Dopo due anni di studi gli esperti hanno concluso che quello attuale è un ritmo davvero insostenibile per la Terra, un sistema biologico chiuso. Il Living Planet Report conferma anche una continua perdita di biodiversità, così come analizzato nelle precedenti edizioni. I grafici degli andamenti delle popolazioni delle specie viventi, spiega il Wwf, dimostrano globalmente una pericolosa discesa: il rapporto dimostra che in 33 anni (dal 1970 al 2003) le popolazioni di vertebrati hanno subito un 'tracollo' di almeno 1/3 e nello stesso tempo l'Impronta ecologica dell'uomo - ovvero, quanto 'pesa' la domanda di risorse naturali da parte delle attività umane - è aumentata ad un punto tale che la Terra non è più capace di rigenerare ciò che viene consumato. Anche gli italiani divorano più risorse di quante ce ne siano a disposizione e nella classifica mondiale il Belpaese si piazza al 29°posto, ma in coda rispetto al resto dei Paesi europei.
E' evidente, secondo il Wwf, che anche l'Italia necessita di avviarsi rapidamente su una strada di sostenibilità del proprio sviluppo integrando le politiche economiche con quelle ambientali. "Siamo in un debito ecologico estremamente preoccupante, considerato che i calcoli dell'impronta ecologica sono per difetto - ha spiegato Gianfranco Bologna, direttore scientifico del Wwf Italia - Consumiamo le risorse più velocemente di quanto la Terra sia capace di rigenerarle e di quanto la Terra sia capace di 'metabolizzare' i nostri scarti. E questo porta a conseguenze estreme ed anche molto imprevedibili". Per questo, secondo Bologna, "é tempo di assumere scelte radicali per quanto riguarda il mutamento dei nostri modelli di produzione e consumo. Da come impostiamo oggi la costruzione delle città, da come affrontiamo la pianificazione energetica, da come costruiamo le nostre abitazioni, da come tuteliamo e ripristiniamo la biodiversità, che dipenderà il nostro futuro".
Ecco tutto il declino del Pianeta minuto per minuto:
TREND GLOBALE: declino del 29% dal 1970 al 2003 di tutte le specie di vertebrati terrestri, marini e di acqua dolce- SPECIE TERRESTRI: declino del 31% dal 1970 al 2003
SPECIE MARINE: declino del 27% tra il 1970 e il 2003
SPECIE D'ACQUA DOLCE: declino di circa il 28% (1970-2003)
SPECIE TROPICALI TERRESTRI: declino del 55% nel periodo 1970-2003
OCEANI: i quello dell'area sud -30% di specie tra il 1970 e il 1998. Perdita di oltre il 50% dal '70 al 2000 per le specie che vivono nelle acque del sudest asiatico e dell'India.
MANGROVIE: perso oltre un quarto delle foreste di mangrovie dell'Asia in soli dieci anni prima del 2000. In Sudamerica la perdita è stata quasi della metà nello stesso periodo
SPECIE D'ACQUA DOLCE: circa il 30% di perdite tra il '70 e il 2003 per quelle che vivono in aree temperate e tropicali.
fonte: ansa
Eh eh! Siamo dei gran spreconi ma questo lo sappiamo già! Il problema è che oltre a rendercene conto, non facciamo niente o davvero poco per rimediare a questa situazione e probabile pericolo...ci vorrebbe più collaborazione...e dovremmo farla tutti insieme! (imho)
I dati sono abbastanza allarmanti...io mi sono spaventato!









