Washington -
Un anno dopo le devastazioni di Katrina, Ernesto, il primo uragano della stagione 2006, fa paura nei Caraibi e in tutto l'arco di costa Usa che s'affaccia sul Golfo del Messico.
'Tenuto su' dalle tv americane, che vi vedono un'occasione per dare smalto all'anniversario di Katrina, cui avevano già deciso di dedicare molte ore della loro programmazione, Ernesto é ufficialmente un uragano per una decina di ore, a partire dall'alba di oggi, quando i suoi venti superano i 110 km/h.
La perturbazione è volubile: potrebbe di nuovo rafforzarsi e ridiventare uragano. Il Centro nazionale di Miami ne segue l'andamento momento per momento. Battuta la Giamaica, Ernesto ha nel mirino soprattutto Cuba, ma si farà anche sentire sull'isola di Hispaniola e sulle Caymans.
E, intanto, la Nasa, che teme la tempesta, deve rinviare di nuovo il lancio dello shuttle Atlantis dal Kennedy Space Center di Cape Canaveral in Florida: il decollo non avverrà neppure oggi, ma al più presto domani, perché i tecnici devono accertare con sicurezza se il fulmine che ha colpito venerdì la rampa di lancio ha fatto danni, in particolare agli impianti elettrici. C'é anche l'ipotesi di una rinuncia alla missione per questa settimana, così da lasciare passare l'uragano.
Secondo le previsioni più aggiornate, Ernesto, superata Cuba, potrebbe piegare verso nord-est, dirigendosi verso la Florida centrale, all'altezza di Fort Myers. Il governatore della Florida ha già decretato lo stato d'emergenza e ordinato l'evacuazione da parte dei turisti delle isole Keys all'estremo Sud, già esposte a partire da martedì.
I meteorologi sono però concordi nell'avvertire che è ancora presto per fare previsioni attendibili: la tempesta - la quinta di una stagione finora calma, contrariamente alle previsioni degli esperti - può prendere direzioni inattese e costituisce una potenziale minaccia per l'ampio arco di costa sul Golfo dal Messico dal Texas alla Florida.
Per il momento, venti violenti e pioggia battente colpiscono la Giamaica, dove si calcolano almeno 30 cm di precipitazioni e danni.
Gli operatori delle piattaforme petrolifere disseminate nel Golfo del Messico sono pronti ad evacuare: un'eventualità che ha già fatto salire da venerdì i prezzi del petrolio. L'uragano potrebbe anche interferire, nei prossimi giorni, con la missione di Atlantis una volta partita, se i tecnici daranno a conti fatti il via libera.
Due le ipotesi. Se Ernesto passa sulla Florida centrale, potrebbe danneggiare il centro spaziale di Cape Canaveral e renderne la pista e le installazioni inutilizzabili per il rientro della navetta, che, in tal caso, dovrebbe probabilmente scendere in California.
Se, invece, Ernesto punta sul Texas e impone l'evacuazione dell'area di Houston quando il controllo della missione sarà già esercitato dal Centro spaziale di Houston, lo shuttle dovrebbe interrompere il suo viaggio e rientrare in anticipo, perché i lavori di costruzione della Stazione spaziale internazionale previsti sono troppo complessi per essere fatti senza assistenza da Terra.
Ma l'ipotesi è al momento remota, perché Ernesto pare puntare altrove e non ha l'intensità di Katrina, con sollievo delle popolazioni colpite dall'uragano un anno fa. Negli Stati Uniti, la preoccupazione è palpabile, sotto il martellare delle congetture catastrofistiche dei media nazionali e locali: il presidente George W. Bush, che da domani sarà là dove passò Katrina, viene costantemente aggiornato sull'avvicinarsi di Ernesto.
L'opinione pubblica resta vulnerabile: un anno dopo Katrina, gli americani continuano a sentirsi impreparati a un altro grande disastro naturale. Il sondaggio, condotto per conto della Ap mentre New Orleans é ancora in buona parte in rovina, rivela una crisi di fiducia nelle capacità del Paese e e dell'Amministrazione Bush di fare fronte alle emergenze.
Il 57% degli intervistati è convinto che l'America ha imparato poco o nulla dalla lezione di Katrina, contro il 44% che giudicava la Nazione impreparata tre giorni dopo l'impatto dell'uragano.
Il sondaggio costituisce anche una sonora bocciatura del presidente per come affrontò la catastrofe. Solo un americano su tre promuove Bush per come gestì l'emergenza: un anno fa, erano quasi la metà, il 46%.
fonte:
ansa
Per quanti studi si possano fare credo sia difficile prevedere le mosse di un uragano...la paura della gente resta e i ricordi riaffiorano in queste occasioni!
