Ehhhh lo so! Ti capisco benissimo e non hai tutti i torti a dire questo!bancarella ha scritto:Finalmente un personaggio che dice le cose come stanno. Meno violenza e più attenzione nei videogiochi eviterebbero incidenti. Ci voleva tanto a dirlo?
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...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
un anziano che muore è una biblioteca che brucia
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Vianne ha scritto: Ma quanto sono d'accordo con questa affermazione di Brown!
Gli sviluppatori di videogiochi (e ancora più di loro i programmatori dei palinsesti tv, ma questo è un altro discorso) non dovrebbero sottostare ad alcuna censura che non sia quella del proprio senso di responsabilità nei confronti del prossimo e della società di cui, che gli piaccia o meno, fanno parte e che contribuiscono come tutti a costruire giorno per giorno.
Se loro ritengono giusto insegnare ai bambini che girare coi coltelli e scannare il prossimo è tanto bello e fa tanto fashion, vadano pure avanti a produrre i loro giochetti. Ma si assumano la responsabilità di scrivere a chiare lettere sulle confenzioni che questo e il loro intento e questa e la loro morale. E si firmino per esteso con nome e cognome.
Credo che chiunque abbia un po' di un buon senso sia d'accordo con quanto il premier abbia detto! Peccato che gli sviluppatori faranno sicuramente finta di niente perchè a loro non interessa questo aspetto importante, ma pensano solo ed esclusivamente alla vendita-guadagno!
Quello che hai detto non è per niente male, Vianne! Trovo ottima l'idea di uscire dall'anonimato...in questo modo si conoscerebbero i colpevoli e se questi hanno un po' di coscienza, ci penserebbero due volte prima di introdurre un coltello, una pistola o altro all'interno di un gioco!
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La presenza di violenza nei giochi è superflua. Un aspetto di cui si potrebbe fare a meno.Mac La Mente ha scritto: Via i coltelli dai videogames
Roma - I videogiochi possono istigare alla violenza. Ne è convinto il premier Gordon Brown che ha dichiarato che gli sviluppatori di videogames dovrebbero pensarci due volte prima di inserire scene violente nei titoli che sviluppano.
Il mio pensiero è comune al vostro e alla posizione del premier.
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Lo so, Frankenstein! Lo so!Frankenstein ha scritto: La presenza di violenza nei giochi è superflua. Un aspetto di cui si potrebbe fare a meno.
Il mio pensiero è comune al vostro e alla posizione del premier.
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...e dopo la dichiarazione e l'idea del premier inglese sulla eliminazione dei coltelli e delle armi nei videogiochi, riporto un'altra notizia che di sicuro porterà dei benefici e tutelerà in qualche modo i ragazzi che ne fanno uso!
...sì, perchè qualche giorno fa è uscito il nuovo codice che indica attraverso dei simboli sulle confezioni, il contenuto del gioco e la presenza di elementi che potrebbero far male e influenzare in negativo gli utilizzatori! 
Videogames, sei icone salva-bambini
Roma - Nuovi simboli, per videogames più sicuri. E' stato finalmente riformato il sistema dei simboli "Pegi" (Pan european games information, informazioni paneuropee sui giochi) per i giochi da computer, con l'introduzione di icone più dettagliate sul contenuto dei videogiochi stessi.
La realizzazione del nuovo codice nasce da un accordo internazionale fra le principali case produttrici, che hanno deciso di garantire in Europa un'informazione più chiara e precisa sui contenuti dei videogiochi, per aiutare chi vuole acquistarli a farsi un'idea precisa di ciò che troverà dentro la confezione. Non tutti i giochi, infatti, sono uguali, non tutti sono adatti alle varie fasce d'età e alla sensibilità dei bambini. Ogni genitore, quindi, andando ad acquistare il gioco può contare sui loghi presenti sul prodotto per orientarsi nell'acquisto.
Ma quali sono i nuovi simboli introdotti? Oltre ai tradizionali bollini, che indicano l'età consigliata per il gioco, il sistema Pegi ne prevede altri. Uno che indica il gioco "con parolacce e scurrile", uno che denuncia un gioco dove potrebbero esserci scene di discriminazione, uno in cui viene mostrata della droga, uno che segnala la presenza immagini che potrebbero spaventare, uno che mette in guardia da fotogrammi violenti e uno che indica riferimenti espliciti al gioco d'azzardo.
L'accordo fra le aziende produttrici di videogames che si sono dotate di questa sorta di codice grafico-deontologico è nato "dal bisogno di migliorare l'informazione sui giochi per il computer, dal riconoscimento che in questi ultimi anni i videogiochi si sono evoluti passando da semplici giochini di abilità a storie profonde e coinvolgenti, sfide- spiegano le case produttrici- che mettono alla prova l'intelligenza, oltrechè l'abilità, la prontezza di riflessi e la capacità di adottare una tattica vincente".
fonte: Dire Giovani
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Roma - Nuovi simboli, per videogames più sicuri. E' stato finalmente riformato il sistema dei simboli "Pegi" (Pan european games information, informazioni paneuropee sui giochi) per i giochi da computer, con l'introduzione di icone più dettagliate sul contenuto dei videogiochi stessi.
La realizzazione del nuovo codice nasce da un accordo internazionale fra le principali case produttrici, che hanno deciso di garantire in Europa un'informazione più chiara e precisa sui contenuti dei videogiochi, per aiutare chi vuole acquistarli a farsi un'idea precisa di ciò che troverà dentro la confezione. Non tutti i giochi, infatti, sono uguali, non tutti sono adatti alle varie fasce d'età e alla sensibilità dei bambini. Ogni genitore, quindi, andando ad acquistare il gioco può contare sui loghi presenti sul prodotto per orientarsi nell'acquisto.
