Dante Alighieri
Dante Alighieri
Secondo quanto racconta Dante in uno degli utlimi canti dell'Inferno, il suo viaggio nei 3 mondi ultraterreni sarebbe iniziato all'alba del Venerdì Santo dell'anno 1300. Vale a dire all'alba dell'8 aprile del 1300, esattamente 707 anni fa!
Colgo l'occasione di questo anniversario per aprire un topic dedicato al nostro massimo poeta e autore di una delle opere più straordinarie della storia della letteratura mondiale oltre che una delle opere che più hanno ispirato e continuano a ispirare poeti, scrittori, pittori, artisti, attori di tutto il mondo
E inizio inserendo nei prossimi post il famosissimo incipit della Divina Commedia e una delle illustrazioni di Gustavò Dorè relativa proprio all'inizio del viaggio di Dante.
E intanto faccio anche una domanda: com'è o com'è stato il vostro rapporto con Dante e in particolare con la Divina Commedia?
Colgo l'occasione di questo anniversario per aprire un topic dedicato al nostro massimo poeta e autore di una delle opere più straordinarie della storia della letteratura mondiale oltre che una delle opere che più hanno ispirato e continuano a ispirare poeti, scrittori, pittori, artisti, attori di tutto il mondo
E inizio inserendo nei prossimi post il famosissimo incipit della Divina Commedia e una delle illustrazioni di Gustavò Dorè relativa proprio all'inizio del viaggio di Dante.
E intanto faccio anche una domanda: com'è o com'è stato il vostro rapporto con Dante e in particolare con la Divina Commedia?
You have to be trusted by the people that you lie to
So that when they turn their backs on you
You'll get the chance to put the knife in
So that when they turn their backs on you
You'll get the chance to put the knife in
Inferno, Canto I, vv. 1-21
Dante racconta in questi versi l'inizio del suo viaggio. Ci dice che a seguito di un periodo di grande traviamento morale, arrivato all'incirca ai 35 anni di età (nel mezzo del cammin) si rese conto con grande angoscia che la sua vita di peccato lo stava portando alla dannazione eterna...
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!
Tant’ è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,
dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte.
Io non so ben ridir com’ i’ v’intrai,
tant’ era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.
Ma poi ch’i’ fui al piè d’un colle giunto,
là dove terminava quella valle
che m’avea di paura il cor compunto,
guardai in alto e vidi le sue spalle
vestite già de’ raggi del pianeta
che mena dritto altrui per ogne calle.
Allor fu la paura un poco queta,
che nel lago del cor m’era durata
la notte ch’i’ passai con tanta pieta.
Dante racconta in questi versi l'inizio del suo viaggio. Ci dice che a seguito di un periodo di grande traviamento morale, arrivato all'incirca ai 35 anni di età (nel mezzo del cammin) si rese conto con grande angoscia che la sua vita di peccato lo stava portando alla dannazione eterna...
Nel mezzo del cammin di nostra vita
mi ritrovai per una selva oscura,
ché la diritta via era smarrita.
Ahi quanto a dir qual era è cosa dura
esta selva selvaggia e aspra e forte
che nel pensier rinova la paura!
Tant’ è amara che poco è più morte;
ma per trattar del ben ch’i’ vi trovai,
dirò de l’altre cose ch’i’ v’ho scorte.
Io non so ben ridir com’ i’ v’intrai,
tant’ era pien di sonno a quel punto
che la verace via abbandonai.
Ma poi ch’i’ fui al piè d’un colle giunto,
là dove terminava quella valle
che m’avea di paura il cor compunto,
guardai in alto e vidi le sue spalle
vestite già de’ raggi del pianeta
che mena dritto altrui per ogne calle.
Allor fu la paura un poco queta,
che nel lago del cor m’era durata
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Ed ecco come Gustavo Dorè rappresentò graficamente l'immagine di Dante nel momento in cui si ritrova smarritonella selva oscura da dove inizerà il suo viaggio all'Inferno, Purgatorio e Paradiso


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Purtroppo la conosco poco 
Alle superori ce ne fecero studiare un po' ma non riuscii ad apprezzarla. Due anni fa iniziai da sola a leggerla ma non la finii. La riprenderò perché merita, è veramente IL CAPOLAVORO per eccellenza.
