Test sul Big Bang: la Terra morirà?
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Re: Test sul Big Bang: la Terra morirà?
Breve notizia, una novità che arriva direttamente dal Cern...
Scoperta Cern, forse è materia Big Bang
Fenomeno mai visto prima, ipotesi plasma primordiale
Roma - Un fenomeno 'mai visto finora' e' stato osservato al Cern. Tra le ipotesi c'e' la materia primordiale, comparsa subito dopo il Big Bang.
Il fenomeno e' stato osservato nell'esperimento Cms (Compact Muon Solenoid), coordinato dall'italiano Guido Tonelli. Si tratta di uno dei quattro esperimenti dell'acceleratore di particelle piu' grande del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra. L'annuncio, dato oggi in un seminario, arriva a nemmeno sei mesi dalle prime collisioni.
fonte:Temporeale - Libero
Scoperta Cern, forse è materia Big Bang
Fenomeno mai visto prima, ipotesi plasma primordiale
Roma - Un fenomeno 'mai visto finora' e' stato osservato al Cern. Tra le ipotesi c'e' la materia primordiale, comparsa subito dopo il Big Bang.
Il fenomeno e' stato osservato nell'esperimento Cms (Compact Muon Solenoid), coordinato dall'italiano Guido Tonelli. Si tratta di uno dei quattro esperimenti dell'acceleratore di particelle piu' grande del mondo, il Large Hadron Collider (Lhc) del Cern di Ginevra. L'annuncio, dato oggi in un seminario, arriva a nemmeno sei mesi dalle prime collisioni.
fonte:Temporeale - Libero
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Re: Test sul Big Bang: la Terra morirà?
Va avanti l'esperimento? Me l'ero dimenticato.
Sono un Sagittario con quattro zampe, una coda, arco e freccia!
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Re: Test sul Big Bang: la Terra morirà?
Certo che c'è! E se l'interrompono mi arrabbio dopo tutti i soldi spesi!bancarella ha scritto:Va avanti l'esperimento? Me l'ero dimenticato.
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Re: Test sul Big Bang: la Terra morirà?
Altre notizie direttamente dal Cern di Ginevra dove l'esperimento continua! 
Migliaia di miliardi di gradi, centomila volte il cuore del sole
Viaggio all'origine dell’Universo
Ricreate le temperature del Big Bang
Al Cern di Ginevra, dove gli scienziati cercano la «particella di Dio»»
Milano - Nel superacceleratore Lhc del Cern di Ginevra sono riusciti a riprodurre le condizione dell’Universo quando aveva appena 10 milionesimi di secondo; cioè un battito di ciglia dopo il Big Bang, il grande scoppio iniziale da cui tutto ha avuto origine. «È un autentico record mondiale», spiega Paolo Giubellino, dell’Istituto nazionale di fisica nucleare alla guida dell’esperimento Alice, «perché mai prima d’ora si erano realizzate condizioni simili». Si tratta di un plasma formato da gluoni e quark, costituenti di protoni ed elettroni, e l’hanno ottenuto scontrando fra loro 208 nuclei di piombo riuniti in due fasci che correvano l’uno contro l’altro ciascuno con un’energia di 2,75 Tev. Nell’impatto i nuclei si sono schiantati così violentemente da sbriciolarsi nei loro componenti di base, quark ed elettroni appunto, creando il plasma osservato registrando una temperatura centomila volte superiore a quella esistente nel cuore del nostro Sole. Questo passaggio i fisici lo chiamano «transizione di fase»; un processo analogo a quello che possiamo realizzare anche noi quando mettiamo l’acqua nel freezer per formare i cubetti ghiaccio.
