Incipit
- Mac La Mente
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Ehmmmm...non c'è!Rokka ha scritto: Dov'è quell'appestato di Mac?![]()
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...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
un anziano che muore è una biblioteca che brucia
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
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- Mac La Mente
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...è lungo si! 8 pagine! Ma ce l'ho fattaaaaa!Vianne ha scritto: Se vuoi saperne di più sul loro uso, da' un'occhiata a questo testo dello scrittore Matteo Galiazzo
E' un po' lungo ma vale la pena, è scritto in modo molto chiaro, piacevole e divertente... arrivi alla fine senza quasi rendertene conto tanto ti cattura!
L'ho letto in questo preciso momento e posso solo darti ragione, è ben scritto e ben fatto, con parole semplici fa capire molte cose che io ad esempio non sapevo e sicuramente non avrei mai notato!
Ci sono alcuni esempi molto accattivanti...azz...la prima analisi su Verne m'ha fatto venire voglia di leggere il libro!
Eheheh cita anche l'inizio della Bibbia!
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
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Bravo Mac!Mac La Mente ha scritto:...è lungo si! 8 pagine! Ma ce l'ho fattaaaaa!Vianne ha scritto:Se vuoi saperne di più sul loro uso, da' un'occhiata a questo testo dello scrittore Matteo Galiazzo
E' un po' lungo ma vale la pena, è scritto in modo molto chiaro, piacevole e divertente... arrivi alla fine senza quasi rendertene conto tanto ti cattura!![]()
L'ho letto in questo preciso momento e posso solo darti ragione, è ben scritto e ben fatto, con parole semplici fa capire molte cose che io ad esempio non sapevo e sicuramente non avrei mai notato!
Ci sono alcuni esempi molto accattivanti...azz...la prima analisi su Verne m'ha fatto venire voglia di leggere il libro!![]()
Eheheh cita anche l'inizio della Bibbia!
E' vero, se non ci si fa spaventare dalla (apparente) lunghezza, è una lettura molto interessante e piacevole!
You have to be trusted by the people that you lie to
So that when they turn their backs on you
You'll get the chance to put the knife in
So that when they turn their backs on you
You'll get the chance to put the knife in
- Mac La Mente
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Grazie!Vianne ha scritto:Bravo Mac!Mac La Mente ha scritto:...è lungo si! 8 pagine! Ma ce l'ho fattaaaaa!Vianne ha scritto:Se vuoi saperne di più sul loro uso, da' un'occhiata a questo testo dello scrittore Matteo Galiazzo
E' un po' lungo ma vale la pena, è scritto in modo molto chiaro, piacevole e divertente... arrivi alla fine senza quasi rendertene conto tanto ti cattura!![]()
L'ho letto in questo preciso momento e posso solo darti ragione, è ben scritto e ben fatto, con parole semplici fa capire molte cose che io ad esempio non sapevo e sicuramente non avrei mai notato!
Ci sono alcuni esempi molto accattivanti...azz...la prima analisi su Verne m'ha fatto venire voglia di leggere il libro!![]()
Eheheh cita anche l'inizio della Bibbia!![]()
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E' vero, se non ci si fa spaventare dalla (apparente) lunghezza, è una lettura molto interessante e piacevole!
...ti dirò, m'è talmente piaciuto che l'ho anche stampato e salvato per conservalo!
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
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Ehmmmm posso nascondermi insieme a te?Mac La Mente ha scritto:Ehmmmm...non c'è!Rokka ha scritto: Dov'è quell'appestato di Mac?![]()
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Balleremo fino all'alba canteremo fino al mattino
Qualcuno dirà son fuori ed altri che c'è troppo vino
Ma c'è sangue nelle nostre vene
scorre l'acqua nei nostri fiumi
La rabbia invece quella è tutta chiusa nei nostri pugni (I LUF)
Qualcuno dirà son fuori ed altri che c'è troppo vino
Ma c'è sangue nelle nostre vene
scorre l'acqua nei nostri fiumi
La rabbia invece quella è tutta chiusa nei nostri pugni (I LUF)
Ihhhh sto topic mi fa morire (e brava Vianne!
).
Vi torturerò con tutti i miei libri preferiti
(uno lo ha già messo la honey, Il Nome della Rosa)
Inizio con LUI, il mio amato Don Chisciotte della Mancia.
