Evvai!...finalmente riesco a raccontare l'ultimo film che ho visto al cinema venerdì intitolato
7 / 8 (Sette ottavi)!
E' un film che mi ha colpito tantissimo anche se in verità andrebbe chiamato lungometraggio a causa della sua durata, infatti durata più o meno un’ora ed è interamente girato in bianco e nero!

...non solo! Questo film è il vincitore – come annunciato in precedenza – del primo premio al
61° Festival Internazionale del Cinema di Salerno (il secondo Festival, dopo quello di Venezia, per importanza storica e grandezza).
7 / 8 è il primo film ad essere girato con una tecnica particolare, quella che utilizza una camera digitale 2K THOMPSON VIPER 4:4:4 uncompressed (non chiedetemi cosa sia perché non lo so

), la stessa utilizzata in America per realizzare film come
"Collateral" e
"Zodiac"...
...ma passiamo a raccontare un pochetto la storia e la trama!
Principalmente
7 / 8 è un film musicale perché la colonna sonora, curatissima e realizzata da
Paolo Fresu (jazzista), occupa più della metà del film stesso, fa da sfondo alle vicende dei personaggi e riempie in modo grandioso tutta l’atmosfera! Fantastica!
Sulle note di una musica jazz, si apre uno scenario storico – anni ’30 - ’40 – dove i nostri protagonisti si ritrovano a dover affrontare tante difficoltà a causa del Fascismo presente in Italia. In questo periodo infatti la musica jazz era considerata
"veicolo d’esotismo",
"oppio dei popoli" e assolutamente vietata e fuorilegge, ma nonostante questo, molti musicisti la suonavano stando attenti e correndo anche dei rischi non indifferenti...spesso e volentieri venivano prelevati dalla polizia e rinchiusi in carcere.
Il protagonista principale – anche se in verità dovrebbero essere ben tre i protagonisti – ha una passione smisurata per questa musica e si reca in quei locali che permettono di ascoltarla. In uno di questi locali fa amicizia con il chitarrista del gruppo e gli chiede di impartirgli lezioni di musica...da quel momento in poi lo chiamerà
"Maestro"!

Purtroppo questa sua passione non è vista di buon occhio in famiglia – soprattutto dal padre – e quando un giorno si presentano in casa dei poliziotti per prelevarlo, il padre non si oppone perché la scusa che utilizzano è quella di un reclutamento necessario...fatto sta che il nostro protagonista viene ingannato e portato in un carcere. Successivamente – grazie ad un amico che lì dentro fa il secondino - scopre essere un carcere politico!
...continua...