L'esperimento - «In passato si era prodotto qualcosa di simile nei laboratori americani di Brookhaven», precisa Giubellino, «ma l’energia da noi raggiunta è stata 14 volte superiore la loro e ciò è determinante perché consente di riprodurre e di conseguenza vedere più in dettaglio quel mondo primordiale che vogliamo indagare per comprendere le fasi iniziali della nascita del cosmo». Le prime immagini dovrebbero essere diffuse lunedì assieme ai comunicati ufficiali dopo una seconda notte di test compiuti in modo più completo con tutti i rilevatori in funzione. E si continuerà così per altre quattro settimane raccogliendo dati che saranno analizzati approfonditamente nei mesi prossimi. Ma intanto il risultato è stato conquistato ed è quello che volevano gli scienziati impegnati con Alice, che è uno dei quattro esperimenti installati nell’anello sotterraneo di 27 chilometri a cavallo del confine franco-svizzero e che forma l’acceleratore Lhc. Anche gli altri due esperimenti Atlas e Cms hanno ricavato le stesse informazioni, ma per loro l’obiettivo è diverso dovendo arrivare alla stessa meta scontrando fra loro solo protoni. E poi giungere all’identificazione del bosone di Higgs, vale a dire la famosa «particella di Dio».
Obiettivo - «Il nostro obiettivo, invece», nota Paolo Giubellino, «è un altro. Alice è stato concepito e costruito proprio per riprodurre e studiare le proprietà della materia nello stato in cui si trovata immediatamente dopo il big bang». Al Cern si lavora a ritmi sostenuti prima di doverlo spegnere per interventi di sistemazione. «Ma gli ultimi passi compiuti già ci proiettano», sottolinea Sergio Bertolucci, direttore delle ricerche al centro ginevrino, «in una eccitante nuova frontiera».
fonte: Corriere della sera
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Ricreate le temperature del Big Bang
Al Cern di Ginevra, dove gli scienziati cercano la «particella di Dio»»
Milano - Nel superacceleratore Lhc del Cern di Ginevra sono riusciti a riprodurre le condizione dell’Universo quando aveva appena 10 milionesimi di secondo; cioè un battito di ciglia dopo il Big Bang, il grande scoppio iniziale da cui tutto ha avuto origine. «È un autentico record mondiale», spiega Paolo Giubellino, dell’Istituto nazionale di fisica nucleare alla guida dell’esperimento Alice, «perché mai prima d’ora si erano realizzate condizioni simili». Si tratta di un plasma formato da gluoni e quark, costituenti di protoni ed elettroni, e l’hanno ottenuto scontrando fra loro 208 nuclei di piombo riuniti in due fasci che correvano l’uno contro l’altro ciascuno con un’energia di 2,75 Tev. Nell’impatto i nuclei si sono schiantati così violentemente da sbriciolarsi nei loro componenti di base, quark ed elettroni appunto, creando il plasma osservato registrando una temperatura centomila volte superiore a quella esistente nel cuore del nostro Sole. Questo passaggio i fisici lo chiamano «transizione di fase»; un processo analogo a quello che possiamo realizzare anche noi quando mettiamo l’acqua nel freezer per formare i cubetti ghiaccio.
L'esperimento - «In passato si era prodotto qualcosa di simile nei laboratori americani di Brookhaven», precisa Giubellino, «ma l’energia da noi raggiunta è stata 14 volte superiore la loro e ciò è determinante perché consente di riprodurre e di conseguenza vedere più in dettaglio quel mondo primordiale che vogliamo indagare per comprendere le fasi iniziali della nascita del cosmo». Le prime immagini dovrebbero essere diffuse lunedì assieme ai comunicati ufficiali dopo una seconda notte di test compiuti in modo più completo con tutti i rilevatori in funzione. E si continuerà così per altre quattro settimane raccogliendo dati che saranno analizzati approfonditamente nei mesi prossimi. Ma intanto il risultato è stato conquistato ed è quello che volevano gli scienziati impegnati con Alice, che è uno dei quattro esperimenti installati nell’anello sotterraneo di 27 chilometri a cavallo del confine franco-svizzero e che forma l’acceleratore Lhc. Anche gli altri due esperimenti Atlas e Cms hanno ricavato le stesse informazioni, ma per loro l’obiettivo è diverso dovendo arrivare alla stessa meta scontrando fra loro solo protoni. E poi giungere all’identificazione del bosone di Higgs, vale a dire la famosa «particella di Dio».