Chiedo venia ma non li so fare gli incipit brevi, mi piace pensare che scrivendo qualche riga in più vi venga voglia di leggerli anche a voi eheh
In un paese della Mancia, di cui scordo il nome, abitava non molto tempo fa un gentiluomo di quelli con la lancia esposta nella rastrelliera, lo scudo antico, un cavallo tutto ossa e un buon cane da caccia. Uno stufato, di vacca più che agnello, insalata di carne trita e cipolla il più delle sere, uova e lardo al sabato, lenticchie al venerdì, qualche piccioncino la domenica, gli prendevano i tre quarti delle rendite. Il resto se ne andava per il tabarro di panno nero, le brache e le scarpe di velluto per i giorni di festa, dato che durante la settimana si vestiva decorosamente di lana grezza, ma della migliore. Teneva in casa una governante che passava i quaranta e una nipote quasi ventenne, oltre a un garzone per i lavori in campagna e la spesa in piazza, che gli faceva pure da stalliere e giardiniere. Il nostro gentiluomo toccava i cinquanta; era robusto, asciutto nel corpo e nel viso, assai mattiniero e appassionato di caccia. Pare che di cognome facesse Chisciada o Chesada, ma non c'è accordo fra gli autori che se ne occupano, e altre verosimili congetture lo darebbero per Chisciana. La cosa, a dire il vero, ha poca importanza, l'essenzaile è che il racconto della sua vicenda non si discosti, neppure di poco, dalla verità.
Vi torturerò con tutti i miei libri preferiti
Inizio con LUI, il mio amato Don Chisciotte della Mancia.
Chiedo venia ma non li so fare gli incipit brevi, mi piace pensare che scrivendo qualche riga in più vi venga voglia di leggerli anche a voi eheh
In un paese della Mancia, di cui scordo il nome, abitava non molto tempo fa un gentiluomo di quelli con la lancia esposta nella rastrelliera, lo scudo antico, un cavallo tutto ossa e un buon cane da caccia. Uno stufato, di vacca più che agnello, insalata di carne trita e cipolla il più delle sere, uova e lardo al sabato, lenticchie al venerdì, qualche piccioncino la domenica, gli prendevano i tre quarti delle rendite. Il resto se ne andava per il tabarro di panno nero, le brache e le scarpe di velluto per i giorni di festa, dato che durante la settimana si vestiva decorosamente di lana grezza, ma della migliore. Teneva in casa una governante che passava i quaranta e una nipote quasi ventenne, oltre a un garzone per i lavori in campagna e la spesa in piazza, che gli faceva pure da stalliere e giardiniere. Il nostro gentiluomo toccava i cinquanta; era robusto, asciutto nel corpo e nel viso, assai mattiniero e appassionato di caccia. Pare che di cognome facesse Chisciada o Chesada, ma non c'è accordo fra gli autori che se ne occupano, e altre verosimili congetture lo darebbero per Chisciana. La cosa, a dire il vero, ha poca importanza, l'essenzaile è che il racconto della sua vicenda non si discosti, neppure di poco, dalla verità.
Balleremo fino all'alba canteremo fino al mattino
Qualcuno dirà son fuori ed altri che c'è troppo vino
Ma c'è sangue nelle nostre vene
scorre l'acqua nei nostri fiumi
La rabbia invece quella è tutta chiusa nei nostri pugni (I LUF)
Qualcuno dirà son fuori ed altri che c'è troppo vino
Ma c'è sangue nelle nostre vene
scorre l'acqua nei nostri fiumi
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- Mac La Mente
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Va beh, per questa volta!Maybe ha scritto:Ehmmmm posso nascondermi insieme a te?Mac La Mente ha scritto:Ehmmmm...non c'è!Rokka ha scritto: Dov'è quell'appestato di Mac?![]()
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...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
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- Mac La Mente
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Non è una tortura anzi!, onestamente io ne approfitto!Maybe ha scritto:Ihhhh sto topic mi fa morire (e brava Vianne!).
Vi torturerò con tutti i miei libri preferiti(uno lo ha già messo la honey, Il Nome della Rosa)
Inizio con LUI, il mio amato Don Chisciotte della Mancia.