Alle superori ce ne fecero studiare un po' ma non riuscii ad apprezzarla. Due anni fa iniziai da sola a leggerla ma non la finii. La riprenderò perché merita, è veramente IL CAPOLAVORO per eccellenza.
Balleremo fino all'alba canteremo fino al mattino
Qualcuno dirà son fuori ed altri che c'è troppo vino
Ma c'è sangue nelle nostre vene
scorre l'acqua nei nostri fiumi
La rabbia invece quella è tutta chiusa nei nostri pugni (I LUF)
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Re: Dante Alighieri
Topic interessante Vianne! Grazie per averlo aperto!Vianne ha scritto: E intanto faccio anche una domanda: com'è o com'è stato il vostro rapporto con Dante e in particolare con la Divina Commedia?
Al momento non riesco a rispondere a questa domanda, sono un po' stanco, mi devi scusare!
Ti prometto che lo farò il prima possibile! Domani inizio a scrivere qualcosa!
...la testa è rotonda per permettere al pensiero di cambiare direzione!...
...le pagine di questo "libro" vengono scritte ogni giorno...da tutti noi!
...perchè pensare non è reato! Regalami un pensiero...
un anziano che muore è una biblioteca che brucia
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I primi versi, questi che hai citato mi piacciono tantissimo, sono versi universali e validi ancora oggi, credo che molte persone nel corso dela loro vita si trovino ad affrontare dei bivi, delle scelte e a porsi delle domande!Vianne ha scritto:Inferno, Canto I, vv. 1-21
Dante racconta in questi versi l'inizio del suo viaggio. Ci dice che a seguito di un periodo di grande traviamento morale, arrivato all'incirca ai 35 anni di età (nel mezzo del cammin) si rese conto con grande angoscia che la sua vita di peccato lo stava portando alla dannazione eterna...
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Conoscevo questa immagine! Bella e di sicuro impatto!Vianne ha scritto:Ed ecco come Gustavo Dorè rappresentò graficamente l'immagine di Dante nel momento in cui si ritrova smarritonella selva oscura da dove inizerà il suo viaggio all'Inferno, Purgatorio e Paradiso
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Eccomi!...come promesso a raccontare un po' del mio rapporto con Dante e con il Capolavoro che lui ha scritto: La Divina Commedia!
Mmmm...vediamo, vediamo da dove posso iniziare...
Beh, come prima cosa faccio un grandissimo elogio all'Autore per averla scritta!
La mia conoscenza è abbastanza superficiale perchè l'ho studiata ed in parte analizzata soltanto a scuola; a differenza di tante e tante altre Opere che si studiano (I promessi sposi, ad esempio), La Divina Commedia mi affascina di più!...è scritta in modo particolare, con un linguaggio ricercato che anche se, per un povero lettore da quattro soldi quale sono, può risultare difficile da leggere, cattura! Cattura davvero tanto e spinge sempre più a conoscere l'evoluzione narrata al suo interno e quello che Dante ha provato e trovato durante tutto il suo viaggio!
Ecco, forse è questo l'aspetto più interessante! Non solo una storia, ma un viaggio che descrive diversi scenari, tutti differenti l'uno dall'altro per via delle varie ambientazioni contenute al suo interno.
L'Inferno è la parte che mi piace più da quello che posso ricordare...forse la più riflessiva perchè mette in risalto tutti gli errori e le azioni sbagliate che gli uomini possono commettere in vita e che nell'aldilà pagano ripetendole all'infinito!
Ehmmm...spero di essermi spiegato bene...per lo meno in italiano!
Mmmm...vediamo, vediamo da dove posso iniziare...
Beh, come prima cosa faccio un grandissimo elogio all'Autore per averla scritta!
