
L'ANGOLO DELLE VISIONI INNOCENTI..............
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L'ANGOLO DELLE VISIONI INNOCENTI..............

Mai come oggi sono seduto in riva al sacro fiume della vita ad osservare i cadaveri dell'umanità che ancora una volta si sta perdendo.
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Bellissima immagine:
Pregna di struggente languore, colma dell’antico malore, il mal di vivere il mal di morire,il mal d'amore, sofferenza arcana difficile a guarire, neanche l’azzurro cielo e le nuvole complici che nel danzar tentano invano di porre rimedio a cotanto patire, non c’è nulla che dia sollievo, ne il cielo azzurro nel il libro mille volte complice lusinghiero, il libro giace in terra lasciato lentamente scivolar dalla pendula mano stanca, stanca di reggere il sapere che non da sollievo, pagine piene di parole che non danno senso al vivere ne tanto meno al soffrire, anche gli occhi stanchi di tanto guardar non traggono sollievo dal paesaggio complice del cielo nel farsi rimirar, ah, dolce amore di un tempo perduto che tanto mi desti e tanto mi togliesti, ora a consumarmi e a morir d’amore mi condanni, mi condanni ad abbandonare il corpo al suo crudel destino togliendomi il soffio che mi alimenta il respiro.
Forse il libro potrebbe averlo gettato o lasciato cadere apposta, perché le parole lette avergli dato pensieri dolorosi, e potrebbe essersi abbandonata ad ammirare quello che la circonda in cerca di una sensazione di aiuto e di soccorso, in cerca di pensieri e ragionamenti che ne contrastino il senso che le attanaglia il cuore, ma il contesto dell'immagine è di per se inconsueta, le tinte evanescenti, cupe e nel contempo quasi trasparenti, la sedia che riporta alla memoria lunghe sofferenze, insomma è una visione senza gioia, ma di un malinconico languore, una forma di rimpianto e di abbandono, di ineluttabilità e di inutile ed inesorabile attesa, il cuscino poi esageratamente grande a donare altrettanto grande fisico sollievo, non è un cuscino da riposino pomeridiano di qualche nobildonna spensierata, è una pietosa scena di una consunzione dell'animo, quindi o solo il sonno o il tentativo strano quanto inutile di quel che la circonda farne il pieno nel tentativo di riempirsi il cuore per poi abbandonarsi all'oblio.
Alanford50
Pregna di struggente languore, colma dell’antico malore, il mal di vivere il mal di morire,il mal d'amore, sofferenza arcana difficile a guarire, neanche l’azzurro cielo e le nuvole complici che nel danzar tentano invano di porre rimedio a cotanto patire, non c’è nulla che dia sollievo, ne il cielo azzurro nel il libro mille volte complice lusinghiero, il libro giace in terra lasciato lentamente scivolar dalla pendula mano stanca, stanca di reggere il sapere che non da sollievo, pagine piene di parole che non danno senso al vivere ne tanto meno al soffrire, anche gli occhi stanchi di tanto guardar non traggono sollievo dal paesaggio complice del cielo nel farsi rimirar, ah, dolce amore di un tempo perduto che tanto mi desti e tanto mi togliesti, ora a consumarmi e a morir d’amore mi condanni, mi condanni ad abbandonare il corpo al suo crudel destino togliendomi il soffio che mi alimenta il respiro.
Forse il libro potrebbe averlo gettato o lasciato cadere apposta, perché le parole lette avergli dato pensieri dolorosi, e potrebbe essersi abbandonata ad ammirare quello che la circonda in cerca di una sensazione di aiuto e di soccorso, in cerca di pensieri e ragionamenti che ne contrastino il senso che le attanaglia il cuore, ma il contesto dell'immagine è di per se inconsueta, le tinte evanescenti, cupe e nel contempo quasi trasparenti, la sedia che riporta alla memoria lunghe sofferenze, insomma è una visione senza gioia, ma di un malinconico languore, una forma di rimpianto e di abbandono, di ineluttabilità e di inutile ed inesorabile attesa, il cuscino poi esageratamente grande a donare altrettanto grande fisico sollievo, non è un cuscino da riposino pomeridiano di qualche nobildonna spensierata, è una pietosa scena di una consunzione dell'animo, quindi o solo il sonno o il tentativo strano quanto inutile di quel che la circonda farne il pieno nel tentativo di riempirsi il cuore per poi abbandonarsi all'oblio.
