Decisioni e opinioni della Chiesa...

Cosa succede in Italia...
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Mac La Mente
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Re: Decisioni e opinioni della Chiesa...

Messaggio da Mac La Mente »

...seconda parte dell'intervista tv del Papa...

La terza domanda ci porta in Iraq, tra i giovani di Baghdad, cristiani perseguitati che Le mandano questa domanda: "Salute al Santo Padre dall’Iraq – dicono – Noi cristiani di Baghdad siamo stati perseguitati come Gesù. Santo Padre, secondo Lei, in che modo possiamo aiutare la nostra comunità cristiana a riconsiderare il desiderio di emigrare in altri Paesi, convincendola che partire non è l’unica soluzione?"
«Vorrei innanzitutto salutare di cuore tutti i cristiani dell’Iraq, nostri fratelli, e devo dire che prego ogni giorno per i cristiani in Iraq. Sono i nostri fratelli sofferenti, come anche in altre terre del mondo, e quindi sono particolarmente vicini al nostro cuore e noi dobbiamo fare, per quanto possiamo, il possibile perché possano rimanere, perché possano resistere alla tentazione di migrare, perché è molto comprensibile nelle condizioni nelle quali vivono. Io direi che è importante che noi siamo vicini a voi, cari fratelli in Iraq, che noi vogliamo aiutarvi, anche quando venite, ricevervi realmente come fratelli. E naturalmente, le istituzioni, tutti coloro che hanno realmente una possibilità di fare qualcosa in Iraq per voi, devono farlo. La Santa Sede è in permanente contatto con le diverse comunità, non solo con le comunità cattoliche, con le altre comunità cristiane, ma anche con i fratelli musulmani, sia sciiti, sia sunniti. E vogliamo fare un lavoro di riconciliazione, di comprensione, anche con il governo, aiutarlo in questo cammino difficile di ricomporre una società lacerata. Perché questo è il problema, che la società è profondamente divisa, lacerata, che non c’è più questa consapevolezza: "Noi siamo nelle diversità un popolo con una storia comune, dove ognuno ha il suo posto". E devono ricostruire questa consapevolezza che, nella diversità, hanno una storia in comune, una comune determinazione. E noi vogliamo, in dialogo, proprio con i diversi gruppi, aiutare il processo di ricostruzione e incoraggiare voi, cari fratelli cristiani in Iraq, di avere fiducia, di avere pazienza, di avere fiducia in Dio, di collaborare in questo processo difficile. Siate sicuri della nostra preghiera».

