L'unica eccezione sara' costituita da caffe', discoteche ristoranti per cui le nuove norme entreranno in vigore dal primo gennaio 2008. Questa dilazione non ha messo il governo al riparo dalle ire dei tabaccai e delle organizzazioni dei bar, che valutano la possibilita' di una mobilitazione. Nella guerra contro il tabacco, il primo ministro ha inoltre annunciato che lo Stato si fara' carico di un terzo dei costi per i trattamenti che le persone intenzionate a smettere di fumare decidono di fare. La decisione di de Villepin, che fa proprie in larga parte leconclusioni della commissione parlamentare incaricata distudiare il tema, rappresenta il momento culminante di 30 anni di lotta al tabacco in Francia. L'avvio della legislazione anti-tabacco risale al 1976 con lalegge 'Veil'. Altre tappe sono la legge che vietava le sigarette ai militari (1986) e la normativa 'Evin' del 1991 dove era gia' fissato un divieto di fumare negli spazi collettivi. Nel 2003, infine, era stato introdotto il divieto di vendere sigarette ai minori. Dal primo febbraio prossimo quindi nelle scuole, negli ambienti di lavoro, in ospedali, cliniche e strutture educative in generale entrera' in vigore il divieto. Ma contrariamente alle indicazioni della commissione parlamentare a bar, ristoranti e discoteche e' stata lasciata una proroga di undici mesi. Gli esercizi pubblici potranno organizzare dei 'fumoir', nei quali pero' non potra' entrare il personale ne' potranno essere servite consumazioni. Chi contravviene rischia un'ammenda di 75 euro, mentre se a violare le norme e' un esercizio la multa sale a 150 euro.
De Villepin ha detto anche che sara' possibile fumare nelle strade e nei luoghi privati. Consapevole delle reazioni, il primo ministro ha tenuto a precisare che il governo 'ha moltiplicato le trattative per arrivare a migliorare la decisione il piu' possibile'. I rivenditori di tabacco avevano chiesto un rinvio di cinque anni della decisione ma - ha ricordato de Villepin - il fumo causa piu' di 13 morti ogni giorno. Secondo alcune ricerche, in Francia il fumo e' il responsabile di un decesso su dieci: per i sondaggi della commissione parlamentare circa 66mila persone muoiono ogni anno per cause legate al fumo. Le vittime del fumo passivo sono 5.900, delle quali 5.574 per averlo 'subito' a casa propria, 289 sul luogo di lavoro e 25 in bar e altri luoghi conviviali. I francesi spendono ogni anno 14 miliardi di euro in sigarette: il 40,94% dei 35 miliardi spesi invece per il consumo di droghe.
fonte: ansa
E' una decisione giusta!
Nonostante io sia un fumatore, sono d'accordissimo su questo divieto anzi, lo apprezzo molto in Italia perchè...diciamo la verità...quando mi trovo in locale ora come ora si respira aria e non fumo inoltre a volte rinuncio anche ad una sigaretta perchè l'idea di dover uscire per fumare, magari al freddo se per caso siamo in inverno o sotto la pioggia, il più delle volte non la trovo tanto "stimolante"!