Alanford50
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Re: L'ANGOLO DELLE VISIONI INNOCENTI..............
Eccomi! Bel topic, Alan!alanford50 ha scritto:Quando guardare un'immagine riesce per un attimo a concederti una innocente visione.
P.S. Se vi va scrivete pure quello che vi passa per l'anticamera del cervello, accetto di tutto purchè non sia offensivo e non lasci i segni, ahahahahahahaha.
...è verissimo quello che hai detto, a volte un'immagine fa provare un mare di sensazioni e trascriverle, ricordarle nel tempo, rileggerle dopo che è passato del tempo permette di rivivere quello che si è provato in precedenza...magari rileggendo quello che si è scritto, la nuova sensazione è diversa perchè il momento è diverso, ma ricordare è sempre bello!
P.s. Accetti tutto tutto?
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
un anziano che muore è una biblioteca che brucia
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Linee curve morbide dal colore accattivante ed accogliente, ma che non portano da nessuna parte in particolare, vedo due casolari arroccati, in posizione di difesa, solitari seppur vicini, due mondi che convivono ma che si guardano e si scrutano, con la consapevolezza di essere due mondi separati, ma incapaci di essere totalmente immersi nella sostanza che li circonda, e seppur così vicini, così diversi, quasi a cercare forzatamente la distinzione, hanno modificato la sostanza per differenziarsi, per la totale inaccettabilità di sentirsi e di essere uguali.
Nonostante la vicinanza, l'appartenenza allo stesso luogo, i due casolari sono assolutamente differenti, quasi a rappresentare la dualità delle cose, il bianco e il nero, il bene e il male, il positivo e il negativo, la prima casa è immersa in un verde invitante ed ammaliante quasi a rappresentare la positività, il bello, l'altro casolare al contrario è immerso in un terreno brullo privo di colore, all'apparenza tutt'altro che invitante, quindi rappresenta la negatività, i due casolari arroccati significano le due fortezze che difendono queste appartenenze e le loro peculiarità, ma come sempre tutto nella vita in realtà si confonde, il verde potrebbe anche essere la rappresentazione del fatuo, del bello ma inutile, quindi negativo, mentre il brullo rappresenta l'opposto il terreno lavorato pronto a dare frutti quindi il positivo.
Alanford50
Mai come oggi sono seduto in riva al sacro fiume della vita ad osservare i cadaveri dell'umanità che ancora una volta si sta perdendo.
..... le sensazioni che mi trasmette sono oppostealanford50 ha scritto:foto
a secondo di come voglio vederle, un tranquillo sonno
riposante in una fresca giornata e magari dovuto al
poco interesse del libro caduto in terra se voglio essere
ottimista, una dolorosa morte desiderata proprio lì fuori
sul terrazzo dopo una lunga malattia se sono pessimista,
in entrambi in casi la tenerezza dei due pensieri mi riempie
di tranquillità, e se posso osare la seconda visione ancora di più,
non è da tutti scegliere il luogo e il modo di lasciare la vita.
Complimenti Alan bel topic, ne approfitto per mandarti
i miei saluti
...... dentro di noi
la lotta continua
niente sarà più come prima
la lotta continua
niente sarà più come prima
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Ciao Rush, sono felicissimo di leggerti e di ritrovarti, mi fa piacere leggere il tuo punto di vista, lo rispettto totalmente anche se ne condivido di più la seconda parte anche se con altre sfaccettature, nel senso che non riesco ad attribuirgli la visione di un sonnellino di una nobildonna in un pomeriggio di mezza estate , propendo di più vista l'ambientazione relativa al secolo scorso, ad una donna che si lascia morire di mal d'amore, un male antico, una malattia assolutamente incompresa in quei tempi, veniva chiamata con troppa leggerezza "il mal di vivere", oggi ci sono molti modi di chiamarla e la medicina ne ha scoperto molte sfaccettature, anche se è tuttora di difficile comprensione e cura.rush ha scritto:
..... le sensazioni che mi trasmette sono opposte
a secondo di come voglio vederle, un tranquillo sonno
riposante in una fresca giornata e magari dovuto al
poco interesse del libro caduto in terra se voglio essere
ottimista, una dolorosa morte desiderata proprio lì fuori
sul terrazzo dopo una lunga malattia se sono pessimista,
in entrambi in casi la tenerezza dei due pensieri mi riempie
di tranquillità, e se posso osare la seconda visione ancora di più,
non è da tutti scegliere il luogo e il modo di lasciare la vita.