Obiettivo - «Il nostro obiettivo, invece», nota Paolo Giubellino, «è un altro. Alice è stato concepito e costruito proprio per riprodurre e studiare le proprietà della materia nello stato in cui si trovata immediatamente dopo il big bang». Al Cern si lavora a ritmi sostenuti prima di doverlo spegnere per interventi di sistemazione. «Ma gli ultimi passi compiuti già ci proiettano», sottolinea Sergio Bertolucci, direttore delle ricerche al centro ginevrino, «in una eccitante nuova frontiera».
fonte: Corriere della sera
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Re: Test sul Big Bang: la Terra morirà?
Si stanno dando da fare.
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Re: Test sul Big Bang: la Terra morirà?
Eh sì! Recuperano il tempo che han perso!bancarella ha scritto:Si stanno dando da fare.
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Re: Test sul Big Bang: la Terra morirà?
Altre notizie dal Cern! 
La scoperta «anticipata» nel celebre romanzo di Dan Brown «Angeli e demoni»
Cern: creata e imprigionata l'antimateria
Prodotti per la prima volta in modo controllato 38 atomi di anti-idrogeno
Milano - Un risultato che sembra tratto da un film. Atomi di antimateria sono stati prodotti in laboratorio e «imprigionati» in un esperimento condotto al Cern di Ginevra. Il risultato è stato ottenuto dal cosiddetto esperimento Alpha, che ha permesso per la prima volta di produrre in modo controllato atomi che hanno caratteristiche opposte a quelle della materia ordinaria, come se la riflettessero in uno specchio. Sono stati ottenuti 38 atomi di anti-idrogeno e immobilizzati, in un scenario che (anche se con alcune differenze fondamentali) ricorda il romanzo «Angeli e demoni» di Dan Brown.
L'esperimento - Come nel romanzo «Angeli e demoni», nel Cern di Ginevra è stata prodotta e imprigionata l'antimateria, ossia la materia «specchio» nella quale le particelle hanno la stessa massa ma opposta carica elettrica rispetto alla materia ordinaria. «È però impensabile portare l'antimateria a spasso in una bottiglia, come accade nel romanzo», osserva il fisico Andrea Vacchi, dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). È infatti sufficiente che un atomo di anti-idrogeno venga a contatto con la materia ordinaria, ad esempio con un gas o con le stesse pareti del contenitore, perchè avvenga una gigantesca esplosione. Entrando a contatto, infatti, materia e antimateria si annullano (o annichilano) a vicenda. La cosa importante del risultato annunciato oggi dal Cern, ottenuto dal gruppo di Jeffrey Hangst, è che adesso è possibile produrre l'antimateria e «parcheggiarla» con una grandissima precisione. Questo significa che d'ora in poi i 38 atomi di anti-idrogeno diventano uno straordinario laboratorio per mettere finalmente a confronto l'antimateria con la materia ordinaria. La speranza è riuscire a risolvere uno dei più grandi rompicapo della fisica contemporanea, ossia perchè al momento del Big Bang la natura ha «preferito» la materia ordinaria all'antimateria. Entrambe sono state infatti prodotte nella stessa quantità (in modo simmetrico) e di conseguenza avrebbero dovuto cancellarsi a vicenda; tuttavia questo non è successo perchè una certa quantità di materia (calcolata in una particella ogni 10 miliardi di particelle di antimateria) è riuscita a sfuggire e grazie a questa rottura della simmetria si è formato il mondo in cui viviamo. Che cosa sia successo effettivamente è ancora un mistero, ma adesso i fisici del Cern hanno strumenti senza precedenti per fare un po' di luce.
fonteCorriere della sera
La scoperta «anticipata» nel celebre romanzo di Dan Brown «Angeli e demoni»
Cern: creata e imprigionata l'antimateria
Prodotti per la prima volta in modo controllato 38 atomi di anti-idrogeno
Milano - Un risultato che sembra tratto da un film. Atomi di antimateria sono stati prodotti in laboratorio e «imprigionati» in un esperimento condotto al Cern di Ginevra. Il risultato è stato ottenuto dal cosiddetto esperimento Alpha, che ha permesso per la prima volta di produrre in modo controllato atomi che hanno caratteristiche opposte a quelle della materia ordinaria, come se la riflettessero in uno specchio. Sono stati ottenuti 38 atomi di anti-idrogeno e immobilizzati, in un scenario che (anche se con alcune differenze fondamentali) ricorda il romanzo «Angeli e demoni» di Dan Brown.
