Poesia

Tra gli scaffali cosa si trova e cosa si legge...
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Mac La Mente
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Messaggio da Mac La Mente »

Ok ok...questo pomeriggio mi è tornato in mente il libro "Sulla strada" ed ho pensato: "Mah!...Kerouac ha scritto anche poesie?" Evvaaaiiiiii!!! La risposta è stata siii!!! :banana: :banana:

Ecco una poesia di Jack Kerouac! E' molto ma molto bella! :wub: :wub:

Il jazz s'è suicidato
Fate che la poesia non faccia la stessa fine
Non temiate
l'aria fredda della notte
Non date retta alle istituzioni
quando trasformate i manoscritti in
arenaria
non inchinatevi né fate a cazzotti
per i pionieri di Edith Wharton
o per la prosa alla nebraska di ursula major
no, statevene nel vostro giardinetto
& ridete, suonate
il trombone di mollica
& se poi qualcuno vi regala perline
ebree, marocchine, o vattelapesca,
addormentatevi con quella collana al collo
E' probabile che facciate sogni più belli
La pioggia non c'è
non ci sono più me
te lo dico io, ragazzo,
sicuro come un siluro.
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
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Messaggio da Vianne »

Mac La Mente ha scritto:Ok ok...questo pomeriggio mi è tornato in mente il libro "Sulla strada" ed ho pensato: "Mah!...Kerouac ha scritto anche poesie?" Evvaaaiiiiii!!! La risposta è stata siii!!! :banana: :banana:

Ecco una poesia di Jack Kerouac! E' molto ma molto bella! :wub: :wub:

Il jazz s'è suicidato
E' bella sì! Mi piace molto! :banana: :banana:
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Messaggio da Mac La Mente »

Vianne ha scritto: E' bella sì! Mi piace molto! :banana: :banana:
Mi fa piacere, Vianne! :)

...cercherò di trovarne altre anche se credo sia difficile! :yes:
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Messaggio da chiaroche? »

Chantilly ha scritto:
Mac La Mente ha scritto: Riesco ad immaginare il corteo e la gente presente però più di questo (per il momento) non mi trasmette! :sorry:
La rileggerò con più attenzione! :yes:
My opinion: una poesia deve colpirti subito, al primo impatto, poco importa se ti trasmette qualcosa. Rileggerla con più attenzione non servirebbe a nulla :)
A parte a "A Silvia" che è un po' un outsider

perchè ha il solo difetto di essere troppo famosa

mi ha sempre colpito "Pianto Antico"...


Dal titolo in poi un capolavoro di semplicità

e di disperata rinuncia alla rivolta.


Al di là che le trovo molto simili

solo che la parola di Leopardi è....

Com'era quella poesia?

Ah sì

“Quando trovo
in questo mio silenzio

una parola

scavata è nella mia vita
come un abisso”


Spero non l'aveste già postata.






:)
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Messaggio da chiaroche? »

Mac La Mente ha scritto:
Vianne ha scritto:Oggi è l'anniversario della nascita di Giacomo Leopardi :wub:

Per celebrarlo, inserisco il testo di una delle sue liriche dedicate al tema del ricordo

Alla luna - Giacomo Leopardi
...è molto bella questa poesia! :wub: :wub:

Un fiore per Leopardi! :fiore: :fiore: :fiore: ...ed una poesia che mi piace tantissimo...