La mia conoscenza è abbastanza superficiale perchè l'ho studiata ed in parte analizzata soltanto a scuola; a differenza di tante e tante altre Opere che si studiano (I promessi sposi, ad esempio), La Divina Commedia mi affascina di più!...è scritta in modo particolare, con un linguaggio ricercato che anche se, per un povero lettore da quattro soldi quale sono, può risultare difficile da leggere, cattura! Cattura davvero tanto e spinge sempre più a conoscere l'evoluzione narrata al suo interno e quello che Dante ha provato e trovato durante tutto il suo viaggio!
Ecco, forse è questo l'aspetto più interessante! Non solo una storia, ma un viaggio che descrive diversi scenari, tutti differenti l'uno dall'altro per via delle varie ambientazioni contenute al suo interno.
L'Inferno è la parte che mi piace più da quello che posso ricordare...forse la più riflessiva perchè mette in risalto tutti gli errori e le azioni sbagliate che gli uomini possono commettere in vita e che nell'aldilà pagano ripetendole all'infinito!
Ehmmm...spero di essermi spiegato bene...per lo meno in italiano!
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Un aneddoto su Dante Alighieri, tratto dal libro Lo Struscio Fiorentino di Franco Carleglio, ediz: Tipografia Bertelli.
Il Sasso di Dante, pagg 64,65
"io mi sedea in parte - scrive Dante nella Vita Nova - ne la quale, ricordandomi di lei, disegnava uno angelo sopra certe nuvolette".
Beatrice era morta nel 1290, l'episodio degli angeli era del 1291 e forse Dante tentava di riprodurre i lineamenti della donna amata. Dunque esisteva veramente un luogo dove il sommo poeta era solito sedersi, scrivere, concentrarsi, riposarsi, ispirarsi oppure dissertare con amici ed artisti; egli restava ore ed ore seduto in quel punto, assorto nei propri pensieri ed intento a guardare gli scavi dell'Opera del Duomo la cui costruzione era appena abbozzata. Ancora oggi, tra Piazza delle Pallottole e Via dello Studio si scorge su una delle case che si affacciano in Piazza del Duomo una pietra sulla quale la scritta "sasso di Dante" ricorda quel luogo.
Si narra di un episodio che ebbe per protagonisti proprio in quel punto lo stesso Dante ed un mercante di Bologna, suo vecchio amico; il mercante tentava di portare avanti una improbabile conversazione di argomento culinario, visto che il poeta, seduto su di una pietra, era sempre più assorto nei pensieri.
Ma prima di andare via per non disturbare oltre l'amico pensieroso, il mercante chiese un'ultima cosa: "Secondo te qual'è il cibo più gustoso?" e Dante (senza alzare il capo) "L'ovo sodo"
Passarono alcuni mesi ed il mercante ritornò a Firenze e volle vedere a che punto erano arrivati i lavori per la costruzione di Santa Maria del Fiore e ritrovò Dante esattamente come lo aveva lasciato l'ultima volta: seduto sulla stessa pietra e assorto nei propri pensieri.
Volle fargli uno scherzo e, ricordandosi delle ultime parole scambiate tra di loro, si avvicinò alle spalle del poeta facendo in modo che non si accorgesse della sua presenza e gli chiese a bruciapelo: "Con che cosa?", e Dante senza scomporsi: "Con il sale"
Il Sasso di Dante, pagg 64,65
"io mi sedea in parte - scrive Dante nella Vita Nova - ne la quale, ricordandomi di lei, disegnava uno angelo sopra certe nuvolette".
Beatrice era morta nel 1290, l'episodio degli angeli era del 1291 e forse Dante tentava di riprodurre i lineamenti della donna amata. Dunque esisteva veramente un luogo dove il sommo poeta era solito sedersi, scrivere, concentrarsi, riposarsi, ispirarsi oppure dissertare con amici ed artisti; egli restava ore ed ore seduto in quel punto, assorto nei propri pensieri ed intento a guardare gli scavi dell'Opera del Duomo la cui costruzione era appena abbozzata. Ancora oggi, tra Piazza delle Pallottole e Via dello Studio si scorge su una delle case che si affacciano in Piazza del Duomo una pietra sulla quale la scritta "sasso di Dante" ricorda quel luogo.