L'esperimento - Come nel romanzo «Angeli e demoni», nel Cern di Ginevra è stata prodotta e imprigionata l'antimateria, ossia la materia «specchio» nella quale le particelle hanno la stessa massa ma opposta carica elettrica rispetto alla materia ordinaria. «È però impensabile portare l'antimateria a spasso in una bottiglia, come accade nel romanzo», osserva il fisico Andrea Vacchi, dell'Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn). È infatti sufficiente che un atomo di anti-idrogeno venga a contatto con la materia ordinaria, ad esempio con un gas o con le stesse pareti del contenitore, perchè avvenga una gigantesca esplosione. Entrando a contatto, infatti, materia e antimateria si annullano (o annichilano) a vicenda. La cosa importante del risultato annunciato oggi dal Cern, ottenuto dal gruppo di Jeffrey Hangst, è che adesso è possibile produrre l'antimateria e «parcheggiarla» con una grandissima precisione. Questo significa che d'ora in poi i 38 atomi di anti-idrogeno diventano uno straordinario laboratorio per mettere finalmente a confronto l'antimateria con la materia ordinaria. La speranza è riuscire a risolvere uno dei più grandi rompicapo della fisica contemporanea, ossia perchè al momento del Big Bang la natura ha «preferito» la materia ordinaria all'antimateria. Entrambe sono state infatti prodotte nella stessa quantità (in modo simmetrico) e di conseguenza avrebbero dovuto cancellarsi a vicenda; tuttavia questo non è successo perchè una certa quantità di materia (calcolata in una particella ogni 10 miliardi di particelle di antimateria) è riuscita a sfuggire e grazie a questa rottura della simmetria si è formato il mondo in cui viviamo. Che cosa sia successo effettivamente è ancora un mistero, ma adesso i fisici del Cern hanno strumenti senza precedenti per fare un po' di luce.
fonteCorriere della sera
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Re: Test sul Big Bang: la Terra morirà?
Romanzo a parte è una scoperta sensazionale.
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Re: Test sul Big Bang: la Terra morirà?
C'è un altro acceleratore di particelle in giro che oggi verrà acceso, si trova al Gran Sasso e si chiama Icarus...
Oggi al Gran Sasso si inaugura il rilevatore di particelle
Si è acceso Icarus: dovrà svelare i segreti dell'Universo
L'obiettivo è capire i misteriosi «neutrini», che già furono messi sotto osservazione da Enrico Fermi nel 1934
Uno scorcio delle apparecchiature che fanno parte del progetto «Icarus» al Gran Sasso La parola neutrino è italiana, coniata da Enrico Fermi nel 1934 per caratterizzare queste particelle dalle più straordinarie proprietà. Ogni secondo, di giorno come di notte, senza rendercene conto, siamo attraversati su ogni centimetro quadrato da ben 65 miliardi di neutrini solari, ad una velocità vicina a quella della luce. La maggioranza di questi neutrini proviene dal Sole e attraversa quasi senza effetti sia il Sole che la nostra Terra perdendosi nell'immensità del fondo cosmico. I neutrini sono simili ai ben più familiari elettroni, ma con una cruciale differenza, quella di essere elettricamente neutri e influenzati solamente dalla forza debole trasmessa dai bosoni W e Z, per la cui scoperta al Cern ho ricevuto assieme a Van der Meer il premio Nobel per la Fisica nel 1984.