Complimenti Alan bel topic, ne approfitto per mandarti
i miei saluti
Ciao Rush, grazie per la graditissima tua partecipazione, ciao neh!
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INFERNO, PURGATORIO E PARADISO.

Partendo dal basso verso l'altro, mi fa solo pensare all'inferno (rosso/marrone), al purgatorio (azzurro) e al paradiso (nero).
Vedo il paradiso nero perché l'idea della perfezione è talmente lontana dal nostro conoscere e dal nostro essere, che non saprei definirla, al punto di non desiderare assolutamente di andarci a finire, qualora esistesse, l'inferno è fatto di imperfezione, quindi molto simile al nostro essere, in fondo la nostra vita per molti versi anche quando a noi appare bellissima nella realtà è un inferno nel suo insieme, però proprio perché e terreno, lo conosciamo, quindi non mi spaventa.
Il purgatorio mi lascia molto perplesso, l'azzurro, l'infinito, mi dà apprensione, la paura del tempo che non passa mai, il continuo sperare di uscire da quella posizione di stallo, non definitiva, ma eterna nel contempo, glaustrofobica e contemporaneamente Agorafobica (paura degli spazi aperti o dei luoghi affollati (da agorà))ammesso che esistano i tre posti citati, il purgatorio è sicuramente quello più affollato, l'inferno quello più desiderato, il paradiso quello più temuto.
Alanford50

Partendo dal basso verso l'altro, mi fa solo pensare all'inferno (rosso/marrone), al purgatorio (azzurro) e al paradiso (nero).
Vedo il paradiso nero perché l'idea della perfezione è talmente lontana dal nostro conoscere e dal nostro essere, che non saprei definirla, al punto di non desiderare assolutamente di andarci a finire, qualora esistesse, l'inferno è fatto di imperfezione, quindi molto simile al nostro essere, in fondo la nostra vita per molti versi anche quando a noi appare bellissima nella realtà è un inferno nel suo insieme, però proprio perché e terreno, lo conosciamo, quindi non mi spaventa.
Il purgatorio mi lascia molto perplesso, l'azzurro, l'infinito, mi dà apprensione, la paura del tempo che non passa mai, il continuo sperare di uscire da quella posizione di stallo, non definitiva, ma eterna nel contempo, glaustrofobica e contemporaneamente Agorafobica (paura degli spazi aperti o dei luoghi affollati (da agorà))ammesso che esistano i tre posti citati, il purgatorio è sicuramente quello più affollato, l'inferno quello più desiderato, il paradiso quello più temuto.
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Ehmmm...chiedo scusa se quoto solo una parte dei vostri messaggi, ma dopo aver fissato attentamente la foto, essere stato trasportato - in un certo senso - al suo interno ed aver immaginato di essere lì e guardare dal vivo l'immagine e il corpo di questa donna, la sensazione che provo è la stessa che avete descritto!alanford50 ha scritto:...propendo di più vista l'ambientazione relativa al secolo scorso, ad una donna che si lascia morire di mal d'amore, un male antico, una malattia assolutamente incompresa in quei tempi, veniva chiamata con troppa leggerezza "il mal di vivere", oggi ci sono molti modi di chiamarla e la medicina ne ha scoperto molte sfaccettature, anche se è tuttora di difficile comprensione e cura.rush ha scritto:
..... una dolorosa morte desiderata proprio lì fuori
sul terrazzo dopo una lunga malattia se sono pessimista,
in entrambi in casi la tenerezza dei due pensieri mi riempie
di tranquillità, e se posso osare la seconda visione ancora di più,
non è da tutti scegliere il luogo e il modo di lasciare la vita.
