A proposito del morso, in effetti siamo nei due giorni ad alto rischio, in effetti, io sono molto pericoloso e colpisco prevalentemente il sabato e la domenica, io sono uno di quei rarissimi vampiri che amano il sangue contenente una certa dose di alcool, per questo che colpisco solo il sabato e la domenica notte, sai in giro in queste due notti di gente alticcia ce ne un bel numero. ahahahahahahaMac La Mente ha scritto: Nonostante abbia "paura" di un morso (), ma per questo lascio il piacere di riceverlo a Chiaro
, cerco di aggiungere un cosa...
Se ho ben capito il ragionamento fatto finora ritieni possibile scrivere della o sulla morte pur non avendola provata di persona (anche perchè sarebbe un po' difficile scrivere dopo)...beh, dal mio punto di vista e riferendomi alla poesia inserita di Hikmet, credo esistano diversi tipi di morte...non c'è solo quella fisica, ma anche di sentimenti, sensazioni ecc... ed è di questi che i vari Autori scrivono...forse è anche più difficile fare questo!
Ritengo possibile scrivere della morte perchè è l'unica cosa che è uguale per tutti, colpisce tutti nello stesso modo, si palesa a tutti gli esseri viventi in un modo univoco inequivocabile e incontroversibile, la sensazione che essa ci da pur non conoscendola è uguale per tutti, almeno nel momento del trapasso, ma in fondo non solo, alcuni di noi poveri e meschini esseri umani sono riusciti a crearsi delle aspettative per quel dopo, forse per attribuirgli un senso, forse per dargli una dignità, forse anche solo per la presunzione forse di ingannare quel tempo non comprendendo che abbiamo ingannato in realtà il nostro di tempo, quello vissuto, con la presunzione di avere vissuto un attimo di tempo con un senso e con della dignità, con la grande possibilità di capire solo all'ultimo istante che forse tutto è esattamente il contrario, cioè la morte ci è stata data per donarci e riportarci nuovamente in una dimensione di dignità e di senso.
E' vero quando affermi che non esiste solo la morte quella vera unica e irripetibile (guarda caso proprio come la vita) esistono tante morti, quella dell'anima, quella dello spirito, quella dei sentimenti, so che l'umanità usa questo nome per dare una definizione a certi stati di animo, a certi momenti in cui la vita sembra non vita, in cui i sentimenti sembrano un non senso qundi una non vita, io no, ho provato molte di queste sensazioni, ma non riesco a chiamarle "morte", perchè è sempre controvertibile e controversibile, esiste sempre una alternativa, almeno una possibilità, questo tipo di pseudo morte vale solo per chi la sente e la prova, ma quasi mai viene riconosciuta dagli altri esseri che ti vivono vicino, non perchè non vogliono, ma non sono proprio in grado di riconoscerla, perchè mischiata e confusa tra le mille pieghe del VIVERE quotidiano, quindi quelli che per me sono solamente dei miseri stati d'animo che non sono definitivi, ma unicamente dipendenti dal tipo di persona che siamo e che siamo capaci di essere e di diventare, in questi stati di animo esiste sempre la possibilità di cambiare, di modificarne il percorso fino a sconfiggerli e a modificarli.
L'uomo suo malgrado si perde in quello che io chiamo il grande percorso della vita, che io me lo rafiguro come una eterna strada in pendenza che gira su se stessa in una specie di spirale a chiocciola dove ogni essere umano si trova a camminare nel lungo suo peregrinare della vita, su questa strada l'uomo proverà sulla propria pelle tutti i tipi di sensazioni, scoprira il dolore (che subdolamente si fa sempre spazio tra i ricordi per annichilirci e spezzarci) e più l'uomo soffre più si ritrova a percorrere questa fantomatica strada verso il basso, un camminare senza fine verso l'oscuro e verso il basso, e in questo dolore si perderà incapace di reagire, lasciandosi scivolare verso il basso, avvinghiato dal dolore che lo trascina e lo stordisce e lo confonde, e pensare che la soluzione è lì sempre alla nostra portata, unicamente tra le nostre mani, perchè quello che noi viviamo è un'illusione a cui noi attribuiamo il marchio di realtà, forse solo per non ammettere quanto siamo deboli e poco capaci, perchè ripeto che la verità e che è estremamente semplice e facile scoprire il trucco, l'inganno, questa misteriosa strada a cui facevo cenno prima è una eterna strada in pendenza che gira su se stessa in una specie di spirale a chiocciola, ma il trucco è banale perchè in realtà tanta fatica e dolore costa il lasciarsi andare e vivere verso il basso quanto ne costa risalire e vivere verso l'alto, è un trucco banalissimo ma efficacissimamente vero.
Quindi per me la morte è una sola, la non vita, tutto il resto volere o non volere è vita.
Il logorroico a colpito nuovamente......fermatemi................








