Dante Alighieri
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- Mac La Mente
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Eh si! Sono molto molto belli e profondi! Piacciono tantissimo anche a me!Vianne ha scritto: Che belli i versi relativi all'incontro di Dante con le 3 fiere simbolo dei 3 peccati capitali di cui sapeva di essersi macchiato e che lo stavano portando alla perdita della salvezza eterna!
Peccati che nessun uomo politico neppure oggi è esente dal commettere - anzi oggi molto più di allora - e peccati che, più di altri, danneggiano il prossimo e minano le basi di una vita civile e sociale armoniosa.
Di seguito inserisco le immagini delle3 fiere così come sono state raffigurate da Gustavo Dorè
...è vero quello che hai detto, Vianne! Questi 3 peccati sono presenti oggi come in passato e se diventano troppo presenti nella propria vita non fanno altro che danneggiarla in maniera irrecuperabile!
Ti ringrazio tantissimissimo per la foto! Non le conoscevo e le apprezzo infinitamente! Sono bellissime!
...non preoccuparti per l'ultima! Si vede e si capisce benissimo la terza fiera!
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...posso solo quotare il pensiero che hai espresso! E' così, si rimane folgorati durante la lettura e la comprensione di quello che è stato raccontato! Meraviglioso!Frankenstein ha scritto:Sono profondamente affascinato da siffatta bellezza! I versi di Dante e le immagini inserite si fondono tra loro e sottolineano ancor di più la grandiosità del Poeta.
Vianne, l'immagine si vede bene!
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Mi fa davvero piacere che apprezziate le immagini che ho inserito
Come ho già avuto modo di scrivere, esistono tantissime illustrazioni alla Divina Commedia. Le incisioni di Doré sono tra le più note, ma ve ne sono anche altre di pittori famosi e se le troverò online le inserirò senz'altro!
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Sono super-apprezzate, Vianne! Davvero!Vianne ha scritto:Mi fa davvero piacere che apprezziate le immagini che ho inserito![]()
![]()
Come ho già avuto modo di scrivere, esistono tantissime illustrazioni alla Divina Commedia. Le incisioni di Doré sono tra le più note, ma ve ne sono anche altre di pittori famosi e se le troverò online le inserirò senz'altro!
...rafforzano ancor di più i versi narrati da Dante!
Daaaaiiii!!! Mi farebbe molto molto piacere ammirare altre immagini e altri dipinti!
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Mi fa piacere che apprezzi i testi e le immagini riportate nel topicbancarella ha scritto:Ho scoperto questa discussione solo ora curiosando in quella di Benigni. I canti riportati e le immagini li apprezzo. Grande Dante!
E ne arriveranno altre che spero ti piaceranno altrettanto!
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E per cominciare ne inserisco altre due sempre relative all'incontro di Dante con le tre fiere nel Canto I dell'Inferno.
Questa è un'illiustrazione realizzata nel 16° secolo dal pittore fiammingo Giovanni Stradano (Jan van der Straet)

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Eh bravo Bancarella!bancarella ha scritto:Ho scoperto questa discussione solo ora curiosando in quella di Benigni. I canti riportati e le immagini li apprezzo. Grande Dante!
...sono contento anch'io che ti piaccia il topic e quello di cui si parla!
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Grazie Vianne!Vianne ha scritto:E per cominciare ne inserisco altre due sempre relative all'incontro di Dante con le tre fiere nel Canto I dell'Inferno.
...entrambe le immagini sono davvero belle e illustrano in modo grandioso il contenuto del I canto dell'Inferno! Mi piaccionooooo!!!
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Aaaaassolutamente si!Frankenstein ha scritto:Immagini stupende che raffigurano in modo eccelso l'Opera di Dante. Grazie Vianne!
...immagini che personalmente apprezzo tantissimo e che presentano la caratteristica di far rivivere i versi, le scene e il cammino di Dante Alighieri! Meravigliose!
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Riporto una notizia pubblicata su La Stampa che parla del lavoro che ha svolto e sta svolgendo Benigni, di Dante e delle parole che la sua Opera - La Divina Commedia - trasmettono a chi ha la fortuna di leggerla. Come è stato detto molto volte, il tema è attuale e la storia sembra ripetersi per alcuni versi!
Parole in corso
Dante la verità immutabile
Le apparizioni in Tv di Benigni commentatore e lettore di Dante suscitano discussioni. A qualche letterato piacciono poco le sue divaganti introduzioni ed excursus vari. Penso che invece occorra esser lieti che le letture di Dante riempiano le sale. Sermonti insegna. Ma le riempiono non tanto per la bontà del commento. Quello di Dante è un testo che basta a se stesso, basta leggerlo in mondo non enfatico, seguendo il ritmo del senso e del verso. I motivi della presa del testo su un pubblico anche di media cultura sono tanti.
Penso all’attualità di un poeta che amiamo anche per l’impegno e la passione civile, per quel suo insistere sui temi del rinnovamento e della pace: desideri di sempre, ma dell’oggi come non mai. Dante propone un’alternativa radicale al suo presente disgregato e corrotto dalla sete di denaro, per il quale monaci pontefici e re hanno ingaggiato guerre feroci, e hanno peccato. Di qui il castigo, e l’invettiva, la passione, lo sdegno, ma anche l’attesa di un mondo migliore.
