Usa, è Karen la campionessa del disordine
Maestra del Texas si classifica prima al concorso indetto da una casa editrice che ha pubblicato un libro che fa l'elogio del caos
Milano - Disordine è bello. E in certi casi è anche produttivo, al di là di quello che potrebbe pensare il vostro capo. Ne sono convinti gli autori di un libro che sta riscuotendo particolare successo negli Usa, «Il caos perfetto, i benefici nascosti del disordine», di Eric Abrahamson e David Freedman. E ne è convinta anche Karen Jackson, insegnante del Texas che si è aggiudicata il primo premio per la scrivania più disordinata d'America.
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Il concorso - L'iniziativa è stata promossa dalla Little, Brown & Co., la stessa casa editrice che ha pubblicato il libro, e ha visto la partecipazione di disordinati di ogni angolo degli States. Alla fine è stata Karen ad aggiudicarsi l'insolito titolo grazie ad un tavolo di lavoro completamente ricoperto di appunti, fogli di carta, fotografie e oggetti di vario genere. «Chi si trovasse a passare dal mio studio di casa - spiega la Jackson - potrebbe pensare: "Oddio, in questa stanza è esploso qualcosa". Ma si tratta di un caos organizzato, un caos che ho fatto io e nel quale so esattamente dove si trova ogni oggetto».
Ordine e tempo perso - Gli autori del libro, che hanno giudicato le 50 scrivanie finaliste decretando la graduatoria finale, sono convinti della propria tesi. Ovvero, del fatto che l'eccesso di ordine - e il tempo che al riordino viene dedicato - sia in realtà un esborso inutile.
«Il disordine stressa» - Ma non c'è unanimità su questa tesi. Anzi. Barry Izsak, responsabile dell'Associazione nazionale degli organizzatori professionali (Napo), la contesta decisamente e parla di eccessiva semplificazione nelle tesi dei due autori. «La disorganizzazione aumenta lo stress, fa perdere di vista gli obiettivi, è causa di ritardi. Per la maggior parte delle persone il caos non è positivo».
Promemoria "naturale" - Gli autori del libro, tuttavia, non demordono. «Le persone troppo impegnate a tenere ordinata la propria casa o il proprio posto di lavoro sprecano tempo che potrebbe essere destinato ad altro
Familiari impiccioni - Sembra esserne convinta anche Rochelle Wilson, 57 anni, la cui scrivania disordinata le ha fatto guadagnare la seconda posizione nella speciale classifica. La Wilson sostiene di non avere ancora assorbito il colpo da quando una volta i suoi familiari hanno provato a mettere ordine nel suo posto di lavoro: «Adesso - dice - non riesco più a capire dove sono le cose».
fonte: Corriere della sera







