabbricati anonimi in una zona totlamrnte asettica e che non possono andare nel centro o lo vedono a poco a poco deteriorarsi naturalmente mi fa solo venire da piangere... lo so che in molti mi insulteranno perché ci sono state zone dove gli abitanti sono stati aiutati molto di meno, ma vedere che non si fa niente per recuperare una cittá cosí bella e lasciare andare a monte un patrimonio artistico del genere é un vero peccato, se non una vergogna!!!
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Re: Terremoto in Abruzzo
Sono d'accordo con quanto hai detto! La città de L'Aquila era (e spero lo sia ancora in futuro) la mia preferita...ricca, ricchissima di tante cose belle non solo culturali ma anche sociali!polly82 ha scritto:guardate se penso che a 2 anni dal terrmoto non é cambiato niente mi viene da piangere. quella cittá era un vero e proprio gioellino medioevale, io ho un sacco di ricordi poiché mio padre vié nato e cresciuto, sentire che i miei parenti vivono ancora in quei prefrabbricati anonimi in una zona totlamrnte asettica e che non possono andare nel centro o lo vedono a poco a poco deteriorarsi naturalmente mi fa solo venire da piangere... lo so che in molti mi insulteranno perché ci sono state zone dove gli abitanti sono stati aiutati molto di meno, ma vedere che non si fa niente per recuperare una cittá cosí bella e lasciare andare a monte un patrimonio artistico del genere é un vero peccato, se non una vergogna!!!
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Re: Terremoto in Abruzzo
Ci sono ancora scosse di assestamento!
Le località pressime all'epicentro sono la città capoluogo, Pizzoli e Fossa
Scossa di terremoto, paura a L'Aquila
Di magnitudo 3.2, è stata registrata alle 21,17. Decine di telefonate ai pompieri. Nessun danno a persone o cose
Milano - Paura a L'Aquila. Una scossa di terremoto è stato avvertita dalla popolazione sabato sera. Secondo i rilievi registrati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l'evento sismico si è verificato alle 21,17 con una magnitudo di 3.2 e a una profondità di quasi nove chilometri. In particolare le località prossime all'epicentro sono L'Aquila, Pizzoli e Fossa. Decine di telefonate sono arrivate ai centralini dei vigili del fuoco ma dalle prime verifiche, effettuate dalla «Sala Situazione Italia» del Dipartimento della Protezione Civile, non risultano danni a persone o a cose.
fonte: Corriere della sera
Le località pressime all'epicentro sono la città capoluogo, Pizzoli e Fossa
Scossa di terremoto, paura a L'Aquila
Di magnitudo 3.2, è stata registrata alle 21,17. Decine di telefonate ai pompieri. Nessun danno a persone o cose
Milano - Paura a L'Aquila. Una scossa di terremoto è stato avvertita dalla popolazione sabato sera. Secondo i rilievi registrati dall'Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l'evento sismico si è verificato alle 21,17 con una magnitudo di 3.2 e a una profondità di quasi nove chilometri. In particolare le località prossime all'epicentro sono L'Aquila, Pizzoli e Fossa. Decine di telefonate sono arrivate ai centralini dei vigili del fuoco ma dalle prime verifiche, effettuate dalla «Sala Situazione Italia» del Dipartimento della Protezione Civile, non risultano danni a persone o a cose.
fonte: Corriere della sera
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