Si narra di un episodio che ebbe per protagonisti proprio in quel punto lo stesso Dante ed un mercante di Bologna, suo vecchio amico; il mercante tentava di portare avanti una improbabile conversazione di argomento culinario, visto che il poeta, seduto su di una pietra, era sempre più assorto nei pensieri.
Ma prima di andare via per non disturbare oltre l'amico pensieroso, il mercante chiese un'ultima cosa: "Secondo te qual'è il cibo più gustoso?" e Dante (senza alzare il capo) "L'ovo sodo"
Passarono alcuni mesi ed il mercante ritornò a Firenze e volle vedere a che punto erano arrivati i lavori per la costruzione di Santa Maria del Fiore e ritrovò Dante esattamente come lo aveva lasciato l'ultima volta: seduto sulla stessa pietra e assorto nei propri pensieri.
Volle fargli uno scherzo e, ricordandosi delle ultime parole scambiate tra di loro, si avvicinò alle spalle del poeta facendo in modo che non si accorgesse della sua presenza e gli chiese a bruciapelo: "Con che cosa?", e Dante senza scomporsi: "Con il sale"
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E' moooooolto bello! Grazie per averlo inserito Chantilly!Chantilly ha scritto:Un aneddoto su Dante Alighieri, tratto dal libro Lo Struscio Fiorentino di Franco Carleglio, ediz: Tipografia Bertelli.
Il Sasso di Dante, pagg 64,65
...ehhh sìsìsì...mi è piaciuto tantissimo!
Da l'impressione che la conversazione non si sia mai interrotta e che il tempo non fosse passato!
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In un altro topic e parlando di musica oggi ho accennato a uno dei personaggi più affascinanti e interessanti descritti da Dante nella Divina Commedia.
Si tratta di Pia de' Tolomei che Dante incontra nell'antipurgatorio, in una zona dove si trovano le anime di coloro che sono morti di morte violenta e che, essendosi pentiti dei loro peccati solo nell'attimo estremo della loro vita, sono destinati a soggiornare qui per un lungo periodo prima di poter accedere al Purgatorio vero e proprio e inziare il cammino di purificazione che li porterà in Paradiso.
Dante dice molto poco di Pia e questa sua reticenza ha scatenato i ricercatori e i commentatori di tutti i tempi.
Quello che si sa è che nell'antipurgatorio Dante incontro varie anime. Dopo aver parlato a lungo con una di queste (Bonconte da Montefeltro), si prepara ad allontanarsi quando sente pronunciare alcune parole da un'altra anima ("seguitò 'l terzo spirito al secondo"=continuò la terza anima dopo che Bonconte aveva finito di parlare). Colei che parla è una donna di nome Pia nata a Siena ("Siena mi fe'" =sono nata a Siena), trasferitasi in Maremma a seguito del matrimonio e qui assassinata dal marito ("disfecemi Maremma..."=morii in Maremma, come sa bene colui che mettendomi l'anello mi sposò).
Questa donna è stata identificata dai commentatori come Pia de' Tolemei, una gentildonna senese sposata a Nello dei Pannocchieschi, podestà di Volterra e Lucca, che la assassino' gettandola dalle mura del castello in cui vivevano per gelosia o più probabilmente per potersi risposare con un'altra donna molto più ricca, Margherita degli Aldovrandeschi.
Ma ecco i versi dedicati da Dante a Pia. Sono solo 6, ma sono tra i più belli e intensi di tutta l'opera dantesca, straordinari per la capacità del Poeta di sintetizzare in 3 versi potentissimi un'intera vita e la tragedia di una morte violenta:
«"Deh, quando tu sarai tornato al mondo,
e riposato de la lunga via",
seguitò 'l terzo spirito al secondo,
"Ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che 'nnanellata pria
disposando m'avea con la sua gemma".»
