Tanto per... (notizie che non servono a niente)
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Re: Tanto per... (notizie che non servono a niente)
...e mi riallaccio al commento precedente per dire anche delle scarpe hanno parlato! Assurdo! 
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Re: Tanto per... (notizie che non servono a niente)
Insisto nel sostenere che tutti questi signori che percepiscono stipendi a 4 zeri - giornalisti, politici, pubblicitari e tutti i vari parassiti del mondo dello spettacolo e dello sport - vivono completamente fuori dalla realtà e sono convinti che tutti quanti siamo dei poveri sprovveduti che si bevono tutte le favolette che gli passano per la testa...Mac La Mente ha scritto:E' bellissimo vedere al telegiornale, soprattutto in questo periodo tragico di crisi economica, servizi su gioielli che costano 19 mila euro!
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Re: Tanto per... (notizie che non servono a niente)
...e io continuo a quotarti Vianne! Non riesco ancora a capire cosa mi fa vedere il TG! E' diventato una cosa scandalosa e completamente inutile! Non dicono niente se non "quello che la gente vuole sentire"...ma sono davvero sicuri che sia così? Secondo me si sta arrivando al punto di rottura e scoppierà qualcosa di grave e grande!Vianne ha scritto:Insisto nel sostenere che tutti questi signori che percepiscono stipendi a 4 zeri - giornalisti, politici, pubblicitari e tutti i vari parassiti del mondo dello spettacolo e dello sport - vivono completamente fuori dalla realtà e sono convinti che tutti quanti siamo dei poveri sprovveduti che si bevono tutte le favolette che gli passano per la testa...
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Re: Tanto per... (notizie che non servono a niente)
Quoto anch'io Vianne. Meglio altre fonti di informazione.
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Re: Tanto per... (notizie che non servono a niente)
Questo lo sto facendo da un bel po' di tempo!bancarella ha scritto:Meglio altre fonti di informazione.
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Re: Tanto per... (notizie che non servono a niente)
C'è, c'è stata, non lo so...la settimana della moda a Milano e via con i servizi in tv! Ma interessa a qualcuno? 
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Re: Tanto per... (notizie che non servono a niente)
A me la moda non interessa.
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Re: Tanto per... (notizie che non servono a niente)
Uuuuuh! Qui sfondi una porta aperta Bancarella! La moda ed io siamo due universi paralleli che non si incontreranno mai! Anche a me non frega niente, è qualcosa di cui farei (e faccio) completamente a meno!bancarella ha scritto:A me la moda non interessa.
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Re: Tanto per... (notizie che non servono a niente)
Mah...guardo i giornali, mi faccio un giretto per trovare notizie e trovo sempre la solite cose! 
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Re: Tanto per... (notizie che non servono a niente)
Soprattutto le solite cose che sono in realtà NON-notizie.Mac La Mente ha scritto:Mah...guardo i giornali, mi faccio un giretto per trovare notizie e trovo sempre la solite cose!
I giornali ormai si guardano bene dal fare informazioni. E' molto più comodo e meno faticoso per i nostri "giornalisti" scopiazzare i più insulsi pettegolezzi e scemenze riportati dalle agenzie di informazione
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Re: Tanto per... (notizie che non servono a niente)
Sì, sono d'accordo! Infatti molte molte volte mi è capitato di andare su un sito di un giornale e ritrovare la notizia pubblica, il trafiletto direi, dall'Ansa senza l'aggiunta di particolari o altro e allo mi domando...a che serve?Vianne ha scritto:Soprattutto le solite cose che sono in realtà NON-notizie.
I giornali ormai si guardano bene dal fare informazioni. E' molto più comodo e meno faticoso per i nostri "giornalisti" scopiazzare i più insulsi pettegolezzi e scemenze riportati dalle agenzie di informazione
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Re: Tanto per... (notizie che non servono a niente)
Non riporto la notizia perchè un po' colorata ma si puù fare un articolo, l'ho letto su Libero, sul sedere più bello?

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Re: Tanto per... (notizie che non servono a niente)
Notizie? Spreco di parole!
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Re: Tanto per... (notizie che non servono a niente)
Questa definizione mi piace, sono completamente d'accordo!bancarella ha scritto:Notizie? Spreco di parole!