Ma quali sono i nuovi simboli introdotti? Oltre ai tradizionali bollini, che indicano l'età consigliata per il gioco, il sistema Pegi ne prevede altri. Uno che indica il gioco "con parolacce e scurrile", uno che denuncia un gioco dove potrebbero esserci scene di discriminazione, uno in cui viene mostrata della droga, uno che segnala la presenza immagini che potrebbero spaventare, uno che mette in guardia da fotogrammi violenti e uno che indica riferimenti espliciti al gioco d'azzardo.
L'accordo fra le aziende produttrici di videogames che si sono dotate di questa sorta di codice grafico-deontologico è nato "dal bisogno di migliorare l'informazione sui giochi per il computer, dal riconoscimento che in questi ultimi anni i videogiochi si sono evoluti passando da semplici giochini di abilità a storie profonde e coinvolgenti, sfide- spiegano le case produttrici- che mettono alla prova l'intelligenza, oltrechè l'abilità, la prontezza di riflessi e la capacità di adottare una tattica vincente".
fonte: Dire Giovani
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Sì, perchè informa in modo un pochetto più approfondito sul contenuto e su quello che ci si ritroverà davanti una volta acquistato il videogames!bancarella ha scritto:Il miglioramento di questo codice va bene, è da tenere in considerazione. Se presente sulle confezioni dei giochi porterà vantaggi!
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Mi d'accordo con quanto hai detto, Frankenstein!Frankenstein ha scritto: Possono introdurre tutti i codici e simboli che ritengono più opportuni, ma fino a quando ci sarà anche solo un bambino suscettibile al contenuto di un gioco e questo compirà azioni gravi, i produttori saranno i responsabili.
...i codici possono essere anche utili per indirizzare e far presente a chi acquista il contenuto dei videogames, ma nel momento in cui i ragazzi dovessero compiere dei crimini - perchè influenzati dal gioco - la colpa è comunque di chi ha messo in commercio questo "strumento di morte"...se ne sarebbe fatto volentieri a meno!
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Grazie Bancarella!bancarella ha scritto:Gran bella definizione Mac. Alcuni giochi per le azioni che fanno compiere sono strumenti di morte!
...è nata spontanea questa definizione pensando a tutti gli avvenimenti tragici passati e a quelli che - anche se spero di no - avverranno!
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Dal mio punto di vista i produttori sono responsabili solo se i loro prodotti vengono presentati come giochi adatti a bambini e preadolescenti.Frankenstein ha scritto: Possono introdurre tutti i codici e simboli che ritengono più opportuni, ma fino a quando ci sarà anche solo un bambino suscettibile al contenuto di un gioco e questo compirà azioni gravi, i produttori saranno i responsabili.
Nel momento in cui sulla confezione viene invece scritto esplicitamente che si tratta di materiali video interattivi (già smettere di chiamarli giochi sarebbe un bel passo avanti...) inadatti a persone di età inferiore a x, la responsabilità passa nelle mani dei genitori che ne consentono l'utilizzo e magari li regalano pure ai loro figli.
Insomma, se un bambino di 7 anni guarda Psycho e poi tenta di accoltellare la sorellina nella doccia, la responsabilità non è di Hitchcock ma dei genitori che glielo hanno lasciato guardare. Stesso discorso per questo tipo di videogiochi. IMHO
You have to be trusted by the people that you lie to
So that when they turn their backs on you
You'll get the chance to put the knife in
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Si, Vianne! Capisco quello che dici e mi trovi abbastanza d'accordo! Il problema secondo me è che i produttori possono consigliare l'uso di un videogioco - segnalando l'età sulla confezione - utilizzando un criterio di misura della violenza o di altri aspetti negativi - a volte - troppo alto e quindi, indirettamente, consentire ad un bambino di prendere visione di scene un po' forti che gli fanno male.Vianne ha scritto: Dal mio punto di vista i produttori sono responsabili solo se i loro prodotti vengono presentati come giochi adatti a bambini e preadolescenti.
Nel momento in cui sulla confezione viene invece scritto esplicitamente che si tratta di materiali video interattivi (già smettere di chiamarli giochi sarebbe un bel passo avanti...) inadatti a persone di età inferiore a x, la responsabilità passa nelle mani dei genitori che ne consentono l'utilizzo e magari li regalano pure ai loro figli.
Insomma, se un bambino di 7 anni guarda Psycho e poi tenta di accoltellare la sorellina nella doccia, la responsabilità non è di Hitchcock ma dei genitori che glielo hanno lasciato guardare. Stesso discorso per questo tipo di videogiochi. IMHO
...che i genitori debbano controllare e prendersi più responsabilità è vero! Su questo non ho niente da dire...anzi...potrebbero mettere più attenzione in quello che fa il figlio!
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Mac non sono i produttori che consigliano a che età è adatto un videogioco. Lo stabiliscono le leggi a tutela dei minori in vigore nei vari paesi.Mac La Mente ha scritto: Il problema secondo me è che i produttori possono consigliare l'uso di un videogioco - segnalando l'età sulla confezione - utilizzando un criterio di misura della violenza o di altri aspetti negativi - a volte - troppo alto e quindi, indirettamente, consentire ad un bambino di prendere visione di scene un po' forti che gli fanno male.![]()
Queste leggi definiscono i criteri che un videogioco deve rispettare perchè sia adatto ai bambini. E se non li rispetta, sulla confezione va indicato che è adatto solo a un pubblico adulto.
Questo perlomeno è quello che dovrebbe avvenire nei paesi civili e, a quanto ho capito dall'articolo che hai postato l'altro giorno, è proprio quello che sta avvenendo in Gran Bretagna
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