Riporto una breve pagina di diario scritta dalla protagonista (Mia, il suo nome) del libro che sto leggendo:
Io sono di legno di
Giulia Carcasi!
Sono stata prima al cinema, poi al pub, poi a ballare.
La gente della notte ha un linguaggio in codice.
Ti offrono una sigaretta per dirti
"mi piaci".
Ti guardano ballare per intuire come te la cavi a letto.
Ti chiedono
"vuoi venire da me a berti qualcosa?" per sapere se ci stai.
Ci sto, anche se i giri di parole non mi piacciono; le persone dovrebbero parlare come frecce, andare diritte al bersaglio.
Cammino per il salone di questa casa che non conosco. Lui dice di avere trent'anni, sicuramente ha dimenticato di dirne qualcuno. Credo abbia una moglie o una fidanzata storica, l'ho intravista nelle cornici d'argento del salotto, e poi si avverte un tocco femminile nell'arredamento, nell'ordine della casa.
Dalle foto sembra carina, indossa una divisa da hostess, prima o poi lo beccherà con una e odierà quel lavoro che l'ha tenuta lontana, si dirà
"se fossi stata più tempo a casa".
Noi donne siamo così, c'illudiamo che tutto dipenda da noi, che bastava spostare una virgola per cambiare il destino.
Forse vorrà vendicarsi.
"Chi è? Dimmelo" gli ordinerà urlando.
Non ti affannare, la ruota gira: stavolta è toccato a te fare la lei e a me l'altra, la prossima volta, chissà, forse faccio io la lei e tu ti fai il mio uomo.
Non me ne volere, ma resto a dormire qua, nel tuo letto, col tuo uomo, e domani mi lavo nella tua doccia e mi asciugo come tu ti asciughi.
Si fa mattina, me ne accorgo tardi, il sole s'è già fatto intero.
"Devo andare", anche se vorrei stare ancora un po' qui, se riempio il sabato mi sento piena.
"Vorrei rivederti".
Puoi dire quello che vuoi, non ti credo.
Tu e i tuoi anni calati.
Tu e la tua ragazza che ci guarda dalle foto.
Non capisci?, ti ho scelto perchè eri bugiardo, perchè sapevo che il giorno dopo non avrei sentito niente lasciandoti.
Questi sono i miei sabati, una folla di locali e facce.
Le domeniche sono più difficili da riempire: gli amici studiano, il tempo è quasi sempre una merda, piove, piove sempre queste domeniche d'inverno, il cielo non la smette di pisciare, gli uomini in giro sono dimezzati, quelli spostati stanno a casa, la domenica tira aria di famiglia.
da
"Io sono di legno" di
Giulia Carcasi, pubblicato dalla Feltrinelli, pagine 21 e 22.