Canto notturno

Che fai tu, luna, in ciel? dimmi, che fai,
Silenziosa luna?
Sorgi la sera, e vai,
Contemplando i deserti; indi ti posi.
Ancor non sei tu paga
Di riandare i sempiterni calli?
Ancor non prendi a schivo, ancor sei vaga
Di mirar queste valli?
Somiglia alla tua vita
La vita del pastore.
Sorge in sul primo albore
Move la greggia oltre pel campo, e vede
Greggi, fontane ed erbe;
Poi stanco si riposa in su la sera:
Altro mai non ispera.
Dimmi, o luna: a che vale
Al pastor la sua vita,
La vostra vita a voi? dimmi: ove tende
Questo vagar mio breve,
Il tuo corso immortale?
Vecchierel bianco, infermo,
Mezzo vestito e scalzo,
Con gravissimo fascio in su le spalle,
Per montagna e per valle,
Per sassi acuti, ed alta rena, e fratte,
Al vento, alla tempesta, e quando avvampa
L'ora, e quando poi gela,
Corre via, corre, anela,
Varca torrenti e stagni,
Cade, risorge, e più e più s'affretta,
Senza posa o ristoro,
Lacero, sanguinoso; infin ch'arriva
Colà dove la via
E dove il tanto affaticar fu volto
Abisso orrido, immenso,
Ov'ei precipitando, il tutto obblia.
Vergine luna, tale
È la vita mortale.
Nasce l'uomo a fatica,
Ed è rischio di morte il nascimento.
Prova pena e tormento
Per prima cosa; e in sul principio stesso
La madre e il genitore
Il prende a consolar dell'esser nato.
Poi che crescendo viene,
L'uno e l'altro il sostiene, e via pur sempre
Con atti e con parole
Studiasi fargli core,
E consolarlo dell'umano stato:
Altro ufficio più grato
Non si fa da parenti alla lor prole.
Ma perchè dare al sole,
Perchè reggere in vita
Chi poi di quella consolar convenga'
Se la vita è sventura,
Perchè da noi si dura?
Intatta luna, tale
È lo stato mortale.
Ma tu mortal non sei,
E forse del mio dir poco ti cale.
Pur tu, solinga, eterna peregrina,
Che sì pensosa sei, tu forse intendi,
Questo viver terreno,
Il patir nostro, il sospirar, che sia;
Che sia questo morir, questo supremo
Scolorar del sembiante,
E perir dalla terra, e venir meno
Ad ogni usata, amante compagnia.
E tu certo comprendi
Il perchè delle cose, e vedi il frutto
Del mattin, della sera,
Del tacito, infinito andar del tempo.
Tu sai, tu certo, a qual suo dolce amore
Rida la primavera,
A chi giovi l'ardore, e che procacci
Il verno co' suoi ghiacci.
Mille cose sai tu, mille discopri,
Che son celate al semplice pastore.
Spesso quand'io ti miro
Star così muta in sul deserto piano,
Che, in suo giro lontano, al ciel confina:
Ovver con la mia greggia
Seguirmi viaggiando a mano a mano;
E quando miro in cielo arder le stelle;
Dico fra me pensando:
A che tante facelle?
Che fa l'aria infinita, e quel profondo
Infinito seren? che vuol dir questa
Solitudine immensa? ed io che sono?
Così meco ragiono: e della stanza
Smisurata e superba,
E dell'innumerabile famiglia;
Poi di tanto adoprar, di tanti moti
D'ogni celeste, ogni terrena cosa,
Girando senza posa,
Per tornar sempre là donde son mosse;
Uso alcuno, alcun frutto
Indovinar non so. Ma tu per certo,
Giovinetta immortal, conosci il tutto.
Questo io conosco e sento,
Che degli eterni giri,
Che dell'esser mio frale,
Qualche bene o contento
Avrà fors'altri; a me la vita è male
O greggia mia che posi, oh te beata,
Che la miseria tua, credo, non sai
Quanta invidia ti porto!
Non sol perchè d'affanno
Quasi libera vai;
Ch'ogni stento, ogni danno,
Ogni estremo timor subito scordi;
Ma più perchè giammai tedio non provi.
Quando tu siedi all'ombra. sovra l'erbe.
Tu se' queta e contenta;
E gran parte dell'anno
Senza noia consumi in quello stato
Ed io pur seggo sovra l'erbe, all'ombra,
E un fastidio m'ingombra
La mente, ed uno spron quasi mi punge
Sì che, sedendo, più che mai son lunge
Da trovar pace o loco.
E pur nulla non bramo,
E non ho fino a qui cagion di pianto.
Quel che tu goda o quanto,
Non so già dir; ma fortunata sei
Ed io godo ancor poco,
O greggia mia, nè di ciò sol mi lagno.
Se tu parlar sapessi, io chiederei:
Dimmi: perchè giacendo
A bell'agio, ozioso,
S'appaga ogni animale;
Me, s'io giaccio in riposo, il tedio assale?
Forse s'avess'io l'ale
Da volar su le nubi,
E noverar le stelle ad una ad una,
O come il tuono errar di giogo in giogo,
Più felice sarei, dolce mia greggia,
Più felice sarei, candida luna.
O forse erra dal vero,
Mirando all'altrui sorte, il mio pensiero
Forse in qual forma, in quale
Stato che sia, dentro covile o cuna,
È funesto a chi nasce il dì natale.

