Paradossalmente - e si è sottolineato anche in Italia di recente a proposito degli sprechi - il problema dell'acqua è legato più alla gestione che alla disponibilità in natura della vitale risorsa.
Per il direttore generale della gestione dell'acqua (International Water Management Institute, Iwmi) Frank Rijsberman, che ha curato lo studio 'Valutazione completa della gestione dell'acqua per l'agricolturà, cui hanno collaborato 700 esperti internazionali, ci sono due tipi di penuria: quella dove le risorse idriche sono eccessivamente sfruttate, con l'effetto di far abbassare il livello delle falde acquifere e prosciugare i fiumi, e quella nei Paesi privi di mezzi tecnici o finanziari per 'catturare' l'acqua (delle piogge, dei fiumi), che si trova in abbondanza. Complessivamente, dice all'Afp Rijsberman, la penuria d'acqua è dovuta per il 98% a cause umane, per il 2% a cause naturali. L'agricoltura - dice lo studio - utilizza non meno del 78% della disponibilità mondiale dell'acqua, mentre l'industria ne usa il 18% e le municipalità l'8 per cento.
E' stato calcolato che oggi per produrre gli alimenti necessari al consumo di una sola caloria ci vuole un litro d'acqua; ne servono 10 mila litri invece per produrre un chilo di carne. Ciò significa che nel 2050, quando la popolazione mondiale aumenterà (dagli attuali 6,1 miliardi di abitanti) di 2-3 miliardi di unità, le politiche di gestione dell'acqua dovranno essere completamente riviste. E dovrà cambiare sia la mentalità abitudinaria dei cittadini che quella antiquata dei governi. Questa è l'appassionante e inevitabile sfida per il futuro, questo è lo scenario su cui si muoveranno, per la maggior parte, gli interventi dei partecipanti alla Conferenza di Stoccolma.
fonte: ansa
L'acqua, non si può star senza! Eh si, è importantissima e con questa conferenza spero trovino soluzioni adeguate al problema!


