Decine di computer e migliaia di floppy disc, cd rom, nastro audiovisivi sequestrati così come decine di telefoni cellulari, schede telefoniche e supporti contenenti pornografia minorile sono l'esito di una operazione, denominata "Melograno", di contrasto al fenomeno della pedopornografia on line.
L'indagine, coordinata dalla magistratura di Treviso, è frutto di una operazione che interessato oltre al Veneto anche la Lombardia, Toscana e Lazio ed è stata resa possibile con supporti telematici che hanno permesso di identificare i sette indagati che, fingendosi essi stessi bambini, cercavano di adescare minori in uno dei servizi di chat più frequentati di teenager e accessibili via wap tramite cellulare. Per acquisire credibilità sulla Rete, gli indagati si dichiaravano minori in cerca di contatti con coetanei.
Riuscivano in tal modo ad agganciare le giovani vittime che erano convinte di interloquire con coetanei, oppure adulti interessati alla pornografia minorile. L'analisi del materiale sequestrato nel blitz ha evidenziato migliaia di video e foto riproducenti bambini impegnati in attività sessuali tra loro o con adulti. Fra gli indagati, quasi tutte persone già coinvolte in inchieste di pedopornografia, anche uomini impegnati in attività a diretto contatto con ambienti giovanili.
fonte: ansa
Ok, cosa facciamo? Richiuderli in carcere e buttar via la chiave mi sembra troppo poco!