...ehmmmm...forse è un po' lunga! :oops:

Lunga come la riconoscenza

per chi scrive cose del genere.
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Messaggio da chiaroche? »

Frankenstein ha scritto:
Shiny ha scritto::love: :love: :love: :love: :love:
Se io potrò impedire a un cuore di spezzarsi
non avrò vissuto invano -
Se allevierò il dolore di una vita
o guarirò una pena -

o aiuterò un pettirosso caduto
a rientrare nel nido
non avrò vissuto invano
Emily Dickinson
:love: :love: :love: :love: :love:
Non avrei potuto citare poesia, opera, sonetto migliore di questo! Di egual bellezza trovo quest'altra poesia della stessa autrice: Emily Dickinson (10 dicembre 1830 - 15 maggio 1886)

Mi incanta il mormorio di un'ape -
qualcuno mi chiede perchè -
piu' facile è morire che rispondere.

Il rosso sopra il colle annulla la mia volontà -
se qualcuno sogghigna stia attento
- perchè Dio è qui - questo è tutto.

La luce del mattino mi eleva di grado -
se qualcuno mi chiede come -
risponda l'artista che mi tratteggiò così.

Mamma mia che meraviglia.


Nel 1860 è l'anno del futore poetico (365 liriche) e sentimentale.

Il suo amore rimane però senza sbocco.

Nello stesso anno avvia una corrispondenza con il colonnello-scrittore Thomas W. Higginson, a cui si affida per un giudizio letterario:
egli rimarrà impressionato dall'eccezionalità dello spirito,
dell'intelligenza e del genio della poetessa,
pur ritenendo "impubblicabili" le sue opere.

D'altronde ella non intende nè ha mai inteso
dare alle stampe i propri versi.
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Messaggio da Mac La Mente »

chiaroche? ha scritto:
Mac La Mente ha scritto: Un fiore per Leopardi! :fiore: :fiore: :fiore: ...ed una poesia che mi piace tantissimo...

Canto notturno

...ehmmmm...forse è un po' lunga! :oops:
Lunga come la riconoscenza

per chi scrive cose del genere.
Non potrei essere più d'accordo! :)

E' un concentrato di emozioni! :wub:
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Messaggio da Vianne »

Una ballata di un poeta che amo moltissimo, Arthur Rimbaud :wub:


Arthur Rimbaud - Il ballo degli impiccati

Forca nera, moncone amabile,
là i paladini ballano, ballano,
i paladini scarni del diavolo,
scheletrici Saladini


Belzebù tira per la cravatta i neri
Fantocci beffardi e li fa ballare,
Ballare a colpi in fronte di ciabatta,
Al suono d'un canto antico di Natale!

All'urto s'intrecciano le braccia ossute:
Canne d'organo nere, i petti forati
Che un tempo strinsero oneste damigelle,
A lungo si scontrano in immondi amori.

Urrà! Allegri ballerini, senza pancia!
Saltate pure, la ribalta è lunga!
Hop! Non si sappia se è battaglia o danza!
Belzebù fuor di sé raschia i violini!

Calcagni duri, e mai sciupati i sandali!
Quasi tutti han deposto la camicia di pelle:
Il resto non dà noia, si vede senza scandalo.
Sui crani la neve posa un cappello bianco:

Il corvo è pennacchio a quei teschi incrinati,
Spenzola un po' di carne sul mento magro:
Sembrano, in oscure mischie volteggianti,
Eroi stecchiti, contro usberghi di cartone.

Urrà! il vento sibila al ballo degli scheletri!
La nera forca mugghia, come organo di ferro!
I lupi rispondono da foreste violette:
All'orizzonte il cielo è color rosso inferno...

Orsù, scrollatemi quei fanfaroni funebri
Che sgranano sornioni con le dita scrocchiate
Un rosario d'amore sulle vertebre pallide:
Non è un eremo questo, oh trapassati!

Ed ecco, nel mezzo della danza macabra
Uno scheletro folle balzare nel cielo,
Cavallo focoso che ratto s'impenna:
Sente ancora la corda tesa al collo,

E arriccia i ditini sul femore che scricchiola,
Mandando strida come se ghignasse,
Poi, saltimbanco che torna alla baracca,
Al canto dell'ossa rimbalza nel ballo.

