IL LIBRO
8/2/2008 - MCCALL SMITH
Lady detective: scarpe azzurre dal Botswana
Nuova avventura di Precious Ramotswe, «taglia forte»
PIERO SORIA
C’è un modo sottile per non essere del tutto obiettivi: innamorarsi di un autore soprattutto perché ambienta piccole grandi storie in luoghi e culture affascinanti in cui ti sei immerso e che hanno segnato i tuoi ricordi. E’ probabilmente il caso di Alexander McCall Smith e della sua stupenda Precious Ramotswe, fondatrice della Ladies’ Detective Agency N. 1, la prima agenzia di investigatrici private tutta al femminile di Gaborone, ovvero della incredibile capitale del Botswana dove l’Africa sonnecchia sotto cieli sterminati che riflettono deserti lucenti (Kalahari), delta di fiumi che non arrivano mai al mare perché prima si perdono nelle pieghe antiche di una terra mai così madre (l’Okawango su tutti), savane e foreste pluviali popolate di leoni, elefanti, leopardi, bisonti selvatici, rinoceronti, giraffe e ippopotami che all’improvviso ti attraversano normali strade asfaltate e non torride piste avventurose.
La stessa Gaborone è una sorta di oasi al di fuori del tempo, dove la modernità profuma di tradizione profonda, le ore scorrono lente e odorose di acacia e la gente fa code sterminate alla cassa continua con la Visa più per chiacchierare e spettegolare che per incassare piccoli «pula» fruscianti per la spesa di un giorno.
Chiaro, dunque, che anche vicende esili e impalpabili dove il massimo del delitto è un languido tradimento coniugale o un ricattino sotto traccia o una cocciuta bega di bestiame, diventano d’incanto qualcosa di più: squarci di vite così distanti dalle nostre dove l’importanza delle cose viene giudicata su metri di altra saggezza, intrisa di una lentezza così placida e riposante che anche stare a osservare nuvole per un’intera giornata rinfranca lo spirito e lo corrobora di nuova, robusta forza vitale.
Così la piccola saga delle Ladies Detectives (con questo ultimo Scarpette azzurre e felicità) scivola via pigra, rilassata, priva di fretta e di tensioni. Sul palco sempre gli stessi gradevoli personaggi a circondare la «taglia tradizionale» dell’immensa e sorridente Precious Ramotswe nel suo tentativo di ingabbiarsi nelle morse di una dieta di bellezza: la saputella e occhialuta signorina Makutsi, «prima» al corso delle segretarie del Botswana, affascinata dalle scarpe (in questo caso da un paio di strettissime barchette a punta celesti) ora fidanzata con Phuti Radiphuti, balbettante venditore di poltrone in pelle; il molto onorevole marito, il caro signor JLB Matekoni «primo» - pure lui - meccanico del Botswana (officina Speedy Motors di Tlokweng Road), circondato dai suoi giovani e indolenti apprendisti; il signor Polopetsi aspirante meccanico-investigatore dal triste passato e dall’ottimo futuro; l’astutissima signora Potokwane, direttrice dell’orfanotrofio, che con le sue magiche torte ottiene sempre ciò che vuole. E, infine, una nuova protagonista: zia Emang, l’indecifrabile giornalista che tiene una sorta di seguitissima posta del cuore sul Daily News al centro di un nuovo «torbido» caso.
Autore: Alexander McCall Smith
Titolo: Scarpe azzurre e felicità
Editore: Guanda
Pagine: 240
Prezzo: 14,50 €
(fonte: Tuttolibri, in edicola sabato 9 febbraio)
Dal sito de
La Stampa