La prossima domanda Le viene rivolta da una donna musulmana della Costa d’Avorio, un Paese in guerra da anni. Questa signora, si chiama Bintù, e Le manda un saluto in arabo che suona così: "Che Dio sia in mezzo a tutte le parole che ci diremo e che Dio sia con te". È un’espressione che loro usano quando cominciano un discorso. E poi continua in francese: "Caro Santo Padre, qui in Costa d’Avorio abbiamo sempre vissuto in armonia tra cristiani e musulmani. Le famiglie sono spesso formate da membri di entrambe le religioni; esiste anche una diversità di etnie, ma non abbiamo mai avuto problemi. Ora tutto è cambiato: la crisi che viviamo, causata dalla politica, sta seminando divisioni. Quanti innocenti hanno perso la vita! Quanti sfollati, quante mamme e quanti bambini traumatizzati! I messaggeri hanno esortato alla pace, i profeti hanno esortato alla pace. Gesù è un uomo di pace. Lei, in quanto ambasciatore di Gesù, cosa consiglierebbe per il nostro Paese?"
« Vorrei rispondere al saluto: Dio sia anche con te, ti aiuti sempre. E devo dire che ho ricevuto lettere laceranti dalla Costa d'Avorio, dove vedo tutta la tristezza, la profondità della sofferenza, e rimango triste che possiamo fare così poco. Possiamo fare una cosa, sempre: essere in preghiera con voi, e in quanto sono possibili, faremo opere di carità e soprattutto vogliamo aiutare, secondo le nostre possibilità, i contatti politici, umani. Ho incaricato il card. Turkson, che è presidente del nostro Consiglio Giustizia e Pace di andare in Costa d’Avorio e di cercare di mediare, di parlare con i diversi gruppi, con le diverse persone per incoraggiare un nuovo inizio. E soprattutto vogliamo far sentire la voce di Gesù, che anche Lei crede come profeta. Lui era sempre l’uomo della pace. Ci si poteva aspettare che, quando Dio viene in terra, sarà un uomo di grande forza, distruggerebbe le potenze avverse, che sarebbe un uomo di una violenza forte come strumento di pace. Niente di questo: è venuto debole, è venuto solo con la forza dell’amore, totalmente senza violenza fino ad andare alla croce. E questo ci mostra il vero volto di Dio, che la violenza non viene mai da Dio, mai aiuta a dare le cose buone, ma è un mezzo distruttivo e non è il cammino per uscire dalle difficoltà. Quindi è una forte voce contro ogni tipo di violenza. E invito fortemente tutte le parti a rinunciare alla violenza, a cercare le vie della pace. Non potete servire la ricomposizione del vostro popolo con mezzi di violenza, anche se pensate di avere ragione. L’unica via è rinunciare alla violenza, ricominciare con il dialogo, con tentativi di trovare insieme la pace, con la nuova attenzione l’uno per l’altro, con la nuova disponibilità ad aprirsi l’uno all’altro. E questo, cara Signora, è il vero messaggio di Gesù: cercate la pace con i mezzi della pace e lasciate la violenza. Noi preghiamo per voi, che tutti i componenti della vostra società sentano questa voce di Gesù e che così ritorni la pace e la comunione».

Santo Padre, la prossima domanda è sul tema della morte e della Risurrezione di Gesù, e arriva dall’Italia. Gliela leggo: "Santità, che cosa fa Gesù nel lasso di tempo tra la morte e la Risurrezione? E visto che nella recita del Credo si dice che Gesù, dopo la morte, discese negli Inferi, possiamo pensare che sarà una cosa che accadrà anche a noi, dopo la morte, prima di salire al Cielo?"
«Innanzitutto, questa discesa dell’anima di Gesù non si deve immaginare come un viaggio geografico, locale, da un continente all’altro. È un viaggio dell’anima. Dobbiamo tener presente che l’anima di Gesù tocca sempre il Padre, è sempre in contatto con il Padre, ma nello stesso tempo quest’anima umana si estende fino agli ultimi confini dell’essere umano. In questo senso va in profondità, va ai perduti, va a tutti quanti non sono arrivati alla meta della loro vita, e trascende così i continenti del passato. Questa parola della discesa del Signore agli Inferi vuol soprattutto dire che anche il passato è raggiunto da Gesù, che l’efficacia della Redenzione non comincia nell’anno zero o trenta, ma va anche al passato, abbraccia il passato, tutti gli uomini di tutti i tempi. I Padri dicono, con un’immagine molto bella, che Gesù prende per mano Adamo ed Eva, cioè l’umanità, e la guida avanti, la guida in alto. E crea così l’accesso a Dio, perché l’uomo, di per sé, non può arrivare fino all’altezza di Dio. Lui stesso, essendo uomo, prendendo in mano l’uomo, apre l’accesso, apre cosa? La realtà che noi chiamiamo Cielo. Quindi questa discesa agli Inferi, cioè nelle profondità dell’essere umano, nelle profondità del passato dell’umanità, è una parte essenziale della missione di Gesù, della sua missione di Redentore e non si applica a noi. La nostra vita è diversa, noi siamo già redenti dal Signore e noi arriviamo davanti al volto del Giudice, dopo la nostra morte, sotto lo sguardo di Gesù, e questo sguardo da una parte sarà purificante: penso che tutti noi, in maggiore o minore misura, avremo bisogno di purificazione. Lo sguardo di Gesù ci purifica e poi ci rende capaci di vivere con Dio, di vivere con i Santi, di vivere soprattutto in comunione con i nostri cari che ci hanno preceduto».