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
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Re: Tanto per... (notizie che non servono a niente)
Ehmmm...ma si possono leggere notizie di questo tipo? Cioè...ma chissenefrega!
Trasporti - i consigli su un sito web
Il lato giusto, il bersaglio e i «nemici» Come conquistare un sedile sul metrò
Le strategie di un viaggiatore: trovare un posto all'ora di punta è un'arte
Milano - «Pochi giorni fa, durante un viaggio in metropolitana da Highbury a Kensington, ho vissuto un'esperienza scioccante: non sono riuscito a guadagnarmi un posto a sedere». Povero Mr Brendan Nelson, verrebbe da dire: scioccato, per così poco? Si sa che nella girandola delle probabilità il viaggio in piedi nel pigia-pigia dell'ora di punta non è eventualità rara. Al contrario, comunissima. E per capire quanto, basta buttare l'occhio sulle etichette delle metro-carrozze di Roma e Milano: 32 e 44 posti a sedere rispetto ai 160 posti in piedi. Eppure, a sentire il seguito del racconto di viaggio Highbury-Kensington, si capisce che lo choc di Mr. Nelson una sua logica ce l'ha. Perché lui non è un passeggero qualunque ma un veterano di viaggi sui mezzi pubblici che dopo due settimane di vacanza s'è trovato improvvisamente sprovvisto di quell'istinto da guerriero sviluppato in migliaia di ore passate in carrozza. «Mai più», s'è detto riprendendosi dallo choc. E così, come terapia, ha deciso di codificare le strategie acchiappa-posto mettendole poi sul suo blog.
«Vuoi sederti in metropolitana nell'ora di punta? Preparati alla guerra», mette subito le cose in chiaro Mr. Nelson nel suo manuale di tattica (http://www.brelson.com) ripreso dal britannico Daily Mail . E, paragonata la metro-carrozza a un'arena, passa subito a definire i ruoli dei «gladiatori»: ci sono gli «aspiranti», coloro che ambiscono a ottenere un posto a sedere e si preparano alla battaglia; ci sono i «civili», coloro che scelgono di stare in piedi e si sfilano dalla competizione; e ci sono gli «occupanti», quelli che sono seduti ma non sono ancora fuori dal gioco. Ognuno ha la sua posizione: i «civili» davanti alle porte, gli «aspiranti» nel cuore della carrozza.
La prima regola indica la mossa da evitare: quella di salire in metrò e andare nella parte terminale del vagone. «Non farlo! È un pantano che non perdona», avverte Mr. Nelson. Pochi posti compressi tra la porta affollata e la fine della carrozza. «Hai presente la campagna di Napoleone in Russia?». Ritirata difficilissima. Meglio portarsi subito nel corridoio più lungo dove i sedili sono numerosi: «È questa la fertile valle del metrò». Ma fai finta di non saperlo, di essere un «civile» disinteressato. Lo sguardo predatore insospettisce e ammazza l'effetto sorpresa. Fondamentale: perché, come disse il generale e filosofo cinese Sun Tsu, «tutte le guerre sono basate sull'inganno».
L'esito della battaglia dipende dalla posizione: un luogo ben scelto dà un vantaggio in più su tre, quattro posti. Si parte dalla valutazione degli «occupanti» (comportamenti e conversazioni). Tieniti lontano da: quelli che si sono appena seduti («potrebbero scendere con voi»), hanno un'aria rilassata («resteranno a bordo a lungo»); donne incinta o anziani («almeno che la caccia al posto non abbia cancellato ogni vostra etica»). Marca stretto quelli che ripiegano il giornale o controllano il nome della stazione («stanno per scendere»). Il trofeo è ora a portata di mano, sul campo ci sono pochi «gladiatori» e un colpo di fortuna potrebbe premiare lo sforzo tattico: è il momento però di affinare capacità di concentrazione e lettura dei metro-comportamenti per distinguere chi si sta alzando da chi manda segnali ambigui. Ogni senso deve essere desto. Di più: «I veterani, come camaleonti, sviluppano un campo visivo a 360° per intercettare posti anche dietro le loro spalle», spiega Mr Nelson. Ogni mezzo è buono per individuare l'oggetto del desiderio. Ma attenzione: «Quello che conta non è muoversi per primi ma muoversi con intelligenza». Anticipando le intenzioni di chi ci cede il posto (non sempre punta alla porta più vicina ma alla meno affollata): «Favorendo e proteggendo il suo passaggio (e il sedile) si evita così d'essere d'intralcio e perdere preziosi secondi che potrebbero regalare il posto ad altri».