Un grandissimo numero di neutrini sono anche prodotti da certi tipi di decadimenti radioattivi e da reazioni nucleari come quelle prodotte dal Sole, dai raggi cosmici e soprattutto dai reattori nucleari. Forse pochi sanno che una importante frazione dell'energia prodotta dalla fissione nucleare sfugge sotto forma di neutrini. Postulato da Pauli nel 1930, il neutrino fu rivelato sperimentalmente nel 1956 da Cowan e Reines, che ricevettero solo quarant'anni dopo il premio Nobel.
fonte completa dell'articolo: Corriere della sera
Oggi al Gran Sasso si inaugura il rilevatore di particelle
Si è acceso Icarus: dovrà svelare i segreti dell'Universo
L'obiettivo è capire i misteriosi «neutrini», che già furono messi sotto osservazione da Enrico Fermi nel 1934
Uno scorcio delle apparecchiature che fanno parte del progetto «Icarus» al Gran Sasso La parola neutrino è italiana, coniata da Enrico Fermi nel 1934 per caratterizzare queste particelle dalle più straordinarie proprietà. Ogni secondo, di giorno come di notte, senza rendercene conto, siamo attraversati su ogni centimetro quadrato da ben 65 miliardi di neutrini solari, ad una velocità vicina a quella della luce. La maggioranza di questi neutrini proviene dal Sole e attraversa quasi senza effetti sia il Sole che la nostra Terra perdendosi nell'immensità del fondo cosmico. I neutrini sono simili ai ben più familiari elettroni, ma con una cruciale differenza, quella di essere elettricamente neutri e influenzati solamente dalla forza debole trasmessa dai bosoni W e Z, per la cui scoperta al Cern ho ricevuto assieme a Van der Meer il premio Nobel per la Fisica nel 1984.
Un grandissimo numero di neutrini sono anche prodotti da certi tipi di decadimenti radioattivi e da reazioni nucleari come quelle prodotte dal Sole, dai raggi cosmici e soprattutto dai reattori nucleari. Forse pochi sanno che una importante frazione dell'energia prodotta dalla fissione nucleare sfugge sotto forma di neutrini. Postulato da Pauli nel 1930, il neutrino fu rivelato sperimentalmente nel 1956 da Cowan e Reines, che ricevettero solo quarant'anni dopo il premio Nobel.
fonte completa dell'articolo: Corriere della sera
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Re: Test sul Big Bang: la Terra morirà?
Un altro? 
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Re: Test sul Big Bang: la Terra morirà?
A quanto pare sì! Però è diverso e cerca altre cose!bancarella ha scritto:Un altro?
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Re: Test sul Big Bang: la Terra morirà?
Altri test e altri risultati sorprendenti...questa volta non dal CERN ma da un altro istituto! Inserisco qui l'articolo perchè c'è una leggera attinenza! 
Record: catturato il più grande nucleo di antimateria di sempre
«Imprigionato» nei laboratori Usa, è composto di anti-elio e servirà per capire le origini dell'universo
Milano - Il più grande nucleo di antimateria mai catturato al mondo è stato imprigionato nei laboratori nazionali di Brookhaven del dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti ed il risultato è pubblicato online sulla rivista Nature. È un nucleo di anti-elio 4 (chiamato particella Alfa) ed è specularmente opposto a quello dell'elio, il secondo elemento più abbondante nell'universo dopo l'idrogeno e indispensabile alla vita delle stelle.