Forca nera, moncone amabile,
là i paladini ballano, ballano,
i paladini scarni del diavolo,
scheletrici Saladini





Arthur Rimbaud - Bal des pendus

Au gibet noir, manchot aimable,
Dansent, dansent les paladins,
Les maigres paladins du diable,
Les squelettes de Saladins.


Messire Belzébuth tire par la cravate
Ses petits pantins noirs grimaçant sur le ciel,
Et, leur claquant au front un revers de savate,
Les fait danser, danser aux sons d’un vieux Noël !

Et les pantins choqués enlacent leurs bras grêles :
Comme des orgues noirs, les poitrines à jour
Que serraient autrefois les gentes damoiselles,
Se heurtent longuement dans un hideux amour.

Hurrah ! les gais danseurs, qui n’avez plus de panse !
On peut cabrioler, les tréteaux sont si longs !
Hop ! qu’on ne sache plus si c’est bataille ou danse !
Belzébuth enragé racle ses violons !

Ô durs talons, jamais on n’use sa sandale !
Presque tous ont quitté la chemise de peau :
Le reste est peu gênant et se voit sans scandale.
Sur les crânes, la neige applique un blanc chapeau :

Le corbeau fait panache à ces têtes fêlées,
Un morceau de chair tremble à leur maigre menton :
On dirait, tournoyant dans les sombres mêlées,
Des preux, raides, heurtant armures de carton.

Hurrah ! la bise siffle au grand bal des squelettes !
Le gibet noir mugit comme un orgue de fer !
Les loups vont répondant des forêts violettes :
À l’horizon, le ciel est d’un rouge d’enfer...

Holà, secouez-moi ces capitans funèbres
Qui défilent, sournois, de leurs gros doigts cassés
Un chapelet d’amour sur leurs pâles vertèbres :
Ce n’est pas un moustier ici, les trépassés !

Oh ! voilà qu’au milieu de la danse macabre
Bondit dans le ciel rouge un grand squelette fou
Emporté par l’élan, comme un cheval se cabre :
Et, se sentant encor la corde raide au cou,

Crispe ses petits doigts sur son fémur qui craque
Avec des cris pareils à des ricanements,
Et, comme un baladin rentre dans la baraque,
Rebondit dans le bal au chant des ossements.

Au gibet noir, manchot aimable,
Dansent, dansent les paladins,
Les maigres paladins du diable,
Les squelettes de Saladins.
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Messaggio da Mac La Mente »

Vianne ha scritto:Una ballata di un poeta che amo moltissimo, Arthur Rimbaud :wub:

Arthur Rimbaud - Il ballo degli impiccati
Non conoscevo questa poesia-ballata! E' molto bella anche se triste e a volte macabra proprio per le varie figure e le diverse azioni che questi compiono (corvi, teschi ecc...)! Mi piace tantissimo! :)

...ottima l'idea di ripetere all'inizio e alla fine la stessa quartina di versi! :yes:

Grazie Vianne per averla inserita! :k:
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Messaggio da Vianne »

Prego Mac :k:

Ne inserisco anche un'altra che amo molto:

Arthur Rimbaud - Lacrima

Lontano dagli uccelli, dai greggi, dalle villanelle,
bevevo, accoccolato in qualche landa
circondata dai boschi di nocciuoli,
in una tepida e verde foschia pomeridiana.

Che cosa potevo bere in quella giovine Oise,
olmi senza voce, erba senza fiori, cielo coperto.
Che cosa attingevo alla zucca di colocasia?
Qualche liquor d'oro insipido, e che fa sudare.

Parevo una brutta insegna d'albergo.
Poi l'uragano mutò il cielo, fino a sera.
Furono paesi neri, laghi, pertiche,
colonnate sotto la notte azzurra, stazioni.

L'acqua dei boschi si perdeva in sabbie vergini,
il vento scagliava dal cielo ghiaccioli ai pantani...
E dire che, come un pescatore d'oro o di conchiglie,
non mi sono dato pensiero di bere!


Arthur Rimbaud - Larme

Loin des oiseaux, des troupeaux, des villageoises,
Je buvais, accroupi dans quelque bruyère
Entourée de tendres bois de noisetiers,
Par un brouillard d'après-midi tiède et vert.