...continua....
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Re: Decisioni e opinioni della Chiesa...

Messaggio da Mac La Mente »

...terza parte dell'intervista tv del Papa...

Anche la prossima domanda è sul tema della Risurrezione e arriva dall’Italia: "Santità, quando le donne giungono al sepolcro, la domenica dopo la morte di Gesù, non riconoscono il Maestro, lo confondono con un altro. Succede anche agli Apostoli: Gesù deve mostrare le ferite, spezzare il pane per essere riconosciuto, appunto, dai gesti. È un corpo vero, di carne, ma anche un corpo glorioso. Il fatto che il suo corpo risorto non abbia le stesse fattezze di quello di prima, che cosa vuol dire? Cosa significa, esattamente, corpo glorioso? E la Risurrezione sarà per noi così?"
«Naturalmente, non possiamo definire il corpo glorioso perché sta oltre le nostre esperienze. Possiamo solo registrare i segni che Gesù ci ha dato per capire almeno un po’ in quale direzione dobbiamo cercare questa realtà. Primo segno: la tomba è vuota. Cioè, Gesù non ha lasciato il suo corpo alla corruzione, ci ha mostrato che anche la materia è destinata all’eternità, che realmente è risorto, che non rimane una cosa perduta. Gesù ha preso anche la materia con sé, e così la materia ha anche la promessa dell’eternità. Ma poi ha assunto questa materia in una nuova condizione di vita, questo è il secondo punto: Gesù non muore più, cioè sta sopra le leggi della biologia, della fisica, perché sottomesso a queste uno muore. Quindi c’è una condizione nuova, diversa, che noi non conosciamo, ma che si mostra nel fatto di Gesù, ed è la grande promessa per noi tutti che c’è un mondo nuovo, una vita nuova, verso la quale noi siamo in cammino. E, essendo in queste condizioni, Gesù ha la possibilità di farsi palpare, di dare la mano ai suoi, di mangiare con i suoi, ma tuttavia sta sopra le condizioni della vita biologica, come noi la viviamo. E sappiamo che, da una parte, è un vero uomo, non un fantasma, che vive una vera vita, ma una vita nuova che non è più sottomessa alla morte e che è la nostra grande promessa. È importante capire questo, almeno in quanto si può, per l’Eucaristia: nell’Eucaristia, il Signore ci dona il suo corpo glorioso, non ci dona carne da mangiare nel senso della biologia, ci dà se stesso, questa novità che Lui è, entra nel nostro essere uomini, nel nostro, nel mio essere persona, come persona, e ci tocca interiormente con il suo essere, così che possiamo lasciarci penetrare dalla sua presenza, trasformare nella sua presenza. E’ un punto importante, perché così siamo già in contatto con questa nuova vita, questo nuovo tipo di vita, essendo Lui entrato in me, e io sono uscito da me e mi estendo verso una nuova dimensione di vita. Io penso che questo aspetto della promessa, della realtà che Lui si dà a me e mi tira fuori da me, in alto, è il punto più importante: non si tratta di registrare cose che non possiamo capire, ma di essere in cammino verso la novità che comincia, sempre, di nuovo, nell’Eucaristia».

