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Lottatore di Sumo – primo post – da un’idea banale di Mac!
Nonostante quel che si possa pensare e come soprattutto si possa apparire anche un lottatore di Sumo ha dei sentimenti e prova emozioni, forse sono diverse dalle nostre, dalle mie e dalle tue ma di sicuro ci sono e Vincent queste emozioni le prova tutte!
Non è facile per una persona come lui, originario di un piccolo paese situato a nord di Dallas, così piccolo che non si trova neanche sulla cartina geografica, farsi valere in questa disciplina così antica e con tante regole da rispettare, non è facile per lui praticare il Sumo nella sua terra natia ed è così che Vincent con i suoi 300 Kg di peso, non tanti (forse) per un futuro lottatore, decide di trasferirsi in Giappone, è sicuro che lì troverà tante soddisfazioni che lo aiuteranno ad andare avanti!
Si! Tutti si domandavano il perché volesse tentare ed intraprendere questa strada così strana visto che il suo futuro poteva essere molto più roseo, in quanto figlio benestante e probabile proprietario di una fabbrica di automobili o meglio di trattori agricoli posseduta dal padre…forse è proprio questo che l’ha spinto ad allontanarsi e a prendere questa decisione; le pressioni, le future preoccupazioni un po’ lo spaventano!
Lui, per il carattere che si ritrova, troverebbe molte difficoltà a farsi rispettare, non riuscirebbe ad imporsi…è troppo buono Vincent! Talmente buono che durante la sua infanzia ne ha passate di tutti i colori a causa del suo aspetto, veniva deriso, messo in disparte come se fosse malato dal resto dei suoi compagni, ma nonostante questo, chiunque si rivolgesse a lui per ottenere un favore, sapeva di ricever in cambio un aiuto!
Capelli castani ondulati, occhialini che si perdevano in quel viso enorme e paffuto, vestiti mai alla moda (sempre troppo stretti che richiedevano piccole modifiche), scarpe da ginnastica e andatura lenta e vacillante come se fosse sempre ubriaco: è così che appariva Vincent agli occhi di tutte le persone che incontrava per strada, occhi che erano sempre puntati verso di lui…chissà perché!...verso quell’omone buono che suscitava impressioni variabili…dalla compassione all’allegria!
Vincent quegli sguardi li notava tutti e quante volte ha pianto nella sua piccola stanza…piccola perché bastava la sua presenza per riempirla…e quante volte il suo cuore si è spezzato per questo…Tante!
…eppure Vincent andava avanti! Ed è giusto che sia così! Ha deciso di partire? Si, e la famiglia sapeva che non ci sarebbe stato alcun modo per fargli cambiare questa sua decisione…anche con un braccio rotto, con una malattia che richiedesse cure continue ogni giorno o con tante altre cose, Vincent sarebbe partito! Ed infatti…
…continua…