A questo punto non resta che sedersi dando l'idea della persona gentile e non del «gladiatore» che sei. Anche perché, ammette Mr. Nelson confessando i suoi ultimi viaggi in piedi causati dalla perdita di «fame e brutalità», «è bene fare in modo che la guerra per il posto in metrò non sia più cruenta del dovuto. Già troppo "sangue" - dice - è stato versato».
fonte: Corriere della sera
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Le strategie di un viaggiatore: trovare un posto all'ora di punta è un'arte
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«Vuoi sederti in metropolitana nell'ora di punta? Preparati alla guerra», mette subito le cose in chiaro Mr. Nelson nel suo manuale di tattica (http://www.brelson.com) ripreso dal britannico Daily Mail . E, paragonata la metro-carrozza a un'arena, passa subito a definire i ruoli dei «gladiatori»: ci sono gli «aspiranti», coloro che ambiscono a ottenere un posto a sedere e si preparano alla battaglia; ci sono i «civili», coloro che scelgono di stare in piedi e si sfilano dalla competizione; e ci sono gli «occupanti», quelli che sono seduti ma non sono ancora fuori dal gioco. Ognuno ha la sua posizione: i «civili» davanti alle porte, gli «aspiranti» nel cuore della carrozza.
La prima regola indica la mossa da evitare: quella di salire in metrò e andare nella parte terminale del vagone. «Non farlo! È un pantano che non perdona», avverte Mr. Nelson. Pochi posti compressi tra la porta affollata e la fine della carrozza. «Hai presente la campagna di Napoleone in Russia?». Ritirata difficilissima. Meglio portarsi subito nel corridoio più lungo dove i sedili sono numerosi: «È questa la fertile valle del metrò». Ma fai finta di non saperlo, di essere un «civile» disinteressato. Lo sguardo predatore insospettisce e ammazza l'effetto sorpresa. Fondamentale: perché, come disse il generale e filosofo cinese Sun Tsu, «tutte le guerre sono basate sull'inganno».
L'esito della battaglia dipende dalla posizione: un luogo ben scelto dà un vantaggio in più su tre, quattro posti. Si parte dalla valutazione degli «occupanti» (comportamenti e conversazioni). Tieniti lontano da: quelli che si sono appena seduti («potrebbero scendere con voi»), hanno un'aria rilassata («resteranno a bordo a lungo»); donne incinta o anziani («almeno che la caccia al posto non abbia cancellato ogni vostra etica»). Marca stretto quelli che ripiegano il giornale o controllano il nome della stazione («stanno per scendere»). Il trofeo è ora a portata di mano, sul campo ci sono pochi «gladiatori» e un colpo di fortuna potrebbe premiare lo sforzo tattico: è il momento però di affinare capacità di concentrazione e lettura dei metro-comportamenti per distinguere chi si sta alzando da chi manda segnali ambigui. Ogni senso deve essere desto. Di più: «I veterani, come camaleonti, sviluppano un campo visivo a 360° per intercettare posti anche dietro le loro spalle», spiega Mr Nelson. Ogni mezzo è buono per individuare l'oggetto del desiderio. Ma attenzione: «Quello che conta non è muoversi per primi ma muoversi con intelligenza». Anticipando le intenzioni di chi ci cede il posto (non sempre punta alla porta più vicina ma alla meno affollata): «Favorendo e proteggendo il suo passaggio (e il sedile) si evita così d'essere d'intralcio e perdere preziosi secondi che potrebbero regalare il posto ad altri».
A questo punto non resta che sedersi dando l'idea della persona gentile e non del «gladiatore» che sei. Anche perché, ammette Mr. Nelson confessando i suoi ultimi viaggi in piedi causati dalla perdita di «fame e brutalità», «è bene fare in modo che la guerra per il posto in metrò non sia più cruenta del dovuto. Già troppo "sangue" - dice - è stato versato».
fonte: Corriere della sera
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