Santo Padre, l’ultima domanda è su Maria. Sotto la croce, assistiamo ad un dialogo toccante tra Gesù, sua madre e Giovanni, nel quale Gesù dice a Maria: "Ecco tuo Figlio", e a Giovanni: "Ecco tua madre". Nel suo ultimo libro, "Gesù di Nazaret", Lei lo definisce "un’ultima disposizione di Gesù". Come dobbiamo intendere queste parole? Che significato avevano in quel momento e che significato hanno oggi? E in tema di affidamento, ha in cuore di rinnovare una consacrazione alla Vergine all’inizio di questo nuovo millennio?
«Queste parole di Gesù sono soprattutto un atto molto umano. Vediamo Gesù come vero uomo che fa un atto di uomo, un atto di amore per la madre e affida la madre al giovane Giovanni perché sia sicura. Una donna sola, in Oriente, in quel tempo, era in una situazione impossibile. Affida la mamma a questo giovane e al giovane dà la mamma, quindi Gesù realmente agisce da uomo con un sentimento profondamente umano. Questo mi sembra molto bello, molto importante, che prima di ogni teologia vediamo in questo la vera umanità, il vero umanesimo di Gesù. Ma naturalmente questo attua diverse dimensioni, non riguarda solo questo momento, ma concerne tutta la storia. In Giovanni Gesù affida tutti noi, tutta la Chiesa, tutti i discepoli futuri, alla madre e la madre a noi. E questo si è realizzato nel corso della storia: sempre più l’umanità e i cristiani hanno capito che la madre di Gesù è la loro madre. E sempre più si sono affidati alla Madre: pensiamo ai grandi santuari, pensiamo a questa devozione per Maria dove sempre più la gente sente "Questa è la Madre". E anche alcuni che quasi hanno difficoltà di accesso a Gesù nella sua grandezza di Figlio di Dio, si affidano senza difficoltà alla Madre. Qualcuno dice: "Ma questo non ha fondamento biblico!". Qui risponderei con San Gregorio Magno: "Con il leggere - egli dice - crescono le parole della Scrittura". Cioè, si sviluppano nella realtà, crescono, e sempre più nella storia si sviluppa questa Parola. Vediamo come tutti possiamo essere grati perché la Madre c’è realmente, a noi tutti è data una madre. E possiamo con grande fiducia andare da questa Madre, che anche per ognuno dei cristiani è sua Madre. E d’altra parte vale anche che la Madre esprime pure la Chiesa. Non possiamo essere cristiani da soli, con un cristianesimo costruito secondo la mia idea. La Madre è immagine della Chiesa, della Madre Chiesa, e affidandoci a Maria dobbiamo anche affidarci alla Chiesa, vivere la Chiesa, essere la Chiesa con Maria. E così arrivo al punto dell’affidamento: i Papi – sia Pio XII, sia Paolo VI, sia Giovanni Paolo II – hanno fatto un grande atto di affidamento alla Madonna e mi sembra, come gesto davanti all’umanità, davanti a Maria stessa, era un gesto molto importante. Io penso che adesso sia importante di interiorizzare questo atto, di lasciarci penetrare, di realizzarlo in noi stessi. In questo senso, sono andato in alcuni grandi santuari mariani nel mondo: Lourdes, Fatima, Czestochowa, Altötting…, sempre con questo senso di concretizzare, di interiorizzare questo atto di affidamento, perché diventi realmente il nostro atto. Penso che l’atto grande, pubblico, sia stato fatto. Forse un giorno sarà necessario ripeterlo, ma al momento mi sembra più importante viverlo, realizzarlo, entrare in questo affidamento, perché sia realmente nostro. Per esempio, a Fatima ho visto come le migliaia di persone presenti sono realmente entrate in questo affidamento, si sono affidate, hanno concretizzato in se stesse, per se stesse, questo affidamento. Così esso diventa realtà nella Chiesa vivente e così cresce anche la Chiesa. L’affidamento comune a Maria, il lasciarsi tutti penetrare da questa presenza e formare, entrare in comunione con Maria, ci rende Chiesa, ci rende, insieme con Maria, realmente questa sposa di Cristo. Quindi, al momento non avrei l’intenzione di un nuovo pubblico affidamento, ma tanto più vorrei invitare ad entrare in questo affidamento già fatto, perché sia realtà vissuta da noi ogni giorno e cresca così una Chiesa realmente mariana, che è Madre e Sposa e Figlia di Gesù».

fonte La Stampa
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Re: Decisioni e opinioni della Chiesa...