L’immersione di Dante nella contemporaneità è totale, ma ciò non va disgiunto dal riconoscimento di alcuni supremi valori civili e modelli di giustizia che egli riconosce nel mondo antico. È straordinario quel suo scrivere come se tutto a lui fosse contemporaneo, come se la storia non fosse evoluzione, diversità, ma una serie di rappresentazioni omologhe di una stessa verità. Antichi e moderni, personaggi mitologici, campioni della cristianità e cavalieri, papi, imperatori, religiosi, nobili e borghesi, tutti sono trascinati insieme in una sorta di giudizio universale, da Giustiniano, da Cleopatra a Francesca da Rimini, da Elena, Ulisse e Diomede a Ugolino e Guido da Montefeltro.
Dante si muove indifferentemente tra mondo pagano e mondo cristiano, fra mitologia e religione, tra il lontanissimo passato e la calda asprezza del presente. Nel poema la cultura occidentale fa così, tutta insieme, la sua grande prima prova unitaria. Per questo a Dante sarà riconosciuto nei secoli un ruolo ideologico predominante in Europa. Al Comune sostituisce la comunità sorta dalle rovine dell’impero romano, e la riconosce nel Sacro Romano Impero e nella Chiesa, le due istituzioni in cui può a suo parere risiedere ancora la speranza di un mondo diverso e più giusto.
Su questa idea si può discutere, ma Dante è comunque uno dei grandi scrittori che appartengono più all’Europa che a singole nazioni. Mi auguro che Benigni continui a leggercelo, sera dopo sera.
di Gian Luigi Beccaria
fonte: La Stampa
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Dante la verità immutabile
Le apparizioni in Tv di Benigni commentatore e lettore di Dante suscitano discussioni. A qualche letterato piacciono poco le sue divaganti introduzioni ed excursus vari. Penso che invece occorra esser lieti che le letture di Dante riempiano le sale. Sermonti insegna. Ma le riempiono non tanto per la bontà del commento. Quello di Dante è un testo che basta a se stesso, basta leggerlo in mondo non enfatico, seguendo il ritmo del senso e del verso. I motivi della presa del testo su un pubblico anche di media cultura sono tanti.
Penso all’attualità di un poeta che amiamo anche per l’impegno e la passione civile, per quel suo insistere sui temi del rinnovamento e della pace: desideri di sempre, ma dell’oggi come non mai. Dante propone un’alternativa radicale al suo presente disgregato e corrotto dalla sete di denaro, per il quale monaci pontefici e re hanno ingaggiato guerre feroci, e hanno peccato. Di qui il castigo, e l’invettiva, la passione, lo sdegno, ma anche l’attesa di un mondo migliore.
L’immersione di Dante nella contemporaneità è totale, ma ciò non va disgiunto dal riconoscimento di alcuni supremi valori civili e modelli di giustizia che egli riconosce nel mondo antico. È straordinario quel suo scrivere come se tutto a lui fosse contemporaneo, come se la storia non fosse evoluzione, diversità, ma una serie di rappresentazioni omologhe di una stessa verità. Antichi e moderni, personaggi mitologici, campioni della cristianità e cavalieri, papi, imperatori, religiosi, nobili e borghesi, tutti sono trascinati insieme in una sorta di giudizio universale, da Giustiniano, da Cleopatra a Francesca da Rimini, da Elena, Ulisse e Diomede a Ugolino e Guido da Montefeltro.
Dante si muove indifferentemente tra mondo pagano e mondo cristiano, fra mitologia e religione, tra il lontanissimo passato e la calda asprezza del presente. Nel poema la cultura occidentale fa così, tutta insieme, la sua grande prima prova unitaria. Per questo a Dante sarà riconosciuto nei secoli un ruolo ideologico predominante in Europa. Al Comune sostituisce la comunità sorta dalle rovine dell’impero romano, e la riconosce nel Sacro Romano Impero e nella Chiesa, le due istituzioni in cui può a suo parere risiedere ancora la speranza di un mondo diverso e più giusto.
Su questa idea si può discutere, ma Dante è comunque uno dei grandi scrittori che appartengono più all’Europa che a singole nazioni. Mi auguro che Benigni continui a leggercelo, sera dopo sera.
di Gian Luigi Beccaria
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Articolo eloquente e ben scritto. L'analisi sviluppata sull'opera di Dante Alighieri è accurata. I contenuti della Divina Commedia riflettono il periodo in cui è vissuto l'Autore e vengono completati dalle vicende storiche precedenti.Mac La Mente ha scritto: Su questa idea si può discutere, ma Dante è comunque uno dei grandi scrittori che appartengono più all’Europa che a singole nazioni. Mi auguro che Benigni continui a leggercelo, sera dopo sera.
di Gian Luigi Beccaria
L'augurio che il giornalista rivolge a Benigni è lo stesso che faccio anch'io.
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