L’album si apre con 6:00, che ci catapulta immediatamente nella perfezione dei suoni dell’album; riff incalzanti e tempi dispari “a valanga” ci fanno capire che questo sarà veramente un album di quelli “seri”.
Caught in a web nonostante abbia ancora qualche “rimasuglio” barocco è inondata dalla caratteristica che è predominante e spicca più di qualunque altra durante l’ascolto dell’album: l’anima metal.
Innocence faded veleggia tra cori ed evoluzioni ritmiche che ricordano i Rush (che nei Dream Theater trovano i degni successori).
L’eccesso dell’album è dato dalla mini-suite “A mind beside itself”: Erotomania è guidata con una sicurezza sconvolgente dallo stratosferico Petrucci, Voices invece risulta essere il brano più “collettivo” dell’album, nel quale ogni componente ci mette del suo per la riuscita, la ballad The silent man risulta banale, anche se dà un respiro acustico ai deliri di onnipotenza del gruppo.
The mirror/Lie rappresenta sicuramente la parte più interessante dell’album: i break sono davvero notevoli, e Petrucci si dà davvero molto da fare (ascoltate l’assolo in Lie), oltre a Portnoy che si trova totalmente a suo agio nei momenti in cui la tecnica la fa da padrone.
Lifting shadows off a dream molto probabilmente è la prima ballad che hanno composto che non risulta banale, ma ha atmosfere molto interessanti(del resto è dominata dalle tastiere di Kevin Moore), come Space-Dye vest, che finalizza un eccellente lavoro e sembra quasi essere un regalo che Moore vuole fare ai suoi fan prima di terminare la sua avventura nei Dream Theater.
Infine Scarred, crocevia tra la nuova direzione metal e i suoni maestosi di Images and words; splendida l’atmosfera che Myung riesce a dare con il basso fretless come intro, magnifico il crescendo chitarristico iniziale con un Petrucci che mette per un attimo da parte la tecnica e si lascia andare (ma la riprenderà subito dopo
Insomma, una chitarra ad altissimo livello, una batteria così ispirata, tastiere tentacolari e suoni praticamente perfetti fanno di Awake uno dei migliori album del decennio.