Collaborazione - La scoperta è avvenuta nell'ambito della collaborazione internazionale Star, che riunisce 54 centri di ricerca di 12 Paesi, con l'acceleratore di particelle Relativistic Heavy Ion Collider (Rhic), progettato per ricreare e studiare la materia nell'universo primitivo. La scoperta arriva a pochi giorni dal lancio, con lo shuttle Endeavour, del cacciatore di antimateria Ams (Alpha Magnetic Spectrometer), anche questo frutto di una collaborazione internazionale coordinata dal dipartimento Usa per l'Energia e alla quale l'Italia partecipa con l'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn): se anche Ams dovesse intercettare nello spazio nuclei di anti-elio significherebbe che esistono anti-stelle in anti-mondi. Da decenni i fisici di tutto il mondo stanno cercando di capire perché, se materia e antimateria sono state prodotte nelle stesse quantità all'epoca del Big Bang, a un certo punto questo equilibrio si è rotto: materia e antimateria si sono cancellate a vicenda, ma alla fine una certa quantità di materia è sopravvissuta allo scontro. I ricercatori americani sono convinti che il record mondiale che hanno appena conquistato sia destinato a rimanere incontrastato ancora molto a lungo. Nuclei di anti-elementi più pesanti della particella Alfa «sono milioni di volte più rari» e «fuori dalla portata della tecnologia attuale». (Fonte: Ansa)
fonte:Corriere della sera
Record: catturato il più grande nucleo di antimateria di sempre
«Imprigionato» nei laboratori Usa, è composto di anti-elio e servirà per capire le origini dell'universo
Milano - Il più grande nucleo di antimateria mai catturato al mondo è stato imprigionato nei laboratori nazionali di Brookhaven del dipartimento dell'Energia degli Stati Uniti ed il risultato è pubblicato online sulla rivista Nature. È un nucleo di anti-elio 4 (chiamato particella Alfa) ed è specularmente opposto a quello dell'elio, il secondo elemento più abbondante nell'universo dopo l'idrogeno e indispensabile alla vita delle stelle.
Collaborazione - La scoperta è avvenuta nell'ambito della collaborazione internazionale Star, che riunisce 54 centri di ricerca di 12 Paesi, con l'acceleratore di particelle Relativistic Heavy Ion Collider (Rhic), progettato per ricreare e studiare la materia nell'universo primitivo. La scoperta arriva a pochi giorni dal lancio, con lo shuttle Endeavour, del cacciatore di antimateria Ams (Alpha Magnetic Spectrometer), anche questo frutto di una collaborazione internazionale coordinata dal dipartimento Usa per l'Energia e alla quale l'Italia partecipa con l'Istituto nazionale di fisica nucleare (Infn): se anche Ams dovesse intercettare nello spazio nuclei di anti-elio significherebbe che esistono anti-stelle in anti-mondi. Da decenni i fisici di tutto il mondo stanno cercando di capire perché, se materia e antimateria sono state prodotte nelle stesse quantità all'epoca del Big Bang, a un certo punto questo equilibrio si è rotto: materia e antimateria si sono cancellate a vicenda, ma alla fine una certa quantità di materia è sopravvissuta allo scontro. I ricercatori americani sono convinti che il record mondiale che hanno appena conquistato sia destinato a rimanere incontrastato ancora molto a lungo. Nuclei di anti-elementi più pesanti della particella Alfa «sono milioni di volte più rari» e «fuori dalla portata della tecnologia attuale». (Fonte: Ansa)
fonte:Corriere della sera
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Re: Test sul Big Bang: la Terra morirà?
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Re: Test sul Big Bang: la Terra morirà?
Eheheheh...questa è una bella domanda! Gli scienziati non si accontentano mai!bancarella ha scritto:Ora vediamo cosa se ne fanno
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Re: Test sul Big Bang: la Terra morirà?
Breve notizia direttamente dal CERN di Ginevra dove gli esperimenti continuano e per la prima volta si è riusciti a isolare l'antimateria! 
Ora si potrà studiarla meglio
Antimateria isolata per 1.000 secondi
Nuovo record di durata al Cern di Ginevra: intrappolati 300 anti-atomi di anti-idrogeno
Milano - Un altro piccolo passo, ma questa volta importante per smascherare i segreti dell’antimateria. Al Cern di Ginevra gli scienziati dell’esperimento Alpha sono riusciti a generare e intrappolare 300 anti-atomi di anti-idrogeno con tempi varabili fino a 16 minuti e 40 secondi. Un tempo enorme rispetto al passato quando si contavano al massimo frazioni di secondo. Il risultato ha fatto brindare i ricercatori perché le antiparticelle quando sono tenute in vita da 10 a 30 minuti è possibile anche studiarle, sottolinea Jonathan Wurtele dell’Università di Berkeley e parte del gruppo internazionale che lavora con Atlas.