Messaggio da Mac La Mente »

È allo stato liquido grazie a un anticoagulante
Sarà un'ampolla di sangue di Wojtyla la reliquia esposta per la beatificazione
Fu estratto a Giovanni Paolo II per delle trasfusioni e conservato dalle suore dell'ospedale Bambin Gesù

Milano - La reliquia che verrà esposta alla venerazione dei fedeli durante la beatificazione di Giovanni Paolo II, l'1 maggio, è un'ampolla di sangue, estratto al papa polacco in previsione di trasfusioni e conservata in questi anni al Bambin Gesù dalle suore dell'ospedale. Il sangue è allo stato liquido, a causa di un anticoagulante presente nella provetta al momento del prelievo. Lo spiega un comunicato della sala stampa vaticana. (fonte: Ansa)

fonte: Corriere della sera
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Re: Decisioni e opinioni della Chiesa...

Messaggio da Mac La Mente »

E' arrivato! E' arrivato il giorno della beatificazione di Giovanni Paolo II! :)
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Re: Decisioni e opinioni della Chiesa...

Messaggio da Mac La Mente »

Ho visto parte della cerimonia di beatificazione...quanta gente! Roma era invasa! :eeek:
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Re: Decisioni e opinioni della Chiesa...

Messaggio da Mac La Mente »

E il Papa è andato a Mestre!

A Mestre in 300 mila per il Papa
«Non cedere al consumismo»


Oltre 300mila persona per la messa di Benedetto XVI al parco San Giuliano di Mestre. «Anche un popolo tradizionalmente cattolico può avvertire in senso negativo o assimilare quasi inconsciamente i contraccolpi di una cultura che finisce per insinuare un modo di pensare nel quale viene apertamente rifiutato, o nascostamente ostacolato, il messaggio evangelico. So quanto sia stato e quanto continui ad essere grande il vostro impegno nel difendere i perenni valori della fede cristiana. Vi incoraggio a non cedere mai alle ricorrenti tentazioni della cultura edonistica ed ai richiami del consumismo materialista». Lo ha detto Benedetto XVI nel corso dell’Omelia alla messa celebrata stamani al parco di San Giuliano di Mestre davanti a più di 300 mila persone provenienti da tutto il Nord Est ed anche da più lontano. Rivolgendosi ai tanti fedeli presenti del Nord Est Benedetto XVI ha sottolineato che «nei secoli passati le vostre chiese hanno conosciuto una ricca tradizione di santità e di generoso servizio ai fratelli, grazie all’opera di zelanti sacerdoti e religiosi e religiose di vita attiva e contemplativa». «Se vogliamo metterci in ascolto del loro insegnamento spirituale non ci è difficile riconoscere l’appello personale e inconfondibile che essi ci rivolgono: ’siate santi!’. Ponete al centro della vita Cristo -ha esortato il Papa- Costruite su di Lui l’edificio della vostra esistenza. In Gesù troverete la forza per aprirvi agli altri e per fare di voi stessi, sul suo esempio, un dono per l’intera umanità».

Quindi il Papa ha sottolineato che «attorno ad Aquileia si ritrovarono uniti popoli e di lingue e di culture diverse, fatti convergere non solo da esigenze politiche, ma soprattutto, dalla fede di Cristo e dalla civiltà ispirata dall’insegnamento evangelico, la civiltà dell’amore. Le chiese generate ad Aquileia sono chiamate oggi a rinsaldare quell’antica unità spirituale, in particolare alla luce del fenomeno dell’immigrazione e delle nuove circostanze geopolitiche in atto». «La fede cristiana -ha assicurato Benedetto XVI- può sicuramente contribuire alla concretezza di un tale programma che interesse l’armonico ed integrale sviluppo dell’uomo e della società in cui egli vive. La mia presenza tra voi vuole perciò anche un vivo sostegno agli sforzi che vengono dispiegati per favorire la solidarietà tra le vostre diocesi del Nord-Est. Vuole essere, inoltre, un incoraggiamento per ogni iniziativa tendente al superamento di quelle divisioni che potrebbero vanificare le concrete aspirazioni alla giustizia e alla pace». «Voi oggi qui presenti rappresentate le comunità ecclesiali nate dalla chiesa madre di Aquileia. Come in passato quando quelle chiese si distinsero per il fervore apostolico e il dinamismo pastorale, così anche oggi occorre promuovere e difendere con coraggio e l’unità della fede. Occorre rendere conto della speranza cristiana all’uomo moderno sopraffatto non di rado da vaste inquietanti problematiche che pongono in crisi i fondamenti stessi del suo essere e del suo agire».