Chiedo venia ma non li so fare gli incipit brevi, mi piace pensare che scrivendo qualche riga in più vi venga voglia di leggerli anche a voi eheh![]()
Maybe, se leggi l'articolo postato da Vianne (credo a pagina due) sono spiegate un pò di cose sull'incipit che non deve essere per forza breve!
Bello Don Chisciotte!
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
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...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
un anziano che muore è una biblioteca che brucia
very goodMaybe ha scritto:Ihhhh sto topic mi fa morire (e brava Vianne!).
Vi torturerò con tutti i miei libri preferiti(uno lo ha già messo la honey, Il Nome della Rosa)
Inizio con LUI, il mio amato Don Chisciotte della Mancia.
Chiedo venia ma non li so fare gli incipit brevi, mi piace pensare che scrivendo qualche riga in più vi venga voglia di leggerli anche a voi eheh![]()
Paura del diverso, paura del possibile, paura che diverso sarebbe anche possibileLA COLLINA DEI CONIGLI - Adams
Stavolta non metto l'incipit, leggendolo capisco che da esso non si può capire (scusate il gioco di parole) molto di cosa racconterà il libro.
Questo è il riassunto del primo capitolo:
Di primule non ce n'erano più. Dalla parte del bosco - dove questo finiva, l'aperta campagna scendeva in pendio fino a un vecchio recinto, oltre il quale c'era un fossato rivestito di rovi- si vedevano ancora rare chiazze di giallo ormai sbiadito, fra l'euforbia e le radici delle querce. Di qua dal recinto, la parte alta del campo era trivellata d buchi: tane di conigli.....
Si era di maggio e il tramonto incendiava le nuvole. Mancava mezz'ora al crepuscolo. Il fianco della collina era punteggiato di conigli....
Nella penombra verde, presso l'imboccatura d'una di quelle tane, due conigli sedevano fianco a fianco...
"Quintilio, cos'è quello? Guarda là"
In quel punto la terra era stata smossa di fresco e fra l'erba ce n'eran due mucchietti. Un paio di pali robusti, redolenti di cresoto e vernice, piantati nelle buche, torreggiavano sopra la siepe. E la tabella a essi fissata stampava una lunga ombra sul prato. Accanto a uno dei pali eran rimasti un martello e alcuni chiodi. I due conigli si fecero più da presso, a saltelli, e andarono ad agguattarsi in un cespuglio di ortica lì vicino. Arricciavano il naso all'odore di alcuni mozziconi di sigaretta tra l'erba. D'un tratto Quintilio cominciò a rabbrividire e rannichiarsi su se stesso.
"Oh Moscardo! E' da qui che proviene! Ora lo so. Una cosa molto brutta! Qualcosa di terribile.. e vicina, vicina"
Piagnucolava dalla gran paura.
" Che genere di cosa? Che vuoi dire?..."
" Non lo so cos'è" rispose Quintilio desolato. "Qui non c'è nessun pericolo per ora. Ma si sta avvicinando.. è in arrivo. Oh, Moscardo, guarda! IL prato! E' coperto di sangue!"
"Non dire stupidaggini quello è il rosso del tramonto. Su, Quintilio, non parlare a quel modo, mi spaventi"
Ma Quintilio seguitava a tremare e piangere, fra le ortiche, mentre Moscardo tentava di consolarlo e capire cosa lo avesse ridotto in quello stato, fuori di sé....
Stavolta non metto l'incipit, leggendolo capisco che da esso non si può capire (scusate il gioco di parole) molto di cosa racconterà il libro.
Questo è il riassunto del primo capitolo:
Di primule non ce n'erano più. Dalla parte del bosco - dove questo finiva, l'aperta campagna scendeva in pendio fino a un vecchio recinto, oltre il quale c'era un fossato rivestito di rovi- si vedevano ancora rare chiazze di giallo ormai sbiadito, fra l'euforbia e le radici delle querce. Di qua dal recinto, la parte alta del campo era trivellata d buchi: tane di conigli.....
Si era di maggio e il tramonto incendiava le nuvole. Mancava mezz'ora al crepuscolo. Il fianco della collina era punteggiato di conigli....
Nella penombra verde, presso l'imboccatura d'una di quelle tane, due conigli sedevano fianco a fianco...