Studio - Il passo successivo è ora quello di indagare le loro caratteristiche facendo ricorso a laser e microonde. In questo modo si spera di rivelarne le proprietà e capire eventualmente come differiscono dai normali atomi di idrogeno. L’idrogeno è l’elemento più diffuso dell’universo. I loro antiatomi hanno una carica elettrica contraria e il primo obiettivo è quello di vedere se manifestano un comportamento che viola le leggi di simmetria finora ipotizzate secondo le quali idrogeno e anti-idrogeno dovrebbero avere lo stesso spettro.
Domande - «Ogni violazione», dice Jeffrey Hangst della Aarhus University e coordinatore dell’esperimento, «dovrebbe richiedere un serio ripensamento della nostra conoscenza della natura». Ma indagare con le microonde gli antiatomi non è facile: basta sbagliare la frequenza perché il test fallisca. Con quella giusta invece si potrà stabilire se assorbono la stessa energia rispetto ai loro confratelli. In origine l’universo dopo il big bang aveva materia e antimateria, ma quest’ultima è scomparsa ed è prevalsa la materia. Come mai?, si chiedono gli scienziati. E dove è andata a finire? Qualcuno ipotizza che l’energia oscura che riempie il 75 per cento del cosmo abbia a che fare con l’antimateria finora mai scoperta. Per cercarla nello spazio è stato appena avviato sulla stazione spaziale l’esperimento Ams guidato dal Nobel Samuel Ting e Roberto Battiston dell’Infn. Il cuore di queste indagini è sempre il Cern diventato ormai il laboratorio più importante per dare la caccia all’antimondo, se esiste.
fonte: Corriere della sera
Ora si potrà studiarla meglio
Antimateria isolata per 1.000 secondi
Nuovo record di durata al Cern di Ginevra: intrappolati 300 anti-atomi di anti-idrogeno
Milano - Un altro piccolo passo, ma questa volta importante per smascherare i segreti dell’antimateria. Al Cern di Ginevra gli scienziati dell’esperimento Alpha sono riusciti a generare e intrappolare 300 anti-atomi di anti-idrogeno con tempi varabili fino a 16 minuti e 40 secondi. Un tempo enorme rispetto al passato quando si contavano al massimo frazioni di secondo. Il risultato ha fatto brindare i ricercatori perché le antiparticelle quando sono tenute in vita da 10 a 30 minuti è possibile anche studiarle, sottolinea Jonathan Wurtele dell’Università di Berkeley e parte del gruppo internazionale che lavora con Atlas.
Studio - Il passo successivo è ora quello di indagare le loro caratteristiche facendo ricorso a laser e microonde. In questo modo si spera di rivelarne le proprietà e capire eventualmente come differiscono dai normali atomi di idrogeno. L’idrogeno è l’elemento più diffuso dell’universo. I loro antiatomi hanno una carica elettrica contraria e il primo obiettivo è quello di vedere se manifestano un comportamento che viola le leggi di simmetria finora ipotizzate secondo le quali idrogeno e anti-idrogeno dovrebbero avere lo stesso spettro.
Domande - «Ogni violazione», dice Jeffrey Hangst della Aarhus University e coordinatore dell’esperimento, «dovrebbe richiedere un serio ripensamento della nostra conoscenza della natura». Ma indagare con le microonde gli antiatomi non è facile: basta sbagliare la frequenza perché il test fallisca. Con quella giusta invece si potrà stabilire se assorbono la stessa energia rispetto ai loro confratelli. In origine l’universo dopo il big bang aveva materia e antimateria, ma quest’ultima è scomparsa ed è prevalsa la materia. Come mai?, si chiedono gli scienziati. E dove è andata a finire? Qualcuno ipotizza che l’energia oscura che riempie il 75 per cento del cosmo abbia a che fare con l’antimateria finora mai scoperta. Per cercarla nello spazio è stato appena avviato sulla stazione spaziale l’esperimento Ams guidato dal Nobel Samuel Ting e Roberto Battiston dell’Infn. Il cuore di queste indagini è sempre il Cern diventato ormai il laboratorio più importante per dare la caccia all’antimondo, se esiste.
fonte: Corriere della sera
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