Purgatorio, canto V, vv. 130-136

Si tratta di Pia de' Tolomei che Dante incontra nell'antipurgatorio, in una zona dove si trovano le anime di coloro che sono morti di morte violenta e che, essendosi pentiti dei loro peccati solo nell'attimo estremo della loro vita, sono destinati a soggiornare qui per un lungo periodo prima di poter accedere al Purgatorio vero e proprio e inziare il cammino di purificazione che li porterà in Paradiso.
Dante dice molto poco di Pia e questa sua reticenza ha scatenato i ricercatori e i commentatori di tutti i tempi.
Quello che si sa è che nell'antipurgatorio Dante incontro varie anime. Dopo aver parlato a lungo con una di queste (Bonconte da Montefeltro), si prepara ad allontanarsi quando sente pronunciare alcune parole da un'altra anima ("seguitò 'l terzo spirito al secondo"=continuò la terza anima dopo che Bonconte aveva finito di parlare). Colei che parla è una donna di nome Pia nata a Siena ("Siena mi fe'" =sono nata a Siena), trasferitasi in Maremma a seguito del matrimonio e qui assassinata dal marito ("disfecemi Maremma..."=morii in Maremma, come sa bene colui che mettendomi l'anello mi sposò).
Questa donna è stata identificata dai commentatori come Pia de' Tolemei, una gentildonna senese sposata a Nello dei Pannocchieschi, podestà di Volterra e Lucca, che la assassino' gettandola dalle mura del castello in cui vivevano per gelosia o più probabilmente per potersi risposare con un'altra donna molto più ricca, Margherita degli Aldovrandeschi.
Ma ecco i versi dedicati da Dante a Pia. Sono solo 6, ma sono tra i più belli e intensi di tutta l'opera dantesca, straordinari per la capacità del Poeta di sintetizzare in 3 versi potentissimi un'intera vita e la tragedia di una morte violenta:
«"Deh, quando tu sarai tornato al mondo,
e riposato de la lunga via",
seguitò 'l terzo spirito al secondo,
"Ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
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E' una storia molto affascinante quella che hai raccontato!Vianne ha scritto:In un altro topic e parlando di musica oggi ho accennato a uno dei personaggi più affascinanti e interessanti descritti da Dante nella Divina Commedia.
Ma ecco i versi dedicati da Dante a Pia. Sono solo 6, ma sono tra i più belli e intensi di tutta l'opera dantesca, straordinari per la capacità del Poeta di sintetizzare in 3 versi potentissimi un'intera vita e la tragedia di una morte violenta:
«"Deh, quando tu sarai tornato al mondo,
e riposato de la lunga via",
seguitò 'l terzo spirito al secondo,
"Ricorditi di me, che son la Pia;
Siena mi fé, disfecemi Maremma:
salsi colui che 'nnanellata pria
disposando m'avea con la sua gemma".»
Purgatorio, canto V, vv. 130-136
...Dante è riuscito a sintetizzare benissimo la sua storia e quelle poche righe lasciano immaginare e rivivere tutto quello che la donna ha passato!
Grazie Vianne!
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Tranquilla Nicky! Ci sono anch'io, sei in buona compagnia!Nicky ha scritto:Mamma quanto mi sento 'gnorante![]()
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Dante l'ho letto tanto tanto tempo fa e non me lo ricordo bene, approfitto di questa bellissima discussione per fare ogni tanto un passo!
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Mac La Mente ha scritto: E' una storia molto affascinante quella che hai raccontato!...il passaggio l'ho letto davvero con attenzione, un po' me lo ricordavo (anche se molto vagamente) perchè lo feci tempo fa a scuola! Bello, bello davvero!
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...Dante è riuscito a sintetizzare benissimo la sua storia e quelle poche righe lasciano immaginare e rivivere tutto quello che la donna ha passato!![]()
Grazie Vianne!
I versi dedicati a Pia de' Tolomei sono tra quelli che ho amato di più fin dala prima lettura della Divina Commedia a scuola
Del resto come non appassionarsi a quelle righe così dense e così intense dove una donna racconta in modo così vivo e allo stesso tempo così distaccato il proprio assassinio?
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