"Quintilio, cos'è quello? Guarda là"
In quel punto la terra era stata smossa di fresco e fra l'erba ce n'eran due mucchietti. Un paio di pali robusti, redolenti di cresoto e vernice, piantati nelle buche, torreggiavano sopra la siepe. E la tabella a essi fissata stampava una lunga ombra sul prato. Accanto a uno dei pali eran rimasti un martello e alcuni chiodi. I due conigli si fecero più da presso, a saltelli, e andarono ad agguattarsi in un cespuglio di ortica lì vicino. Arricciavano il naso all'odore di alcuni mozziconi di sigaretta tra l'erba. D'un tratto Quintilio cominciò a rabbrividire e rannichiarsi su se stesso.
"Oh Moscardo! E' da qui che proviene! Ora lo so. Una cosa molto brutta! Qualcosa di terribile.. e vicina, vicina"
Piagnucolava dalla gran paura.
" Che genere di cosa? Che vuoi dire?..."
" Non lo so cos'è" rispose Quintilio desolato. "Qui non c'è nessun pericolo per ora. Ma si sta avvicinando.. è in arrivo. Oh, Moscardo, guarda! IL prato! E' coperto di sangue!"
"Non dire stupidaggini quello è il rosso del tramonto. Su, Quintilio, non parlare a quel modo, mi spaventi"
Ma Quintilio seguitava a tremare e piangere, fra le ortiche, mentre Moscardo tentava di consolarlo e capire cosa lo avesse ridotto in quello stato, fuori di sé....
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- Brillianttrees
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- Iscritto il: 16/07/2006, 13:19
"Commetto io un'indiscrezione nel pubblicare queste memorie? Credo di no; né una titubanza piú lunga, giustificherebbe ad ogni modo la mia colpa. Colui che le ha scritte è ora troppo indifferente alle cose del mondo, troppo sicuro di sé, perché abbia a godere dell'elogio o a soffrire del biasimo che può derivargliene. Egli sa per quale strana combinazione questo manoscritto è venuto in mio potere, né ignora il disegno che io aveva concepito di publicarlo. Gli basterà che io vi abbia tolte quelle indicazioni che potevano compromettere la fama di persone ancora viventi, e che il segreto della sua vita attuale sia stato rispettato.
Se l'autore di queste pagine può ancora trovare nella solitudine e nell'egoismo in cui si è rifuggito, qualche parte di ciò che egli fu un tempo, non gli farà forse discaro che altri abbiano a versare, nel leggere queste memorie, quelle lacrime che egli ha certo versato nello scriverle."
Milano, 21 gennaio 1869
Fosca
di Iginio Ugo Tarchetti
http://libri.freenfo.net/0/0118010.html
Se l'autore di queste pagine può ancora trovare nella solitudine e nell'egoismo in cui si è rifuggito, qualche parte di ciò che egli fu un tempo, non gli farà forse discaro che altri abbiano a versare, nel leggere queste memorie, quelle lacrime che egli ha certo versato nello scriverle."
Milano, 21 gennaio 1869
Fosca
di Iginio Ugo Tarchetti http://libri.freenfo.net/0/0118010.html

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E' molto bello! L'ultima parte è triste perchè si immagina cosa racconterà...Brillianttrees ha scritto:"Commetto io un'indiscrezione nel pubblicare queste memorie? Credo di no; né una titubanza piú lunga, giustificherebbe ad ogni modo la mia colpa. Colui che le ha scritte è ora troppo indifferente alle cose del mondo, troppo sicuro di sé, perché abbia a godere dell'elogio o a soffrire del biasimo che può derivargliene. Egli sa per quale strana combinazione questo manoscritto è venuto in mio potere, né ignora il disegno che io aveva concepito di publicarlo. Gli basterà che io vi abbia tolte quelle indicazioni che potevano compromettere la fama di persone ancora viventi, e che il segreto della sua vita attuale sia stato rispettato.
Se l'autore di queste pagine può ancora trovare nella solitudine e nell'egoismo in cui si è rifuggito, qualche parte di ciò che egli fu un tempo, non gli farà forse discaro che altri abbiano a versare, nel leggere queste memorie, quelle lacrime che egli ha certo versato nello scriverle."
Milano, 21 gennaio 1869
Foscadi Iginio Ugo Tarchetti
http://libri.freenfo.net/0/0118010.html
Brill! Ma nel link c'è l'intero libro? Wowowowowow!
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
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