Que pouvais-je boire dans cette jeune Oise,
Ormeaux sans voix, gazon sans fleurs, ciel couvert.
Que tirais-je à la gourde de colocase ?
Quelque liqueur d'or, fade et qui fait suer.

Tel, j'eusse été mauvaise enseigne d'auberge.
Puis l'orage changea le ciel, jusqu'au soir.
Ce furent des pays noirs, des lacs, des perches,
Des colonnades sous la nuit bleue, des gares.

L'eau des bois se perdait sur des sables vierges,
Le vent, du ciel, jetait des glaçons aux mares...
Or ! tel qu'un pêcheur d'or ou de coquillages,
Dire que je n'ai pas eu souci de boire !
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Messaggio da Mac La Mente »

Vianne ha scritto:Prego Mac :k:

Ne inserisco anche un'altra che amo molto:

Arthur Rimbaud - Lacrima

Arthur Rimbaud - Larme
Ehhhh mi piace anche questa! :ehm: :k:

...è impressionnante come lo stesso autore sia capace di descrivere contesti diversi e faccia nascere/provare emozioni diverse con le due poesie! Bellissimo! :wub:


So che quello che ho detto è banale perchè riferito ad un grande poeta/scrittore, ma è una sensazione che ho provato! :yes:
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Messaggio da Vianne »

Mac La Mente ha scritto: Ehhhh mi piace anche questa! :ehm: :k:

...è impressionnante come lo stesso autore sia capace di descrivere contesti diversi e faccia nascere/provare emozioni diverse con le due poesie! Bellissimo! :wub:

So che quello che ho detto è banale perchè riferito ad un grande poeta/scrittore, ma è una sensazione che ho provato! :yes:
:k:

Mac a parte il fatto che non hai affatto detto cose banali, le sensazioni che una persona prova non sono mai banali :hug:
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Messaggio da Mac La Mente »

Vianne ha scritto: :k:

Mac a parte il fatto che non hai affatto detto cose banali, le sensazioni che una persona prova non sono mai banali :hug:
Ti ringrazio Vianne! :ehm: :k:

...sono contento che hai apprezzato quello che ho detto! E' sincero e l'ho provato davvero! :ehm:

Le due poesie che hai inserito le ho rilette più volte e mi piacciono sempre di più! :yes:
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Messaggio da Frankenstein »

Vianne ha scritto:Una ballata di un poeta che amo moltissimo, Arthur Rimbaud :wub:

Arthur Rimbaud - Bal des pendus

Au gibet noir, manchot aimable,
Dansent, dansent les paladins,
Les maigres paladins du diable,
Les squelettes de Saladins.


Messire Belzébuth tire par la cravate
Ses petits pantins noirs grimaçant sur le ciel,
Et, leur claquant au front un revers de savate,
Les fait danser, danser aux sons d’un vieux Noël !

Et les pantins choqués enlacent leurs bras grêles :
Comme des orgues noirs, les poitrines à jour
Que serraient autrefois les gentes damoiselles,
Se heurtent longuement dans un hideux amour.

Hurrah ! les gais danseurs, qui n’avez plus de panse !
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Le gibet noir mugit comme un orgue de fer !
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Qui défilent, sournois, de leurs gros doigts cassés
Un chapelet d’amour sur leurs pâles vertèbres :
Ce n’est pas un moustier ici, les trépassés !

Oh ! voilà qu’au milieu de la danse macabre
Bondit dans le ciel rouge un grand squelette fou
Emporté par l’élan, comme un cheval se cabre :
Et, se sentant encor la corde raide au cou,

Crispe ses petits doigts sur son fémur qui craque
Avec des cris pareils à des ricanements,
Et, comme un baladin rentre dans la baraque,
Rebondit dans le bal au chant des ossements.

Au gibet noir, manchot aimable,
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Sono versi molto profondi. Nella versione originale le parole utilizzate dal Poeta assumono un significato più forte.
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Frankenstein ha scritto:
Vianne ha scritto: Au gibet noir, manchot aimable
Sono versi molto profondi. Nella versione originale le parole utilizzate dal Poeta assumono un significato più forte.
Acc! Posso solo immaginare quello che trasmettono i versi originali perchè non conosco la lingua! :(

...la profondità delle parole l'ho provata anch'io, ma con la versione tradotta! :yes:
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