...forse ho scritto una banalità, non so, ma mi è piaciuto farlo e continuerò prestissimo!
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
un anziano che muore è una biblioteca che brucia
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L'ultima cosa che devi pensare è quella di avere scritto una banalità, in primis perchè è un tuo pensiero, un tuo punto di vista quindi nessuno al mondo si deve permettere di dire che è banale, così come mai sarà banale il pensiero di chiunque altro desideri parteciapare a questo tipo di dialogo.Mac La Mente ha scritto: Ehmmm...chiedo scusa se quoto solo una parte dei vostri messaggi, ma dopo aver fissato attentamente la foto, essere stato trasportato - in un certo senso - al suo interno ed aver immaginato di essere lì e guardare dal vivo l'immagine e il corpo di questa donna, la sensazione che provo è la stessa che avete descritto!...anche per me la donna non c'è più, è morta o in agonia e il motivo che mi fa provare questo è la posizione che ha della mano destra...troppo abbandonata a se stessa per essere ancora calda ed in vita...è lì, immobile, senza avere la possibilità di essere sollevata perchè non c'è più forza per farlo!
![]()
...forse ho scritto una banalità, non so, ma mi è piaciuto farlo e continuerò prestissimo!
In secundis (va che latino ti sono andato a sfoderare, cose da fare arrossire di rabbia schiumosa chiunque abbia minimamente studiato la sacra lingua morta) il tuo pensiero non è lontano dai nostri due, siamo tutti e tre orientati verso una malattia piuttosto che il giusto sonno di una nobildonna di altre epoche..
Non farti problemi e ricorda che io per primo ho sempre ammesso che NON SONO STUDIATO, quindi scrivo come mangio cioe senza ritegno e senza vergogna, qualsiasi intervento da parte di chiunque è graditissimo oltre che auspicato. ciao ne!
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Ti ringrazio Alan! Grazie per quello che mi hai detto!alanford50 ha scritto: L'ultima cosa che devi pensare è quella di avere scritto una banalità, in primis perchè è un tuo pensiero, un tuo punto di vista quindi nessuno al mondo si deve permettere di dire che è banale, così come mai sarà banale il pensiero di chiunque altro desideri parteciapare a questo tipo di dialogo.
In secundis (va che latino ti sono andato a sfoderare, cose da fare arrossire di rabbia schiumosa chiunque abbia minimamente studiato la sacra lingua morta) il tuo pensiero non è lontano dai nostri due, siamo tutti e tre orientati verso una malattia piuttosto che il giusto sonno di una nobildonna di altre epoche..
Non farti problemi e ricorda che io per primo ho sempre ammesso che NON SONO STUDIATO, quindi scrivo come mangio cioe senza ritegno e senza vergogna, qualsiasi intervento da parte di chiunque è graditissimo oltre che auspicato. ciao ne!![]()
...hai ragione! I pensieri che una persona ha e le sensazioni che si possono provare guardando una fotografia, leggendo, ascoltando, non sono mai banali!...in passato questo mi è stato detto e l'ho apprezzato tantissimo!...è grazie a questo che continuo e non mi fermo! Vado avanti, sperimento e cosa più importante...continuo a crescere!
In secundis (si dice "secundis" vero? Per quello che so io non è un errore!
Noooon ti preoccupare! Non mi faccio assolutamente problemi e se c'è un'altra persona che "parla/scrive come mangia" quella sono io...tranquillo!
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Eccomi!
...salto un paio di commenti alle foto inserite - solo momentaneamente, promesso!
- per descrivere brevemente questa fotografia...

Il primo pensiero che mi è venuto in mente quando l'ho vista è stato: "Si sono ritrovati! Completati!"