Ai 300mila presenti al parco di San Giuliano Benedetto XVI ha quindi sottolineato che «voi vivete in un contesto nel quale il cristianesimo si presenta come la fede che ha accompagnato nei secoli il cammino di tanti uomini anche attraverso persecuzioni e prove molto dure. Di questa fede sono eloquente espressione le molteplici testimonianze disseminate ovunque: le chiese, le opere d’arte, gli ospedali, le biblioteche, le scuole. L’ambiente stesso delle vostre città come pure delle campagne e delle montagne tutte costellate di riferimenti a Cristo». «Eppure oggi questo essere di Cristo rischia -ha avvertito, il Papa- di svuotarsi della sua verità e dei suoi contenuti più profondi: rischia di diventare un orizzonte che solo superficialmente e negli aspetti piuttosto sociali e culturali, abbraccia la vita. Rischia di ridursi ad un cristianesimo nel quale l’esperienza di fede in Gesù crocefisso e risorto non illumina il cammino dell’esistenza». «Tale atteggiamente tende purtroppo -ha ammonito il Papa- a diffondersi anche nel vostro territorio: questo avviene quando i discepoli di oggi si allontanano dalla Gerusalemme del crocefisso e del risorto non credendo più nella potenza e nella presenza viva del Signore».

fonteLa Stampa
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Re: Decisioni e opinioni della Chiesa...

Messaggio da bancarella »

Non mi interessa tanto
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Re: Decisioni e opinioni della Chiesa...

Messaggio da Mac La Mente »

bancarella ha scritto:Non mi interessa tanto
In realtà neanche a me...l'ho inserita per conoscenza! :)
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Re: Decisioni e opinioni della Chiesa...

Messaggio da bancarella »

La mia non era una critica Mac :)
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Re: Decisioni e opinioni della Chiesa...

Messaggio da Mac La Mente »

bancarella ha scritto:La mia non era una critica Mac :)
Si, si, tranquillo! Non ci sono problemi, davvero! :cincin:
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Re: Decisioni e opinioni della Chiesa...

Messaggio da Mac La Mente »

La Chiesa aggiorna l'elenco dei peccati! Ecco qui a cosa bisognerebbe stare attenti o evitare...

1. Manipolazione genetiche
2. Esperimenti sulla persona
3. Inquinamento
4. Ingiustizia sociale
5. Causare povertà
6. Ricchezza eccessiva
7. Aborto
8. Pedoflia
9. Droga
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Re: Decisioni e opinioni della Chiesa...

Messaggio da bancarella »

D'accordo ma ci sono altri problemi da affrontare.
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Re: Decisioni e opinioni della Chiesa...

Messaggio da Mac La Mente »

bancarella ha scritto:D'accordo ma ci sono altri problemi da affrontare.
Sì, la penso esattamente come te! Inoltre alcuni di questi nuovi peccati trovo che non abbiano molto senso!
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Re: Decisioni e opinioni della Chiesa...

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Il Papa denunciato al tribunale dell'AIA :!:
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Re: Decisioni e opinioni della Chiesa...

Messaggio da Mac La Mente »

bancarella ha scritto:Il Papa denunciato al tribunale dell'AIA :!:
Ho sentito la notizia, praticamente è rimbalzata dappertutto e se devo essere sincero preferisco non commentare, è una cosa che non concepisco non perchè sia dalla parte del Vaticano o del Papa ma per il semplice fatto che ogni giorno mi stupisco sempre di più del livello basso, bassissimo, che si tocca! :angry:
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