...sì, perchè questa fotografia, questa sagome alternate man mano che si avvicinano si fondono, diventano un tutt'uno e questo avviene solo tra persone in perfetta sintonia, tra innamorati e tra coloro che dimostrano di avere un'intesa perfetta e viaggiono sulla stessa lungheza d'onda...
Queste due sagome immobili, così vicine, si annusano, si scoprono piano piano e il piacere di fare questo sarà grande e farà provare qualcosa che prima - con altre sagome non compatibili - non accadeva...

Il primo pensiero che mi è venuto in mente quando l'ho vista è stato: "Si sono ritrovati! Completati!"
Queste due sagome immobili, così vicine, si annusano, si scoprono piano piano e il piacere di fare questo sarà grande e farà provare qualcosa che prima - con altre sagome non compatibili - non accadeva...
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In effetti la prima cosa che mi è balzata agli occhi è stata la complementarietà delle due figure, nonostante ad un primo sguardo non attento potrebbero sembrare uguali quindi non complementari, hai ragione sono fatti per incastrarsi, fondersi, possedersi, diventare un tutt'uno, appaga l'antico sogno e l'antica visione di quello che noi intendiamo per sentimento d'amore, la capacità di rendere e di poter vedere la nostra specifica unicità fusa con un'altra, una grande vittoria sul senso di solitudine che accompagna la nostra specie.
Alanford50
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Ho notato che le strade non sono mai diritte, anche dove apparentemente non sarebbe necessario, sembra che l'uomo abbia volutamente o per incapacità manifesta scelto di tracciare strade sempre storte, forse per complicarsi la vita, o forse ciò dimostra l'incapacità umana di fare le cose semplici e funzionali.
Anche se devo ammettere che quando guardo le foto di alcune strade americane che sono dritte come una freccia piantata nell'orizzonte, provo sempre una specie di senso di ansia e di lieve sofferenza, sarà forse proprio perché da il senso dell'infinito.
L'eccesso di strade curve potrebbe anche rappresentare in fondo l'imperfezione umana, oppure l'incapacità di fare e capire le cose semplici, oppure la volontà di complicarle ad ogni costo queste cose semplici.
Da un punto di vista puramente estetico, sicuramente le curve sono più appaganti e ingentiliscono il paesaggio, lo rendono più vivibile e stimola la curiosità e il desiderio di soffermarsi, mentre la strada dritta e senza ombra di dubbio più sintomo di passaggio veloce e monotono.
Alanford50
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Grazie Alan!alanford50 ha scritto:In effetti la prima cosa che mi è balzata agli occhi è stata la complementarietà delle due figure, nonostante ad un primo sguardo non attento potrebbero sembrare uguali quindi non complementari, hai ragione sono fatti per incastrarsi, fondersi, possedersi, diventare un tutt'uno, appaga l'antico sogno e l'antica visione di quello che noi intendiamo per sentimento d'amore, la capacità di rendere e di poter vedere la nostra specifica unicità fusa con un'altra, una grande vittoria sul senso di solitudine che accompagna la nostra specie.
Alanford50
...mi fa piacere che abbia notato le stesse cose e provato le stesse sensazioni che ho provato io!
Queste due figure hanno sicuramente il significato di una vittoria sulla solitudine...la vittoria forse più difficile da ottenere perchè è la battaglia ad esserlo!
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E' una bella riflessione quella che hai scritto, Alan!alanford50 ha scritto:
Ho notato che le strade non sono mai diritte, anche dove apparentemente non sarebbe necessario, sembra che l'uomo abbia volutamente o per incapacità manifesta scelto di tracciare strade sempre storte, forse per complicarsi la vita, o forse ciò dimostra l'incapacità umana di fare le cose semplici e funzionali. .
Alanford50
Non so se rappresentino un senso di imperfezione, ma le strade curve a me piacciono di più, mantengono sveglio, non fanno annoiare mai e in parte - grazie alla presenza delle curve - nascondono quello che successivamente diventerà visibile...
Sì, potrei paragonarle ad un "futuro non lineare" dove con questa definizione intendo dire che niente si conosce e non si sa come andrà a finire se non dopo aver percorso questa curva, questa strada...in parole povere...la vita!
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